Grey’s Anatomy/Telefilm

Recensione | Grey’s Anatomy 15×10 “Help, I’m Alive”

Ogni tanto pare che in quella benedettissima writing room in cui palesemente si alternano momenti di assoluta genialità a momenti di completo black out, durante i quali si decide di buttare tutto in caciara, ascoltino le mie richieste. Poi il risultato non è esattamente quello desiderato, ma questo è un altro paio di maniche.

Iniziamo dunque esattamente dalla questione che avevo sollevato in chiusura alla scorsa recensione, ovvero il fatto che Miranda non potesse più fare a meno dell’aiuto di uno specialista. Proprio all’inizio dell’episodio la ritroviamo nel bel mezzo di una seduta nella quale tenta di mostrare i suoi progressi. Questo lascia dunque suggerire che il percorso sia iniziato da qualche settimana e devo dire che la cosa mi ha fatto un po’ storcere il naso. Non ho trovato azzeccata la scelta di non mostrarci la parte iniziale, e forse la più dura, del processo. Siamo passati dai crolli psicologici in ospedale a lei che riesce a tollerare per un’ora la macchia sul viso della terapista, senza che ci venissero fatte vedere le prime difficoltà, i primi tentennamenti, i dubbi sul continuare o meno la terapia dopo qualche seduta, un possibile rifiuto nel prendere farmaci che avrebbero attestato ancora di più una condizione di malattia che lei ha tentato in tutti i modi di negare e altri classici momenti che bene o male si potrebbero presentare durante un percorso di questo tipo. Insomma, manca proprio una parte della storia che, invece, sarebbe stato molto interessante vedere, come ad esempio era stato fatto con Meredith dopo la morte di sua madre. È come se avessero voluto evitare di mostrarci una Miranda ancora più fragile e vulnerabile. In questo periodo l’abbiamo vista crollare più volte, è vero, ma in parallelo ha comunque portato avanti i suoi doveri senza causare danni e ora la vediamo già avviata verso una, seppur lenta, ripresa. Manca proprio la parte centrale del suo percorso di guarigione a livello introspettivo. L’ho trovata una scelta davvero poco felice, soprattutto perché avrebbero avuto tutto il tempo e le possibilità di affrontarla come si deve.

Evidentemente, però, c’è altro da fare, come dare a Meredith il gusto tempo per conoscere Link. Al di là delle mie preferenze personali, che con tutta probabilità influenzano almeno in parte il mio giudizio, ho trovato poco efficace questo avvicinamento tra i due. Sorpresa, sorpresa, Link non è un cretino montato ma ha una triste storia alle spalle che lo ha portato a mostrarsi così all’apparenza ma in realtà è brillante e geniale chirurgo, oltre che un adorabile ragazzo bravissimo con i bambini. Non me l’aspettavo proprio. questa originalissima svolta narrativa. Intendiamoci, non c’è nulla di male in questo, ma credo che le sue potenziali doti paterne non siano il modo giusto per accostarlo a Meredith. Abbiamo passato almeno tre stagioni a dire che Mer stava saltando lavorando e facendo la mamma, non occupandosi di sé come donna, e ora per farla avvicinare al nuovo arrivato dipingono lui come il perfetto papà? Non ci siamo proprio. Meredith non ha bisogno di un padre per i suoi figli ed è anche sbagliato far scattare il suo interesse per lui partendo da questo. Prima di vederlo in azione alla festa di Bailey, infatti, Mer aveva accettato di uscire con lui solo per darsi una possibilità, mentre dopo i palloncini, l’imitazione di Thor e il cibo spazzatura si ritrova a guardarlo con occhi diversi perché si rende conto di quanto sarebbe compatibile con il suo stile di vita e le necessità della sua famiglia. Il punto è che se dobbiamo ripartire dal personaggio di Meredith come donna, questo non è il modo giusto di farlo. Sotto questo aspetto è mille volte meglio Andrew che è interessato a lei, senza sconfinare nel territorio dei figli o della sua vita privata, soprattutto perché non è ancora il momento di farlo. Immagino che DeLuca sia ben consapevole che i figli di Meredith siano una parte fondamentale della sua vita, ma in questa fase iniziale è anche giusto che lui non si interessi di questo aspetto perché oggettivamente non è ancora arrivato il momento di affrontare questo discorso. Non ci sono proprio i presupposti. Andrew sta conoscendo Meredith come donna, mentre Link è entrato in contato con lei nel ruolo di madre e si è dimostrato molto abile come suo possibile compagno. Impostandoli in questo modo, i due percorsi non sono né paralleli né equi e questo rende la competizione sbilanciata, poiché è ovvio che Meredith sceglierà anche in base a ciò che considererà migliore in ottica del futuro della sua famiglia.

Mentre Meredith gonfia palloncini con il nuovo orto-dio, continua la crescita di DeLuca che si trova ad operare da solo per la prima volta e se la cava alla grande. Il fatto che il suo miglioramento personale stia andando di pari passo a quello professionale è qualcosa di molto positivo. Andrew si è proprio scrollato di dosso quell’apatia che lo pervadeva da troppo tempo e sta rimettendo in piedi la sua vita, riprendendone il pieno controllo. Ha smesso di trascinarsi nei corridoi dell’ospedale con lo sguardo basso e di fare l’eterno novellino. È sempre in prima linea quando c’è un’emergenza, sa cavarsela nel coordinare gli altri specializzandi e anche il piglio con cui chiede ad Alex un minuto per riflettere perché era alla sua prima esperienza come chirurgo in solitaria, dimostra quanta sicurezza abbia acquisito. DeLuca è uno di quei rari casi in cui l’amore invece che renderti più stupido, ti rende più capace e ti fa tirare fuori il meglio. Dietro a questo suo miglioramento c’è di sicuro la voglia di dimostrare a se stesso e a Meredith di poter essere l’uomo giusto per lei, ma ciò non toglie nulla al percorso che sta facendo a livello personale. A prescindere da come andranno le cose con la Grey, tutto quello che sta imparando su stesso e il carattere che si sta formando, non scompariranno nel nulla.

Qualcosa di molto simile sta succedono al nostro ormai ex-Glasses. Anche nel suo caso è stata la scintilla dell’amore a risvegliarlo ma il tutto non si è fermato lì. Proprio come Meredith sta inconsapevolmente aiutando Andrew ad essere una persona migliore, anche Nico sta aiutando Schmitt a tirare fuori il meglio di sé. I due non hanno molti dialoghi, è vero, ma quei pochi che ci sono, risultano davvero efficaci. Il Dr. Kim, con la sua attitudine da superiore che non voleva avere anche fare con un ragazzo appena uscito dall’armadio, lo ha spinto a dimostrare una forza ed una tenacia che forse nemmeno lui pensava di avere. Però c’erano, erano lì. Ci sono sempre state. Ed è bello che Nico non si prenda assolutamente il merito. Tutto quello che di buono gli sta capitando, Levi lo deve solo a se stesso. È lui che ha trovato il coraggio di fare coming out; è lui che, nonostante fosse la prima esperienza e fosse stato rifiutato, ha combattuto per il ragazzo che voleva; è lui che ha smesso di combinare disastri, iniziando a guadagnarsi rispetto in sala operatoria; ed è lui che ha salvato la vitaa ao Owen Hunt (o almeno lui ne è convinto quindi, per ora, non smontiamogli il castello). L’abbandono degli occhiali in favore delle lenti a contatto è una bellissima metafora di questa sua neo-fiducia in se stesso. “Glasses” era un soprannome divertente, che però portava con sé una reputazione poco lodevole. Adesso lui non si sente più quella persona e avverte giustamente il bisogno di abbandonare gli occhiali e con essi tutto quello che hanno sempre rappresentato per lui, sin da quando è arrivato al Grey-Sloan ma forse anche da prima.

Sulla pacata e tranquilla riunione di famiglia tra Richard, Catherine e Jackson c’è poco da dire. Sono tre persone assolutamente non in grado di comunicare e che ora si trovano a dover affrontare una situazione che già di per sé sarebbe devastante per chiunque. Sono tutti distrutti a livello umano e la malattia di Catherine rischia di essere solo l’ennesimo colpo per ognuno di loro.

Chiudiamo ora con la vera nota dolente dell’episodio: la decisone di Owen di lasciare il suo lavoro a Teddy. Qual è il motivo di questa scelta? Capisco le sue buone intenzioni, come al solito, ma il ridurre tutto ad una questione economica è triste e squallido. È vero che Teddy ha messo in mezzo il discorso ma è anche vero che il suo era più uno sclero dato dalla frustrazioni del momento. Dubito che il suo vero problema sia il non avere lo stesso trattamento che avrebbe ricevuto in Germania. Il suo problema (o forse è il mio e quindi lo vedo così, chi lo sa) è che Owen per la centesima volta abbia scelto un’altra. Nel vederlo andare da Amelia mi è sembrato di tornare alla sesta stagione, quando Teddy gli ha confessato il suo amore e lui le ha risposto di essere innamorato di Cristina. Ma va bene così, davvero. Owen è sempre stato così. Lui si butta, non una ma cento volte, e ci mette sempre il cuore. È convinto di quello che fa e quando sceglie, crede davvero che quella sia la decisione della sua vita. Hunt ha scelto Amelia ora e lo ha fatto credendo che la loro storia durerà per sempre, così come lo credeva quando ha sposato Cristina o quando è andato in Germania da Teddy. Potrebbe sembrare una critica, ma non lo è. Trovo che questo suo credere con tutto se stesso in ciò che fa, sia la sua caratteristica migliore. Non penso che sia volubile, credo solo che viva di passioni che, per loro natura, non sono mai stabili e durature nel tempo. Owen troverà davvero pace solo quando riuscirà a fermarsi e guardare quali siano stati i punti fermi durante questa sua vita così tumultuosa (ogni riferimento a Teddy è puramente casuale).

Ah, quasi dimenticavo, Koracik e Teddy sono un big no. E lo dico ora in tempi non sospetti perché non si sa mai cosa passi nella testa della Vernoff. Al massimo possono essere amici.

Bene, direi che anche per questa settimana ho ciarlato a sufficienza. Vi do quindi appuntamento alla prossima.

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8 thoughts on “Recensione | Grey’s Anatomy 15×10 “Help, I’m Alive”

  1. Il personaggio migliore della puntata Koracick che offre le patatine a Teddy o no? Per me buca lo schermo, per quanto riguarda i triangoli un velo pietoso è più che mai doveroso, come i personaggi Maggie e Wilson che definire inutili e insulsi è puro eufemismo, Alex Karev sergente nella neve che regge la baracca e si avvia a divenire il nuovo Webber o quanto meno si presenta come il Delfino più probabile finchè K.V non cambia idea. La Bailey un non senso questa storyline sembra messo lì a fare riempipista, la vedo è mi sento come la Voyager, lontano nello spazio siderale. Bello lo scontro familiare Webber, Fox, Avery ma avrebbe dovuto essere approfondito. Conclusioni alcuni recurring (Koracick,Link) come personaggi hanno più senso di alcuni main cast( Maggie,Wilson), vuoi le loro storyline vuoi per capacità. Confido o voglio sperare nel futuro visto che gli hanno pure dato tre puntate in più quindi sono 27 quest’anno?

    P.s. Sugli specializzandi hanno dato una storyline solo a occhiali gli altri fanno scena muta ammesso che compaiano.

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    • Koracick a me piace molto e vorrei che avesse più spazio. Però non lo voglio romanticamente accoppiato con Teddy.
      Visto l’andazzo che sta prendendo Webber, spero proprio che Alex non sia destinato al suo stesso percorso. Come capo io lo trovo perfetto, l’unico problema è che si vede troppo poco.
      Mi permetto di dissentire sull’inutilità di Jo e di Maggie.
      Jo l’abbiamo seguita per una stagione e mezza, è anche giusto che ora faccia un po’ di panchina per far giocare gli altri. Maggie più che inutile, è maltratta a livello di storyline. Si ostinano a non dargliene una e non si capisce perchè.
      Sugli specializzandi guardiamo il lato positivo e consideriamo che almeno uno di loro ha smesso di fare solo da tappezzeria. Confido nel fatto che prima o poi anche gli altri avranno la loro occasione (forse più che confidare, lo spero).

      Gli episodi sono 25. L’ordine di una stagione completa su un canale broadcast è di 22. A Grey’s di solito ne aggiungono 2, quindi si arriva ai canonici 24, mente quest’anno ne hanno aggiunti 3 e si arriverà a 25. So che uno di questi sarà Amelia-centrico, gli altri non ho idea di come verranno sfruttati e, a quanto pare, non ce l’ha nemmeno KV viste le sue recenti dichiarazioni.

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      • No direi che KV naviga nel buio più oscuro, quindi anche Amelia avrà una puntata tutta sua pensavo fosse solo Jo. Sono d’accordo con te che Karev dovrebbe avere più spazio. Va a finire che il buon Koracick lo mettono con Meredith. Tornando a KV l’impressione e che segua il cliché dell’anno scorso puntate dedicate ad un solo personaggio annunciandolo il più in là possibile per gestire chi gli sta attorno e i fan che guardano da una parte alternandole con puntate emozionali, vedi il prossimo giovedì, no mi sembra che le sue idee siano chiarissime, questo pesa sullo sviluppo della storia ed anche ovviamente sui personaggi.

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        • Giusto da poco ho letto alcune sue dichiarazioni in cui diceva che alcune storyline non sa nemmeno lei come debbano andare a finire in questa stagione. Sulle puntate dedicate ad un solo personaggio annunciate il più tardi possibile mi sento di spezzare una lancia in suo favore. In linea di massima lei dovrebbe avere uno sviluppo generale della trama, se poi in corso d’opera ABC le aggiunge 3 episodi, è logico che lei debba cercare di inserirli nella trama che ha in testa senza incasinare tutto. In questo senso gli episodi con focus su uno specifico personaggio sono perfetti perchè non richiedono di portare avanti la trama generale, ma permettono comunque di portare a casa un buon episodio se viene gestito bene. Mi ricordo che ne fecero uno molto bello su Arizona e una paziente in carcere. Credo che quello sia il tipo di cosa che vorrebbe fare KV con Amelia, magari utilizzando parte del suo passato che è stato affrontato in Private Practice e che molti spettatori di Grey’s non hanno mai visto. Poi non so effettivamente cosa ne verrà fuori.
          Dal punto di vista più generale, invece, concordo con te sulla gestione caotica della Vernoff. Diciamo pure che tira a campare.
          Comunque la relazione tra Koracick e Meredith è stata esclusa a livello ufficiale da KV. La scelta sarà tra Link e DeLuca.

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  2. figo dr. kim!! il suo è l’unico paragrafo del tuo commento che ho letto xDxDxD

    “con la sua attitudine da superiore” : attitudine mi sembra molto un’americanata, non sarebbe meglio comportamento o manie?

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    • Perdonami, non vorrei risultare scortese, ma perchè hai sentito la necessità di commentare l’aspetto fisico di un attore, elemento che nelle mie recensioni non appare mai, e di farmi sapere che non hai letto il resto? Qual è il senso?

      “Attitudine” non è un’americanata, è un sinonimo italiano di atteggiamento e rende l’idea di ciò che io volevo esprimere. A mio gusto, “comportamento” non stava bene nella frase per come l’avevo in testa. “Mania”, invece, non ha nulla a che vedere con quello che volevo dire, per di più ha un significato medico/psichiatrico specifico e non mi sembra il caso di utilizzare il termine a casaccio.

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      • nulla, volevo solo esprimere un’opinione su una serie che non seguo ma su cui comunque mi sono soffermato a leggere le news proprio per la coppia gay; e di solito i gay, per quello che ho visto, ho sono ragazzi mingherlini ed effeminati oppure bulli che alla fine si rivelano tali perke nn si accettano. Ho apprezzato che finalmente ce ne sia uno sexy ma comunque caratterizzato decentemente e nn uno stereotipo vivente alla grande fratello

        poi l’altro anche il consiglio era una mera questione di gusti riguardanti la scelta lessicale, solo che appena ho letto attitudine ho pensato ad attitude

        nn volevo risultare scortese o oggettivante, ma secondo me un personaggio non si commenta solo dalla sua storia ma anche dall’attore che lo interpreta e dalla caratterizzazione anche fisica

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        • Ci sono molte serie che caratterizzano i loro personaggi LGBTQ solo con stereotipi, ma ti assicuro che non è mai stato il caso di Grey’s Anatomy. E, in generale, in USA la tendenza ad uscire da questo tipo di caratterizzazione è molto più accentuata che in Italia. Non è così pieno di personaggi LGBTQ rappresentati come dei clichè viventi, soprattutto negli ultimi anni. Siamo noi italiani ad essere indietro, come al solito, anche se devo ammettere che qualche timido passo in avanti lo stiamo facendo.

          Non sei risultato oggettivante, ma non mi trovo comunque d’accordo con te. L’attore che interpreta un personaggio è fondamentale a livello di capacità recitativa, ma non in quanto a caratterizzazione fisica. Anzi, a mio avviso, pensare che lo sia, contribuisce sono ad alimentare gli stereotipi. Se si trattasse di un lottatore di sumo potrei anche darti ragione, nel senso che farlo interpretare da un attore basso e mingherlino sarebbe quanto meno improbabile; ma il Dr. Kim è un medico gay, il suo aspetto fisico é del tutto irrilevante ai fini della riuscita del personaggio, proprio perchè essere gay non è in correlazione con l’aspetto esteriore di qualcuno.
          Sul fatto che possa essere un bel ragazzo non discuto, ma io cerco sempre di non tirare in ballo l’aspetto fisico dei personaggi proprio per non alimentare la cultura dell’oggettivazione del corpo in cui siamo tutti perennemente immersi.

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