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News | Dopo il Ritiro di Kevin Hart, Gli Oscar 2019 Non Avranno un Conduttore

Gli Oscar sono pronti a intraprendere una delle più radicali reivenzioni nella loro lunga storia. Per la prima volta in quasi tre decenni, la più grande notte dei film prevederà di andare avanti senza un presentatore.

Probabilmente i produttori selezioneranno una lista con vari personaggi che presenterenno i vari segmenti della serata. I produttori e l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, il gruppo dietro gli Oscar, si stanno sforzando di schierare i migliori talenti necessari per organizzare la trasmissione televisiva, che è solo a sei settimane dalla messa in onda in diretta – il 24 febbraio – dal Dolby Theater di Hollywood.
Allo stato attuale, non ci sono nuove offerte, né è previsto che un singolo potenziale ospite possa riempire il vuoto lasciato da Kevin Hart, che si è ritirato poche ore dopo essere stato selezionato quando si è rifiutato di scusarsi per le sue passate osservazioni omofobiche su Twitter.
I produttori dello show stanno andando avanti per creare una trasmissione che punterà sulla musica nel cinema, grazie a i nominati Lady Gaga, Dolly Parton e Kendrick Lamar.

L’idea che Hart possa fare un passo indietro è al 100% morta. Hart ha detto durante un sit-in di mercoledì su “Good Morning America”: “Non presenterò gli Oscar quest’anno”. Quando gli viene chiesto delle sue intenzioni future, ha detto: “È difficile prevedere cosa può accadere”.
L’Accademy aveva preso in considerazione l’idea di dare il benvenuto a Hart se avesse sfruttato l’opportunità in un’intervista con Ellen DeGeneres per dimostrare il suo pentimento per le sue battute anti-gay fatte su Twitter. Ma il suo sit-down con  la DeGeneres, un’amica comprensiva, gli si è ritorto contro quando è diventato vittima di troll e “nemici” di Internet.
Le reazioni sferzanti dei gruppi LGBTQ e di altri su Twitter e Facebook hanno affermato che a Hart non dovrebbe essere permesso di tornare come presentatore e sarebbe una distrazione dal grande evento. Inoltre l’Accademy era furiosa per il fatto che Ellen DeGeneres avesse insistito con loro per la reintegrazione di Hart.
Dalla sua apparizione ad “Ellen”, Hart ha continuato a ripetere la sua riluttanza ad impegnarsi in varie discussioni con la comunità LGBTQ. Di recente, il 7 gennaio, nel suo programma satellitare SiriusXM, ha detto che non era il suo “sogno della vita” essere un alleato della comunità queer. I tentativi di back-channel per mitigare la situazione attraverso la sua agenzia, UTA, non hanno avuto successo.
Tra i dirigenti c’è chi vede l’assenza di un presentatore potenzialmente fatale per la serata e chi invece crede che potrebbe rivelarsi positivo.

“Perché non provarci? Le cose sono così polarizzate in ogni caso, oramai qualsiasi presentatore verrà analizzato fino alla morte”, ha suggerito il consulente dei media Brad Adgate. “Nessun ospite potrebbe essere un esperimento e, ammettiamolo, i giorni di Bob Hope e Billy Crystal sono finiti”.

La trasmissione televisiva degli Oscar è andata in onda senza presentatore proprio una volta, 30 anni fa. Il produttore Allan Carr e il regista Jeff Margolis hanno montato un numero musicale di 11 minuti per aprire lo spettacolo al posto del solito monologo. L’apertura ci ha regalato la versione di Rob Lowe di “Proud Mary”, un duetto con Biancaneve.
Ci sono stati anche anni con una lista affollata di nomi che condivisero i doveri, come nel 1958, quando Bob Hope, Jack Lemmon, Rosalind Russell e Donald Duck erano tra quelli nominati come ospiti. Nel 1973, Carol Burnett, Michael Caine, Charlton Heston e Rock Hudson si sono divisi il lavoro. L’ultima volta in cui ci sono state più di tre persone è stato il 1987, quando sono saliti sul palco Chevy Chase, Goldie Hawn e Paul “Crocodile Dundee” Hogan. L’ultima volta in cui più di una persona ha presentato, è stata il 2011, l’anno di James Franco e Anne Hathaway. Ricordiamo tutti come è andata.
La produttrice degli Oscar Donna Gigliotti sta anche esaminando dei modi per tagliare uno spettacolo che è stato accusato di essere interminabile e gonfiato. Ciò potrebbe aiutare ad evitare il solito flusso monotono di presentatori che richiamano i vincitori. Fatto sta che proprio questi cambiamenti avrebbero minimizzato il ruolo del presentatore. Forse tutti questi accorgimenti potrebbero aiutare una premiazione che l’anno precedente ha raggiunto i minimi storici in fatto di rating, con un calo del quasi il 19% da un anno all’altro a 26,5 milioni di telespettatori.

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