Fangirliamo/Rubriche/Telefilm

Fangirliamo | #43 – Nostalgia 2018

Il 2019 è iniziato da meno di 48h, ma noi non possiamo facilmente dimenticare il passato; soprattutto le serie tv nuove e vecchie che ci hanno accompagnato per tutto il 2018. Ed eccoci qui con uno speciale Fangirliamo dedicato alle coppie telefilmiche che l’anno passato (da pochissimo) ci sono rimaste nel cuore.

Josie e Penelope – Legacies (dreamer183)

Ad essere onesta, io allo spin-off dello spin-off di The Vampire Diaries non avrei dato due lire. E invece mi sono dovuta ricredere perché Julie Plec sa bene come imbastire uno show (lasciamo stare il fatto che poi con l’andare delle stagioni le storyline si perdano e degenerino), creando personaggi affascinanti e vicende capaci di appassionare lo spettatore, lasciandolo con la voglia di vedere come andranno avanti le cose. Ora, non è che Legacies sia il capolavoro della narrazione televisiva moderna, intendiamoci, però si lascia guardare molto più che volentieri.

“You’re right, this world needs the selfless and the selfish to keep spinning. I happen to be latter”

Uno egli elementi che ha catturato di più la mia attenzione è di sicuro la storia tra Josie Saltzman, una delle due gemelle figlie di Rick e Jo ma date alla luce da caroline, e Penelope, una strega che studia nella scuola Salvatore. non che ex-ragazza di Josie. La storia tra le due, però, è bene lontana dall’essere archiviata. Josie, infatti, prova ancora qualcosa per lei, nonostante la odi con tutta se stessa per averle spezzato il cuore, e lo stesso vale per Penelope, anche se lei fa di tutto per non dimostrarlo, soprattutto a Josie, assumendo il classico atteggiamento da stronza superficiale a cui importa solo di se stessa. Ci sarebbero tanti modi per descrivere questa coppia, che coppia non è più e chissà se tornerà ad esserlo, ma uno sopra tutti rende bene l’idea: Josie e Penelope hanno il fattore Delena. Lo so, è un paragone azzardato ma fidatevi che diventa sempre più evidente con l’andare degli episodi, sia dagli atteggiamenti che dai dialoghi. Josie è buona, altruista, sempre pronta a farsi in quattro per gli altri, soprattutto per sua sorella che la impegna tanto da non lasciarle tempo per nient’altro; mentre Penelope è strafottente, egoista, piena di sé, menefreghista e superficiale. O almeno è così che vuole sembrare. Perché lei in realtà è l’unica a preoccuparsi davvero per Josie, l’unica a capire quanto abbia bisogno di liberarsi dal peso opprimente di sua sorella e soprattutto l’unica disposta a sacrificarsi affinché questo avvenga. Penelope sfida Josie, la spinge ad essere diversa, a prendersi ciò che le spetta e ad uscire dal suo guscio, la porta anche ad essere egoista quel tanto che basta per reclamare il suo posto del mondo che non deve essere solo quello della gemella sfogata di Lizzie Saltzman. Nonostante lo faccia con metodi poco ortodossi, Penelope è l’unica a vedere e a tirare fuori la vera Josie, dando luce ad un lato che lei tenta in tutti i modi di tenere in ombra.

 

Klaus e Caroline – The Originals (dreamer183)

Rimanendo in casa Plec, tra le coppie/non coppie migliori del 2018 non si possono non citare i Klaroline. E sì, lo so che parlando di loro sto gettando il sale su una ferita che, per molti di noi, sanguina ancora copiosamente.

“I think a part of me has always known that you weren’t the villain of my story”

Klaus e Caroline sono allo stesso tempo una delle storie più belle mai create nel TVDverse e uno dei suoi più grandi sprechi. Sono stati da sempre destinati a rincorrersi, a scontrarsi e ad incontrarsi senza mai riuscire a coesistere. Ed è proprio in questa impossibilità di coesistere che sta la loro dannazione ma anche il loro infinito fascino. I Klaroline sono tutto ciò che di bello ci potrebbe essere ma che non si concretizza. Sono una favola, una di quelle che sanno tanto di realtà e che per questo hanno un finale agrodolce. L’ultimo capitolo della loro storia è coinciso anche con l’ultimo capitolo della vita di Klaus, e non poteva che essere così. In migliaia di anni, nessuno è arrivato a lui come ha fatto lei. Elijah gli è sempre stato vicino e Cami è riuscita in parte a capirlo, ma Caroline è stata l’unica che lo ha spinto ad essere migliore. Lei ha visto l’uomo sotto il mostro e lo ha riportato in superficie. Se Hope ha potuto passare dei momenti con suo padre è grazie a lei; e se Klaus ha fatto emergere il suo lato buono, lo deve soprattutto a Caroline. Allo stesso tempo, però, anche lei ha imparato molto da lui. Klaus ha visto la forza, la tenacia e la determinazione di Caroline e l’ha aiutata a tirarle fuori. Non l’hai mai tratta come un fiorellino delicato e ha sempre cercato di spronarla, vedendo in lei qualcosa di diverso e a tratti potente. I loro ultimi momenti in The Originals, per quanto dolorosi fossero, sono stati più che altro la conclusione di questa crescita che entrambi hanno compiuto parallelamente e a distanza ma senza mai perdersi davvero. Non è un caso che, per l’ennesima volta, sia stata lei a spingerlo a non sottrarsi al doloroso compito di dire addio a sua figlia. In quel momento, e per l’ultima volta, Caroline ha spinto Klaus ad essere migliore, in un modo in cui nemmeno lui sperava e sapeva di poter essere. E nessuno mi toglierà mai dalla testa che, nonostante il ricordo ancora forte di Stefan, Klaus sia stato davvero l’ultimo grande amore di Caroline, forse perché non aveva mai smesso di esserlo.

 

Diana e Matthew – A Discovery of Witches (vampirettafolle)

Se si parla di vampiri, il mio animo d’adolescente si riaccende. Dopo la fine principalmente di The Vampire Diares, che ha dato vita ad una grande era telefilmica fantasy, A discovery of Witches mi è sembrata la giusta alternativa proprio per chi, come me, essendo cresciuta a pane e TVD (True Blood, Buffy, ecc.), ora ha una “certa età” e forse di banchi di scuola e primi amori non ne vuole più tanto sapere.

“It begins with absence and desire.
It begins with blood and fear.
It begins with a discovery of witches.”

Sky One ci ha provato ed è nata una serie intrigante, nostalgica e innovativa grazie anche alla colta penna della scrittrice e accademica statunitense Debora Harkness e alla sua All Souls Trilogy.
Una è la coppia indiscussa di ADOW e difatti tutto ruota intorno a questo amore impossibile: Diana Bishop (Teresa Palmer) studiosa di alchimia e inconsciamente strega e il neurochirurgo vampiro Matthew de Clermont (Matthew Goode). Anche se non capiamo bene come sia scoppiato l’amore, dato che si passa da un frettoloso avvicinamento al fino alla fine insieme e per sempre, un amore così era da un po’ che non lo vedevo. Travolgente, passionale, totale, forse quasi una dipendenza. Può sembrare strano soprattutto con una coppia più matura rispetto ai soliti standard televisivi e dai toni, entrambi, pacati e razionali, ma probabilmente la magia che c’è in Diana, i segreti della specie di Matthew e il potere dell’Ashmole 782, hanno reso il rapporto di questa coppia pericoloso e attraente. Sono tornata a desiderare di vedere un amore così, tra sogno e incubo forse proprio grazie a Diana stessa, così convinta di quello che prova tanto da non avere alcun dubbio su loro.
Si conoscono nella maniera più classica, lui cerca di carpire delle informazioni da lei, ma più si intendono e più ci sono dei punti di contatto e scontro. Si comprendono e guarda caso una delle persone più pericolose per Diana, un vampiro, diventerà la creatura da cui più si potrà fidare. Tuttavia lui cerca di resisterle perchè le leggi che governano il loro mondo non prevede l’unione tra una strega e un vampiro. Lei ci prova, insiste. L’atteggiamento di Diana è comprensibile come la sua attrazione. Anche l’iniziale riluttanza di lui. Matthew ha un modo di proteggere Diana da cavalier servente, questo però non lo porta a considerarla totalmente indifesa. La sprona a scoprire il suo potere, perchè la strega che è in lei ha una grande forza. La salva e le insegna a stare in questo mondo in cui le razze delle creature sovrannaturali con la facciata della Congregazione, fingono di essere in pace. Dal canto suo Diana fa qualcosa che oggi viene dato un po’ per scontato, anche perchè, per portare sugli schermi un ideale di donna forte, bisogna per forza far passare l’immagine di chi sa dire frequentemente no, perchè ha dei diritti e può vivere da sola.
Diana Bishop è anche questo e poi ha deciso di condividere la sua vita con Matthew, donandosi completamente anima e corpo (o almeno le piacerebbe) a Matthew. Diana ha detto no alle sciocche regole del mondo sovrannaturale, e sì all’amore. L’attrazione e la sintonia sono palpabili ed è questo il vero motore di una serie che resuscita gli eleganti e meno splatter vampiri di un tempo e altre creature del sovrannaturale tutte insieme nella stessa serie di Sky One.

Jimmy e Kim – Better Call Saul (Emsherlocked108)

Ho sempre creduto che l’amore si veda nelle piccole cose. Non sono necessari gesti plateali o eventi sconvolgenti per capire se due persone si amano. La forza di Jimmy e Kim sta proprio in questo. La serie Better Call Saul, apprezzato spin-off di Breaking Bad, è ormai giunta alla quarta stagione, che potremo riassumere come la resa dei conti: Jimmy Mcgill ha definitivamente abbandonato quel che di onesto e sensibile rimaneva in lui per trasformarsi in Saul Goodman, l’arrivista avvocato della serie madre. Questa trasformazione avviene sotto gli occhi increduli di una disarmata Kim. Per quattro stagioni, Kim Wexler è stata un personaggio fondamentale per la serie. Non si tratta solo della fidanzata di Jimmy, ma della sua migliore amica e punto di riferimento. Sì, perché Kim è, al contrario del protagonista, un’avvocatessa onesta e con saldi principi morali. Credo che senza di lei, Jimmy sarebbe diventato Saul Goodman molto prima. Better Call Saul non è una serie tv romantica o , più in generale, non si lascia andare a sentimentalismi. Gli sceneggiatori ci presentano l’amore di questi due personaggi attraverso scene quotidiane, in cui lo spettatore può rispecchiarsi. Mi viene in mente la dolce e divertente scena in cui si lavano insieme i denti ( dopo una notte d’amore che lo spettatore non ha potuto vedere); oppure quando guardano insieme “Il buio oltre la siepe”, film preferito di Kim. Niente sensazionalismi, ma solo piccole perle di felicità e supporto reciproco. Così è anche la loro quasi sicuramente definitiva rottura a cui abbiamo assistito in questa stagione. Dopo la morte del fratello Chuck e la conseguente fredda reazione di Jimmy, Kim non riconosce più l’uomo che amava. I due si allontano e si riavvicinano nel corso della stagione, ma lo spettatore avverte che qualcosa è cambiato e il loro rapporto non tornerà più come prima. Fino al colpo finale, in cui anche la sua fedele compagna rimane vittima delle falsità e dell’arrivismo di Jimmy Mcgill, o meglio, di Saul Goodman. Vedendo lo sguardo della donna a fine puntata, capiamo perché, in Breaking Bad, Saul Goodman è un uomo solo.

Cheryl e Toni – Riverdale (Emsherlocked108)

Un’altra coppia che quest’anno merita senza dubbio una menzione, è quella formata da Cheryl Blossom e Toni Topaz nella serie Riverdale. Nella seconda metà della seconda stagione, veniamo a sapere che Cheryl, ragazza snob e arrogante, amata e odiata da noi fan nel corso dello show, nasconde un dramma interiore: ha sempre tenuto segreta la propria omosessualità (o bisessualità, sinceramente non l’ho ancora capito…), a causa del disprezzo della madre, e per questo non è mai stata davvero felice. Per fortuna trova conforto, e poi amore, in Toni Topaz, una ribelle ragazza del Southside. Le due formano una coppia bellissima: le due attrici hanno un’ottima chimica e anche le personalità dei due personaggi, apparentemente agli antipodi, si completano. Grazie a Toni, Cheryl può finalmente essere se stessa. Non mi vergogno di dire di essermi commossa, quando, nel diciassettesimo episodio della seconda stagione, Toni va a liberare Cheryl dall’istituto psichiatrico in cui l’aveva rinchiusa la madre, e le due amate si baciano nel bel mezzo della proiezione di un film dalle tematiche bigotte e omofobe. Una scena emozionante, che grida a squarciagola che l’amore è amore, in tutte le sue forme. In ottobre è andata in onda la terza stagione e, purtroppo, abbiamo assistito a pochissime scene delle nostre Choni. E’ un peccato perché rappresentano una delle poche cose che funzionano ancora nella serie. Spero quindi che gli autori  daranno più spazio a questa esplosiva coppia dopo lpausa natalizia!

Rosaria e Alex – I Bastardi di Pizzofalcone (dreamer183)

Abbandoniamo per un attimo gli USA che tante meraviglie ci regalano in materia di serie tv e spostiamoci sulle cose italiane, più precisamente a Napoli, nello scalcinato commissariato di Pizzofalcone, tenuto in pedi da una squadra di poliziotti che definire disastrati è un eufemismo. Lo so, a primo impatto l’idea di una serie italiana sull’ennesimo gruppo di investigatori con le vite incasinate non allettava neanche me, eppure mi sono ricreduta perché I Bastardi di Pizzofalcone è una delle migliori serie, qualitativamente parlando, che io abbia visto negli ultimi due anni e, se è possibile, la seconda stagione è anche più bella della prima. Date una possibilità a lei e alla Rai in generale, non ve ne pentirete. Ma non siamo qui per portare alta la bandiera delle produzioni italiane quindi bando alle ciance e parliamo di uno dei punti di forza di questo serie: la storia tra Alex Di Nardo e Rosaria Martone.

“Noi due possiamo costruire qualcosa, Alex, qualcosa di bello. Ma per costruire qualcosa ci vuole un po’ di sicurezza. E anche un po’ di coraggio”

Dopo una prima stagione in cui le due si sono conosciute e hanno imparato a fare i conti con quel che tipo di amore che ti colpisce e ti sconvolge, che ti si attacca addosso all’improvviso e sembra non volerti lasciare più, nella seconda stagione il loro rapporto è cresciuto e si è consolidato, diventando forse anche più reale e più vero di prima. A dirla proprio tutta, è stata più che altro Alex a crescere, grazie all’aiuto di Rosaria che ha saputo guidarla in un momento difficile, perdonandole qualsiasi cosa e mettendo da parte più di una volta l’orgoglio per salvare la loro storia, anche quando sembrava essere l’unica a volerlo fare. Raramente mi è capitato di vedere una tale maturità in un rapporto di una serie tv, italiana e non. I drammi ci sono, per carità, ma sono ridotti al minimo e soprattutto funzionali allo sviluppo della storia d’amore e alla maturazione di Alex che inizia a rimettere in sesto la propria vita, capendo che non vale la pena buttare all’aria una cosa così bella per non impegnarsi. La libertà vale poco se non si ha qualcuno cn cui condividerla ed essere indipendenti non significa stare soli. Rosaria mette il suo cuore nelle mani di Alex, lascia che lo maltratti e lo riduca in pezzi ma non si tira mai indietro e alla fine il suo impegno viene ricompensato da Alex che finalmente trova la forza di essere se stessa, di affrontare il giudizio del padre, ex-generale dell’esercito non troppo entusiasta di avere una figlia lesbica, e di combattere per il loro amore, nonostante le mille paure che ancora si porta dietro.

 

Alba e Francisco – Le ragazze del centralino (Ritalaura Del Conte)

Quando parliamo di loro, l’eco dell’amore imperituro ed impossibile risuona nell’aria. Si amavano da bambini, poi da ragazzi e decidono di partire dal loro paese di provincia alla volta di Madrid per coronare i loro sogni, per realizzare la speranza di una vita migliore. Ma il destino li separa e loro cresceranno senza avere più notizie l’uno dell’altra per 10 lunghissimi anni. Poi, per caso si rincontrano e sembra non essere passato neanche un istante da quel loro tragico addio.

«Diez años no son suficientes para olvidarte, Alba»

Nel corso della prima e della seconda stagione si sono presi e lasciati di nuovo, ma le loro vite hanno subito troppi cambiamenti per far si che quei due bambini d’un tempo scegliessero di vivere il loro amore come se nulla fosse accaduto.

Nella terza stagione il loro rapporto cresce, si evolve, raggiunge un apice incredibilmente forte, pur non potendo avere la fortuna o forse il coraggio di incarnarsi nella scelta di stare insieme davvero. Lui l’accompagna all’altare, e nel momento in cui pronuncia il suo sì a Carlos Sìfuentes, esce dalla chiesa disperato. Poi la tragicità dell’incendio e la crudeltà della sparizione della piccola Eva (figlia di Alba e Carlos) li avvicina ancora di più. Alba può fidarsi solamente di Francisco. Perché la famiglia dei Sìfuentes, trama contro di lei e l’unico che decide di starle accanto, l’unico che le crede ad occhi chiusi, l’unico che si prende realmente cura di lei, è solo Francisco. E sempre sarà così. Sappiamo bene che gli amori indimenticabili sono quelli che in fin dei conti, non hanno avuto la possibilità di divenire reali. Non si dimentica chi non ci è mai appartenuto.

E nell’ultimo tragico istante della vita di Francisco, che per salvare la piccola Eva si prende una pallottola al cuore, si invera l’unicità e l’addolorata immensità del loro sentimento

«tu has sido el amor de mi vida»

 

 

 

Giuliano e Simonetta – I Medici 2 (Ritalaura Del Conte)

Lo abbiamo detto e ridetto milioni di volte, la coppia per eccellenza della season 2 de I Medici è quella formata da Giuliano e Simonetta. Le motivazioni le sappiamo, è l’amore impossibile ed immortale, naufragato nella morte, reso immortale dal pennello di Botticelli. Lei sposata,all’inizio lo odia. Lui è il classico donnaiolo che non crede nell’amore. Poi si innamorano e la scintilla è immediata, la passione dilaga ma purtroppo la storia fa il resto. Simonetta è praticamente morta per non negare al marito di amare Giuliano, lei, convinta che lasciarlo andare fosse la cosa migliore per lui,

«Tu sei un Medici prima di tutto e per sempre»

«Io sono tuo»

Questo dialogo da cardiopalma resterà impresso nel mio cuore per sempre, insieme alla scena magistralmente interpretata dagli attori e alla regia impeccabile, tutto ha contribuito a creare un climax incredibile, facendo trasudare dallo schermo la potenza dell’amore vero.Poi la disperazione di Giuliano e infine l’ultimo pensiero esalato dalle labbra prima di spegnersi è andato a lei, a lei che per lui era tutto:

«Insieme in paradiso»

Giuliano de Medici e Simonetta Vespucci, gli amanti impossibili, i Paolo e Francesca di Firenze. Marte e Venere, per sempre scolpiti negli occhi di chi li osserva nei dipinti.

 

Enrico e Lisa – Non dirlo al mio capo 2 (Ritalaura Del Conte)


Tra le coppie delle fiction italiane è questa quella che maggiormente merita di essere annoverate tra le migliori. Perché incarna la realtà di una vera coppia, con tutte le sfaccettature, le imperfezioni, le fragilità e i casini che ci si porta dietro inevitabilmente quando si è una coppia.

Dopo una prima stagione finita con l’amaro in bocca e tante bugie, la seconda stagione è un lento susseguirsi di un sentimento che cresce incredibilmente tenace tra loro. Enrico è molto diverso, è un uomo ferito e disilluso dalla vita e soprattutto dall’amore. Lisa lo ama alla follia ma non si fida più di lui, ha paura, così tanta che cede alla tranquillità di un amore fasullo con Diego che alla fine risulterà essere un vero bastardo. Ed Enrico farà di tutto per proteggerla, lotterà con le unghie e con i denti per sopprimere l’amore che sente per lei, ma non ne è capace.

Così che quando Lisa resta ferita, ad Enrico si paleserà la possibilità di perderla per sempre ed allora confesserà finalmente il suo amore per lei dicendole di amarla. Lui, l’uomo tutto d’un pezzo, si scioglierà davanti all’evidenza di un sentimento che non è riuscito a spegnere e lei, la donna che gli ha fatto credere veramente di poter essere un uomo migliore, confessa a se stessa il fatto che mai potrà scegliere di avere accanto altro uomo se non lui. E così, Happy Ending  sia!

 

Quest’anno l’Italia si è ben difesa e come potete vedere non sono poche le serie inserite. Ora però tocca a voi, quali sono state le coppie 2018 che continuerete a portare con voi?!

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