Riverdale/Telefilm

Recensione | Riverdale 3×06 “Manhunter” & 3×07 “The Man in Black”

Salve a tutti! Bentornati all’appuntamento con Riverdale. Purtroppo questa settimana ho avuto da fare, di conseguenza recensirò in un solo articolo sia il sesto sia il settimo episodio di questa terza stagione.

Partiamo con Manhunter.

La puntata precedente si era conclusa con Jughead che aveva visto il Re Gargoyle nella foresta insieme ad una folla di seguaci. Il ragazzo racconta tutto ai suoi amici e Kevin gli riferisce che Joaquin si è unito ad una nuova banda, che potrebbe quindi essere proprio quella del Re Gargoyle. I Serpents vanno quindi a cercarlo, ma ben presto trovano Joaquin morto, con inciso sulla fronte un p greco, che ha il significato di “sacrificio”. Devo dire di essere molto dispiaciuta per la sua morte. Era un personaggio che mi piaceva e speravo davvero che tornasse assieme a Kevin. Questa stagione, comunque, si sta rivelando una vera e propria carneficina! Non si salva nessuno.

Nel frattempo, Veronica trova una prova per scagionare definitivamente Archie, ma ovviamente i problemi non sono ancora finiti. Archie, infatti,chiede a Kevin di accompagnarlo verso le miniere di Shadow Lake, luogo in cui il direttore Norton gli aveva detto che erano nascosti i complici di Bullock, il vero omicida, in modo tale da farli confessare di essere innocente. Purtroppo, il perfido Hiram Lodge è sempre un passo avanti, e ordina allo sceriffo Minetta di recarsi alle miniere ed uccidere i testimoni. Archie e Kevin arrivano troppo tardi. Il giovane “rosso”, conscio dei rischi che Veronica correrà sempre finché lui sarà in città, decide di partire. Devo dire che è stata una delle pochissime decisioni di Archie che ho apprezzato: certo, questo spezza il cuore di entrambi, ma Hiram è troppo potente per essere sconfitto (almeno per ora) e Veronica rischia davvero molto. Proprio in questo episodio, ad esempio, il padre l’ha sbattuta in una cella solo per aver sottratto le prove dell’innocenza di Archie dal computer della madre.

In parallelo, Betty continua le sue indagini sul Midnight Club, convocando tutti i genitori. E’ Penelope Blossom a confessare: la perfida madre di Cheryl rivela di come Daryl Doiley (un membro del club) fosse talmente innamorato di lei da pianificare l’omicidio di uno di loro. Il signor Doiley, disperato per l’ennesimo rifiuta di Penelope, si era tolto la vita, apparentemente, nella sua auto a causa di monossido di carbonio. Ma Betty non crede alla sua versione, perché, confrontandosi con il coroner, scopre che Daryl Doiley è in realtà morto per oleandro, una speciale pianta che coltiva proprio Penelope Blossom. Sembra inoltre che sia stato proprio lo sceriffo Keller a insabbiare il caso. Insomma, pare proprio che gli adulti di Riverdale stiano ancora proteggendo un segreto, coprendosi a vicenda. Come se tutti questi eventi non bastassero, Alice, per proteggere la figlia, la spedisce in quella sorta di istituito di stampo medioevale che è “Sisters of Quiet Mercy” (per intenderci, lo stesso in cui Penelope aveva mandato Cheryl nella seconda stagione). Ma perché? Cioè capisco le preoccupazioni di mamma Cooper, ma quella struttura è disumana per chiunque. Ah giusto, in mezzo a tutto questo trambusto, Josie ha delle convulsioni in classe.

La sesta puntata è quindi ricca di eventi… a mio parere troppi! Non mi ha fatto impazzire, perché mi è sembrata davvero troppo confusionaria: gli autori hanno messo molta carne al fuoco, mentre io, lo dirò fino allo sfinimento, preferivo la semplicità della prima stagione.

Passiamo a The Man in Black.

Questa puntata si divide in tre parti. 

Si comincia con Archie e Jughead. Quest’ultimo difatti ha voluto accompagnare l’amico nella sua fuga, perché, come gli dice, “Tu non puoi rimanere solo cinque minuti senza essere rapito o senza farti picchiare a sangue”: standing ovation a Jughead Jones, per aver espresso il pensiero di tutti. Ad ogni modo, i due giungono ad una fattoria gestita da due sorelle, Laurie e Gracie Lake, nei pressi di una misteriosa cittadina. Ecco, qui Archie si è superato. Innanzitutto, spiffera all’emerita sconosciuta Laurie il suo nome, da dove viene, perché se n’è andato da Riverdale e chi gli da la caccia (cioè, il codice fiscale glielo vogliamo dare?!), e infine i due si baciano. Questo, quanto? Mezza giornata da quando ha lasciato Veronica, più o meno? Dulcis in fundo, Jughead scopre che la città è completamente gestita da Hiram Lodge, il quale viene chiamato“The Man in Black”, e che Laurie e la sorella hanno il compito di catturare Archie. Jug libera l’amico, pronto a fuggire. Ed ecco che il nostro “rosso” ha la brillante idea di uccidere Hiram, ignorando il fatto che questo sia armato e che forse forse uccidere un uomo così potente senza uno straccio di piano non sia proprio la migliore idea del mondo. Per fortuna che c’è il nostro Jughead a dissuaderlo. La prima parte termina quindi con i due amici che se ne vanno e con Jughead che propone ad Archie di rifugiarsi a casa di sua madre e sua sorella. Era da un po’ che gli autori ci avevano parlato dell’introduzione di Gladys e Jellybean Jones nella serie… sono molto curiosa di conoscere questi due personaggi!

La seconda parte è dedicata a Veronica. Dirò poco, poiché è stata quella a mio parere meno interessante. La ragazza decide di andare ad abitare nel suo locale e di aprire lì  un casinò. Questa attività illegale fa storcere molto il naso al povero Pops (forse il personaggio più innocente della serie) e secondo me ci saranno guai. Veronica è pur sempre una Lodge. Intanto, sembra che la ragazza si stia avvicinando a Reggie… non escludo un flirt tra i due.

Infine, veniamo all’ultima parte, dedicata a Betty. E’ stata la mia preferita, non solo perché amo il personaggio di Betty Cooper e l’attrice che la interpreta, ma anche perché sono finalmente arrivate delle risposte in mezzo a tante domande. Come abbiamo visto nell’episodio precedente, Betty si trova nel manicomio, decisa a continuare le sue indagini. Bellissimo l’espediente del monologo interiore, che ci fa apprezzare ancora di più l’intelligenza e il coraggio di Betty. La ragazza scopre che le infermiere somministrano alle pazienti le Frizzle Rocks, caramelle contenenti droga…le stesse ingerite dai ragazzi del Midnight Club quella fatidica notte, anni prima! Fornitore di queste non è altri che Hiram Lodge:  capisce quindi che le pazienti, tra cui Ethel Muggs, sono usate come cavie umane per provare questa droga. E’ in questo modo che vedono il re Gargoyle! Con uno stratagemma, Betty prova a scappare, ma viene scoperta: per questo viene costretta ad ingerire le Frizzle Rocks e a incontrare il re Gargoyle (in una stanza in cui, a detta di Ethel, vanno le ragazze dell’istituto che si comportano male). In seguito a questo incontro, Betty cade in uno stato catatonico e inizia a venerare il re . No, Betty, no. Sei l’ultimo spiraglio di razionalità in questo show, non ci abbandonare!

Questo episodio mi è piaciuto! Ho particolarmente apprezzato la divisione in parti, che ha reso la visione meno confusionaria e ha dato il giusto spazio ai singoli personaggi.

IL TOP

  • Nella prima puntata, nulla. Come ho detto, niente di che. Forse la puntata peggiore della stagione per ora.
  • La divisione in tre parti del secondo episodio.
  • Betty Cooper. Sia il personaggio, sia l’attrice Lili Reinhart, bravissima.
  • I monologhi interiori di Betty. In particolare lo “Psycho Bitch” riferito ad un’insopportabile Ethel.

IL FLOP

  • La morte di Joaquin. Era un personaggio che poteva offrire ancora qualcosa, secondo me.
  • La confusione generale della prima puntata.
  • La stupidità di Archie (soprattutto nel secondo episodio)
  • Troppe poche scene con Cheryl!

Insomma, la carne al fuoco è molta. Spero che il mistero non si risolva in un “meh” come nella stagione precendente! As always, allego il trailer del prossimo episodio!

 

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