Telefilm/The Gifted

Recensione | The Gifted 2×08 “the dreaM”

Dopo una settimana di pausa, eccoci tornati a parlare di The Gifted. Per una strana ironia della sorte la serie è stata in pausa proprio nella settimana in cui Stan Lee ci ha lasciati, come se un qualche mutante (magari sceneggiatore o produttore) avesse percepito questo evento e avesse interrotto la serie di proposito. Sicuramente Stan ne sarebbe stato contento. Ma parliamo di qualcosa di più allegro.

Ci eravamo lasciati con il colpo alla banca e il massacro di tutti i dipendenti da parte di Rebecca, ed è proprio da qui che ricominciamo. I due van neri stanno sfrecciando nel traffico (anche se non ho capito se sono inseguiti o no, ma poco importa) e tocca a Lorna affrontare Rebecca. Le motivazioni della ragazzina sono estremamente infantili, della serie ‘lui l’ha fatto a me e allora io lo faccio a te gne gne’ per poi concludere la sua prima uscita con un’evasione rivoltando lo sportello dell’auto. Però in un piano studiato così nei minimi dettagli e non violento, è un’azione che manda tutto a rotoli. Infatti basta poco perché parte dell’America inizi a ribellarsi contro i centri che riuniscono i mutanti, ormai, come sappiamo, tutti clandestini, colpendo anche una scuola contenente solo bambini con il gene x. È proprio questo attacco che fa commettere una scelta importante a Lorna, ma ne parleremo tra poco. Prima volevo farvi notare che non ci è stata mostrata la reazione di Reeva, e io sinceramente non so cosa aspettarmi: sarà furiosa con Rebecca perché ha ucciso delle persone innocenti (perché anche ai suoi occhi erano solo tramiti dei pezzi grossi della banca) o solo perché ha ucciso Quinn e altri. Spero che vedremo un bello scontro tra le due, in cui a occhi chiusi, venga dimostrata la superiorità di Reeva.

Ma torniamo a Lorna. Se seguite Emma Dumont su Instagram saprete quanto sia orgogliosa del personaggio di Lorna (se non la seguite ora ve lo spiego). Fino alla scorsa puntata non sapevamo il motivo di questo orgoglio: certo, Lorna è una donna forte, combattiva, coraggiosa ed è una madre amorevole e combattuta tra il restare con l’uomo che ama o con il nemico per proteggere la piccola Dawn.

Questa puntata infatti ci mostra il passato della ragazza: vediamo che ha vissuto con la zia in una cittadina sperduta (che, perdonatemi, ma mi ha ricordato un sacco la campagna di Smalville e il fienile di Clark Kent); che ha sofferto la mancanza del padre biologico (che come ben sappiamo è Magneto) e che è sempre stata considerata dagli altri, e da se stessa in primis, quella strana e scontrosa ragazza che non vuole altro che essere lasciata in pace. Alternati a questi flash ce ne sono anche di più recenti con Marcos durante la gravidanza, molto teneri, in cui lui cerca di farle dire qualcosa sul suo vero padre, che le ha regalato solo un disco di metallo per il suo tredicesimo compleanno, con la promessa che loro non saranno dei genitori del genere.

Arriviamo allora alla scelta importante, suggerita da Esme, direi senza doppi fini se non quelli di proteggere la piccola. La decisione è quella di mandare Dawn in una casa sicura in Svizzera, al riparo da attacchi e possibili attentati. Lorna riluttante accetta ma prima porta la piccola ancora una volta da Marcos. È straziante il modo in cui i due si guardano sapendo che entrambi stanno perdendo la loro figlia. Marcos poi è sempre più confuso: perché gli sta portando via sua figlia ancora di più? Perché non torna da lui? Non combatte con lui per proteggere sia Dawn che lui stesso? Prova inutilmente a far cambiare idea a Lorna dicendo di non voler essere come suo padre che l’ha lasciata alla nascita e di riuscire a proteggerla solo se resterà lì, ma perfino lui sa che questa è una grossa bugia. Vediamo allora un flash back di Marcos che racconta che vorrebbe che la piccola, ancora in pancia, fosse femmina per poter ballare con lei un giorno ed eccola la scena con la piccola Aurora in braccio a Marcos che le canticchia una dolce ballata spagnola, per poi concludere con ‘te amo, mi Aurora’. (se vi si è già sciolto il cuore qui aspettate un secondo a raccoglierlo) Nello sfiorarsi per passare la bambina dalle braccia di lui a quelle di lei, nasce l’aurora boreale, quella che mi ha fatto dire nel pilot ‘ok, devo vedere questa serie’. Quindi ora potete immaginare la mia reazione:

Insomma alla fine Lorna esce dalla camera di un Marcos in lacrime e arrabbiato con il destino e il mondo e questa guerra inutile con il diverso. Impressionante come in una sola scena si riesca a vedere l’intera relazione tra i due: mai d’accordo fino in fondo eppure simbolo di amore vero.

Alla fine Lorna non porta la piccola Dawn in Svizzera ma la lascia alla zia che aveva cresciuto anche lei. Un bel colpo di scena che ci fa pensare che i flash back della Lorna da piccola non siano altro che flash forward della piccola Dawn. Lorna però, oltre a lasciargli il sonaglio fatto da Marcos, le dice di ricordarle ogni giorno che i suoi genitori torneranno e che l’hanno sempre amata. Nella scena finale a Marcos arriva un messaggio con una foto della piccola che dorme tranquilla.

Ora direi che possiamo affrontare le altre due sottotrame della puntata: John e Clarice e Reed & co.

Dunque John e Clarice ultimamente non mi piacciono più di tanto, insomma, com’è finita la storia con Erg? Come sta John dopo l’ennesimo attacco dei purificatori? Come ha preso tutte questi attentati? In questa puntata li vediamo sulle tracce di Rebecca, che trovano in un vicolo dopo aver rivoltato un uomo. L’energia che emette Rebecca è contraria a quella di Clarice: le parti di materia rivoltate da Rebecca confondono Clarice portandola probabilmente a esaurimenti o svenimenti. John sembra però molto più interessato a ciò che ha da dirgli Rebecca, ovvero il nome di un certo Regimen (o altro, non mi ricordo molto bene), e nient’altro. Al loro ritorno a casa, Clarice confessa a John di essersi spaventata durante la missione e ricorda a lui di essere solo a prova di proiettili e non immortale. Penso che lei abbia visto la possibilità, un po’ lontana però possibilmente reale, di non tornare a casa dopo l’incontro con Rebecca, di non avere una seconda occasione per fare le cose in modo diverso, e l’unica cosa che può fare John è dirle che non si crede immortale o invincibile, solo vuole vincere.

Dal lato Reed invece va tutto bene direi. Con il furgone rinforzato in metallo raggiungono il laboratorio della dottoressa che l’ha curato da piccolo che lo accoglie a braccia aperte. Il siero, leggermente modificato, funziona ancora e gli attacchi si fermano, con l’obiettivo di sopprimerli totalmente. Per fare ciò ha bisogno del sangue di Lauren perché erede del suo gene x. La ragazza intanto si fa amico l’infermiere dei prelievi, e non c’è posto in cui vada dove non trova un ragazzo carino che le va dietro, è impressionante sta cosa. Il suo nuovo amichetto gli rivela però i piani della dottoressa, ovvero quelli di usare il suo gene per sopprimere quelli di altri soggetti per loro richiesta o perché i genitori non vogliono figli mutanti. Vi ricordate X-Men 3 – conflitto finale quando trovano il siero che può azzerare gli altri poteri? Più o meno è la stessa cosa, ma anni dopo. Vedremo nel promo (qui sotto) come poi lo scopo della famiglia sarà distruggere il laboratorio.

Prima di lasciarvi vi invito a mettere mi piace a Parole Pelate, se non lo avete fatto, e poi a passare dalle nostre pagine affiliate. Ed Infine un grande grazie alla nostra Amigdala per la grafica. Alla prossima settimana 😀

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