Telefilm/The Walking Dead

Recensione | The Walking Dead 9×05 “What comes after”

Rick Grimes è morto, lunga vita a Rick Grimes.

Non so voi, ma io mi sento in egual misura raggirata e sollevata. Anzi, forse più raggirata che sollevata. A caldo non saprei dire se avrei preferito sapere Rick morto – così da mettermi definitivamente il cuore in pace – oppure saperlo vivo, ma chissà dove, come, quando e perché.

Intanto che ci ragiono, una cosa però la so: The Walking Dead non ha inventato niente, Distretto di Polizia l’ha fatto prima. Sbem, orgoglio italico.

Rick Grimes come Mauro Belli. Sì, perché una cosa come dodici anni fa, quando tutto il popolo, dall’Alpe a Sicilia, è insorto per la morte del romano ispettore (allo stesso modo in cui insorge quando vedono gli americani cucinare la pasta), quei paraculi degli sceneggiatori hanno inserito una scena, nel season finale della sesta stagione, in cui instillavano il dubbio che Mauro in realtà potesse essere ancora vivo e arruolato nella DIA.

L’espediente che vede Rick tratto in salvo da Jadis e dal misterioso elicottero si assesta sulla stessa linea di paraculaggine. Ma, come ho detto, devo ancora decidere se sia una soluzione – per me – soddisfacente (perché confesso che un po’ mi ha placato l’animo) oppure sarebbe stato meglio dare una chiusura definitiva (perché a lungo andare quanto può essere consolatorio sapere Rick lontano da tutti? Non solo per noi, ma anche per lui e per gli altri personaggi).

In effetti, non mi è ben chiaro dove vogliano andare a parare con questa scelta narrativa. È soltanto per dare un contentino ai fan? È per lasciarsi aperta l’eventualità di un ritorno di Andrew Lincoln? E se sì, come? In via definitiva (ammesso e non concesso che la serie sopravviva al suo addio)? Oppure come ricorrente? Per carità, quest’ultima opzione potrebbe pure funzionare, in effetti in questo telefilm capita spesso che i personaggi principali non compaiano per uno o addirittura più episodi di fila, però non sono molto persuasa. Anche dal modo in cui il cast l’ha salutato, l’addio sembra più che definitivo. Tanto valeva, allora, farlo morire definitivamente, senza lasciare aperti spiragli di speranza. Tanto più che se ne sarebbe andato con la dignità e la forza che l’ha sempre caratterizzato.

Se quindi, nel dubbio, dovessimo considerare questo come l’ultimo, ultimissimo episodio di Rick Grimes, devo dire di averlo trovato più che soddisfacente. Ho apprezzato tantissimo i camei onirici di personaggi storici come Shane, Hershel, Sasha. Certo, Carl grande assente, e non mi sarebbe dispiaciuto nemmeno rivedere Glenn, magari in una scena in parallelo con quella di Atlanta: come lo tirava fuori da guai là, ben avrebbe potuto farlo anche qui, intimandogli di svegliarsi. Peccato, occasione mancata.

Mi è piaciuto il modo in cui siano comunque stati in grado di mantenere viva l’attenzione sulle sorti dello sceriffo, cosa non facile alla luce del fatto che tutti sapevano già da quest’estate come sarebbe andata a finire (cioè, più o meno), perché ogni volta che l’orda o un morto si avvicinava troppo, io ero lì col fiato sospeso. Anche se, devo dire, non so se mi sarei mai ripresa da un’eventuale scena di Rick divorato come una comparsa qualunque.

Tra tutto, comunque, quello che mi ha fatto stringere il cuore è stato vedere Rick rendersi conto che il ponte non sarebbe crollato al passaggio dell’orda, così vedendo sparire la sua unica possibilità di salvezza (non solo: è rimasto impalato come uno spiedino proprio per salvare il ponte, e in quel momento capisce di essersi sacrificato invano).

La scena migliore dell’episodio, ad ogni modo, è stata quando – delirante – immagina che siano tutti accorsi in suo aiuto. Nei momenti in cui perdeva lucidità, infatti, variavano le persone che incontrava ma c’era un’unica costante: cercava la sua famiglia.

Quando li immagina tutti insieme, altro non è che la conferma di averla finalmente trovata. Perché famiglia, per Rick, non sono solo, e giustamente, Judith e Michonne, ma tutti loro. Tutti gli altri. Alzi la mano chi non ha trovato quella scena di grandissimo impatto emotivo. Il problema è che appena tre decimi di secondo dopo scopre, e noi con lui, che si trattava di un’allucinazione. Limortaccivostri. Credo di essermi sentita più raggirata qui che alla fine dell’episodio. Fortunatamente la visione poi si è avverata, e almeno quello.

E chissà come deve essersi sentito Rick nel constatare che il ponte che ha insistito tanto per costruire si è rivelato solido quanto sognava, ma nel rendersi conto che non aveva altra scelta se non quella di farlo esplodere? Ragionando a spanne, direi raggirato pure lui.

Ora, prima di chiudere il capitolo sul nostro amato sceriffo, vorrei dire solo un’ultima cosa: the world’s gonna need Rick Grimes. Ci mancherà, eccome se ci mancherà. Certo, mi incuriosisce vedere come si svilupperà ora la storia, alla luce di questo secondo salto temporale, con Judith più cresciuta che ripercorre le orme di suo padre e suo fratello, ciò non toglie che ci mancherà.

Non c’è molto altro da analizzare, ma per forza di cose non si può omettere di spendere due parole su Negan.

Avevo ragione, nell’articolo precedente, quando scrivevo che a forza di dar capocciate al muro avrebbe rivisto la moglie. Non mi aspettavo però che volesse sul serio rivedere la moglie. È stato un Negan assolutamente insolito quello che si è trovato (finalmente) faccia a faccia con Maggie. Ci ha messo poco a perdere quella maschera di strafottenza che aveva mantenuto tutto il tempo con Michonne e per tipo dieci secondi con la leader di Hilltop. L’abbiamo visto piangere, invocare la morte, confessare di essere troppo debole e vigliacco per procurarsela da solo. Forse, per la prima volta, l’abbiamo visto veramente umano.

E Maggie, che era partita per fracassargli la capa e vendicare finalmente Glenn, prende una decisione altrettanto insolita (ma coerente alla luce delle mutate circostanze): lo lascia vivere, essendosi resa conto che, ora come ora, per lui la morte sarebbe un sollievo, e risparmiargli la vita sembra una pena sufficiente. Non è stato certo come me l’aspettavo, perché l’ho sempre voluto morto per mano di Maggie, ma direi proprio che il capitolo Negan sia, ormai, definitivamente chiuso. Anzi, è acqua sotto i ponti.

*tap tap* è acceso questo coso? *tap tap*


Ringraziamo: The Walking Dead ITA Family | Because i love films and Tv series | Serie Tv News | Film & Serie TV | I love telefilm & film ∞

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2 thoughts on “Recensione | The Walking Dead 9×05 “What comes after”

  1. non so se bestemmiare e insultare gli autori o elogiare…in ogni caso ancora lacrimo. poi vedo le scene delle prossime puntate e ribestemmio…i sussurratori senza rick,ma porca***********…..

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