A Discovery Of Witches/Telefilm

Recensione | A Discovery of Witches 1×07 “Episode 7”

Care/i Witches, manca solo l’ultimo episodio e saluteremo, spero solo temporaneamente, A Discovery of Witches.

(Sono perdutamente innamorata di questi due insieme ❤ )

Episodio insolitamente tranquillo per essere il penultimo, che sia la calma prima della tempesta o il momento delle spiegazioni arrivato con eccessivo ritardo? Entrambe le risposte vanno bene.

Diana e Matthew abbandonano la Francia per raggiungere le zie della strega a Madison, America. Sarah rivela che aveva sempre sospettato che i genitori della nipote l’avessero incantata per proteggerla da Knox. E così dopo vari chiarimenti e rivelazioni inizia l’addestramento della giovane Bishop.

Conclusioni:

In apertura sono andata subito dritta al dubbio che mi ha attanagliata per tutta la visione: perchè realizzare quasi un intero episodio sulle “spiegazioni”? La domanda non è così scontata come può sembrare. Se ci riflettiamo su, di risposte, nell’arco di 6 puntate, ne abbiamo avute poche e confuse, e a mio parere non è stata strategia, ma mancanza di cura da parte della crew di tutta la serie. Logicamente si è dovuto creare un intero episodio che ponesse chiarezza su tutto, ma veramente tutto:

  • Mamma e Papà Bishop: loro hanno incantato, quindi “bloccato” i poteri di Diana per paura di Knox, che, acceccato dall’amore, ma soprattutto dalla sete di potere che nutriva nei confronti di Rebecca, ha deciso di sottoporre Diana giovanissima al “test d’ingresso” delle streghe. È stato bello vederli interagire anche se era solo sotto forma di visione probabilmente evocata dalla stessa Diana nella casa d’infanzia che drasuda magia da tutti i pori. Un po’ meno vederli sempre e solo agitati, sfuggenti e mai un ricordo felice con la figlia. E questo è sempre da imputare alla scarsità di episodi. Con loro, le spiegazioni di Sarah e l’intuito o olfatto straordinario di Matthew, che ci rivela che il signor Bishop era un viaggiatore del tempo, molti tasselli vengono messi al loro posto e anzi, posti anche quelli per una costruzione futura, magari per una seconda stagione. I sogni-incubi di Diana con le ragnatele/nastri finalmente prendono un significato e anche il ruolo e il passato di Knox.
  • Lo stregone Knox: che fosse lui l’assassino dei Bishop era prevedibile fino ad un certo punto, quasi che mi aspettassi da un momento all’altro un nuovo colpo di scena. L’idea che ci sia una faida interna tra le razze è più interessante che vederle farsi le scarpe tra loro. Il confronto con Satu è stato davvero chiaritore, perchè il suo atto poteva passare come una mera vendetta passionale, e invece c’è molto di più, la ricerca di un potere antico. Un po’ meno chiaro il ritorno di Satu stessa che poco dopo fa pure una passeggiata per Venezia e si fa beccare da Domenico. Ed ecco che ritornano i passaggi non sense di questa serie. In compenso vedere l’arroganza di Knox sudare freddo nella Congregazione, è stato soddisfacente.

  • Venezia: capisco che Gerbert, Domenico e Juliette abbiano un certo ruolo, ma solo io trovo snervante questi continui salti di scena tra America e Italia? Sicuramente in una scena non può essere inserito tutto e l’uscita dalla chiesa di Juliette aveva un certo impatto visivo, ma siamo tornati a Venezia un 3-4 volte e spesso per scene dal peso leggero e che potevano essere benissimo accorpate. È importante vedere come Domenico istighi l’inconsapevole Juliette a lasciare il guinzaglio di Gerbert e uscire dal suo ruolo di marionetta, ma mi toglie spazio a degli avvenimenti che ritengo un filino più importanti: i poteri di Diana e che cosa lei stessa rappresenti per tutte le creature.
  • Diana: come ho già notato nei passati episodi, tolta la maschera della studiosa, timida, Teresa è molto più a suo agio in quelli di una giovane e potente strega, per non parlare di quelli dell’innamorata di Matthew. C’è qualcosa di grande in lei e dobbiamo finire di scoprirlo, ma il bello è che la sua esistenza è legata ai vampiri per la profezia e anche ai daemon, perchè potrebbe essere una sorta di loro “salvatrice” Nel settimo episodio l’abbiamo vista mettere in pratica le sue potenzialità e soprattutto sapersi destreggiare forse con fin troppa sicurezza con la magia, e qui mi ritorna sempre il tarlo che nel primo libro, da cui è tratta la prima stagione, così informata di incantesimi e case fin troppo accoglienti nei confronti dei vampiri (vorrei ben vedere con Matthew de Clermont) la giovane Bishop non doveva tanto essere. Tuttavia tutto quello che l’ha riguardata, questa volta mi ha convinta al 100%. Soprattutto come esprime il suo sincero amore per il bel biochimico immortale.

Riassumento questi punti chiaritori, voglio affermare che, secondo me, la serie si è sentita quasi obbligata a creare un episodio così “pacifico“, dopo essere stata abbastanza altalenante nel creare un filo logico in passato.

There were two women, two human women. Not like this. Not like us. But I did love them. And I told each of them that they were safe with me. I even believed it.

Naturalmente non mi lamento e anzi, ho potuto apprezzare al meglio molti personaggi e situazioni, una fra tutte la “caccia” tra Diana e Matthew. Sicuramente Teresa Palmer deve imparare ad essere più naturale nelle imbracature , tuttavia quella scena aveva una gran carica passionale, che mi sono fatta solo una risata e poi me la sono goduta appieno. Anche perchè, come ho sempre detto, Teresa e Matthew sprizzano carica sessuale da tutti i pori tanto da farci credere che sia successo anche più di quello che abbiamo visto, ma chi i libri li avrà già divorati sa che questa questione è un filo più complicata. È bizzarro come gli autori riescano ad evocare scene così cariche d’amore, ma spesso si perdano negli scambi di battute come quando Diana salta nel tempo e Matthew le buttà lì, come se fosse la cosa più normale al mondo, che suo padre era un viaggiatore del tempo. Abbiamo capito che siamo agli sgoccioli e ci dovete suggerire come si concluderanno gli eventi, ma è un po’ una forzatura, il pubblico non è così sciocco.

Anche se a molti proprio non piacciono i riferimenti a Twilight, mi sento costretta a riprenderlo anche in questa occasione. Non è mia intenzione tirar fuori un paragone, anche perchè ritengo che ADOW abbia una sua autonomia, ma allora perchè Teresa Palmer si trova in situazioni alla Bella Swan. La serie non ha bisogni di riproporre anche solo lontanamente delle atmosfere twilightiane. Allora perchè Diana si ritrova nel bosco con un vampiro che con passo pacato la segue? Romanzo o non romanzo ci mancava solo che Matthew esordisse con: Say it, out loud. Bastava cambiare inquadratura, posizione. Certamente non tutto parte da Twilight e sicuramente Twilight stesso si è rifatto ad altri dello stesso genere, ma se alcune scene sono diventate iconiche è facile riaggangiarle a chi sembra a volte farne il verso. E ribadisco che ADOW può camminare benissimo con le sue gambe se solo la produzione maneggiasse con cura il materiale che ha tra le mani. Al momento solo con la fotografia spettacolare e un cast abbastanza preparato la serie si regge in piedi. Anche se devo ammettere che in questo penultimo episodio gli effetti speciali, specialmente le corse vampiresce, sono sembrate più naturali.

Che la serie si stia per chiudere si fa sentire, anche perchè ho già voglia di una seconda stagione, magari con qualche episodio in più, che ne dite?

P.S.

Come sfila i pantaloni alle donne Goode, non lo fa nessuno!

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