Grey’s Anatomy/Telefilm

Recensione | Grey’s Anatomy 15×05 “Everyday Angel”

Ogni tanto io Grey’s Anatomy non lo sopporto e questa settimana è una di quelle, perchè ogni volta che arrivo ad un passo dal rassegnarmi all’inevitabile tracollo, lo show tira fuori un episodio come questo che mi dà speranza e mi fa capire che sotto quello strato di storyline senza senso, personaggi macchietta, personaggi usati per propaganda di dubbio gusto e affini, il cuore della serie è rimasto lo stesso. A questo punto, ci terrei a fare una richiesta, anche se non so bene a chi: ci decidiamo? Questo show sta raschiando il fondo del barile o ha ancora molto da raccontare? Così, giusto per regolarsi. Lo guarderei comunque, perchè per me non è concepibile un mondo in cui va in onda Grey’s Anatomy e io non lo seguo, però vorrei almeno sapere cosa aspettarmi in termini di qualità. Insomma, Krista Vernoff & Co., scegliete una direzione e seguitela. Grazie.

Finita la premessa, parliamo dell’episodio che, come avrete intuito, mi è piaciuto molto.

Cominciamo da Jackson che è appena tornato in città e ha smesso con la fotografia naturalistica. Detto sinceramente, non ho ben capito a cosa sia servito questo suo allontanamento se tanto alla fine lui è tornato identico a prima e la sua storia con la Pierce non ha subito particolari sconvolgimenti. Posso ipotizzare che a Jesse Williams servisse del tempo per seguire qualche altro progetto ma, se così fosse, tanto aveva mandarlo in viaggio di lavoro con la madre ed evitare di tirare su tutto questo polverone di dubbi esistenziali, risoltosi poi in uno starnuto. Di per sé, la crisi di Jackson era anche motivata, visti tutti gli scombussolamenti della sua vita, ed è proprio in virtù di queste solide basi che una risoluzione così frettolosa non è accettabile. Non mi aspettavo di certo che Avery attaccasse il camicie al chiodo per andare a piantare alberi e sentirsi più vicino a se stesso, ma nemmeno che tornasse dicendo che la sua vita va bene così e tutto ciò che vuole è quello che ha già. Penso che tra una scelta radicale, come ad esempio quella compiuta da April, e il rimangiarsi tutte le riflessione fatte sulla propria condizione, ci fosse una via di mezzo da percorrere che gli autori hanno deciso di non intraprendere. Di pari passo alla storyline di Jackson ,va quella di Maggie che subisce più o meno lo stesso trattamento e si conclude, o forse è un’apertura che io non ho colto, con una svolta del tutto irrealistica. Quando mai la Pierce ha messo da parte il proprio lavoro per l’amore? Preoccuparsi del proprio ragazzo che molla tutto e va a piantare alberi, non le ha precluso di continuare ad essere efficiente in ospedale e a dare il meglio di sé. Non mi pare proprio che le pene d’amore le abbiano impedito di essere il gentile chirurgo che è. Per questo non comprendo il senso delle sue parole e il suo bisogno di focalizzarsi sul progetto dei “cuori ricaricabili”. Più che un modo per porre fine ad una situazione di crisi momentanea, mi è sembrato un enorme passo indietro rispetto al percorso di crescita personale che aveva intrapreso grazie alla relazione con Jackson.

Sì, lo so, avevo detto che l’episodio mi è piaciuto molto e ho iniziato dalle critiche, però io considero positivo che uno show offra un punto di vista diverso dal mio e che mi dia spunti di riflessione, per quanto possa non essere d’accordo con le scelte attuate a livello di tarma. Il problema di Grey’s da un po’ di tempo a questa parte, invece, è proprio che questi spunti stanno venendo a mancare.

Parliamo di Owen e Amelia che sto massacrando senza sosta da quattro episodi. A parte il lato comico dell’appostamento davanti a scuola, ho veramente apprezzato il dialogo fra loro due nel quale la Shepherd ha raccontato di Christopher. Ora, se non avete mai visto Private Practice, non avete idea di cosa sia stato quel momento per lei. Qualcosa che ci si avvicina molto è stato quanto successo ai Japril con Samuel, ma la storia di Amelia in un certo senso è stata anche più forte e straziante. Era da poco morto il padre del bambino per overdose e lei era era appena uscita dall’ennesimo percorso di riabilitazione, dopo aver toccato il fondo. Sono passati anni e io non riesco a togliermi dalla testa quelle immagini, per cui sentirla parlarne è stato un colpo forte, soprattutto perchè non l’ho visto arrivare. So bene che le remore di Amelia sul non avere figli erano legate a quell’esperienza traumatica e alla scarsa fiducia in se stessa, ma non pensavo che ne avrebbe parlato in questo momento. Più che altro perchè non aveva senso che questa conversazione fra lei ed Owen accadesse adesso. Sarebbe dovuta avvenire molto, molto prima. Il problema, come al solito, non è quello che si dicono ma il momento in cui lo fanno. Loro due stanno vivendo insieme, giocano alla famiglia felice e si occupano di due bambini ma solo a percorso inoltrato ad Owen viene in mente di chiederle perché adesso sì e prima no? E no, non era per il tumore. Lo abbiamo sempre saputo tutti, lui compreso, che le scelte autodistruttive di Amelia a livello sentimentale non sono state motivate da quello. Quando dico che Owen e Amelia stanno riaprendo senza basi, mi riferisco proprio a questo. I due escono da una rottura difficile che li ha messi a dura prova e tutto quello di cui stanno parlando ora avrebbe dovuto essere oggetto di conversazioni precedenti alla decisione di crescere insieme una ragazza madre appena adolescente in riabilitazione e suo figlio di pochi mesi. Tutto sommato, però, posso anche pensare: meglio tardi che mai. Meglio che ne abbiano parlato ora che stanno cercando di capire cosa siano esattamente piuttosto che non farlo mai. in fin dei conti, è un passo aventi per il loro rapporto che, forse, ora ha un piccolo punto fermo da cui ripartire davvero. Amelia non sa farsi aiutare, deve gestirsi le crisi da sola e scendere a patti con se stessa senza che nessuno interferisca con questo processo. Può essere un atteggiamento sbagliato ed incompatibile con una solida vota di coppia, ma è così che stanno le cose e dubito che cambieranno mai del tutto. Il fatto che Amelia si sia aperta così con Owen, dimostra che è riuscita a superare questo moneto difficile e a capire dove collocare il grande dolore che ha provato con la morte del suo bambino, senza che questo le impedisca di andare avanti nella propria vita. Alla fine, quindi, non è tanto il fatto che lei abbia parlato con sincerità a farmi pensare che questo potrebbe essere il loro nuovo inizio, quanto l’idea che Amelia possa aver finalmente imparato a convivere con questa perdita, senza che questa le precluda di trovare la felicità e la serenità che merita, che sia con Owen o anche da sola.

Ovviamente, come nel più classico canovaccio delle serie tv, ora che Owen e Amelia hanno iniziato a gettare le fondamenta per ricostruire la loro vita insieme, Teddy è ricomparsa e si è finalmente decisa a parlare con lui. È banale e scontato? Sì, assolutamente, ma è anche molto giusto. Non avrebbe avuto senso che “la bomba Altman” si scagliasse sugli Omelia traballanti. Non ne avrebbe avuto ia a livello di dinamiche legate alle storyline (che gusto c’è a mettere in difficoltà una coppia che già non è stabile di suo?), ma soprattutto non sarebbe stato corretto nei confronti dei personaggi. La situazione deve essere chiara a tutti, in modo che Teddy, Owen e Amelia possano capire come comportarsi e giocare a carte scoperte. Owen deve sapere come stanno le cose per Amelia per arrivare ad una scelta, ammesso e non concesso che ci arrivi, La Shepherd deve essere sicura di se stessa e di quello che avrebbe da offrire in una eventuale futura famiglia e Teddy ha bisogno di scontrarsi con una realtà definita per scegliere cosa fare e come farlo. La sua conversazione con Meredith è stata una delle mie parti preferite dell’episodio. Un po’ perchè non capita praticamente mai di sentire Mer parlare di sé, di come stia o di come abbia affrontato le turbolenze della sua vita, come ad esempio la fine della storia con Riggs, e un po’ perchè il modo in cui Teddy descrive il suo rapporto con Owen lascia trasparire dei sentimenti così forti che ogni volta mi stupiscono e mi sorprendono. Conosco, anzi, conosciamo benissimo tutti la loro storia ma sentirla raccontare da lei, a mio parere, è sempre qualcosa di emozionante. L’intensità dell’amore per Owen, così forte che a volte si trasforma in odio, contrapposto alla tenacia con cui lo ha represso per anni, è qualcosa che tutte le volte colpisce come un pugno allo stomaco, così come anche il racconto della sua vita, costellata di perdite e rinunce. Teddy Altman, che molti non amano, è un personaggio che in questo moneto di aridità emotiva, non può che far bene allo show. Porta con sé un bagaglio di sofferenza e di sentimenti che, se utilizzati nel modo giusto, possono davvero ridare a Grey’s quella profondità che scarseggia da qualche tempo a questa parte. Sono bastate poche scene tra lei e Meredith a renderlo evidente, quindi mi auguro che questo potenziale venga sfruttato nel modo migliore.

L’altra nota positiva su cui vorrei focalizzare l’attenzione è il rapporto che piano piano si sta sviluppando tra Webber e DeLuca. Andrew in questo momento è completamente perso. La rottura con Sam lo ha devastato e si sta buttando nel lavoro, rischiando di strafare. Webber in questa dinamica si inserisce alla perfezione, riprendendo il ruolo che più gli si addice: il mentore. Richard è sempre stato la guida, la bussola morale e il sostegno di quell’ospedale. Nessuno dei medici passati da GSMH ha potuto prescindere dal suo aiuto in qualche momento di crisi, personale o lavorativa che fosse. DelLuca, in quest’ottica, è un personaggio perfetto per riportare in auge Webber, che è stato messo in un angolo da troppo tempo. Inoltre è anche ora che Andrew abbia una crescita a livello personale e si stacchi dallo stereotipo dello specializzando belloccio col cuore infranto dalla donna di turno. A questo due, si aggiunge ogni tanto anche Karev che sembra aver definitivamente riacquistato il proprio spazio nella serie, dimostrando, tra e altre cose, di essere un ottimo capo.

Concluderei proprio parlando di Alex e di un aspetto dell’episodio che ho trovato davvero azzeccato: il motivo nell’astio nei confronti di Link. Sarebbe stato facile renderlo il classico marito geloso di un ritorno dal passato ma sarebbe anche stato estremante silente, sia nei confronti di Alex come uomo, sia in quelli dei Jolex. Rendere Alex così infastidito da Link perchè non ha protetto Jo da Paul, invece, è una scelta più che azzeccata perchè non fa apparire lui come un cane che deve marcare il territorio ed è una dimostrazione d’amore nei confronti della moglie. Alex non ha potuto proteggerla da Paul in passato e sono convinta che una parte di lui si senta e si sentirà sempre profondamente in colpa per questo per cui è lecito che lui se la prenda con chi era nella vita di Jo e non ha fatto nulla per sottrarla alla ferocia di quella bestia. Questo è il classico Alex, quello che darebbe la vita per le persone che ama e che dimostra così il proprio affetto.

Bene, direi che anche per questa settimana ho sproloquiato a sufficienza. Vi do appuntamento alla prossima recensione con un episodio che, almeno dal promo, si prospetta  davvero interessante.

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Ed Infine un grande grazie alla nostra Amigdala per la grafica

 

 

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2 thoughts on “Recensione | Grey’s Anatomy 15×05 “Everyday Angel”

  1. In linea con l’episodio precedente ma migliore sull’aspetto emotivo si comincia a vedere qualcosa, concordo sui Jaggie un totale non senso, Webber e Karev, monumenti, si ironizza sul personaggio di Meredith Gray( tentativo piuttosto mal riuscito) Amelia e Teddy luminose, non è chiaro come risolverà la situazione K.V da un lato è un bene aumenta la suspense dall’altro fa temere visti i precedenti dal trailer il taglio del nodo gordiano è vicino.

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    • Me lo chiedo anche io come abbiano intenzione di risolvere la situazione. La Vernoff ha detto che non sarà il classico triangolo del tipo “chi ama chi” ma sarà gestito in modo adulto e maturo. Ammesso e non concesso che le si voglio dare il beneficio del dubbio, resta comunque una cosa strana. Alla fine, gira e rigira, un triangolo è un triangolo e ci sono due persone che se ne contendono una terza indecisa. Posso anche pensare e soprattutto voglio sperare che non sia il classico triangolo da reen drama, ma, per il resto, mi aspetto comunque di vedere riproposte certe dinamiche tipiche, soprattutto se la cosa andrà per le lunghe.

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