I Medici/Telefilm

Recensione │I Medici, Il Magnifico 1×01-1×02 “Vecchi Rancori” – “Un uomo solo”

Ebbene sì, carissimi connazionali finalmente abbiamo nuovamente il privilegio di avere le puntate della nostra amata serie in anteprima e che privilegio!
Devo dire che dopo la prima stagione de I medici, ero un po’ titubante riguardo l’andamento della seguente. Tutti noi fan delle serie tv infatti, siamo ben consapevoli che a volte le stagioni successive la prima, spesso e purtroppo non la eguagliano, creando tra i telespettatori, non poche delusioni.
Eppure stavolta devo ricredermi. Perché sin dalle prime scene, la seconda stagione de I Medici, mi ha letteralmente conquistata.
A parte il fatto che hanno aperto le danze con gli occhi blu incantevoli di Daniel Sharman che, diciamolo e concediamoci una gioia, non ha NULLA da invidiare al nostro compianto Richard Madden (ma cari fan e care fan, possiamo piangere ancora un po’ la sua assenza, visto che è passato poco tempo e dobbiamo ancora abituarci).

Lorenzo appare sin dall’inizio di una bellezza disarmante e dopo pochi secondi ci accorgiamo che il fascino è una caratteristica di famiglia, Giuliano, Bradley James (anche lui con gli occhi blu) irrompe insieme a Sandro Botticelli che scopriremo essere stato adottato come un figlio dai coniugi Medici dopo essere rimasto orfano. D’accordo, non brilla di beltà ma è un grande artista, quindi gli perdoniamo tutto.
Infine arriva la bella Bianca, interpretata dalla dolcissima Aurora Ruffino che sin dalle prime apparizioni ci dà qualche indizio su un segreto che, ve lo assicuro, riguarda qualcosa che ci appassionerà molto; sembra infatti guardinga e attenta a non essere scoperta mentre scrive un biglietto.
Sono presenti poi, seppur sullo sfondo i genitori dei tre fratelli, Lucrezia e Piero, il figlio di Cosimo, che ci appare tristemente provato dalla gotta.

Se per alcuni istanti ci sembra che il sangue e la lotta al potere siano inesistenti, basta aspettare qualche altro minuto; la famiglia infatti cade vittima di un assalto di banditi e Piero viene ferito gravemente, Lorenzo per salvare la sua famiglia, uccide per la prima volta un uomo.
Evento irrilevante, gli avrebbe detto suo nonno Cosimo, i cui insegnamenti tornano spesso sottoforma di ricordi da parte dei presenti, soprattutto la frase cult: “A volte bisogna fare del male per raggiungere il bene”, ma per Lorenzo, appassionato di filosofia, dall’animo sensibile, dal cuore grande, è la prima grande macchia. La prima grande lacerazione all’immagine che la sua famiglia gli ha costruito addosso.
Dopo questo evento irrompono in scena i grandi nemici, i “cattivi” che stavolta, ahimè e ahinoi, ci piacciono tanto, perché al di là di Jacopo Pazzi (interpretato dal grande Sean Bean) che è il classico antagonista dal cuore indurito e senza scrupoli, o per lo meno appare tale in questi primi due episodi (confesso che apprezzerei molto se gli autori avessero deciso di approfondire la sua psicologia e i motivi di tanto odio verso i Medici), ci sono i due nipoti, Guglielmo e Francesco. Apriamo una meritata parentesi per il primo, che finalmente ci consegna il disvelamento del segreto che i primi minuti ci aveva intrigato guardano gli occhi di Bianca.

Ebbene sì, i due si amano, segretamente. E diciamolo pure senza paura sono i Romeo e Giulietta della Firenze Rinascimentale, un amore nato sotto contrarie stelle, direbbe Shakespeare, e confessiamo con il cuore in mano che gli amori impossibili restano con molta difficoltà indifferenti al grande pubblico dei romantici. Speriamo solo che non finisca come nella tragedia del drammaturgo inglese.
L’altro nipote Pazzi è invece dannatamente e infinitamente gnocco e udite udite è Nostrano, parliamo di Matteo Martari, per chi non avesse immediatamente memoria di lui vi dico due nomi, Luigi Tenco nella fiction Rai su De Andrè e la fiction di Rai Due Non Uccidere, in cui fa perdere la testa ad una vecchia conoscenza de I Medici 1, Miriam Leone. Insomma ha uno sguardo talmente intenso e una voce così profonda, che il ruolo da cattivo lo interpreta meravigliosamente.

I Medici sono convinti che dietro l’assalto ci sia la famiglia Pazzi, giustamente, perché che li odino è chiaro a tutti, ma loro scaltramente riescono a scagionarsi uscendo dalla vicenda apparentemente puliti, ma chi è che crederebbe alle facce di Francesco e Jacopo Pazzi, conoscendo i loro mezzucci e le loro intenzioni malevole?
Nonostante ciò, la tensione tra le famiglie non è affatto scemata, vedasi quello che Francesco combina al povero Giuliano. Insomma, se non l’avessimo già compreso in precedenza, ora abbiamo tutti gli elementi per credere che Jacopo non si fermerà davanti a nulla pur di vedere i Medici sconfitti.
Ma spendiamo ora qualche parola sul vero protagonista, il sottotitolo della seconda serie ce lo fa capire, tutto ruota attorno a Lorenzo ed è attraverso dei flashback e una profonda analisi della sua psicologia, che ho particolarmente apprezzato da parte degli autori, che ci addentriamo nell’interiorità di un ragazzo sul quale sono state riversate sempre mille aspettative e lui stesso si sente investito di grandi responsabilità, soprattutto di integrità morale, di bontà e di riverenza e obbedienza divina.
Ma vedremo che ci sarà un momento in cui la situazione crollerà e questo strappo porterà Lorenzo verso una lisi profondissima che lo spingerà ad affermare la sua autorità e a prendere delle decisioni importanti. Il Duca di Milano sta per assediare Firenze e lui cambia traiettoria, rischia e macchia di nuovo la sua immagine di perfezione.Spodesta suo padre e con le sue doti persuasive, salva Firenze e temporeggia la situazione gravissima in cui verte la Banca. Degna di nota la frase che gli rivolge Sandro, “Hai salvato Firenze senza sguainare neanche la spada” alla quale lui risponderà, “Sì, ma ho appena tradito mio padre”. Piero infatti si infurierà sulle prime, mostrandoci un erede del grande Cosimo piuttosto scialbo e dal temperamento debole; l’ombra di Cosimo de Medici pare perseguitare sia il padre che il figlio, quasi come se fosse l’immagine di un ideale di uomo politico, stratega, buono ma capace di saper fare del male all’occorrenza senza farsi troppi scrupoli, immagine di qualcuno che Piero non è stato e non sarà mai e che forse Lorenzo supererà di gran lunga.

Lo vediamo infatti deciso ad andare a Roma per tentare di non perdere l’egemonia sul denaro papale, sa persuadere con le parole, è astuto, ma i Pazzi, che dalla loro hanno solo esperienza e obiettivi sicuri da voler raggiungere a QUALUNQUE costo, vincono con un giochetto sporco (come al solito, direte).
Una o due righe dobbiamo spenderle per Lui, sì, Lui. Perché tra le porpore cardinalizie ad un certo punto è apparso Raul, il nostro Raul Bova, che a fare il cardinale proprio non ce lo vedo, ma è doveroso ammettere che lui è come il vino che più invecchia, più migliora, allora benvenuto al quasi Papa Sisto IV, aggiunta al cast di uomini brutti che hanno scelto per questa seconda stagione.
Tornando a noi, la situazione della famiglia è grave, (quando mai non lo è stata, direte, e in effetti vi do ragione) solo un matrimonio potrebbe salvare le cose, come sempre ovviamente, un matrimonio combinato, tra Lorenzo e Clarice Orsini, nipote di Raul, la qual parentela, una volta instaurata, creerebbe un ponte molto influente e forte tra il Papato e i Medici.
Ma la bella Clarice vuol farsi suora cari lettori, e neanche gli occhi blu di Daniel sembrano farle cambiare idea (poverina, perdoniamola, è giovane e non sa quel che fa), tranne le parole di Carlo (il figlio di Cosimo e Maddalena, la schiava della stagione 1 che ora è sacerdote) che alla fine la sposa per procura.
Speriamo davvero che questo matrimonio possa essere felice, anche se sappiamo perfettamente che i matrimoni combinati sono raramente sinonimo di felicità coniugale e personalmente, Clarice mi sembra una figura di poco spessore, spero che mi farà ricredere nei successivi episodi.
La nipote di Orsini però, dovrà fare i conti con Lucrezia, la bella Matronardi, innamorata persa di Lorenzo, (lei si che ha la testa sulle spalle) che secondo me avrà la meglio sul cuore del Magnifico, facendo sì che resti per sempre ancorato al suo, nonostante la mogliettina devota ex-quasi-suora.

In tutto questo teatro di strategie e sotterfugi, Giuliano e Botticelli, il primo un grande donnaiolo, ce ne siamo accorti, il secondo un po’ meno, rischiano di morire di crepacuore quando incontrano Simonetta, la moglie di Vespucci, che essendo incantevole entra a buon diritto nei loro pensieri, tanto che diverrà poi la musa ispiratrice di Sandro soprattutto quando dipingerà le sue Venerdi. Arriviamo quasi alla fine, in cui come accade spesso, avverrà qualcosa di molto rilevante, dopo aver vinto la gara, Lorenzo vuol portare l’elmo argentato a suo padre, come gli aveva promesso, ma sappiamo dalle lacrime di Bianca che qualcosa è cambiato. Irrimediabilmente. E mentre Lorenzo legge la lettera di sua madre, capisce che è rimasto solo, solo davanti a Firenze, solo a guidare la famiglia, presto marito, solo a capo della banca.
E sembra tornare come uno spettro quell’immagine di lui bambino con Contessina che lo rassicura davanti al dipinto che lo raffigura. Ma sarà in grado, il nostro Magnifico, di farsi carico di tutto?

Tirando le somme di questi due episodi, posso ritenermi soddisfatta, bellissima la regia e la fotografia, magnifico rivedere la piazza della città di Pienza che è un vero gioiello, ottime interpretazioni degli attori, buona l’introduzione che la storyline ha dedicato ad ogni personaggio, premesse che fanno venir voglia di scrutare con maggior profondità il loro animo.
Aspetteremo martedì prossimo per saziare la nostra sete, sicuri che questa stagione ci riserverà delle belle sorprese, tanta passione e soprattutto ci terrà incollati davanti allo schermo, come sempre.

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