Telefilm/This Is Us

Recensione | This Is Us 3×04 “Vietnam”

Buongiorno pelati, bentornati, siete pronti a vedere il Vietnam di Jack? Dico subito che mi aspettavo tutta un’altra cosa… tanto per cominciare, non ho avuto neanche un po’ di magone (tranne in un punto, ma per un motivo postumo diciamo), però l’episodio mi è piaciuto, è stata la giusta rappresentazione della guerra che ci meritavamo. Intanto la struttura è una retrospettiva (ovvero dal punto finale si procede a ritroso per trovare le cause che hanno portato a quel momento) in una sequenza ad anello (inizio e fine sono la stessa scena). Cercherò di riportare i salti temporali giusti, ma alcuni saranno un po’ approssimativi.

La puntata inizia quindi con Jack che arriva in un campo e dice, a un uomo di spalle, “hello, little brother”. Siamo tutti sicuri che quello sia Nick, il fratello di Jack, anche se, come sappiamo, egli morirà durante il conflitto. Devo ammettere che il non averlo fatto vedere subito di fronte mi ha lasciato il beneficio del dubbio che fosse già morto all’arrivo di Jack e che quello fosse un altro.

Jack viene da una missione semplice in un villaggio di pescatori, ma veniamo a sapere che prima di arrivare lì, alla sua squadra è stata tesa un’imboscata in cui è morto un compagno e uno è stato ferito.

Il primo flash back è quindi l’imboscata: 3 mesi prima.

E qui tutto è in pieno stile film di guerra, seguendone infatti gli stereotipi. L’artificiere (Squirrel) è il primo a morire; il messicano è il secondo in comando dopo Jack, che è il Sergente a capo della squadra (e alla fine si salva stranamente); il soldato ferito, che perde un piede, è quello che poco prima si stava vantando che avrà un futuro nel football e, attenzione attenzione, questo soldato è l’uomo di colore a cui Kevin manda la mail per sapere della vita di Jack sul campo, nella puntata prima.

Donnie mentre vaneggia a causa della ferita, parla con Jack di cosa faceva sua madre quando o lui o uno dei suoi fratelli si spaventavano. Gli metteva le mani attorno al viso e gli diceva di respirare. E boom, parallelo con il piccolo Randall in pieno attacco di panico. Eh ma allora nella vita dei ragazzi c’è qualche ricordo della guerra, al quale magari abbiamo dato origine diversa: chissà cos’altro è ricollegato a quell’evento? Chissà se Rebecca lo sapeva? E se Jack ha mai sofferto di disturbo da stress post traumatico?

Dopo questo attacco la sua squadra viene appunto mandato al villaggio di pescatori, vicino all’ultimo luogo da cui Nick ha mandato una lettera.

Il prossimo flash back riguarda il momento prima dell’arruolamento del fratello: quindi circa tre anni prima. È il giorno dell’estrazione delle date di nascita, per i nati del 1970, per sapere chi andrà in guerra per il servizio di leva obbligatoria. Tutti sono intenti a dire a Nick quanto la sua data sia una data fortunata e che lo protegge una buona stella. Eppure tutte queste speranze si infrangono quando proprio il 18 ottobre viene estratto (che, guarda caso, è proprio la data di oggi). All’estrazione, Jack rivela a Nick di avere un piano per salvarlo e decide di portarlo in Canada, attraversando il confine, non dovrà più arruolarsi. Eppure, una volta passata la notte in un motel, Jack non trova Nick ma al suo posto un biglietto con scritto “ora tocca a me fare l’eroe. Grazie, ti voglio bene Superman. Tuo CK”. Beh, in cuor nostro sapevamo che sarebbe finita così, dopo aver visto ‘il futuro’ diciamo.

Ma torniamo indietro di almeno 10-15 anni per scoprire l’origine di quei due soprannomi: troviamo un piccolo Jack e un piccolo Nick intento a giocare a football in cortile. Ma il piccolo Nick è molto maldestro e anche un po’ incapace, tanto che la palla gli finisce esattamente sul naso, rompendogli gli occhiali. Qui arriva il discorso in pieno stile Jack, un’indole che aveva fin da bambino.

Nick: “non li voglio portare gli occhiali”

Jack: “ti rendono più intelligente”

Nick: “i duri non sono intelligenti e non portano gli occhiali… e non ci sono eroi con gli occhiali”

Jack: “Superman li porta”

Nick:” ma non quando è Superman, solo quando è Clark Kent. E tu sei Superman, non io”

Jack:” e allora tu sei CK, devi solo far vedere a tutti chi sei in realtà”

Ecco spiegata l’origine dei due soprannomi… ora ditemi se non sono adorabili!

Ma torniamo ancora indietro al giorno della nascita di Nick. Ironico il destino eh? Il ragazzo è nato alle 23:58 del 18 ottobre, ancora due minuti e non sarebbe stato selezionato per la guerra e non sarebbe morto. E tutti che ripetevano che quello era un buon giorno: porta iella eh.

Da lì torniamo velocemente avanti a vedere l’incontro tra i due: finalmente Nick si volta ed è veramente lui. Io ero già pronta a sentire le parole “ci dispiace per la sua perdita”.

Ho scordato di inserire il momento in cui Jack decide di arruolarsi per seguire suo fratello (non mi ricordo il momento temporale esatto). Alla visita medica il dottore gli trova una lieve tachicardia e gli dice “attento, in futuro potrebbe darti problemi”. E CHE CAVOLO! QUESTO È IL VERO MOTIVO PER CUI JACK È MORTO. A causa del fumo inalato il suo cuore, già tachicardico, non ha più retto. Anche questo chissà se Rebecca lo sapeva… beh, il magone mi è salito insieme a una reazione, quasi immediata, di ‘non è possibile’.

Bene, questo è stato “Vietnam”, come ho detto all’inizio mi aspettavo altro, ma sono stata molto d’accordo sulla piega che è stata fatta prendere alla storia: non hanno mostrato troppo, ma il giusto. Dobbiamo ancora sapere come muore Nick, come fa ritorno a casa Jack e specialmente le conseguenze sulla sua famiglia. Nel prossimo episodio però non se ne parlerà. La puntata cinque porta il titolo di “Toby” e anche qui sono abbastanza sicura che ci sarà un po’ di magone, se non proprio le lacrime. Vi lascio il promo.

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3 thoughts on “Recensione | This Is Us 3×04 “Vietnam”

  1. l’episodio ci ha anche fatto vedere il loro padre sotto tutt’altra veste, affettuoso e soprattutto astemio, ma con un nonno con problemi d’alcol!
    cosa è successo dopo che lo ha fatto diventare alcolista e violento? è solo questione di DNA?

    Piace a 1 persona

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