Film

Recensione│La Ragazza Dei Tulipani

Uscito nei cinema lo scorso mese dopo una lunghissima attesa (pensate che si tratta di una pellicola del 2014), La Ragazza dei Tulipani si aggiunge alla lista dei numerosi film in costume degni di nota dell’anno 2018, grazie anche e soprattutto al cast stellare che gli ha dato vita.
Protagonista la splendida Alicia Vikander, Premio Oscar come miglior attrice non protagonista nel 2016 per The Danish Girl, film che a mio parere l’ha consacrata come una delle migliori attrici della nuova guardia: espressiva, intensa, dolce, perfettamente bella. Non dobbiamo solo a questo ruolo la sua fama ovviamente, ma possiamo dire che la giovane Vikander ama molto le storie ambientate in un’altra epoca, vedi La Luce sugli Oceani (accanto al marito- beata lei- Michael Fassbender), Royal Affair accanto al conturbante Mads Mikkelsen, oppure Generazione Perduta, magnifico film tratto dal romanzo autobiografico di Vera Brittain in cui ha recitato accanto a Kit Harington, che ha conosciuto, ahimè, troppa poca riconoscenza per il suo grandissimo spessore.


Nota a parte per quanto riguarda il cast va alla mirabile Judi Dench che ha un ruolo secondario ma comunque non si risparmia di mettere in mostra il suo sfrontato talento e la sua grande bellezza che pare non sfiorire con gli anni.
Accanto a lei il coprotagonista della storia d’amore che fa da fulcro alla vicenda è Dane Dehan attore statunitense un po’ scialbo a mio parere ma rende bene il ruolo che interpreta, il pittore un po’ spiantato e sognatore che un bel giorno mentre dipinge su commissione per Cornelis Sandvoort, il padrone di casa interpretato dal grande Christoph Walz, vede scendere dalle scale sua moglie, Sophia Sandvoort (la bella Alicia) e ne rimane folgorato.


Sulle prime lei si ritrae, spaventata dalle sensazioni che provoca in lei quel giovane pittore dagli occhi azzurro cielo e chiede al marito, che peraltro la adora, di far venire un altro artista per il dipinto. Lei quel giovane non vuole più vederlo. Poi però la passione la invade come una malattia e la conturbante relazione extraconiugale ha inizio, colpa un po’ del rapporto insoddisfacente con il marito che la usa meccanicamente sperando di avere un erede che però tarda ad arrivare, colpa un po’ del sogno che sin da bambina conserva nel cuore riguardo all’amore romantico, Sophia cede, cede e ama, senza riserve. Ama ed è amata a sua volta dal suo Jan.
Ma quando l’amore va a gonfie vele qualcosa si interpone pericolosamente a minare il torpore incantato che abita tutti gli amanti alle prime albe del loro sentimento senza ragioni.
A mettersi di mezzo è il destino. Ed è proprio il destino a far entrare in questo pericoloso triangolo un ennesimo tassello, una coppia, una coppia che si ama e vorrebbe sposarsi. Sono Maria (cameriera di casa Sandvoort interpretata dalla graziosissima e sempre impeccabile Holliday Grainger) e William (Jack O’Connell) e insieme a loro entra stagliandosi come sottofondo e filo rosso ciò che da il titolo alla pellicola, la febbre dei tulipani (in realtà il titolo in Italiano è la ragazza dei tulipani, ma a mio parere il titolo originale rende meglio il senso del film).

Nell’Olanda del 1600 infatti, migliaia di persone caddero nella trappola del mercato di bulbi di tulipano che provocò la prima grande crisi economica del Paese causa dell’altissimo prezzo di vendita di questi al fine dell’esportazione nei Paesi Bassi per cifre esorbitanti.
William infatti, entra in possesso del bulbo del rarissimo tulipano cremisi e diventa ricco, finalmente potrà sposare la sua amata Maria. Ma ecco il fato malevolo e assassino che entra a tendere una trappola: Sophia esce di casa per raggiungere il suo amante con il mantello della sua cameriera e William, quando vede tra le strade di Amsterdam una figura fuggire tra la folla non ha dubbi, è la sua Maria. Così parte per nave e lascia, inconsapevole, la sua donna incinta, senza colpa e sola.
Qui ha inizio la rocambolesca e assurda parte centrale del film, quella in cui Sophia per salvare la sua cameriera dal licenziamento sicuro, si fingerà incinta e aiutata da un medico di dubbia moralità inscenerà un teatrino tragicomico per far credere al marito di avere finalmente un erede e liberare Maria dall’ignominia di avere in grembo un figlio illegittimo.Ma sappiamo bene che il destino si mette di traverso e qui, mette in scena una grande parte, un ruolo che lascerà tutti a bocca aperta su un finale inaspettato e dolceamaro, perché in definitiva è lui il vero protagonista del film, con le sue contraddizioni e la sua potenza che non lascia scampo e non da spiegazioni, esige solo che venga vissuto.

La pellicola scorre piacevolmente, grazie anche al cast e alla scenografia magnifica, ma è la storia che a mio avviso resta un po’ comune, non emana quella luce intrisa di rarità che fa dire di un film che non lo dimenticheremo facilmente.
Voto: 7

 

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Ringraziamo: Citazioni film e libri | I Love Film and Telefilm | I love telefilm & film ∞ | Because i love films and Tv series

 

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