Grey’s Anatomy/Telefilm

Recensione | Grey’s Anatomy 15×03 “Gut Feeling”

Ho riflettuto molto prima di scrivere questa recensione perchè oscillavo tra la costante sensazione di non avere nulla da dire, soprattutto nulla di interessante, e quella di avere molto di cui parlare. Siccome non sono venuta a capo di questa situazione, ho deciso di iniziare a scrivere e basta. Vedremo cosa ne verrà fuori.

Cominciamo da una considerazione generale che riguarda questo clima da teen drama, molto teen e poco drama, che si respira nei corridoi del GSMH. Allora, io ho capito che questa è stata definita la “stagione dell’amore” e che sia importante far vedere che il sesso è qualcosa che interessa anche alle donne, perchè siamo nel 2018 ed è ora di finirla con questa idea che sia qualcosa che vogliano solo gli uomini mentre le donne devono sacrificarsi per soddisfarli anche se in realtà vorrebbero solo passeggiare mano nella mano e cogliere margherite, però stiamo un attimo esagerando. Hanno trasformato Maggie, Amelia e Meredith in tre liceali che ritagliano le foto di Duncan James e Lee Ryan dal Cioè per attaccarle in camera (ho vissuto l’adolescenza a cavallo tra gli anni ’90 e i primi 2000 quindi questi sono i “riferimenti culturali”, abbiate pietà). L’intento di sdoganare l’argomento del desiderio sessuale femminile è anche nobile, ma la realizzazione lascia molto a desiderare anche perché, diciamoci la verità, se fossero stati tre uomini a fare gli stessi commenti, ora staremmo qui, a ragione, ad indignarci per il sessismo e l’oggettivazione del corpo femminile. Il problema del vedere le persone come meri oggetti sessuali da passarsi quando si è stufi, non è meno grave se a farlo sono le donne e non gli uomini. È un  problema, a prescindere da chi sia l’oggetto delle attenzioni. Per questo trovo svilente vedere Maggie che cerca di piazzare Andrew sul mercato, come se fosse un mobile ancora in buone condizioni che lei non ha più voglia di tenere in casa. Stesso discorso vale per Link che ci prova con qualsiasi donna che respiri, scimmiottando Mark Sloan di cui però non possiede nemmeno un centesimo del fascino, o per Meredith che sembra essersi svegliata all’improvviso dal letargo e che ora è disperatamente alla ricerca di una vita sessuale attiva, cosa che potrebbe tranquillamente avere visto che sembra ci sia la fila di uomini lì ad aspettarla. Questi atteggiamenti sono di per sé problematici ma diventerebbero comprensibili, che non significa condivisibili, se stessimo guardando un teen movie con Hilary Duff. Noi, però, stiamo guardando Grey’s Anatomy e non quello degli inizi con dei giovani specializzando con gli ormoni a palla, ma Grey’s alla quindicesima stagione dove quegli stessi specializzandi sono ora dei chirurghi adulti responsabili e, si auspicherebbe, maturi. Non è accettabile questo clima da scolaresca in gita a Barcellona perchè è totalmente fuori contesto e li fa apparire tutti come dei superficiali e anche un po’ stupidi. Di nuovo, nessuno dice che di certe cose non si debba parlare, anzi, ben venga, ma ci sono modi giusti per farlo e questo di certo non lo è. Ci stava qualche battuta nei primi episodi per rompere il ghiaccio e per fare iniziare la stagione con leggerezza, ma ora si sta scadendo nel ridicolo e nello stesso identico errore che ha caratterizzato la quattordicesima stagione: buone idee, pessima realizzazione.

Ovviamente non ci sono solo buone idee messe in pratica male, ma anche storie sbagliate sin dal principio e quindi parliamo di nuovo degli Omelia che giocano alla famiglia felice. E forse non c’è bisogno di aggiungere molto altro perchè l’essenza del loro rapporto si riassume esattamente in questo. Owen e Amelia stanno giocando alla famiglia del mulino bianco, preoccupandosi solo del presente ed ignorando il futuro ma soprattutto il passato. Come ho già detto anche l’altra volta, io non fatico a credere alla genuinità dei loro sentimenti ma, allo stesso tempo, credo anche che nessuno dei due abbia davvero ponderato questa scelta e tutto ciò è assurdo perchè ci sono due bambini coinvolti. Quando entrambi hanno deciso di buttarsi nella loro storia nonostante le rispettive questioni personali irrisolte o quando hanno deciso di fare un salto nel buio e sposarsi, io non ho mai criticato la loro scelta perchè riguardava solo loro. Se due persone distrutte decidono di unirsi e tentare il tutto per tutto, alla fine dei conti, sono affari loro perchè saranno le uniche a restare coinvolte in un eventuale fallimento. La situazione attuale di Owen e Amelia, però, è molto diversa e io sto iniziando a temere quello che succederà quando questa bolla felice scoppierà, perchè succederà, e quando i bambini diventeranno qualcosa di più che il semplice contenuto di frasi che entrambi non avrebbero mai pensato di dire. Hunt e la Shepherd si stanno comportando da irresponsabili e stanno seguendo l’istinto, come hanno sempre fatto, senza rendersi conto che questa volta le cose sono diverse. Poi, ovviamente, si potrebbe anche ragionare sul loro ricadere sempre negli stessi errori, ma ne ho già parlato e non vorrei risultare ripetitiva. Bastano loro due per questo.

Veniamo ora al plot twist dell’episodio: Jackson se n’è andato. Dove? Come? Perché? Quanto è buona la roba che gira nella writing room quest’anno? Se c’era una cosa veramente salvabile della premiere era il rapporto tra Maggie e Jackson e come, dopo un iniziale momento di confusione, i due avessero deciso di affrontare insieme la crisi mistica di Avery, derivante dagli scombussolamenti della sua vita. Giustamente, però, a Krista Vernoff le cose sensate non piacciono e quindi mandiamolo via a risolversi da solo la sua crisi di identità venite secondi dopo aver detto “ti amo” a Maggie per la prima volta. Mi pare una scelta quanto meno discutibile, per non dire proprio folle. Tra l’altro, io non vorrei rivangare ricordi dolorosi, soprattutto per i fan Japril, però Jackson dovrebbe ben sapere che andarsene può solamente danneggiare un rapporto. La situazione con April era molto diversa e derivante da una tragedia inimmaginabile, è vero, però è altrettanto vero che, se non si è in grado di affrontare una crisi personale avendo a fianco la persona che si ama, allora quel rapporto non è così tanto valido come si credeva. Non ha senso stare con qualcuno e allontanarsi nei momenti di difficoltà personale perchè si sta implicitamente ammettendo che il sostegno della persona amata è per noi inutile o inadatto a quello di cui avremmo bisogno. C’è poco da girarci intorno, questo è. La reazione di Maggie è stata esattamente quella che tutti ci saremmo aspettati da lei e ciò dimostra quanto i passi avanti fatti nel rapporto con Jackson, non corrispondano ad una sua crescita personale. Onestamente non so che piega vogliano far prendere alla storyline, ma, se serviva un modo per dividere i Jaggie, questo è stato di sicuro uno dei meno intelligenti e originali tra tutti quelli possibili.

Parliamo poi del nuovo capo che, come era prevedibile, ha avuto un primo giorno a dir poco fallimentare. Fosse stato anche solo per fare gli alternativi, avrebbero potuto rendere Alex un capo perfetto sin da subito e invece niente, la fiera della banalità. Inoltre, a ben vedere, quasi tutto quello che di disastroso succede, non è colpa sua e Karev si dimostra anche discretamente bravo nel prendere in mano le situazioni. Non ha avuto paura di schierarsi contro Webber, nonostante sia il suo mentore, che stava decisamente esagerando e non ha esitato a licenziare uno specializzando che lo meritava. Anche Alex a suo tempo fece un errore simile, provocando un danno irreparabile ad un paziente, ma se ne assunse la responsabilità immediatamente, cosa che Roy non ha fatto e per questo meritava di essere cacciato. Nonostante questo, però, ho trovato molto triste che il licenziamento di uno specializzando dopo aver causato la morte di un paziente, sia stato l’unico modo per mostrare le capacità da leader di Alex, come se Grey’s fino ad ora non ci avesse mostrato dei capi di chirurgia imperfetti ma umani e capaci di stare vicino ai propri sottoposti, senza umiliarli. Richard, Owen, Derek e Miranda non hanno mai gestito l’ospedale con il pugno di ferro quindi questo tentativo di dipingere Alex come un capo autoritario e inflessibile, poco mi soddisfa, soprattutto se poi tutto questo viene rapportato alla pessima figura sul bilancio quadrimestrale, che lo fa apparire come un benemerito cretino, cosa che Alex di sicuro non è. Si spera che questa falsa partenza venga raddrizzata alla svelta perchè ridurre Karev a giullare di corte è una delle cose più brutte che si possano fare a questo show.

 

Del fatto che Jo sia stata una delle poche cose decenti e che sembri l’unica normale lì dentro non ve ne parlo perchè, dai, basta, vi sarete anche stufati di sentirmelo dire.

Della mezza ship tra il nuovo dottore di cui ufficialmente non sappiamo il nome (Nico Kim) e “Glasses”, invece, ne parlerò se e quando avranno una conversazione definibile tale, però, per ora, non sono male per quel poco che si è visto.

Bene, direi che mi sono lamentata a sufficienza. Vi do appuntamento alla prossima settimana che, a quanto pare, vedrà un crossover di due ore con Station 19.

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Ed Infine un grande grazie alla nostra Amigdala per la grafica.

 

 

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4 thoughts on “Recensione | Grey’s Anatomy 15×03 “Gut Feeling”

  1. D’accordissimo con te. Non mi piace come sono stati trattati gli uomini in Grey’s nelle ultime stagioni. Non in ultimo la regressione di Owen. O sono “orpelli”, da utilizzare per il sesso o semplicemente perché belli a vedersi, o sono immaturi, piagnoni, monodimensionali. Non sopporto il fatto che trattino la serie come un prodotto di genere che deve parlare ad un pubblico di sole donne (possibilmente con questa idea un po’ estremista di femminismo) o gay. La complessità è umana, non è appannaggio solo di categorie. Se si decidessero a parlare a tutti (poi liberi gli uomini di non seguirlo lo stesso), sicuramente ne uscirebbe un prodotto di maggiore qualità. Che poi, basterebbe soltanto dare un po’ di equilibrio in più.

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    • Certe volte è davvero imbarazzante, anche perchè femminismo significa parità tra uomini e donne e non riduzione degli uomini a oggetti, come loro hanno fatto loro per secoli con le donne. A dirla tutta, questa rappresentazione maschile così falsata, fa si che anche quella femminile sia mal riuscita. Alla fine é offensivo per tutti e dimostra di volersi rivolgere ad un pubblico poco intelligente, a prescindere dal genere e dall’orientamento sessuale.

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  2. Purtroppo ci sono le elezioni di medio termine in usa, penso che insisterà su questo tasto fino a novembre. La puntata per me è stata migliore delle prime due, anche se il caos regna sovrano, Altman desaparecida si trscina dietro Jakson che ha deciso di buttarsi dalla scogliera, Maggie non ha un perchè, va detto il suo personaggio è uno dei piu maltrattati, siamo alla quinta stagione che è nello show e ancora non riesce a collocarsi, ho paura che nella wrting room siano ma in crisi di astinenza, il personaggio di Roy un non senso assoluto, come minimo ritorna visto che si va verso Halloween. Bailey meno male che esisti come Karev e Webber in trincea a difendere la patria in pericolo. L’emozione latita, la storia/e anche, è pur vero che siamo all’inizio, però un po’ di grinta in più non guasta, quello che da fastidio è la ripetitività che evidenza la mancanza di idee o la volontà di guadagnare tempo che però fa perdere spettatori come da dati. Gli spunti ci sono la determinazione a seguirli lo vedremo più in là l’impressione come hai detto tu che ripercorrano il canovaccio della 14 convinti di reggere fino alla 16.

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    • Elezioni o non elezioni, il problema è il messaggio che viene trasmesso. Io sono una delle poche che non critica la piega politica/sociale che ha preso lo show da un po’ di tempo a questa parte, anzi, la apprezzo. Il problema è proprio quello che viene detto. Questo nazi-femminismo in stile anni ‘70 non fa bene alla causa. Siamo nel 2018 e il modo di lottare per la parità è molto cambiato. Il femminismo è intersezionale e deve coinvolgere gli uomini perchè è utile anche a loro. Krista sta facendo più danni che altro con questo modo d raccontare le cose.
      Sul resto più o meno concordo, soprattutto sugli ottimi spunti e la loro pessima messa in atto.

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