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Parliamone | Marmalade Boy, Una Storia che Profuma Ancora d’Amore

Vedere a distanza di anni il live action giapponese del 2018 di Marmalade boy, mi ha subito chiarito le idee su chi o meglio cosa, abbia creato davvero delle aspettative sulle mie/nostre relazioni amorose.

Marmalade Boy è un manga shōjo di Wataru Yoshizumi, pubblicato in Giappone sul mensile Ribon, edito dalla Shūeisha, dal 1992 al 1995. In Italia è stato pubblicato dal 1998 al 1999, ma già nel 1997 è arrivato da noi l’anime, realizzato in contemporanea con l’uscita del manga, trasmesso prima su Canale 5 e poi su Italia1 di 76 episodi col titolo indimenticabile di “Piccoli problemi di cuore“. Italianizzazione level advance a parte, mai riadattamento fu più azzeccato.

La siglia intonata da Cristina D’Avena, scritta da Alessandra Valeri Manera con la musica di Franco Fasano e recentemente riarrangiata e inserita nell’album di duetti Duets – Tutti cantano Cristina della D’Avena, con Ermal Meta, è ancora oggi una delle più ricordate e cantate. Ma perchè Marmalade boy ha avuto un grande successo?

Premetto che dal caro oriente, oltre l’anime e un film d’animazione che consiste in una specie di episodio prequel, un dorama tawanese datato 2001-2002, dove la trama è molto semplificata e l’ultimo live action giapponese del 27 aprile 2018 con Sakurai Hinako e Yoshizawa Ryo, non è stato prodotto altro. Che in Italia abbia avuto un successo più travolgente come fu per Kiss me Licia e le cotolette panate di Cristina D’Avena? Potrebbe essere.

Marmalede boy è il pionere delle storie d’amore più classiche, privo di magia, avventure o ambientazioni storiche, temi predominanti nei manga degli anni 80-90. Di maghette o eroine con specchi magici, fiocchi e altri gadget ne eravamo pieni (Sailor Moon, Magica Emy, ecc.); di piccoli fanciulli senza una famiglia o che dovevano indossare panni maschili per farsi valere eravamo sommersi (Dolce Remì, Anna dai capelli rossi, Lady Oscar, ecc.). Il panorama femminile era vasto, quello maschile un po’ più limitato, ma non per questo meno avvincente con l’uomo Tigre, Conan il ragazzo del futuro, Holly e Benji. Sicuramente i primi anni duemila hanno portato più scelta di visione per tutti. Piccoli problemi di cuore all’epoca era unico nel suo genere, era un teen drama animato. Certo, ricordo che in quegli anni c’erano anche Kiss me Licia e Temi d’amore fra i banchi di scuola, ma mentre il primo rappresentava ancora l’eccezione, la ragazza comune che vive un sogno, si innamora del rockettaro, e il secondo è nato sulla scia di MB, ques’ultimo ha lanciato un genere che avevamo solo visto nelle serie tv.

(TW-drama)

Bene o male la storia la conosciamo tutti. Le famiglie di Miki e Yu decidono di convivere sotto lo stesso tetto dopo che i rispettivi genitori si sono scambiati i partner. Fin da subito tra i due giovani nascerà un legame che sfocerà in una relazione piuttosto matura, naturalmente costellata da tutti gli impedimenti di genere: l’amico di infanzia di lei, Ginta, l’ex fidanzata di lui, Arimi, la migliore amica di Miki, Meiko, che ha una relazione con un giovane professore, ecc. Come in qualsiasi storia d’amore che si rispetti, i protagonisti fungeranno da polo d’attrazione per qualsiasi altro essere di sesso maschile e femminile, ma a prescindere dall’ovvietà da shojo, tutti abbiamo amato questa semplicissima storia d’amore con un leggero tocco di proibito. Giusto appena accennato il tema incestuoso che occuperà una piccola parte sul finale, per poi tutto risolversi con lo svelamento di questo grande segreto di famiglia. Come molti sanno in Italia gli ultimi episodi dell’anime non sono stati tagliati, come tante scene considerate compromettenti, ma facilmente recuperabili sul web.

Questo articolo nasce proprio dalla mia recente visione del film. Non mi aspettavo nulla, anzi forse qualcosa di acerbo, infantile e abbastanza confuso perchè in due ore non è possibile mostrare una storia così lunga, eppure alla fine ho riassaporato quelle vecchie sensazioni che forse ora l’anime non riuscirebbe più a darmi, ma che i miei ricordi hanno ben memorizzato.

Marmalade boy ha 3 punti di forza, che il live action è riuscito ben a inquadrare nel poco tempo a disposizione:

1 – La semplicità con cui Miki e Yu si avvicinano e i loro caratteri ben definiti. Nonostante lei sia completamente abbagliata fin dalla prima cena dalla bellezza del fratellastro, è molto più presa dal divorzio ormai consolidato dei genitori. Come qualsiasi figlio non lo accetta perchè ha paura di essere dimenticata, lasciata sola, forse già come in precedenza era successo durante la separazione. La giovanissima Hinako riesce a far esprimere la sua Miki con naturalezza e senza eccessive moine, sicuramente anche grazie alla schiettezza di Yu che le prepara la situazione in cui esprimersi. Se da un lato abbiamo una ragazza magari timida, ma sicura dei suoi sentimenti, dall’altro abbiamo Yu (o all’italiana Yuri), tanto spavaldo fuori, quanto fragile dentro. In questa trasposizione la situazione familiare è resa meno da barzelletta, le famiglie sono felici, allegre, ma non infantili come nell’anime, che quasi sembrano disinteressate proprio alla famiglia in sè e più interessate, invece, alla convenienza di vivere e pagare l’affitto di una sola casa senza dare gli alimenti alla propria controparte. Questo clima sempre assurdo, ma più serio ha permesso che il dramma interiore che Yu si porta da anni, ovvero credere di non essere figlio di suo padre, risulti più realistico. Le lacrime sul finale dell’affascinate anche in giallo paglierino Ryo, quando scopre la verità, cioè che ha sofferto in silenzio inutilmente per anni, di fronte alle parole confortevoli del padre, mi hanno toccata. Lo Yu cartaceo era abbastanza freddo dietro quel dolce sorriso, e le sue titubanze le ha sempre espresse allontanando le persone che amava come Miki. Per esempio, la rottura con la ragazza ha risentito della scelta di trasportare il tutto in un film. Anche perchè dopo la dichiarazione e il consolidamento dei sentimenti dei due, non ci siamo goduti il loro amore. Apprezzo però l’inserimento della famosa scena del bacio, o quasi bacio, nell’armadio, su cui ho sempre sospirato con piacere solo nel manga. In questo live action c’è quella maturità che comunque è sempre trasparita dalla storia di Marmalade boy. Quella anche spontaneità dei rapporti, senza eccessive complicanze. Due si piacciono e si mettono insieme.

2 – Il resto dei personaggi che fa da contorno. La storia originale in realtà a volte ha dato fin troppo spazio agli altri, ma bene o male, ad un certo punto, principalmente nel manga, ognuno ritornava al proprio posto. Nell’anime a volte non è capitato e ci siamo sorbiti anche nuove aggiunte o lunghissimi tira e molla non richiesti con l’amico del cugino della zia della vicina di Miki e Yu. Ve la ricordate Angela (appare solo nell’anime), l’amica di infanzia di Yu malata di cuore? Per quanto non abbia costituito una minaccia, comunque potevamo evitarla. E Jinny, la bella ragazza americana che mente a Miki quando va a trovare Yu in America? Per non parlare di Alessandro (per comodità userò i nomi dell’adattamento italiano), dopo Ginta, potevamo risparmiarci l’ennesimo pretendente di Miki, per giunta oltremodo insistente e arrogante. Il film questo l’ha capito e giustamente ha inserito, anche per necessità, solo Ginta e Arimi. Forse la seconda sarebbe stata da approfondire maggiormente, perchè è grazie a lei che abbiamo uno squarcio più ampio del carattere chiuso di Yu, ma va bene così. Lo stesso vale per l’introduzione fugace della relazione proibita tra l’amica di Miki, Meiko e il professore Steve. È servita a mostrare come Miki sia una ragazza passionale, generosa, a metterla in contrasto con Yu e a prepararla alla scena in cui aiuterà il ragazzo coi suoi problemi. In fin dei conti, gli altri, sono sempre stati più uno strumento per creare o un background dei protagonisti, o per indurli ad una fase d’evoluzione.

3 – Il dramma. Ne ho accennato già prima con le insicurezze di Yu, ma in questa versione si è visto davvero al 100%. Miki e Yu si lasciano. Lei non sa neppure il perchè. Anzi, penserà sicuramente che Yu si è comportato con lei esattamente come ha fatto con le altre. È anaffettivo, non sa amare, ed è caduta anche lei nella trappola. Quindi doppia batosta, perchè darà la colpa della rottura in parte anche a se stessa che gli ha creduto. Non so se ora, a quasi trent’anni tutto questo mi è chiaro, o la versione animata ha sorvolato sulle motivazioni, facendo accettare a Miki semplicemente la rottura, ma questa volta per me era chiaro come lei si sentisse e il modo in cui sia stata “mollata“. Da questo momento si vede davvero la forza di lei, e che gran personaggio effettivamente sia sempre stata. Decide di andare da lui e chiudere in maniera onesta, senza troppe lacrime o con lei che lo prega di tornare. L’ultima mezz’ora del film è stata stupenda, lei dichiara col sorriso che non amerà nessun altro e lui le vieta di trovare un altro perchè ha mentito su tutto. Da qui poi c’è la loro gita d’amore e l’accettazione di voler stare insieme alla luce del sole anche se sono imparentati. Questo è il vero dramma di MB, non Miki contesa tra Ginta e Yu, col primo che palesa i suoi sentimenti e il secondo che gioca con questi, non le bugie di Alessandro e Suzu, e neppure la minaccia di una ex come Arimi. Il vero dramma viene affrontato nella parte che ci è stata celata da Mediaset, dove due ragazzi giovani, sinceramente innamorati devono capire che fare della propria vita. E vi giuro, quando Yu dichiara di voler passare il resto della sua vita con Miki anche se non possono avere figli, anche se non verranno riconosciuti come coppia da nessuno, il mio cuore stava per scoppiare.

Marmalade boy è una storia che funziona sempre e che a distanza di anni può farmi ancora dolcemente sorridere con i suoi baci rubati, gli sguardi fugaci, i suoi piccoli misteri e le grandi dichiarazioni d’amore. Il live action a modo suo funziona, come funzionò anni fa l’anime o semplicemnete questa è una storia intramontabile?

Amara o scontata all’esterno, ma dolce e che stupisce all’interno.

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Ringraziamo: Inuyasha *-* | I love telefilm & film ∞Nσи sσlσ Ðяαмα иеllα TeѕтαDrama,Drama e ancora Drama | *_TheWorldDrama_* | A.A.A cercasi dramas disperatamente | DRAMA che passione

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