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Parliamone | The Originals: Lode a Klaus Mikaelson

The Originals è terminato ma prima di riuscirne a parlare ho dovuto superare lunghi giorni di lutto. Perché sì, la fine di TO mi ha lasciato in un certo qual modo un po’ più sola.  Fa tutto parte della vita di noi telefilm dipendenti: trovare un personaggio, amarlo come fosse una persona cara e poi vederlo andare via. Mi era già successo, nel passato recente, con Francis di Reign ma non ero lo stesso preparata. Perché Klaus Mikaelson, sono sicura di non parlare solo per me, è riuscito a farci innamorare  ed è riuscito a farlo nonostante la pessima, quasi sempre, sceneggiatura di Julie Plec che dopo le prime stagioni sembra aver voluto tirare un freno; è riuscito a farci innamorare nonostante il fascino di Damon e i capelli da eroe di Stephen, è riuscito a rapirci il cuore e a tenerlo a se Always and forever. E allora dedichiamo questo articolo a lui , alle sue zone d’ombra e ai suoi punti di luce.

Siamo nella seconda stagione di The Vampire Diaries e la presenza di Klaus ci accompagna per tutti gli episodi senza mai concretizzarsi, un nome che risuona fra le labbra di vampiri centenari che sanno che da lui devono stare alla larga. Klaus ci viene descritto come il male puro e primordiale, come il nemico più potente e, quando finalmente gli viene dato un volto, l’attesa ha raggiunto il suo culmine. C’è però qualcosa che non ci convince, sarà colpa dei capelli lunghi di JoMo o della morte sconvolgente di zia Jenna ma quel Klaus tanto decantato sembra quasi deluderci.

E’ con la stagione tre che tutto inizia a cambiare e c’è un momento preciso, per qualsiasi ship avete parteggiato è innegabile che il primo batticuore Klaus c’è lo regala con questa scena:

Nel giorno del compleanno di Caroline il destino di Klaus si compie e i piani della nostra “musa”, Julie, vengono stravolti: da semplice guest star diventa personaggio Regular. Klaus ha così tanto da raccontare, così tante storie si nascondono dietro il suo atteggiamento, che il suo ruolo cresce sino quasi a rubare la scena ai fratelli Salvatore e il cuore di Caroline.

Vorrei cercare di essere super partes, non prometto di riuscirci ma almeno ci proverò: fra Joseph e Candice la chimica è innegabile, così come lo è altrettanto il fatto che i loro personaggi sembrano costruiti per scontrarsi inevitabilmente:. la vampira appena nata e quello millenario, il lasciarsi andare agli istinti contro il voler cercare di non perdere mai la propria umanità.

E’ grazie a Caroline che il personaggio di Klaus inizia un percorso di crescita nonostante i già numerosi tentativi del fratello. La sua  maschera di malvagità, costruita secondo i più banali dei clicè, che Jopeh Morgan sa rendere credibili, inizia a cedere per merito di una ragazzina.

Klaus e Caroline funzionano, insieme sono fuoco , sono due calamite che per quanto lei ci provi  non riescono a essere separati. Ed allora succede qualcosa che mai, quando il suo nome veniva pronunciato con terrore  sarebbe stato possibile credere: Klaus diventa un porto sicuro, esiste una versione di lui che sorride e  a cui ci rivolgersi anche per risolvere uno stupido problema di abbigliamento, diventa qualcuno di cui, gli altri sì, ma tu mai  potresti avere paura.

Klaus grazie a Caroline cresce, intuisce che può essere una persona migliore per  qualcuno che sia disposto a vedere oltre ed è sempre grazie a lei che l’Originale apre il cuore ad altre donne:  Camille , Hayley e soprattutto Hope.

Caroline e Camille si innamorano di lui nonostante la ragione le mette in guardia di non farlo, con Hayley costruisce una famiglia improbabile ma da proteggere, per hope è semplicemente un padre. Un padre che ama la figlia, che si ritrova a voler essere migliore per lei quando credeva fosse impossibile.

Klaus diventa un padre e per se stesso non resta più nulla. Hope è il centro di tutto, la sua redenzione finale. Quando impari ad amare disinteressatamente il viaggio inevitabilmente arriva alla fine. E quella fine ha il volto del suo futuro. Klaus ha lasciato amore dietro di se e non una scia di sangue.

Certo, quanto sarebbe stato bello vedere Klaus e Caroline andare via e girare finalmente il mondo come lui gli aveva promesso troppi anni fa ma, sarebbe stato coerente? Nel donarsi completamente alla figlia, Klaus, trova il suo ultimo viaggio e l’inizio della pace. Perché nessuno più di lui merita di vivere quell’Oltre in cui il dolore finisce e resta solo l’amore, un amore che lui si è costruito giorno dopo giorno. Klaus Mikaelson muore nell’esatto istante in cui l’amore lo rende immortale.

“Qualsiasi persona in grado di amare può essere salvata” . Grazie Klaus per averci fatto capire a pieno quelle parole e grazie a Joseph Morgan per avercelo regalato.

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