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Movienight | #29 Asian Edition I

Dopo tutti i drama di questi mesi, di quella rubrica iniziata quasi per caso e che ormai conta già 11 numeri e circa un centinaio di suggerimenti, volevate che non arrivasse prima o poi un articolo sui film asiatici? A onor del vero, la mia lista non ne conta così tanti, ma qualcosa di buono da consigliare c’è sempre! Armatevi di popcorn e seguitemi in questo primo numero! Il tema di oggi è il genere mistero/thriller (per oggi sono tutte opere coreane, ma in futuro vi prometto anche opere di altre nazioni, soprattutto giapponesi).

Forgotten

Regia: Jang Hang-jun

Anno: 2017

Genere: thriller, mistero, psicologico

Cast: Kang Ha-neul, Kim Mu-yeol, Moon Sung-keun, Na Young-hee

Trama: Jin-seok si trasferisce con i genitori e il fratello maggiore in una casa che gli sembra famigliare. Poco dopo il trasloco, il fratello, Yoo-seok, scompare per 19 giorni, rapito sotto gli occhi di Jin-seok, per poi ricomparire ancora più misteriosamente e sembrare una persona completamente diversa da quella che lui ricorda. Jin-seok è determinato a scoprire cosa sia successo in quei 19 giorni.

Il perché pelato: Ora prendete la breve trama che vi ho raccontato qui sopra e dimenticatela, il film non è assolutamente quello che sembra. Mai.
Con una narrazione veloce che non permette nemmeno di respirare, la storia ti coglie di sorpresa con un colpo di scena dietro l’altro. Ogni volta che pensavo di aver capito dove gli autori volessero arrivare, accadeva qualcosa all’improvviso che mi faceva cambiare idea.
Non ho mai visto un film che riuscisse a sorprendermi completamente come questo.
Plot twist a parte, perché Forgotten non è solo il film che sorprende, la storia che narra è qualcosa di tragico, qualcosa che arrivati alla fine ti fa pensare “se fosse andata diversamente…”, mentre provi pietà per quella serie di eventi che ha rovinato la vita a molte persone. E continua a farlo, come una ruota che gira senza mai fermarsi fino all’inevitabile epilogo.
Complice un formidabile cast che ha reso la pellicola ancora più meritevole, Forgotten è una visione che consiglio a tutti gli amanti del genere.

Confession of Murder

Regia: Jung Byung-gil

Anno: 2012

Genere: thriller, azione

Cast: Jung Jae-young, Park Si-hoo, Kim Young-ae

Trama: Dopo la scadenza della prescrizione dei reati compiuti, Leo Doo Suk pubblica un’autobiografia intitolata “I’m a Killer” (sono un assassino) che descrive nei dettagli tutti gli omicidi da lui compiuti. Da quel momento, il detective Choi, che si era occupato del caso 15 anni prima, si mette di nuovo sulle sue tracce, mentre i famigliari delle vittime pianificano vendetta. Intanto, compare un altro killer, che mette in dubbio le affermazioni di Lee Doo Suk.

Il perché pelato: Ho scelto di vedere questo film perché cercavo qualcosa che fosse all’altezza di Forgotten, qualcosa di simile, che colmasse il mio desiderio di trovare un altro film bello come quello.
Nella mia scelta, ho avuto ragione a metà.
Per il mio gusto, Confession of Murder non è formidabile come Forgotten, ma ci viaggia vicino. Anche qui abbiamo un bel colpo di scena, qualcosa di meno sconvolgente rispetto all’altro film, ma un twist abbastanza forte da cambiare le carte in tavola. Confession of Murder si prende il suo spazio per proporre anche delle frenetiche scene d’azioni, un po’ nello stile americano, che hanno reso la visione emozionante. Ha peccato un po’ di trash qui e là – per esempio, c’è un fuga in autostrada un po’ troppo irrealistica, ma non l’ho trovato poi un grande problema, me la sono goduta lo stesso. La cosa certa è che non mi sono mai annoiata durante la visione.
Poi, ho trovato davvero affascinante come nel corso della pellicola si veda come reagiscano le persone alla pubblicazione del libro, come idolatrino l’autore e sembrino quasi ignorare cosa stia ammettendo pubblicamente. Una visione del mondo cruda, ma a tratti dannatamente realistica.
Concludendo, dove Forgotten è più psicologico, qui si predilige maggiormente la mera azione, con risultati a volte un po’ esagerati e favolistici, ma che lo stesso lo rendono un buon prodotto da recuperare.

Nota finale: Il Giappone ha fatto un remake del film nel 2017 mantenendo lo stesso titolo.

Blind

Regia: Ahn Sang-hoon

Anno: 2011

Genere: suspence, thriller, mistero

Cast: Kim Ha-neul, Yoo Seung-ho, Jo Hee-bong

Trama: Min Soo Ah, promettente studentessa dell’accademia di polizia, viene coinvolta in un incidente d’auto in cui muore il fratello minore e lei perde la vista. Alcuni anni dopo, grazie alla sua intelligenza e ai suoi altri sensi sviluppati, diventa la testimone di un caso di persona scomparsa. C’è anche un altro testimone, Kwon Ki Sub, che però dà informazioni contraddittorie rispetto a quelle di Min Soo Ah, finendo per non venire creduto e complicando la situazione. Intanto, l’assassino è sulle tracce di entrambi.

Il perché pelato: Concludiamo la lista di oggi con un thriller carino e con una storia cruda, ma interessante.
A onor del vero, non mi è piaciuto quanto i precedenti, ci sono anche delle cose che mi hanno infastidito (tipo l’incapacità cronica dei poliziotti che fa troppo teen drama americano) o la dipartita di alcuni personaggi che “anche no!”, però non è un brutto film.
A differenza degli altri, Blind è un’opera più semplice, con la tipica storia in cui il cattivo dà la caccia ai due topolini spaventati che hanno visto o sentito troppo e che quindi è necessario uccidere nel più breve tempo possibile.
Quindi ci troviamo di fronte a inseguimenti (molto bella la scena in cui la non vedente Soo Ah cerca di fuggire dal killer e Ki Sub riesce ad aiutarla a distanza), animali coraggiosi che ti salvano la vita, colpi in testa e via discorrendo, in un crescendo di suspense fino alla conclusione finale.
Il tutto contornato dal tentativo di Soo Ah di perdonarsi per la morte del fratello minore, mentre stringe un rapporto di tipo fraterno con la sua co-star.

Nota finale: La Cina ha fatto un remake del film nel 2015 con il titolo “The Witness”.

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