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The Top | Vampire Series – I Canini Più Affilati delle Serie Tv

La vampiro mania non tramonterà mai e con lo spin-off/sequel di The Originals, Legacies, e la nuova trasposizione a tema fantasy, A discovery of witches, anche quest’anno i discendenti di Dracula non ci abbandoneranno. Da un’attenta ricerca, sono venuta a conoscenza di un considerevole numero di titoli che vedono i vampiri se non come protagonisti, per lo meno come parte fondamentale della trama. Molti non hanno visto la luce del sole di una seconda stagione, o forse è stata proprio la prima a bruciare qualsiasi possibilità, e poche hanno fatto la storia: Buffy, Angel, True Blood, The vampire diaries, Being human, The Originals, ecc. Loro sono i sopravvissuti dei nostri schermi, tante le stagioni alle spalle, molti i personaggi iconici nati e mai più dimenticati.

Ma una serie sui vampiri per colpire nel profondo deve avere i canini ben affilati, un cast oltremodo convincente con il cerone bianco sul volto, parecchio sangue che sgorga a fiotti dalle vene e tanta sensualità. Una serie vampiresca per essere tale deve essere pericolosa e ammaliante e soprattutto fuori dagli schemi.

1. True Blood

Perchè True Blood conquista la vetta? Semplice, qui c’è tutto quello che nell’immaginario vampiresco dovrebbe esserci: sesso, sangue e rock’n roll. Come già accennato sopra, terrò conto principalmente di questi dettagli, mettendo logicamente da parte, non me ne vogliate, tutte quelle serie clichettose che “mordono” poco. True Blood, una serie televisiva statunitense della HBO creata da Alan Ball, andata in onda dal 2008 al 2014, composta da sette stagioni, è tratta dai romanzi del Ciclo di Sookie Stackhouse della scrittrice statunitense Charlaine Harris. Se la partenza è piuttosto fedele ai libri, la parte centrale è quasi tutta farina del sacco di Ball che, grande amico di Stephen Moyer (Bill Compton), ha lasciato che il suo vampiro avesse vita nuova nella serie dato che nei romanzi quasi sparisce del tutto, dando però spazio ad un vampiro con la V maiuscola: Eric Northman (Alexander Skarsgård). In ogni serie sui vampiri ci deve essere sempre il binomio bene-male (anche se in TB il confine è praticamente inesistente o sotto coltri di cadaveri, sangue e fango): Bill, vampiro ultracentenario, ex ufficiale della Louisiana, legato al passato e alla famiglia che ha avuto, privo di qualsiasi atteggiamento aggressivo; e poi c’è Eric, sceriffo dell’Area 5, vampiro millenario, dall’aspetto vichingo, arrogante e prepotente.

Le vicende di True blood sono splatter, violente, trasgressive e oltremodo torbide tanto da attirare facilmente anche la dolce Sookie Stackhouse (Anna Paquin) che fino ad allora aveva condotto una vita piatta e riservata. Non c’è una sola stagione dove non ci sia sangue e sesso, anche contemporaneamente, e tanti, forse troppi i vampiri che hanno lascianto a briglie sciolte la loro parte selvaggia, Russell, Lorena, ecc., ma le emozioni come le immagini, sono sempre intense. Primo posto assicurato, per una serie che ti succhia via facilmente il tempo, maratonandola

 

2. Buffy

Medaglia d’argento per una serie che sprizza poco sangue, ma che ha impalato più paletti nel petto dei vampiri di chiunque altro. Buffy, per trama e interpretazione dovrebbe solo essere sul podio, ma questa è una classifica vampiresca, dove il mostro dai denti aguzzi nell’ideale non segue regole e beve il sangue di chi vuole (e dovrebbe avere pure un mantello e chiamarsi sempre Dracula, ma così andiamo troppo oltre). Buffy l’ammazzavampiri, serie statunitense di Josh Whedon, anch’essa di genere horror, prodotta dal 1997 al 2003, di 7 stagioni, è la madre delle serie sui vampiri. Sicuramente per i primi anni 2000 era oltremodo moderna ed originale, oggi una versione meno splatter e più sofisticata del genere. Come già accennato, niente arti strappati a morsi, sangue a fiotti e stragi di massa, ma qualche scuoiamento (20X06), sesso selvaggio in un palazzo pericolante, sì. Buffy a differenza di TB ha il fascino ammaliante del vampiro, quall’attrazione magica che ti attira e poi ti fa cadere nella trappola.

Questo è dato non solo alla presenza di certi vampiri come Angel (David Boreanaz) e Spike (James Marsters), e anche qui il binomio bene-male, angelo-demone è chiaro e spesso si confonde, ma proprio dal cast umano, che si lascia trascinare dalle vicende sovrannaturali, ma mai soccombe. Forse, se non ci fosse stato Spike, questa posizione sarebbe più bassa (non me ne vogliate fan di Angel, ma il suo lato buono è ancora troppo umano e quello cattivo troppo stereotipato). È un vampiro a tutto tondo il suo, anima o non anima, non rinnega mai se stesso e quanto ha fatto, picchia perchè vuole, morde perchè ha fame, ama Buffy (Sarah Michelle Gellar) perchè lei è Buffy, non semplicemente la cacciatrice.

 

 

 

3. The Originals

Prima dei fratelli Salvatores c’erano i Mikaelson, gli Originali che tanto hanno avuto successo in quel di Mystic Fall, che la Plec gli ha creato su misura uno spin-off tutto loro di ben 5 stagioni dal 2013 al 2018, dove liberi dalle beghe mentali del trio Stefan-Elena-Damon, hanno potuto divertirsi. Seppur l’idea di mischiare vampiri, licantropi, streghe e ibridi nel quartiere francese di New Orleans non suoni come nuova, portare in scena una famiglia interamente sanguinaria e con un background da riempirci volumi di romanzi, è stata allettante. Senza contare che sono più le volte che i fratelli Mikaelson hanno cercato di ammazzarsi o mettersi in una bara, che altro. I vampiri di The Originals, ricalcano molto il mito classico del vampiro, affascinante, solenne e che incute timore e questo vale sia per Klaus (Joseph Morgan), terrificante, quasi sociopatico, pronto a difendere la propria famiglia da tutti, ma non dalla propria ira, che Elijah (Daniel Gillies), elegante, ma freddo e spietato quando tortura.

Sono un passo avanti ai Salvatores sia per lo stile che per le vicende, più passionali e meno twilightiane (commento di una grande fan della saga della Meyer). D’altronde Klaus ha da una licantropa un figlio, se non è un grande colpo di scena questo con cui iniziare la serie, non so cos’altro potrebbe essere!

 

 

 

4. The Vampire Diaries

Love sucks. Ecco il riassunto della serie televisiva statunitense creata da Kevin Williamson e Julie Plec, trasmessa dal 2009 al 2017 sul network The CW per otto stagioni, basata sull’omonima serie di libri di Lisa Jane Smith, Il diario del vampiro. È la prima volta che la trasposizione televisiva batte di gran lunga i romanzi, mantenendo quell’unico elemento “geniale” che possedeva: il vampiro Damon. La Plec ha dato molto più carattere ai suoi Stefan (Paul Wesley), Elena (Nina Dobrev) e Damon (Ian Somerhalder) puntando però soprattutto sul creare una grande tensione ed aspettativa su questo triangolo. TVD nasce come una serie sui vampiri buoni, con Stefan-mordi-conigli, Elena-innamorata-del-pericolo e Damon-il-fratello-cattivo-dall’anima-da-buono. Spesso i due fratelli si invertiranno i ruoli, ma l’amore per la bella metterà sempre in chiaro che sono dei bravi vampirucci.

Certo, di morti (tipo quasi tutte le fidanzate di Jeremy Gilbert o Alaric Saltzman) ne abbiamo parecchie, di gente trasformata anche, di ritorni poco graditi e ripetitivi (Katherine Pierce) troppi, ma la serie ha seguito perfettamente la scia di sangue che portava dritta dritta al coronamento dei Delena. Marketing oppure no, tutt’ora ritengo fosse la scelta più corretta, peccato che poi dopo la 4-5 stagione le idee si siano un po’ esaurite e si è fatta parecchia confusione. A differenza di TO dove la famiglia era il tema cardine della serie, qui è notevolmente il triangolo d’amore e la scelta di Elena, tutto perfettamente racchiuso dall’idilliaco finale che vede il sacrificio del povero bistrattato Stefan per… Tutti! Oramai sono passati i bei tempi in cui con un colpo di mano venivano strappati i cuori…

5. Being Human

Mano a mano che ci allontaniamo dalle prime posizioni cambia anche la tipologia di serie. I vampiri non solo non saranno gli indiscussi protagonisti della serie, ma potrebbero essere più animali, che mostri in possesso delle umane facoltà. Questo non è ancora quel caso, anzi il vampiro di Aidan Turner è un famigerato playboy che lavora come inserviente in un ospedale e che lotta contro la sua stessa natura per non mordere più alcun essere umano. Per rendere ciò possibile si fa accompagnare da un lupo mannaro, George (Russell Tovey), e da un fantasma, Annie (Lenora Crichlow). Analoga situazione l’ha vissuta un antico vampiro per oltre cinquantanni, Hal Yorke (Damien Molony) che si vedrà in vesti molto più vampiresche del non ancora Ross Poldark. Il concept della serie è nuovo, accettare l’esistenza di tre mondi sovrannaturali, combinandoli tra di loro, piuttosto che vederli in lotta.

La serie è lontana dalle atmosfere più ombrose delle precedenti e spesso usa dei toni molto più comici per smorzare la tensione, anche perchè il nocciolo della questione sta nel fatto che questi esseri sono molto più vicini a noi di quanto potessimo immaginare, nonostante lottino contro se stessi e il loro lato animale. E qui scatta la domanda sul perchè questi vampiri entrino in classifica e per esempio quelli di Moonlight, no. Quelle serie meritano un discorso a parte, Being human entra di diritto per l’originalità e nonostante i suoi protagonisti puntino all’umanità, la storia è intrinsa di sovrannaturale fino alla punta dei canini. Ritornando a noi, la scelta di inserire la serie UK anzichè quella USA è dovuta all’idea più chiara della prima, che si perde nella seconda allontanandosi dallo scopo che dovrebbe raggiungere. Cinque stagioni di genere drammatico e horror trasmesse dalla BBC Three dal 2009 al 2013 che ci mostrano altri vampiri, vecchio stile e no.

6. Van Helsing

Da questo momento in poi il vampiro inizierà un processo di perdita della sua umanità e avremo una bestia fatta e finita la maggior parte delle volte. Ispirata alla serie di graphic novel Helsing della casa editrice Zenescope Entertainment, Van Helsing esce nel 2016 sul canale Syfy. Vicino a The Walking dead per scenografie e trama, infatti, anche qui un traumatico risveglio in un mondo post-apocalittico, questo telefilm proprone una protagonista forte, leader, convinta della sua missione e spronata dal desiderio di ritrovare la figlia. E subito il nome Buffy riecheggia nella nostra mente. Le scene di violenza sono esplicite, e nonostante una trama a volte discontinua e poco originale (zombie sostituiti dai vampiri), sono ben inserite nel contesto narrativo. I vampiri a cui dà la caccia Vanessa (Kelly Overton) sono abbastanza variegati, logicamente bestie, ma la ricerca di sangue è più una necessità che un mero divertimento. Logico che come per gli esseri umani esistono i buoni e i cattivi, anche qui si potrebbe fare una lieve distinzione tra i vampiri, i quali comunque sono ancora legati alla sfera umana.

Difatti i vampiri di Helsing invecchiano, e quando tornano umani, conservano i loro ricordi della vita da vampiro. L’aggressività tuttavia è la caratteristica che li contraddistingue, ma la malvagità è anche umana e perciò nuvamente il confine tra vampiro e umano è sottilissimo. La serie è classica, ma cerca di crearsi una sua identità, d’altronde Vanessa ha il potere di ritrasformare in umani i vampiri che bevono il suo sangue, e anche trarre maggior potere, bevendo il loro sangue.

 

7. Penny Dreadful

La serie horror creata e scritta da John Logan, trasmessa dal 2014 al 2016 sul canale via cavo Showtime per tre stagioni, si apre con la caccia ai vampiri di Sir Malcolm Murray e Vanessa Ives, alla ricerca della figlia del primo, Mina, catturata da questi mostri; e si chiude nella terza stagione con l’avvento di Dracula in persona. Forse il meno riuscito e ammaliante, che non regge appieno il confronto con l’immagine dei grandi signori del male come quello di Bram Stoker, modello universale, ma il mondo vampiresco di Penny dreadful è horror al 100%, terrore avvolto dai fumi di una Londra vittoriana e misteriosa al calar delle tenebre. Di aspetto alcuni sono quasi alieni, calvi, bianchi, scheletrici con la dentatura aguzza e gli occhi iniettati di sangue come il Vampiro, mostruosa creatura al servizio di Dracula, e custode di Mina che verrà ucciso da Sir Malcolm. Tuttavia è il connubio con Vanessa (Eva Green), potenziale Madre del Male, che rende le vicende da brividi.

Il Male (considerato quasi una divinità superiore e scaturito dalla lotta per una donna tra due antichi fratelli, Lucifero e Dracula) è onnipresente in questa serie e ricalcando mostri sacri della letteratura gotica e non come Frankestein, Dorian Grey, e richiamando vari personaggi come streghe, vampiri, ecc. è stata realizzata una delle serie di genere horror più acclamate di sempre. I vampiri non sono i protagonisti, ma una presenza soffocante che percepisci anche se non li incontri fin da subito. Sei costretto a tenere gli occhi vigili sullo schermo, perchè nell’esatto momento in cui ti distrarrai, usciranno allo scoperto come una massa informe di corpi che furiosamente si muoverà verso la prossima vittima e la risucchierà nel loro vortice di sangue e morte. Vortice al quale Vanessa porrà fine con la sua stessa vita. Una serie dunque che vale più di un penny.

8. Hemlock grove

Questa grottesca serie del 2013, di sole tre stagioni, è ambientata nell’immaginaria cittadina Hemlock Grove, in Pennsylvania e basata sull’omonimo romanzo di McGreevy. Ancora una volta, per questo genere, ci si rifà a progetti già visti e di successo, Twin peaks per l’espediente dell’omicidio, True Blood per le creature sanguinolente e la presenza di un altro Skarsgård (Roman), American Horror Story per i segreti di famiglia. Il re dello splatter, Eli Roth, contrariamente al trailer, che suggeriva violenze e trasgressioni a non finire, qui come produttore esecutivo ha proposto una serie “strana“, ma comunque ipnotizzante e a volte delirante.

Nonostante ciò e le scene, soprattutto all’inizio, quasi oniriche, gli upir, antico nome ceco dei vampiri, di Hemlock grove sono “eccessivi” come tutte le altre creature presenti (il lupo mannaro, Peter) e si rendono protagonisti di scene da stomaci forti ed oserei dire anche fantascientifiche il più delle volte. Insomma, anche i demoni devono combattere i propri demoni.

 

 

9. The Strain

Proseguendo sulla scia dei vampiri-mostri riprorevoli, bisogna consigliare The Strain, serie televisiva statunitense del 2013 (in pratica in quegli anni solo catastrofi venivano prodotte) di genere horror creata da Guillermo del Toro e Chuck Hogan, basata sulla trilogia di libri Nocturna, degli stessi del Toro e Hogan. Il concept iniziale mi ha tanto ricordato il primo episodio di Fringe, d’altronde ritorna quel fastidioso tarlo che il sovrannaturale è tra di noi fin dai tempi più antichi; fin dal sangue versato dell’angelo caduto Azrael. Nonostante ciò con questa serie si è intrapresa una strada differente dagli altri, mostrare i cattivi per quello che sono, senza cercare con la forza di rivalutarli.

Questi vampiri sono famelici, punto, e anche un po’ fiscidi nell’aspetto che ricorda molto quello alieno di Penny dreadful. Gli Stregoi sono dannatamente cattivi al pari di alcuni umani, loro seguaci, come Thomas Eichorst (Richard Sammel), ex carceriere di Abraham Setrakian (David Bradley) durante la Seconda Guerra Mondiale, il quale, quest’ultimo, ha taciuto molti segreti che ora si stanno diffondendo come un “virus” per la desolata città di New York. La serie è macabra, esattamente come le sue vicende.

10. Scholar who walks the night

Per questo ultimo posto in classifica sono stata a lungo indecisa. Per essere coerente non avrei mai potuto inserire una di quella serie che fa del pentimento la sua colonna portante, ma di vampiri con due bel paio di canini così, il firmamente telefilmico iniziava a scarseggiare. Allora ho subito rammentato un drama coreano del 2015 con Lee Joon Gi che fa al caso nostro: Scholar who walks the night (qui la recensione completa). Anche se il nostro vampiro farebbe parte dei buoni, lui non è una bestia pentita, ma un uomo che è stato trasformato in vampiro contro la sua volontà e a cui hanno affidato anche un arduo compito, uccidere un antico e potente suo simile, Gwi, che ha messo ai suoi piedi Joseon. Insomma, non solo gli è stata tolta l’umanità, ma ora la sua vita è solo uno strumento nelle mani di questa.

I vampiri coreani, come quelli occidentali, nonostante siano avvolti nei loro costumi d’epoca eleganti, sono sexy e preda dei loro istinti più primordiali. Anche se molte azioni anche del villain stesso sono dettate dalla solitudine, mettere un intero regno, per secoli, ai propri piedi, drinkando a piacimento dagli umani per noia, fa entrare di diritto questa serie in classifica. Nonostante un aspetto vampiresco poco curato, la trama è molto originale e intrigante. Forse più dell’omonimo manhwa da cui è tratta.

 

E ora concludiamo con la spiegazione per i grandi esclusi come Blood ties, Moonlight, Angel, Dracula, ecc. Ho messo da parte tutte quelle serie un po’ ripetitive, colme di clichè e/o non riuscite del tutto come il Dracula (2013) di Jonathan Rhys Meyers, troppo al servizio dei buoni e molto lontano da Stocker, o anche la serie israeliana Split (2009-2012), intrigante, forse molto teen drama, ma di pessima realizzazione. Moonlight (2007-2008), purtoppo, sappiamo tutti che è una copia, anche ben riuscita, di Angel (1999-2004), escluso perchè si occupava del sovrannaturale in toto, un po’ come Supernatural del resto. Blood ties (2007-2008), invece, fa parte di quella categoria di serie degli anni 2000, con la bella, magari poliziotta, che si unisce nella lotta contro il male ad una creatura oscura, non vi ricorda tanto Beauty and the Beast? Se riflettiamo un attimo, queste ultime serie sono state, chi più chi meno, una ripetizione dell’altra, ma soprattutto mi fanno capire come Angel abbia lanciato la moda del fantasy investigativo.

Le storie di vampiri, generalmente, si somigliano, hanno quasi delle basi fisse, che tutte bene o male rispettano, poi subentra l’originalità che deve tirar fuori dalla creatura della notte tutto il suo potenziale. Fatto ciò, siamo spacciati.

Questa naturalmente è una mia classifica personale, la vostra invece che serie comprende?

Prima di lasciarvi vi invito a mettere mi piace a Parole Pelate, se non lo avete fatto, e poi a passare dalle nostre pagine affiliate. Ed Infine un grande grazie alla nostra Amigdala per la grafica.

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