Dorama&Drama/Rubriche/Say Yes To The Drama

Say Yes To The Drama | Volume XI – da Solomon’s Perjury ad Are You Human Too?

Settembre è arrivato, questo non fa altro che significare nuove serie tv e drama da vedere! Siete carichi? Io sì!
Avete passato una bella estate? Andiamo un po’ a vedere cosa ho visto io come drama negli ultimi tempi… come al solito, ce n’è per tutti i gusti!

Solomon’s Perjury – Sollomon-ui Hwijung. K-drama. 2016-2017. 12 episodi. Suspence, Mystery, Teen, Legal. 

“How can you think to do this? What do you want me to do if something happens to you, too?!
I know. I know it’s hard. I know you might think it’ll continue to be this hard.
I’m sure you’re thinking, “What’s the point of continuing to live?”
I’m sure you have these thoughts. But you’re completely wrong!”

Uno studente viene trovato morto per una caduta dal tetto della scuola il giorno dopo Natale. La scuola fa pressioni sulla polizia perché il caso venga chiuso in fretta, così che gli altri studenti possano proseguire con la loro vita e soprattutto la reputazione della scuola non venga rovinata. Tempo dopo, nonostante il caso sia stato catalogato come suicidio, una studentessa fa pervenire una lettera anonima a Go Seo-yeon, figlia di un poliziotto, in cui afferma che la morte di Lee So-woo è stata, al contrario, un omicidio perpetrato da un bullo, Choi Woo-hyuk.
Seo-yeon, insieme ad altri compagni di scuola e a uno studente di un altro istituto, decidono di organizzare uno processo a scuola per determinare come si sono svolti davvero i fatti la notte di Natale.

Cominciamo il listone di consigli dramosi con una cosa leggera leggera… anzi no!
Ispirata alla novel di stampa giapponese e alla versione in due film sempre giapponese, sebbene pecchi un po’ di lentezza a tratti – probabilmente anche a causa del numero di episodi –, Solomon’s Perjury è stata una visione interessante che mi ha colpito.
Parte da uno spunto quasi assurdo – degli studenti che organizzano un processo a scuola –, però la trama si sviluppa in modo realistico e la questione è più un pretesto per trattare di tematiche importanti come il bullismo, la disparità sociale tra ricchi e poveri, il suicidio, l’abuso familiare e tante altre con delicatezza, il tutto farcito da personaggi ben sviluppati e ragazzi interpretati da attori giovani – meno male! È giusto che dei diciottenni sembrino tali – ma di talento.
Ogni singolo personaggio mi ha trascinato con la sua storia, al punto che scoprire cos’era davvero successo a Lee So-woo diventava di secondaria importanza, era chi era rimasto e quello che stava vivendo le cose davvero importanti.
Tra i vari personaggi, la storia che mi ha affascinato di più – e spezzato il cuore – è quella di Bae Joon-young, che era anche l’assistente dell’avvocato della difesa, con il suo disagio familiare causato da una madre con problemi mentali, un padre concentrato su quest’ultima e il sentirsi senza via d’uscita. Davvero molto triste e davvero molto bello come sia stata sviluppata la storia nel corso dei dodici episodi. Ma non è solo Joon-young, anche tanti altri personaggi lasciano il segno. Per esempio il bullo della scuola, Woo-hyuk, accusato della morte di So-woo (di cui vengono spiegate le ragioni della provenienza della sua aggressività, il suo stesso “avvocato difensore” Han Ji-hoon lo dirà che potrebbe non essere colpevole di omicidio, ma che comunque come si comporta è sbagliato e il suo rendersene conto alla fine sarà molto importante). Oppure la stessa vittima, che nasconde molto di più di quello che appare all’inizio, che magari finirà per non essere il fulcro della trama, ma resta lo stesso fondamentale (mi resta solo il dubbio del perché non sia mai stato dato spazio ai suoi familiari a parte il fratello, penso che il personaggio avesse ancora molto altro da dire). Insomma, Solomon’s Perjury è un concentrato di insegnamenti, concepito con dei dialoghi belli e per nulla superficiali.
È una serie che merita e che magari è stata lasciata da parte a causa dello spunto di trama molto particolare, ma che al contrario ha lo stesso qualcosa da raccontare e lo fa come si deve. Ve la consiglio spassionatamente (e sì, c’è pure un accenno di ship, anche perché a parer mio si poteva shippare tutto con tutto, quindi…).

HIStory 2 Boundary Crossing – HIStory 2 Crossing The Line – Biānjiè guòjìng. Tw-drama. 2018. 8 episodi. Teen, BL, Sport.

“What do you really want to say to me?”
“I wanna say… if it’ll be like this, will you still keep giving me massages?”
“Anytime and anywhere you need it. Even if I have to skip class.”
“You can’t skip class! I’ll wait paitently till you leave school.”

A causa del suo comportamento, Xia Yu Hao viene trasferito nella scuola di Qiu Zi Xuan, il quale era un ottimo giocatore di pallavolo prima di subire un brutto infortunio al ginocchio e che ora si occupa solo di allenare gli altri giocatori.
Accortosi del talento naturale di Xia Yu Hao, Qiu Zi Xuan cerca di convincerlo ad entrare a far parte della squadra della scuola.

Dopo una carina prima stagione di HIStory formata da tre storie da quattro episodi l’una, quest’anno si raddoppia con due storie da otto episodi, di cui entrambe mi sono piaciute al punto che ho deciso di proporle qui, in questa rubrica di ParolePelate.
La prima è Crossing The Line, aka quella volta in cui non sapevi che avevi assolutamente bisogno di un bacio tra due persone separate da una rete di pallavolo. Ma quanto sono dolci?
Mi era piaciuta anche la prima stagione, ma per quanto mi riguarda con queste due nuove storie si è fatto il salto di qualità. Il merito è probabilmente derivato dal maggior spazio dato a ciascuna storia, con ben otto episodi da vedere (che comunque sono sembrati ancora una volta troppo pochi) e quindi il doppio del tempo a disposizione per veder crescere l’amore tra i vari personaggi e assistere allo sviluppo delle loro storie.
Di Crossing The Line ho amato l’ambientazione. Poteva essere una semplice commedia scolastica, invece ho amato che ci fosse di mezzo uno sport come la pallavolo. Cioè ha consentito che si potessero trattare tematiche come la competizione, i problemi fisici di Qiu Zi Xuan, gli allenamenti… tutte cose che hanno impreziosito la trama, evitando che la storia si riducesse solo al lato romantico. Inoltre ho adorato che gli autori abbiano anche deciso di fare dell’ironia sulla cosa citando il famoso manga/anime giapponese Haikyū!!.
Però, se Crossing The Line mi è piaciuto, Right or Wrong mi ha decisamente gonfiato il cuore di sentimenti!

HIStory 2 Right or Wrong – Shi Fei. Tw-drama. 2018. 8 episodi. Romance, BL.

“Let’s get married when I graduate.”

 

Shi Yi Jie è un giovane professore dell’università in cui studia Fei Sheng Zhe e che vive solo con la figlia di otto anni di nome Yo Yo. Per una serie di circostanze, Fei Sheng Zhe diventa il babysitter di Yo Yo e comincia a trascorrere molto tempo a casa di Shi Yi Jie.

Partiamo dal presupposto che io questo drama non lo volevo proprio vedere, perché quando sento di parlare di storie tra insegnanti e alunni (qualsiasi sia il loro genere) io scappo nella direzione opposta. L’ho evitato per mesi, leggevo la trama e continuavo a dirmi che lo avrei saltato a piè pari, sebbene mi spiacesse pure lasciare la seconda stagione di HIStory a metà.
Cosa mi ha fatto cambiare idea? Semplice, ne parlavano tutti così bene! Avevo assolutamente bisogno di capire cosa ci trovassero. Senza contare che la sottoscritta aveva appena finito Goblin, aveva i sentimenti a pezzi e aveva bisogno di qualcosa di dolce, quindi mi sono convinta del tutto e l’ho guardato.
Un’ottima decisione!
Ho adorato l’atmosfera famigliare che si respirava in questo breve e dolce drama, vedere i personaggi diventare sempre più una famiglia e i due protagonisti essere sempre più in sintonia l’uno con l’altro. La bambina poi era simpaticissima, ha reso tutto ancora più bello. Ha aiutato anche il fatto che sì, Shi è l’insegnante di Fei, ma è il sostituto di una in maternità – quindi temporaneo – e il ragazzo va già all’università, è praticamente un adulto. Non è nemmeno una questione di differenza di età, di cui in generale non mi frega granché, ma di solito insegnanti e alunni no. Right or wrong rimarrà una delle pochissime eccezioni. Un’ottima eccezione, con un trama che non avrà praticamente nulla di speciale, ma è semplice e dolce. Vedere i personaggi agire come una famiglia in una storia adorabile e senza troppo angst era proprio quello di cui avevo bisogno dopo Goblin, quindi consiglio la visione soprattutto dopo qualcosa di pesante.
Bellissimo il finale, un Happy Ending con l’H maiuscola e in un certo senso di buon auspicio per questo grigio mondo.
Spero davvero che l’anno venturo la serie HIStory continui perché produce delle storie romantiche davvero belle. Forse di qualità un po’ più bassa rispetto al canone medio dei drama (anche a causa del budget), però che ti riempiono lo stesso il cuore di dolcezza.

What’s Wrong With Secretary Kim – Kimbiseoga wae geureolkka. K-drama. 2018. 16 episodi. Rom-com. 

“From now on, find someone that sincerely loves and cares for you.”

Kim Mi-so, fenomenale segretaria del narcisista vicepresidente di un’azienda, Lee Young-joon, decide di licenziarsi dal suo posto di lavoro dopo nove anni. Young-joon non ha alcuna intenzione di perderla.

What’s wrong with secretary Kim è il tipico esempio di drama che se solo avesse avuto due o tre di episodi in meno sarebbe stato la commedia romantica perfetta. Le ha praticamente tutte, è romantico, divertente, ottimo cast, personaggi e una chimica perfetta. Ha pure un briciolo di mistero che riguarda il passato dei due protagonisti che mette un po’ di pepe e ti intriga.
Se solo non fosse stato per quei due episodi in più.
Premettiamo, per quanto mi riguarda questo drama è un ottimo consiglio per chi cerca una commedia romantica divertente e senza troppi drammi o triangoli. È leggera e perfetta per svagarsi, però allo stesso tempo gli autori hanno fatto il passo più lungo della gamba.
Pensate quello che volete, ma non puoi trascorrere il penultimo episodio a parlare di un solo argomento e di conseguenza non puoi fare la stessa cosa pure l’ultimo episodio. Non si fa. Il drama è bello fino alla tredicesima-quattordicesima puntata, ma le ultime tre ore sono state quasi un tormento da guardare. Il romanticismo è bello, ma il troppo stroppia, ad un certo punto stavo quasi per implorare che avvenisse qualcosa di brutto, che ci fosse qualche twist pur di essere salvata da quell’eccesso di miele.
Per quanto mi riguarda, il vero errore degli autori è stato concludere la parte misteriosa della trama all’undicesima puntata, ciò ha concesso la bellezza di 5 episodi in cui sostanzialmente avviene ben poco di interessante. Se quest’ultima parte della trama fosse stata compressa un po’ di più o, magari, fosse stato dato ancora più spazio alle coppie secondarie che erano simpatiche e avevano molto da dire, il tutto sarebbe stato decisamente meno pesante. Anche perché tutto si può dire di questo drama, ma non che non abbia tutte coppie o potenziali tali adorabili (indimenticabili scene come la dichiarazione con la coca cola).
Ultimo punto a sfavore è il fratello di Lee Young-joon. Alla sua prima comparsa sembrava che premettesse bene, invece non ho mai visto un second lead insopportabile come questo (a parte Lee Yul di Goong, ma quella è un’altra oscura storia), era utile più o meno come un foglio di carta assorbente per asciugare un oceano. Diceva una marea di sciocchezze e la protagonista non se lo filava di pezza. Chissà, visto che in questo drama mancano i cosiddetti “parenti serpenti” ci avranno voluto dare qualcuno da odiare. E ci sono riusciti!
A parte questi due problemi, nel complesso What’s wrong with secretary Kim resta un drama favoloso, da consigliare per chiunque cerchi una bella commedia piena di romanticismo e un umorismo da sbellicarsi.

Switched – Sora wo Kakeru Yodaka. J-drama. 2018. 6 episodi. Fantasy, Suspence, Scolastico. 

“You don’t have to go back to normal. It doesn’t matter how you look.
You don’t have to smile everyday, or be strong, or not be depressed.
I, alone, will love you in everyone else’s place. I love you, Ayumi.”

Ayumi Kohinata, Shunpei Kaga e Koshiro Mizumoto sono amici d’infanzia e di recente Ayumi e Koshiro si sono messi insieme. Il giorno del loro primo appuntamento, una compagna di classe non popolare di nome Zenko Umine telefona ad Ayumi e le dice di guardare mentre sta per buttarsi dal tetto di un palazzo. A causa di ciò, Ayumi e Zenko finiscono per scambiarsi di corpo e Ayumi non ha idea di come fare per ritornare come prima.

Switched, trasposizione drama del manga Sora wo Kakeru Yodaka, è una breve serie di appena sei episodi resa disponibile da Netflix. Tratta di temi importanti come il bullismo e l’accettazione di se stessi e il come friendzonare il ragazzo perfetto.
Questa piccola opera made in japan è un ottimo esempio che anche con poco tempo a disposizione si può creare una storia gradevole, che racconta quello che deve e non si perde in ciance. In più, la storia è fresca, abbastanza originale; il tema del bullismo non è nuovo nei drama scolastici, anzi, ma qui viene rappresentato in modo diverso e anche l’elemento fantasy è ben utilizzato, benché piuttosto semplice. La risoluzione è un po’ sbrigativa, ma non ho avuto di che lamentarmi.
Meravigliosa, invece, l’amicizia tra i tre ragazzi, e la dimostrazione che quello che abbiamo dentro è più importante della mera apparenza. Tra di loro, Shunpei Kaga mi resterà di sicuro nel cuore, è un personaggio meraviglioso, sono suoi quasi tutti i dialoghi migliori di questo breve drama.
Infine, penso che il finale non abbia reso felici molto persone, inclusa me, ma penso vada accettato perché per come si sviluppa la storia, non c’era davvero tempo per mischiare le carte e fare qualcosa di diverso. Lo so che queste mie parole non addolciranno la pillola di chi l’ha già visto, ma penso sul serio che non si potesse fare altrimenti. Magari la prossima volta ci andrà meglio!

Are You Human Too? – Neodo Inganini. K-drama. 2018. 36 (18×2) episodi. Sci-fi, Romance, Mistery.

“He’s not just an object.
He has a brain, and he understands human emotions!
Does that make him human?”

Nam Shin viene costretto dal nonno paterno a separarsi dalla madre da bambino. Quest’ultima, essendo scienziata specializzata in robotica, decide di costruire un robot a immagine e somiglianza del figlio perduto e di adattarlo alla crescita di Nam Shin.
Vent’anni dopo, Nam Shin parte di nascosto per ritrovare la madre, ma viene investito e finisce in coma. Per proteggere la sua posizione di erede di un’importante azienda, la scienziata manda Nam Shin III a prendere il suo posto e ad occuparsi dei suoi doveri. Ad aiutarlo ci sarà Kang So Bong, la sua guardia del corpo.

Ho sempre un debole quando si tratta di attori messi a interpretare più ruoli in una stessa opera, in particolare se questi personaggi hanno delle scene insieme. A causa di ciò, non potevo esimermi dall’iniziare Are You Human Too?, sebbene il genere sci-fi non sia molto nelle mie corde. In ogni caso, Seo Kang-joon e il suo sorriso d’angelo sono stati una scommessa vinta, è stato perfetto sia come il robot Nam Shin III, sia come Nam Shin, sia se uno dei due interpretava l’altro a causa della situazione. Sembrava davvero di vedere due o più attori diversi.
E non solo, anche lo sviluppo della trama del drama ha catturato la mia attenzione per tutti e 36 gli episodi, tra gli intrighi famigliari e aziendali, il non sapere più di chi fidarsi a parte Kang So Bong e Nam Shin III, Nam Shin umano compreso, e il crescente rapporto tra un’umana e un robot (e niente triangoli amorosi!!).
Su quest’ultimo punto, se la storia d’amore tra i due vi confonde, vi consiglio assolutamente di vedere lo show e capire quanto è bella la relazione tra questi due personaggi, il sostegno e il rispetto reciproci, la totale fiducia che c’è tra i due, tra le storie d’amore più romantiche e sane che abbia mai incontrato. Mi hanno conquistato! Tra l’altro adoro come fin dal primo episodio sia stato subito detto a chiare lettere che tra So Bong e la versione umana di Nam Shin non ci sarebbe stato mai nulla. Della serie: “Triangoli? Hai sbagliato drama”.
E a proposito di Nam Shin umano, è tra i personaggi più complicati della serie, un po’ lo odi, un po’ lo capisci, un po’ lo vorresti veder scomparire, un po’ finisci per perdonarlo… ti manda veramente ai pazzi! Per fortuna c’è l’assistente/migliore amico (forse di più? Qualche imput è stato buttato, dai!) Ji Young-hoon a sostenerlo e tenerlo un po’ a freno. 
Il finale è bello, solo un po’ incompleto e veloce (mi viene da dire che un episodio in più non avrebbe guastato una volta tanto), soprattutto per alcuni personaggi che avrebbero meritato qualche minuto in più. Per esempio, Seo Ye-na, la “fidanzata” di Nam Shin, che non era poi così male come personaggio e ha peccato solo di amare intensamente qualcuno che non l’avrebbe ricambiata mai e poi mai, e che meritava si dicesse di più su che fine avesse fatto e come stesse affrontando il futuro. A parte questo, Are You Human Too? è un ottimo prodotto, con un grande cast e una storia originale e piena di colpi di scena che non delude mai. L’ho adorato e me lo sono recuperata in un lampo nonostante lo abbia iniziato alcune settimane prima della conclusione e abbia di conseguenza sofferto l’attesa per gli ultimi episodi.

School 2013 – Hak-gyo 2013. K-drama. 2012-2013. 16 episodi. Teen, Scolastico, Friendship. 

“So what I mean is… didn’t you miss me?”

Jung In-jae e Kang Sae-chan sono i professori di letteratura e coordinatori della classe 2 del secondo anno di un liceo. Insieme, dovranno occuparsi della classe più difficile della scuola, tra progetti per il futuro, voti scolastici, bullismo, le richieste dei genitori e in generale aiutare gli alunni con i loro problemi.

Awwwwwww!

Riuscite a crederci? Una scuola, quindi un insieme di ormoni galoppanti, eppure non c’è traccia di una storia d’amore. Non una che possa definirsi canon almeno (wink).
Per quanto sia stata rinfrescante questa decisione da parte degli autori, dall’altra parte un po’ mi è dispiaciuto che qualcosa non si sia concretizzato, per esempio tra i due insegnanti.
Per compensare, gli autori si sono decisamente dati alla pazza gioia con il (b)romance. Roba che i due personaggi camminavano pericolosamente sulla linea di confine tra bromance e romance, indecisi su da che parte buttarsi.
Wow. Dire che mi hanno fatto battere forte il cuore con il loro rapporto è dir poco. Go Nam Soon e Park Heung Soo sono due amici di infanzia che si sono persi per tre anni a causa di un incidente che ha distrutto la loro amicizia, e il loro rincontrarsi porta un bel po’ di scompiglio nelle loro vite (leggesi A N G S T). Tra un momento di sofferenza e l’altro, ero sempre più coinvolta con il drama, mentre allo stesso tempo ero frustrata perché questi due idioti qui sopra non si decidevano a far pace nonostante si amino vogliano palesemente un bene dell’anima.
La mia anima fangirl che prende il sopravvento a parte, ho scelto di vedere questo drama per due motivi: il primo è che mi mancava Lee Jong Suk e volevo vedere qualcosa con lui, e il secondo è che avevo voglia di un bel drama scolastico. A parte Jong Suk e il suo compare Kim Woo Bin, sono rimasta favorevolmente colpita anche dai due professori, sia dai personaggi in sé sia dagli attori. In particolare, mi è piaciuta Jang Na Ra, che era perfetta come professoressa appassionata del proprio lavoro. L’avevo già incontrata in Hello Monster, ma qui la sua interpretazione mi è piaciuta molto, molto di più, era proprio in parte.

Sono di parte, problemi!?

Voglio spargere un po’ d’amore anche per il personaggio di Kim Min Ki (peccato solo in coreano ci aggiungessero “ah” alla fine del nome per riferirsi a lui finendo per suonare troppo come una parola italiana…), gentile e pacato, con la disgrazia di avere una madre insopportabile (in realtà, non mi ricordo un genitore in School 2013 che non meritasse di essere preso a schiaffi da mattina a sera). La sua storia personale era davvero triste.
Il trio dei bulletti mi è stato antipatico per tutto il drama, ma ho il cuore tenero, quindi alla fine ho cominciato a comprenderli e ad apprezzare la loro amicizia. È bello anche come, nonostante tutti i problemi che abbiano causato, in qualche modo il trio sia riuscito ad andare d’accordo con Nam Soon e Heung Soo, i quali alla fine sembravano i fratelli grandi (per non dire i genitori) che si prendono cura dei bambini discoli.
Insomma, come relazioni e personaggi ci siamo, che ne è della trama? Era altalenante. Un po’ frustrante che finito un problema se ne ripresentasse un altro e che coinvolgesse quasi sempre il povero Go Nam Soon (ho capito che sei il protagonista, ma fattelo un giro a lourdes! Attirava la iella come la luce le zanzare in estate) e peccava di qualche momento più lento di altri (tipo tutta la storia delle madri? Ma anche chissenefrega), però nel complesso la mia attenzione si è mantenuta fino alla fine.
Ha un finale un po’ aperto, parecchi punti restano irrisolti, ma sebbene a me piacciono le storie chiuse, non ho molto di cui lamentarmi. Bel drama!

Sweet Combat – C-drama. 2018. 37 episodi. Romance, Teen, Sport. 

“Can you tell me how to apply to transfer to another school?”

Ming Tian è un ragazzo con difficoltà economiche che deve prendersi cura dei suoi fratellini. Gli viene offerta una borsa di studio all’università Zheng Ze, una scuola sportiva, e accetta senza sapere che al momento è l’unico maschio a frequentarla essendo diventata mista solo di recente. Lì fa la conoscenza di Fang Yu, proveniente da un’ottima famiglia e famosa pugile.

Sweet Combat è un consiglio di Novalee! Nonostante su Viki l’abbia snobbato più volte, lei lo ha iniziato e mi ha in seguito convinto a vederlo, quindi eccoci qui.
È il drama giusto se si è alla ricerca di un po’ di trash, i primi episodi sono meravigliosamente comici con tendenza all’assurdo (tipo l’unico ragazzo della scuola che vuole ritirarsi e per farlo deve riuscire a sconfiggere cinque ragazze), è quasi un peccato che via via il trash si attenui fino quasi a sparire. Faceva giusto brevi ritorni qui e là per ricordarci com’era cominciata e che l’angst non era la norma. Perché sì, ovviamente non potevamo trovarci di fronte a un drama tranquillo in cui i sei protagonisti vivono felici e si allenano per vincere le gare di pugilato… dovevano esserci i casini. E che casini, il povero Ming Tian era proprio destinato a passarne di tutti i colori.
La prima parte era carina e simpatica, i protagonisti, chi più chi meno, si sono fatti voler bene tutti e con ben tre (più una plus) coppie diverse, si trovava sicuramente qualcosa da shippare senza fine. 
Poi avviene il cambiamento, dalla seconda metà del drama si comincia un po’ a mangiarsi le mani. La narrazione accelera (e questo è stato un bene, perché la prima decina di episodi era un po’ lenta, per esempio ci è voluto troppo tempo per convincere Ming Tian a darsi da fare e allenarsi), però i cattivi diventano sempre più infami e la protagonista sempre più stordita, al punto che alla fine non si meritava più nemmeno la punta del mignolo di Ming Tian. Ciò rendeva il telespettatore molto frustrato, soprattutto perché arrivato alla fine i cattivi non pagano quanto dovrebbero e la lead più che riaccendere il cervello, si fa trasportare dagli eventi. Troppo comodo così!
Se le altre coppie hanno avuto uno sviluppo abbastanza lineare, quella principale che per forza di cose dovrebbe brillare di più era diventata insopportabile al punto che quasi non volevi che alla fine si riappacificassero. Dove sono gli eroi che combattono contro i cattivi e rimangono fedeli a loro stessi? Chi ci ha costretto a seguire una lead tanto idiota (Ming Tian, sei sfortunato pure in amore)? Per fortuna c’era lui, Fang Zhou, il fratello minore di Fang Yu, che palesemente si è preso tutti i neuroni lasciando la sorella alla stregua di un organismo unicellulare. Non ne ha combinata una buona, né come azioni, né a parole, mi sorprendo che nessuno l’abbia presa a padellate in faccia (o meglio, qualcuno lo ha fatto – con i soli pugni – e penso sia stata la scena più soddisfacente dell’intero drama). L’attrice è stata brava, ho notato pure un miglioramento rispetto ai primi episodi e ci sono state scene drammatiche in cui la sua recitazione è stata molto buona, peccato solo che camminasse come un robot…
Comunque sia, la seconda parte ha il pregio di avermi tenuta incollata e nel complesso Sweet Combat è stato un drama che mi è piaciuto, un teen drama un po’ trash che ci vuole ogni tanto.

Concludiamo l’articolo con un ni/no!
Il (non) consiglio di oggi è When a Snail Falls In Love (C-drama. 2016. 21 episodi. Crime, Suspence, Romance), in cui Xu Xu è una nuova interna dell’unità Crimini Violenti specializzata nel redigere i profili dei criminali, mentre Ji Bai è il detective incaricato di addestrarla. Insieme risolvono una serie di crimini che sono misteriosamente connessi tra di loro e sviluppano dei sentimenti l’uno per l’altra.
Dovete sapere che questo show è stato molto sfortunato con me, ho cominciato a vederlo proprio quando ho avuto una serie di problemi con la linea di internet di casa e che mi ha costretta a vederlo a salti, finendo per trascinarmelo per settimane/mesi. Ovviamente non è per questo che finisce tra gli sconsigli, a dire la verità sono stata pure indecisa per mesi se inserirlo nella lista in alto o relegarlo qui, per le ultime righe.
When a Snail falls in Love è un drama che era partito bene, sulla carta doveva piacermi per forza perché ha tutto il miscuglio di generi che mi piace, ma alla fine della fiera mi rendo conto che non lo considero un così bel ricordo. Cosa non ha funzionato?
Tanto per dirne una, i casi sono un po’ stupidi e lenti e noiosi. I personaggi mi piacevano, c’era feeling tra i due lead, però la storia d’amore non è sviluppata poi così bene, si passa molto di palo in frasca, anche perché l’80% del tempo era occupato dai suddetti casi noiosi. E c’è pure una seconda coppia.
Non sarebbe un problema un drama in cui il romance è solo una ciliegina, un plus, almeno per me, ma lo diventa quando pure la parte principale, vale a dire l’investigazione, ti fa venire voglia di skippare alcune parti. Inizialmente mi sembrava simile a Love Me If You Dare (fun fact: il second lead di questo drama è il first di When a snail falls in love), ma a lungo andare questo drama non è decisamente riuscito a reggere il confronto di quell’opera che ho tanto amato. Dove uno mi ha tenuto incollata per tutti (e più lunghi) 24 episodi, l’altro si è arenato spesso, perdendo un sacco di tempo in digressioni inutili e soporifere.
Detta così, sembra che ho odiato questo drama. Non è così. Ci sono state delle cose buone, i due lead, come ho già detto, avevano un’ottima chimica e mi piacevano come personaggi, da soli o insieme, l’azione non era male e c’è stato anche qualche colpo di scena inaspettato. Semplicemente, le mie aspettative erano più alte di così.
Per quanto mi riguarda, non lo consiglio, c’è sicuramente molto di meglio in giro, come il precedentemente citato Love Me If You Dare.

Prima di lasciarvi vi invito a mettere mi piace a Parole Pelate, se non lo avete fatto, e poi a passare dalle nostre pagine affiliate. Ed Infine un grande grazie alla nostra Amigdala per la grafica.

Ringraziamo: Nσи sσlσ Ðяαмα иеllα Teѕтα | Drama,Drama e ancora Drama | *_TheWorldDrama_* | A.A.A cercasi dramas disperatamente | DRAMA che passione | I love telefilm & film ∞

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2 thoughts on “Say Yes To The Drama | Volume XI – da Solomon’s Perjury ad Are You Human Too?

  1. Segnati i primi 2 assolutamente! Come sempre trovo sempre qualcosa per allungare la mia già infinita lista haHhahah
    Visti switched che mi è piaciuto tanto, davvero particolare e ben fatto, e visto What’s wrong with segretary Kim che ho adorato…ho ancora gli occhi a cuoricino. Sto finendo Are you human too? Seo Kang Joon è meravigliosoooo

    Piace a 1 persona

    • Brava, brava! E’ sempre giusto allungare le nostre lunghe e infinite liste! Felice di averti suggerito qualcosa che ti poteva interessare. 🙂
      Bellissimi gli altri tre che hai visto o stai vedendo. Are You Human Too? ha un posto speciale nel mio cuore, insieme a Seo Kang Joon, attore bravissimo. *__________*

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