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The Top | I dieci momenti migliori di Lost

L’altra sera ho finito questa meravigliosa e famosissima serie, dopo due mesi esatti di coinvolgimento, suspence, risate e lacrime (soprattutto lacrime!). Ho un senso di vuoto al cuore e perciò ho pensato che “scriverci su” fosse terapeutico. Avvertenza scontata quanto doverosa: se non avete visto e concluso Lost, non leggete questa classifica, perché è tutto uno spoiler!

10. La morte di Juliet- 5×17

Uno dei personaggi più complessi della serie. Per quanto mi riguarda, Juliet Burke era il miglior personaggio femminile di Lost, anche grazie alla grande perfomance di Elizabeth Mitchell: apparentemente fredda, ma in realtà molto sensibile e buona, una vittima di Benjamin Linus e dell’isola. Nei tre anni trascorsi sull’isola negli anni 70 (in seguito allo spostamento temporale dell’isola) nella quinta stagione, Juliet si innamora di Sawyer e sembra aver trovato quella tranquillità che desiderava da tempo. Ma ecco che arrivano i problemi: gli altri sopravvissuti tornano sull’isola e Jack vuole far esplodere una bomba per resettare il tempo e far sì che l’incidente aereo non sia mai avvenuto; inoltre Juliet capisce che il suo amato Sawyer non ha mai dimenticato Kate. Così, durante l’incidente, in cui l’esplosione della bomba non è andata a buon fine, Juliet decide di sacrificarsi buttandosi nel vuoto e facendo esplodere il nucleo della bomba, non prima di aver dichiarato il suo amore a Sawyer in una scena a dir poco straziante. Con questo shock si conclude la quinta stagione. Ma ecco che all’inizio della stagione successiva gli autori si rivelano più sadici che mai: Juliet appare viva tra le macerie, ma muore tra le braccia di un disperato Sawyer. Gli autori potevano risparmiarci di illuderci, ma in fondo è giusto che Juliet sia morta tra le braccia dell’uomo che amava. Un bellissimo personaggio con una bellissima, ma tristissima, uscita di scena.

9. Michael spara ad Ana Lucia e Libby- 2×20

Bang, bang, bang. Un colpo di scena clamoroso. Da questo momento Michael Dawson è uno dei personaggi più odiati della Tv. Gli “Altri” hanno rapito suo figlio Walt. Dopo qualche giorno Michael torna dai suoi amici, che gli promettono faranno il possibile per salvare Walt. Ma ecco che Michael si rivela un infame doppiogiochista. Si fa dare la pistola da Ana Lucia (una delle sopravvissute della coda dell’aereo) con l’inganno e le spara, intenzionato a liberare il prigioniero nel bunker (che poi si rivelerà essere Benjamin Linus, capo degli “Altri”). Ma all’improvviso appare anche Libby, l’altra dolce ragazza sopravvissuta della coda, e bang, uccide anche lei. Sconvolto, va a liberare Benjamin. Infine, si spara un colpo alla spalla. Fine episodio. Una scena scioccante che elimina brutalmente due personaggi ormai divenuti principali all’interno della serie. Michael poi troverà il modo di redimersi in parte, ma nessuno, né tra i personaggi né tra il pubblico, perdonerà il suo gesto: certo, è comprensibile che un padre disperato sia disposto a tutto per proteggere il figlio, ma uccidere due persone innocenti è ingiustificabile.

8. L’inizio- 1×01

Un occhio si apre. Un uomo in giacca e cravatta è steso in mezzo ad un mucchio di alberi. E’ sconvolto e confuso. Appare un cane, un labrador. Pian piano l’uomo si alza. Viene inquadrata una scarpa da tennis bianca appesa ad un albero. L’uomo attraversa la giunga e si ritrova su una spiaggia. Qui il caos: urla, pianti e rottami fumanti ovunque. Un aereo è appena precipitato. L’uomo accorre ad aiutare. Questo è l’incipit di Lost, uno dei più originali e sconvolgenti mai trasmessi in televisione. Un modo originalissimo di introdurre i personaggi e un ottimo espediente per scioccare e intrigare il pubblico. Raramente si è visto di meglio.

7. Downtown- 3×01

Una donna bionda mette su un disco. Sotto le note di “Downtown” di Petunia Clark, la donna si prepara a ricevere ospiti. Man mano che la gente arriva, notiamo un viso stranamente famigliare: è Ethan Rom, l’uomo che ha rapito Claire. Cosa ci fa lì? Si tratta di un flashback? Le persone si riuniscono e presto il pubblico intuisce che si sta svolgendo un tranquillo incontro, più precisamente un club del libro. Improvvisamente, un boato. Tutti accorrono fuori. Un aereo è appena precipitato. Tra le persone uscite di casa, ecco un altro volto famigliare: si tratta dell’uomo che si faceva chiamare Henry Gale, uno degli “Altri”. Gale ordina a Ethan e Goodwin (un altro “Altro”, perdonate la ripetizione) di raggiungere i sopravvissuti e mischiarsi tra di essi. Ecco che Gale si avvicina alla donna bionda e dice in modo mellifluo: “So guess I’m out of the book club”. Quindi, quello è il campo degli “Altri”. Quelli che sembravano dei selvaggi altro non sono che un gruppo civilizzatissimo e organizzato di persone misteriose. Uno dei migliori incipit dell’intera serie.

6. Don’ tell me what I can’t do- 1×04

Questa è una delle frasi più celebri di Lost. Siamo al quarto episodio della prima stagione, dove finalmente scopriamo qualcosa sul misterioso John Locke, personaggio che ci intrigava dalla sua prima apparizione. Veniamo a sapere che John era un uomo dalla vita misera, un modesto impiegato con tanti sogni di avventura non realizzati. Si trovava a Sidney poiché desiderava fare Walkabout, ossia un’esperienza d’avventura a contatto con la natura. Gli viene negato di partecipare. Perché? Con un colpo di scena fantastico ed emozionante, scopriamo che John Locke si trovava sulla sedia a rotelle prima dell’incidente. Miracolosamente, dopo l’impatto, era riuscito a camminare di nuovo. “Don’t tell me what I can’t do!” è ciò che urla all’uomo che gli nega il permesso di partecipare al Walkabout: un disperato grido di speranza e rivalsa per un uomo che non ha mai smesso di sognare e che è destinato a diventare uno dei migliori personaggi della serie.

5. La morte di Sayid, Jin e Sun- 6×14

Nel terzultimo episodio della serie, “The candidate” assistiamo alla dipartita di ben tre personaggi principali. I sopravvissuti si trovano nel sottomarino, pronti a fuggire, quando scoprono che il Fumo Nero ha inserito nello zaino di Jack una bomba. Ed ecco  che Sayid, l’uomo dalle mille ombre, uno dei personaggi più controversi della serie, compie l’estremo sacrificio. Afferra la bomba e, più in fretta che può, scappa nel disperato tentativo di salvare i suoi amici. Boom. La sua morte è così repentina che il pubblico ci mette un po’ a realizzare di aver perduto uno dei migliori personaggi della serie. Ma non è finita. L’esplosione provoca comunque il lento affondamento del sottomarino e Sun rimane incastrata. Il marito Jin tenta invano di liberarla, ma ormai non c’è più nulla da fare. Jin decide di non abbandonare la moglie e i due, dopo essersi dichiarati amore per l’ultima volta, affogano insieme. Un’ultima inquadratura vede le loro mani tenersi, per poi allontanarsi pian piano. Jin e Sun sono stati due personaggi fantastici, una coppia che ha affrontato mille problemi e difficoltà attraverso l’amore. Devastante e straziante.

4. Il finale- 6×18

Gli ultimi minuti di Lost sono poesia pura. La risoluzione finale può piacere come non, ma è impossibile non commuoversi. Mentre Jack sta morendo, esattamente nel luogo dove si era svegliato per la prima volta sull’isola, si alternano scene dei nostri protagonisti che si salutano e si abbracciano nella Chiesa, pronti ad “andare avanti”. John, Charlie, Juliet, Boone, tutti coloro che avevamo tragicamente perduto sono lì, sorridenti e felici. L’ultima scena vede Jack morire con un sorriso, vedendo l’aereo su cui Kate e gli altri sono riusciti a salvarsi, decollare, mentre tutti i protagonisti aprono il portone della Chiesa per raggiungere la luce. Si tratta di un finale mistico, non razionale, ma ottimista e pieno di speranza. Il trionfo dell’umanità in cui nessuno muore da solo.

3. Make your own kind of music- 2×01

Un uomo viene svegliato da un allarme. Si alza e digita un codice, mentre un timer con scritto “108” si resetta. Accende un grammofono che riproduce una canzone: “Make your own kind of music”, singolo pop di Mama Cass Elliot. L’uomo comincia la propria giornata: prepara la colazione, fa ginnastica, si veste. Improvvisamente un boato. L’uomo si allarma, impugna un fucile e guarda verso una telecamera verticale che inquadra un tunnel: in fondo, si vedono John, Jack e Kate, esattamente dove li avevamo lasciati nel finale della prima stagione. L’uomo abita quindi dentro alla botola. Un colpo di scena ben orchestrato, un perfetto e intrigante inizio di stagione, che inoltre ci presenta Desmond Hume, uno dei personaggi chiave di Lost.

2. La telefonata di Desmond e Penny- 4×05

Se c’è un elemento che ha reso Lost uno dei show migliori di sempre, è senza dubbio il legame affettivo tra i personaggi, che spesso sfocia nell’amore vero e proprio. La coppia più rappresentativa è probabilmente costituita da Desmond e Penny, protagonisti di una delle scene romantiche più profonde della storia della televisione. Desmond è considerato l’Ulisse di Lost, desideroso di riabbracciare la sua amata Penelope dopo tre anni di permanenza sull’isola. In “La costante” (giustamente ritenuto il miglior episodio di Lost) il nostro scozzese preferito, la cui mente è vittima di sbalzi temporali, nel passato chiede a Penny di dargli il suo numero per poterla contattare otto anni dopo, nel presente: difatti, l’unico modo per sopravvivere a questa dislocazione temporale, è trovare una costante, ossia un elemento famigliare e personale nel presente e nel passato. La costante di Desmond è Penny. Così Desmond chiama Penny: i due si dichiarano il loro amore e promettono che non smetteranno mai di cercarsi l’un l’altro. Una scena commovente e toccante, la rappresentazione di un amore che vince lo spazio e il tempo.

1.La morte di Charlie- 3×22

La morte è una vera e propria costante in Lost, un elemento a cui lo spettatore deve abituarsi. Ma la dipartita di Charlie Pace è stato un trauma per tutti i fan. Charlie era un’anima gentile, infantile: ex rockstar, innamorato di Claire (la ragazza australiana incinta) e in qualche modo legato ad ogni personaggio, decide di sacrificarsi per poter salvare i suoi amici. Certo, il ragazzo era consapevole che sarebbe morto a breve, come profetizzato da Desmond Hume durante tutta la terza stagione( lo scozzese lo informa che nessuno verrà salvato se lui non morirà, perciò è destino che Charlie muoia), ma il suo gesto rimane comunque eroico. La messa in scena della sua morte è considerata una delle scene più emotivamente devastanti mai viste in Tv. Giunto con Desmond nella stazione Specchio (situata sott’acqua), Charlie riesce a contattare Penny, fidanzata di Desmond, convinto che stia venendo a salvarli. Penny, però, si dimostra all’oscuro di tutto e Charlie capisce che la nave che sta raggiungendo l’isola non è quella di Penny, ma di altre persone probabilmente non intenzionate a salvarli. Improvvisamente un moribondo Mikhail (uno degli “Altri”) fa esplodere una granata e la stazione comincia a riempirsi d’acqua. Charlie si chiude dentro per salvare Desmond, consapevole di stare per annegare. Il ragazzo scrive sul palmo della sua mano “Not Penny’s boat” per avvertire Desmond di quello che ha scoperto. Una sola immagine: la mano di Charlie attraverso l’oblò e Desmond in lacrime che lo vede affogare. In sottofondo, un toccante brano di Michael Giacchino. Una scena indimenticabile e da brividi. Un commovente addio ad uno dei personaggi più amati della serie.

Prima di lasciarvi vi invito a mettere mi piace a Parole Pelate.

 

 

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