Poldark/Telefilm

Recensione | Poldark 4×06 “Loyalty is admirable, but it is unwise to be governed by sentiment”

Il sentimento e la fedeltà, queste due vele che nell’episodio di questa settimana di Poldark si sono gonfiate alternativamente, battute dai venti che spiravano da Londra, e che hanno animato questa parte di mondo che ci ospita ormai da un po’ di tempo.

La City infatti, che si è contrapposta sfarzosamente alla rurale Cornovaglia, è stata rifugio per Caroline e per il nostro Ross, sebbene entrambe siano poi tornati all’ovile dopo tanto pergerinare. Londra, in questo sesto episodio, si mostra come un personaggio a se stante, ed è infatti una donna che ammalia e affascina, un po’ come una prostituta che da sobrio forse un uomo non guarderebbe nemmeno, ma nella luce della notte e con i lustrini indosso, ci sembra così affascinante e calda. Il suo prestigio e il potere, inebriano del resto chiunque vi sia.

Ne sa qualcosa Geoffrey Charles che, sempre più simile all’ormai defunto fair Poldark nei modi e temperamenti, è forse fin troppo ingenuo da farsi raggirare e, per dimostrare di essere ancor più forte e attento, finisce come molti ragazzi della sua età con una gran bella sbornia da smaltire e sentimenti amari da ingoiare.

Altrettanta sbornia, annientamento e dolore da smaltire è quello di Caroline, che stavolta, smessi i panni festaioli in cerca di una panacea, si rende conto di dover tornare da suo marito. Ho apprezzato molto come è stata dipinta Caroline, e l’ho detto più volte, soprattutto perché nella sua fase di lutto non ha snaturato se stessa, nonostante venisse giudicata da chiunque. Il suo cinismo nobile inoltre, nel definirsi una persona ‘senza cuore’ è più che comprensibile. Prima di provare amore per Dwight e per sua figlia, infatti, era dedita alle sciocchezzuole e ai vizi, e dunque, quella parte di se’ non è scomparsa ma è rimasta sempre in agguato, ed anzi, forse avendo poi conosciuto più amore di quanto possibile in una vita sola, il suo cercare di esser più distaccata è diventato un meccanismo di protezione.

Con questo, non credo Caroline si escluda da una nuova maternità e non sia fedele, ma a passi piccoli, torna a suo modo tra le braccia del suo amato e vedremo che effetto avrà Londra sulla tanto romantica quanto provata coppia. Fedeli infatti lo sono stati l’uno all’altro, sempre, ed è forse Caroline che ci mostra proprio come non è saggio farsi governare dai sentimenti perché, in raccordo con la scorsa settimana, potrebbe mostrare tutte le nostre debolezze.

Debolezza, fisica e mentale, è quella che prende Morwenna. L’oblio, chiede al povero e preoccupato Dwight. Una sorta di eutanasia che sia molto di più di un annichilire i sensi. La sua situazione è ormai disperata, e seppure Drake tenti il tutto per tutto, il destino sembra essersi accanito contro di lei.

Un destino beffardo che, però, sembra fare strani giri. Se, infatti, dalla violenza subita fino all’ultimo è rimasta incinta e ancora succube della famiglia del marito, intrappolata nelle loro serpentine spire, dall’altro il ventre gonfio anche per Elizabeth ci fa riflettere un istante. E’ una strana contemporaneità di queste gravidanze che, sì, Bettina sembra prendere con contentezza, ma l’incertezza nel non dirlo forse sembra far trasparire a volte ancora dei dubbi sul conto di George.

Di certo sapeva bene che George non è uno stinco di santo, però se da un lato, nell’ennesimo incontro con Ross (che dite quello che vi pare, ma il fatto che si ronzino ancora intorno mi urta alquanto per una questione di chiusura – hai detto che non ti interessa più E CACCHIO CHIUDI CO STA ROMPISCATOLE,ndr) …dicevo, se dall’ennesimo incontro con Ross dice di essere contenta della sua situazione, dall’altro mi convince sempre poco. Vedasi la sua faccia quando le faccende monetarie sembrano contare più della sua gravidanza, sì accolta con gioia ma sempre smorzata. Insomma, cara Elizabeth, iniziamo a provare almeno un po’ del disagio di Morwenna? Gli sceneggiatori in questo senso mi han dato molto da pensare sulla situazione di Elizabeth, ed anzi, anche l’incontro con Valentine di Ross non mi fa presagire qualcosa di buono – e se permettete mi sale anche un po’ la bile arretrata. Io quella notte non la dimentico.

Comunque sia, Ross sa sempre farsi perdonare infondo, nonostante il suo Ego smisurato sia qualcosa di indescrivibile e il suo battagliare lo porti con ardore ad ergersi sopra tutti e ad impressionare gli alti petti blasonati. La sua faccia da schiaffi, però, e quella sua incostante ruvidezza ci conquista, e conquista Demelza, ed anzi, i Romelza in questa puntata ci regalano momenti di complicità assoluta, di vera fiducia e sentimento puro. Comunione di anime. Passione che è oltre ogni freno ed ogni ostacolo.

Ross chiama Demelza ‘partner’, che è molto più del sentimentale, ma è proprio una compagna, una socia in affari, una metà nella vita e nelle avventure quotidiane. Del resto, senza i suoi consigli ed il suo sangue freddo, ora sarebbe ancora a tentar di menare George rischiando forse più del dovuto. Lei è il suo riferimento, il suo punto fermo.

Il riavvicinamento dei due è ormai consolidato anche se, la città, per quanto affascinante, sicuramente riserverà sorprese per i coniugi Poldark, e vedremo come Demelza riuscirà a reagire agli eventi in un contesto che è per lei così nuovo e così pieno di luce. Fateci caso: i grandi spazi della Cornovaglia si contrappongono al crogiuolo di vie della città, intricate e complicate, così come invece la penombra e le luci soffuse degli interni di Nampara sono opposti alla luminosità degli stucchi Londinesi, tanto che Demelza stessa teme di apparir meno ‘bella’ di quanto non sia a casa, fuori dal suo elemento. Fortunatamente Ross le dimostra esattamente il contrario. Non sarà mai bella come sarà ora, in una nuova luce, appunto, e sempre più padrona del cuore di suo marito e del suo essere oramai una Donna. Demelza risplende, di luce riflessa, ma anche di una luce interiore che deve solo a se’ stessa e a nessun altro.

 

Ho apprezzato molto, inoltre, in questo episodio, una lealtà che si è tramutata in tutto fuorché in debolezza. Mi riferisco a Sam Carne. Non solo ha impugnato la pietas divina per porgere l’altra guancia, ma un po’ come un Don Matteo-Terence Hill della Cornovaglia, stanco dei soprusi, ha intimato alla popolazione ancora in tumulto per il Rosina-gate “Con questa mano vi battezzo, e con l’altra vi catechizzo”, lasciando intendere che ha le tasche piene dei soliti prepotenti sbruffoni panciuti ed è pronto ad evangelizzare con le sue nocche forzute. Chi bastona primo, del resto, bastona due volte. E chi è senza peccato, scagli il primo calcio nel sedere. Bravo Sam.
E poi, non so perché, ma secondo me la bionda Rosina si accorgerà poi che le piaceva il Carne sbagliato…?

“Io so’ bono e caro, ma quando me partono i 5 minuti…Rosì, divento na bbbbbeshtia”

Insomma, per una puntata relativamente ‘tranquilla’ (trambusti finanziari a parte), se ne preannuncia un’altra di fuoco. In tutti i sensi.

E dunque, se volete farci sapere la vostra, fatecelo sapere nei commenti o sulla nostra pagina social.

 

-Notforyourears

 

Ringraziamo: Crazy Stupid Series | Serie Tv Mania | Aidan Turner Italia | Poldark Italia | Gli attori britannici hanno rovinato la mia vita | Blends of Scotland, Ireland, UK: Ladies’ perfect Tea |Roba da Vittoriani | Eleanor Tomlinson daily | Ross e Demelza Poldark Italia | Aidan Turner Source. | Heida Reed Source.

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