Dorama&Drama/Say Yes To The Drama

Say Yes To The Drama | Volume X – da Lawless Lawyer a Another Miss Oh

Fra poco potremmo festeggiare un anno che questa alternativa rubrica di consigli seriali è ufficialmente attiva. Partita come un’idea di nicchia, accessibile a pochi, pian piano sta spopolando grazie anche all’interesse di Netflix per i drama/dorama. I primi approcci sono sempre titubanti, ma una volta preso il ritmo, e soprattutto abituato l’orecchio, non potrete più farne a meno. La tv asiatica offre una scelta molto più vasta di generi e durata. Ad un anno di distanza spazio senza problemi tra i drammi dalla fotografia impeccabile della Corea del Sud, il teen trash giapponese, le arti marziali in contesti più aperti di mentalità cinesi e i lakorn thailandesi. Senza dimenticare la produzione tawanese e i loro interminabili intermezzi musicali durante la visione.

Qui sotto fornirò, come sempre, la mia sfilza di visioni recenti, ricca di drama seguiti on air, appena conclusi, e vecchi classici semi-famosi. Parto sempre col recensire i miei preferiti o quei drama che hanno una marcia in più rispetto agli altri, per creare una sorta di classifica in descrescendo di gradimento/dati tecnici, per arrivare ai soliti (s)consigli finali; quei drama che nonostante la fama, il cast, la sceneggiatura, forse… non hanno poi così funzionato, ma una possibilità bisogna lo stesso darla.

Battle of Changsha – 战长沙. Cdrama. 2014. 32 episodi. Storico, Guerra, Drammatico, Romantico.

Bullets and bombs have no eyes, I only wish for you to come back alive.

(il drama inizia così…)

Questa piccola opera d’arte cinese è passata inosservato ai più. Il drama racconta le vicende turbolente della seconda guerra sino-giapponese (1939) attraverso gli occhi della famiglia di una ragazza di 16 anni, Hu Xiang Xiang, originaria di Changsha. Probabilmente trasportare un piccolo pezzo di storia così personale, dove i giapponesi incarnano i veri mostri, al resto dell’Asia, deve essere stato pressochè impossibile. Ma non per questo in patria e non solo, è stato un successo di critica. È il terzo drama con Wallace Huo che vedo sottotitolato in inglese, a causa dello scarso interesse che si ha verso i Cdrama, ma anche questa volta sono stata ben lieta di aver messo in pratica il mio inglese, anche perchè la visione di Wallace in divisa vale l’intero drama! Durante gli anni di guerra e d’assedio della cittadina nella provincia di Hunan, posto geograficamente strategico per i giapponesi, assistiamo a vari cambiamenti nella famiglia Hu. Primo fra tutti la crescita della combina guai Xiang Xiang, infatuata del bell’ufficiale Gu Qing Ming, che nonostante le continue negazioni, resterà affascinato dal suo bel caratterino e sarà sempre al suo fianco. Non avrei mai creduto che mi sarei potuta affezionare ad ogni membro di questa famiglia, un po’ come tutte le altre, con donne forti e risolute e uomini meno di polso, cognati “bonaccioni“, cugini casinisti e così via. Pallottole e bombe non guardano in faccia a nessuno, né donne, né bambini e questo ce lo ripeterà più volte Xiang Xiang che con il suo infinito amore per Quing Ming non gli permetterà di lasciarla, ma combatteranno l’uno al fianco dell’altra fino all’ultimo. Ed è proprio questa frase della più giovane degli Hu che vi rimbomberà in testa fino all’ultimo secondo. Anche se Changsha riuscirà a resistere, vincitori non ce ne saranno perchè tutti avranno perso qualcosa o qualcuno. Non voglio nascondervi che è un vero melodramma perchè la guerra non è fatta solo di sangue e bombe, ma di paura principalmente. La paura è la vera protagonista. Le perdite saranno immense, ma probabilmente l’amore e la consapevolezza conquistati, più grandi.

P.S.

È Basato sull’omonimo romanzo di Que Que. Inoltre in un altro progetto di Wallace, Love me, If you dare, nella prima ripresa della biblioteca del criminologo Bo, si può intravedere proprio questo romanzo. Un chiaro rimando al lavoro precedente dell’attore.

Scholar who walks the night – Bam-eul geonneun seonbi. Kdrama. 2015. 20 episodi. Romantico, Fantasy, Storico.

Whether it’s a sweet dream or a nightmare, I will always have to wake up from dreams. But until I wake up from this dream, I want to cherish her.

Questo drama lo avevo iniziato un anno fa e mollato senza rimpianti al 5° episodio. Non ero pronta e soprattutto, abituata ai vampiri occidentali, “questi” non riuscivano a colpirmi, ma la motivazione principale dell’abbandono è stata Kim So-eun (l’amica della Makino coreana per intenderci), brava, ma in ogni ruolo mi trasmette una grande antipatia, persino nello show Get Married. Quando poi ho visto che il suo personaggio non ci aveva davvero lasciato, ho chiuso prepotentemente la visione. Mi piacciono i triangoli d’amore, ma c’è un cliché che proprio mal digerisco in ogni serie: il ritorno del primo amore quando oramai lo si è dimenticati da un pezzo perché… morto! Dopo poco meno di un anno ho ripreso questo drama spinta dalla bravura di Joon Gi. Nonostante non abbia una bellezza canonica, è veramente ammaliante con quegli occhi perfettamente a mandorla, che contornati di matita nera sono ancora più spettacolari, quelle labbra a cuore, il viso ovale e quelle mani lunghe e snelle (adoro le sue mani e i suoi polsi). È molto virile anche nella camminata, nella voce e nella recitazione, per non parlare di quello sguardo da sciogli brache con cui ci delizia sempre (ho quasi finito con la sviolinata, giuro). Lo avevo conosciuto in Moon lovers e amato follemente nonostante mi fossi approcciata da poco ai drama e avessi scelto quello per lui soltanto. Con l’on air, Lawless Lawyer mi sono fatta forza ed ho ripreso Scholar, anche se dopo la visione di Blood, ero terrorizzata dai vampiri orientali. Questi ultimi non saranno perfetti, ma il fascino del passato dell’epoca Joseon ha influenzato anche loro.

SWWTN ha una trama che si allontana piano piano dalla sinossi che tutti possono leggere e perciò ricca di plot twist. Lo scolaro di Joon Gi, trasformato in vampiro contro la sua volontà, si troverà a combattere un suo simile che con il terrore controlla la corte imperiale da più di 100 anni. Nonostante il famoso Memorandum, il diario segreto del principe ereditario, venga ripreso e abbandonato più volte, convinti che non sia più la soluzione migliore, questo susseguirsi di decisioni ha un suo senso. Erano tre le parti che dovevano interagire (La volontà del re, il Guardiano, la discendenza da parte di madre), se così non fosse stato, non avrebbe potuto funzionare. Joon Gi, sublime, ha mostrato perfettamente il conflitto interiore del suo vampiro, il vivere con un unico scopo per 150 anni e poi trovarne quasi uno nuovo che ti fa battere ancora il cuore. Lee Yu-bi, la first lead, la conoscevo solo per Pinocchio; qui ha un ruolo dolce, tuttavia non è riuscita a mantenere quella forza mostrata in abiti maschili (il solito crossdressing, ma lo sceneggiatore è il medesimo di Caffee Prince), quando si fingeva un venditore di libri, fino alla fine. Indubbiamente ha subito un’evoluzione, perdendo quel modo di fare tipico dei ragazzini, ma l’avrei preferita un po’ più in prima linea a combattere, anche se riflettendoci non lo è mai stata nemmeno agli inizi, era più una sorta di supporto emotivo per il suo studioso. È proprio la purezza (o bellezza) della genuina anima di Yang Shan che ha dato la forza al suo vampiro di “vivere” ancora. E a modo suo stupisce tutti: probabilmente, sapendo in cuor suo che lo scolaro notturno nascondeva anche dell’altro, non solo si è dichiarata subito, ma non ha mai nascosto il suo amore per lui, anche quando ha scoperto il suo lato più bestiale. E nonostante le restrittive regole televisive dei coreani, tra baci e morsi, i due lead hanno mostrato tutta la sensualità tipica delle vicende delle creature della notte. Parlando di sensualità non posso che non citare Gwi, l’antagonista, o a mio parere, il vero second lead. Si crea così automaticamente un contrasto tra i due vampiri (e lo scontro di voci profonde tra Joon Gi e Lee Soo-hyuk), ognuno col suo dilemma; ma se mentre il primo mostrava apertamente il suo non voler essere mostro, quest’ultimo l’ha nascosto egregiamente, lasciando Choi Hye-ryung parlare per lui e palesare la verità, ovvero che si sentiva solo e non mi sono stupita dei sentimenti provati poi per la donna. Per quanto riguarda il principe ereditario, quindi il rappresentante della componente umana del cast, ha manifestato molto bene la sua fragilità di uomo non immortale, col suo essere prima un po’ furfante, poi un codardo e infine un “eroe” più maturo e saggio. Anche per Choi Hye-ryung ho belle parole, poiché non ha passato l’intero drama a sedurre lo studioso in qualità di ex fiamma, almeno abbiamo sfatato uno dei tanti cliché. Di questo dorama ho veramente apprezzato come la malvagità sia una debolezza prettamente umana e quindi i vari cattivi della corte restassero tali: il primo ministro non ha avuto alcun rimpianto a vendere la propria figlia ad un vampiro e poi a dichiararla traditrice per la sua avidità di potere. Ma soprattutto date un premio al costumista, ne ho visti di drama storici, ma questo aveva gli abiti più belli e ben studiati, con quei richiami al nero, i contrasti cromatici forti, i ricami spettacolari. Di Scholar who walks the night resta sicuramente impressa la forte carica emotiva che colpisce fin da subito il pubblico. Sembra scontato quando ci sono i vampiri di mezzo parlare di morte, eternità e potere, ma pochi riescono bene a mostrare il conflitto interiore di chi prima umano e ora non più deve scontrarsi con una vita fatta di eternità, con una notte che non avrà più fine e vedere passare il tempo senza che si possa col proprio potere fermarlo. Si è impotenti anche da vampiri. Ultima nota, il finale è nettamente superiore a quello dell’omonimo manhwa scritto da Jo Joo-hee e illustrato da Han Seung-hee da cui è tratto.

P.S.

Arriva il mio solito consiglio musicale. La OST è fantastica!

Lawless lawyer – Moobeob Byeonhosa. Kdrama. 2018. 16 episodi. Thriller, Legal, Romantico.

Lawless lawyer fights with the law.

Finalmente ho preso coraggio e dopo aver ammirato sempre da lontano questo fantastico attore che si è guadagnato anche la stima di star internazionali come Mila Jovovich con cui ha lavorato sul set di Resident Evil: The Final Chapter, sto facendo un binge-watch di tutti i suoi drama (qui un altro consiglio: Two weeks). Certo, Junkino è il re del segeuk e drama storico=tragedia, ma il suo carisma mi ha travolta completamente e perciò ho fatto rifornimento di fazzoletti. Lawless lawyer è un legal drama, genere molto in voga negli ultimi anni in Corea e non solo, con protagonista la vendetta. Niente di nuovo per Joon Gi che da Ijimae, Gunman al più recente avvocato Bong Sang Pil è alla sua terza vendetta, ma questa volta l’aula di tribunale o gli uffici giudiziari sono il contorno per le scazzottate dell’avvocato più gangster che si sia mai visto. Ma soprattutto, niente più donzella in pericolo da salvare, ma una splendita avvocatessa Ha jae Ji, che ci apre il drama prendendo a pugni un giudice corrotto e sessista. È stato un successo di critica e soprattutto dopo Moon Lovers, che per i Coreani è considerato un flop, e il remake non tanto riuscito di Criminal minds, questo viene considerato il ritono in pompa magna di Joon gi. È la sua seconda collaborazione col regista Kim Jin-min , con cui ha lavorato in Time Between dog and wolf, e anche da quest’ultimo ha ricevuto fiumi di complimenti per l’attore completo che è diventato. Il drama è molto semplice e coerente, con due tre espedienti sorprendenti e soprattutto un’ottima chimica tra i due first lead che ci regaleranno alcuni momenti dolci inaspettati. Il successo dell’opera è tutto da rintracciare nel cast e i loro personaggi ricchi di sfumature i quali resteranno fino alla fine fedeli a quello che sono sempre stati, senza snaturarsi e qui devo citare la grandissima Meryl Streep coreana: Lee Hye-Young, la madre di Gu Jun-pyo in Boys over Flowers. Crudele, fredda e splendida anche qui, che sfrutta la legge per creare un mondo senza legge su misura per lei. Questo è Lawless Lawyer, a prescindere dalla bromance con l’ex sindaco An O-Joo, le acrobazie di Jung gi, e la OST movimentata, qui c’è chi usa la legge per l’illegalità e chi è un avvocato che va contro la legge per portare la legalità.

Gunman in Joseon – The Chosun Shooter – The Joseon Gunman – Joseon Chongjapi. Kdrama. 2014. 22 episodi. Storico, Romantico, Vendetta.

I wanted to spend every day with you for the rest of my life. I wanted to stay up talking to you every night. This is the first dream I’ve ever had. But now I know, this dream will remain as… just a dream.

Vedere un drama di Joon Gi rilascia sempre una forte scarica di adrenalina, il punto è che devo ancora capire se sia per le belle sceneggiature che sceglie o solo per la sua presenza. Gunman non lo avrei mai visionato se non avessi letto alcune recensioni davvero entusiaste in un mare di comemnti neutri. Non mi pento assolutamente di aver visto questo drama, è un sageuk alternativo, quasi nuovo dopo la lunga lista di storici che vedono sempre e solo re che cercano di fare le scarpe ai principi ereditari e/o viceversa con contorno di ministri che vogliono sempre la loro fetta di potere. Ma c’è un MA, è troppo lungo, sono proprio quei 2 episodi in più che pesano. Siamo nel 19° in una Corea chiusa nelle proprie mura, che non vuole nemmeno adottare le armi da fuoco. I conservatori impediscono con un proprio un cecchino, di permettere al re di riformare il loro stato, sacrificando anche il più grande spadaccino di Joeson, a capo della guardia reale. Il figlio, Park Yoon Kang, dopo aver assistito alla distruzione della sua famiglia ed essere quasi morto, torna per vendicarsi sotto le mentite spoglie del giapponese Hanjo. È il tema preferito da Joon gi, ma se in Lawless Lawyer qualcuno, fin dai primi episodi, ha osato dire che la vendetta genera solo altra vendetta, qui aspetteremo la fine per capire questa verità. Park Yoon Kang è ben lontano dall’essere un conte di Montecristo, è disorganizzato, sempre preda dei suoi sentimenti e perciò i nemici, in primis il mercante Choi Hye-Won, cecchino dei conservatori, sarà sempre e dico sempre due passi avanti a lui. Questa staffetta tra i due sarà la centralità del drama.

Ed è proprio qui che i due episodi sono pessati, era questa parte da snellire, in quanto l’intero drama è veramente una boccata d’aria fresca dai soliti storici e l’inizio e la conclusione sono le due ciliegine sulla torta. Due in realtà sono i vendicatori Park Yoon Kang e il mercante Choi hye won, entrambi lottano per la propria famiglia e vogliono cambiare Joeson, ma se il secondo è animato da sentimenti repressi dovuti alla sua condizione perenne di sottomesso alla nobiltà, il secondo invece è illuso che la monarchia possa ridargli quanto ha perso.  E se il primo finirà in una spirale di vendetta assetato dal potere che sta assaporando, il secondo placherà questo suo sentimento capendo che non ci sarà mai un vincitore a Joeson, non ci sarà mai giustizia sperando che il re faccia quello che dovrebbe. La nuova ambientazione storica porta in scena soprattutto il coraggio dei giovani, ma anche delle nuove classi emergenti, la borghesia-commercianti, che cerca di farsi spazio tra le tradizioni, trasformandosi però in quello da cui volevano allontanarsi. E così, se all’inizio il re appare volenteroso di apportare un grosso cambiamento al proprio paese, alla fine sarà solo un uomo sfiancato dalla sua stessa inettitudine, e lo scettro del potere passerà dal primo ex ministro, al mercante, alla sua stessa consorte, che fino all’ultimo non accetterà di riformare lo stato, comandando il suo stesso marito. Tutto torna là dove doveva tornare e perciò nulla cambia. Naturalmente i due vendicatori al loro fianco hanno due donzelle diametralmente opposte. Il mercante ha una figlia scaltra, forte, ma eccessivamente piena di sè, che pagherà la sua aroganza e quella del padre con un plot twist inaspettato. Portando ad un naturale confronto con Kim Ho Kyung, spia dei riformatori, che sceglierà comunque la famiglia, non rendensosi, al contrario della figlia del mercante, partecipe delle malefatte del padre. La seconda, che affianca il cecchino/vendicatore della notte, nonchè Ijimae, ah no scusate, Park Yoon Kang, è dolce, ma eccessivamente lenta nelle decisioni. Forse molto simile all’uomo che ama, ma per me sarebbe servita una donna un po’ più d’azione e non solo una roccia su cui lui avrebbe sempre potuto contare e la forza per tenerlo in vita. Però non posso non ammettere che insieme erano una grandissima squadra e che lei, nonostante il suo uomo andasse per il paese animato solo da un sentimento di pura vendetta, lo ha appoggiato, senza ammorbarlo o lasciarlo per le sua azioni, riportandolo col suo amore sulla corretta strada. È un grande drama, che non perdona nessuno, perchè nessuno, neppure i protagonisti sono degli eroi, ma almeno loro hanno scelto un’altra via per poter scontare le vite di tutte le persone che sono morte per salvarli. Questo drama non offre soluzioni, ma solo uno spunto di riflessione oltre che un’altra grandissima prova delle doti atletiche di Joon gi  accompagnate da alcuni assoli di chitarra in sottofondo (Hero) e una strepitosa fotografia degna di un colossal americano.

Bad guys – 나쁜 녀석들. Kdrama. 2014. 11 episodi. Thriller, Poliziesco.

Hope is another kind of drug.

Ho vissuto una fase molto buia, nessun drama mi convinceva, non riuscivo più ad innamorarmi, così ho provato ad abbandonare completamente il genere romance per vedere questo drama, la cui seconda stagione è presente su Netflix. C’è un Cane pazzo, un sexy phyco, un gangster, un sicario gentiluomo e la donna inutile. Non è l’inizio di una barzelletta o di un prossimo film Marvel, ma sono i protagonisti di questo cruento drama poliziesco. Sono la banda/squadra speciale costituita in parte da criminali che si occuperà di alcuni casi che i semplici agenti di polizia non riescono a risolvere. Ma fin dall’inizio c’è una grossa incognita su sexy phyco (Park Hae Ji), è davvero uno psicopatico che ha ucciso tante persone oppure no? Lui non ricorda di aver compiuto questi omicidi, ma la società lo dà per certo colpevole come cane pazzo, l’investigatore a capo della squadra speciale che anni prima ha perso la sua unica figlia. La verità verrà svelata e logicamente non è quella che tutti credevamo. Per soli 11 episodi è un crime drama eccellente, che mi ha tenuta incollata e mi ha stupita episodio dopo episodio, soprattutto quando ho scoperto il perchè il sicario gentiluomo si è costituito spontanemente anni prima.

Another miss oh – Ddo Ohhaeyoung – Another Oh Hae Young – Oh Hae Young Again. Kdrama. 2016. 16 episodi. Commedia, Romantica.

If I walk around all day with uncomfortable shoes that are too small, I think of him less. Because my thoughts are always on my feet. And when I come home and finally take off the shoes, I can actually be happy, even if it’s just for a short while…

È uno dei più bei drama romantici che io abbia mai visto. Nasce come rom-com, con la solita female lead un po’ starnazzante e gli occhi spiritati, il male lead riservato e perennemente borbottante e un tocco di magia nel vero senso della parola perchè Park Do-Kyung (Eric), noto regista di sound, ha delle visioni sul futuro; queste, nate da una sua prossima esperienza con la morte, lo portano non solo ad avere dei rimpianti su questa misteriosa donna che ancora non conosce, ma a spingere il suo io passato-presente a salvare magari questa relazione che nascerà. Ora, io senza grossi fronzoli, vi ho spoilerato la morale del drama (se siete riusciti a seguire l’intricato ragionamento di chi si è messo a tavolino a scrivere la sceneggiatura), ma partiamo dall’inizio, dal titolo. Park Do Kyung è stato mollato il giorno del suo matrimonio da Oh Hae-Young (Jeon Hye-Bin, ex fiamma di Lee Joon Gi per intenderci), che non è la stessa di cui saboterà il quasi matrimonio a distanza di tempo. Si tratta appunto di un’altra miss Oh (Seo Hyun-Jin), quella normale e non carina, che si vedrà lasciata dal suo storico fidanzato perchè lui non solo non è più sicuro dei propri sentimenti, ma non la sopporta nemmeno più vedere mangiare. Fino ad ora ho sempre trovato le commedie coreane sulle relazioni e le difficoltà del matrimonio le più geniali e realistiche, basti ricordare Marriage not dating o Because this is my first life. Qui abbiamo l’incontro di due persone che non si dovevano incrociare dato che uno è il distruttore della vita dall’altro, però sanno comfortarsi a vicenda perchè conoscono bene il dolore provato dell’altro. Il dolore di questa another miss Oh è davvero enorme, finge di essere stata lei a scaricare il fidanzato, prendendosi tutte le colpe e le occhiatacce persino dei propri genitori (e quando rivela loro la verità ho pianto lacrime sincere), fingendosi serena, si innamora del suo “carnefice” e scoperta la verità non solo odierà se stessa e la miss Oh carina, sua ex compagna di classe, con la quale non volutamente è stata sempre in rivalità, ma si “prosterà” ai piedi di Do Kyung affinchè la ami. È difficile spiegare la sua posizione, più volte si dà della donna facile, ma in realtà la sua è una reazione normale di fronte ad un uomo che sa che prova dei sentimenti per lei, ma ha talmente paura d’amare che batte in ritirata ancor prima di andar in guerra. Lei invece nonostante la sofferenza, che mai davvero scomparirà, è sempre pronta ad essere di nuovo felice. Le relazioni sono complesse e dietro ogni separazione c’è un motivo serio, a volte possiamo risolverlo da soli, altre no e in questo caso, quando ci saremo pentiti sarà troppo tardi per tornare indietro. Naturalmente anche altre coppie emergeranno, tutte con situazioni attualissime: i fratelli di Do Kyung, Park Soo-Kyung e Park Hoon. La sorella in carriera si ritroverà incinta a più di 40 anni e il fratellastro, eterno Peter Pan, incontrerà una giovanissima 20enne, dai modi di fare un po’ bruschi che lo aiuterà a trovare la sua strada. Nessuno in questo drama è davvero cattivo, sono tutte persone con timori e insicurezze che magari in coppia non sono riusciti a gestire e quindi sono andati alla ricerca di se stessi. E pensare che avevo iniziato questo kdrama per i baci spettacolari e non per la trama…

The Love Knot: His Excellency’s First Love – Moonshine and Valentine. Cdrama. 2018. 25 episodi. Fantasy, Commedia, Romantica.

Sometimes, there are special moments in life that are unforgettable. Perhaps it’s just the smile or a hug. It could also be when your eyes meet. But the moment comes so suddenly. Just like any ordinary moment in life, there’s no way of knowing in advance. But when the time comes, we’ll know that everything is predestined.

Ho sembre elogiato i cdrama per il loro atteggiamento easy nelle rom-com; niente drammi a sorpresa, morti senza senso, o morbi incurabili alla dott. House. Love Knot è il chiaro esempio di come i cinesi si siano lasciati influenzare dall’angst coreano, quello appunto citato prima. La sceneggiatura ricalca una favola: un uomo che discende dalle volpi rincontra la sua anima gemella, cercando anche in questa vita di salvarla prima dei 25 anni. È un drama spassoso, a tratti misterioso, quasi un nuovo Twilight, ma se all’inizio a questa sorta di maledizione che grava sulla bella Guan Pi Pi (Victoria Song) non ci avevo dato peso dati i toni leggeri e soprattutto il sapore di un’antica storia romantica, all’improvviso si palesa l’ombra del dramma più catastrofico con vecchi rancori nella “setta” delle volpi e oscuri segreti. Love knot mi ha davvero scaldato il cuore, adoro le leggende sui primi amori indimenticabili che trascorsi anni, secoli continui a ricercare, ma la tragedia finale mi ha particolarmente urtata. Qualcuno spesso urla ai continui tristi finali cinesi, ed ora inizio a crederci anche io. Un po’ come The stary night, the starry sea, tutto molto comico, ma un finale in cui niente può essere risolto mi sembra improbabile dopo quello che abbiamo passato, e questo è lo stesso caso. Ma questo finale tragico-aperto fa presagire un seguito, che spero ci sia perchè tanti sono gli elementi a favore di questo drama: primo fra tutti lord Healan (Johnny Huang), veramente un Darcy cinese, l’amica di Pi Pi e il suo avvincente triangolo con le due volpi, e tutti i drammi del passato inizialmente oscurati dal tenero incontro di Pi Pi e Helan da giovani.

Alice in Wonder city – Gai Alice De Qi Ji – Give Alice A Miracle. TWDrama. 2012. 15 episodi. Human drama, Music, Romance.

If I had admit already
How much I depend on you, then what would we be now
If I could be as brave and wholesome as you
Then maybe I’ll be more deserving of your love – The Hidden Truth, Aaron Yan

Con grande dedizione, sto cercando di completare la dramografia dell’attore tawanese dalle labbra a cuore, Aaron Yan, in attesa del suo prossimo progetto che spero andrà in onda alla fine di quest’anno, e che pare completamente differente rispetto ai suoi soliti lavori, rom-com in ufficio. Sono stata molto combattuta se inserirlo tra gli sconsigli, ma se sono arrivata alla fine senza problemi, credo che possiate farlo tutti. La trama è davvero nuova per il mondo dramoso. La vita del famoso ed arrogante violinista He Ting Yu, del talentuoso Chen Hai Jie e della timida ed impacciata Lan Die Fei, dalla voce affascinante, si intrecceranno con quelle di una misteriosa donna giapponese che si fa chiamare Alice. Alice non è la protagonista e già partiamo male. La vera Alice in Wondercity è Ting Yu, il quale troverà una nuova dimensione personale e musicale, componendo per la sua musa Die Fei. Era un drama con delle potenzialità altissime, che avrebbe solo dovuto approfondire meglio il dramma interiore del violinista e affiancarlo ad una protagonista bella e coraggiosa. Questo non c’è stato, ma del resto fino ad ora Yan non è mai stato accompagnato da una degna co-protagonista coi contro-attributi. Aaron affronta tutto da solo, facendo sbocciare persino la stella di Die Fei. Il second lead, invece, è poco carismatico ed eccessivamente ossessionato da questa Alice, interessata solo ad una strampalata vendetta, e che porterà più rogne a tutti che altro. Perchè allora lo consiglio, perchè c’è una forza nascosta in questo drama, una grande passione di tutti verso la musica e/o l’oggetto del loro desiderio che sia un violino o la donna amata. I vari traumi del passato sono ben spiegati; Ting Yu è freddo e altezzoso perchè si sente in colpa per la madre e quindi ha continuato a suonare solo per lei, quasi animato più da un obbligo/ossessione, che da una vera passione, ma dopo essersi letteralmente e fisicamente perso come l’omonimo personaggio di Carroll, prenderà una strada tutta personale. Alice in Wondercity è quel drama che poteva essere e non è stato, inserisce un po’ prepotentemente espedienti banali come un talent show sminuendo l’importanza che si stava dando inizialmente alla musica e alla vita in un’orchestra, ma ha una forte carica passionale e le scene hot con Aaron Yan lo dimostrano appieno.

P.S.

Nonostante un cast ben consolidato in campo musicale i talenti di Aaron e Lara sono stati poco sfruttati, limitandoli nell’interpretazione solo dell’opening ed ending e di qualche pessima scelta musicale affidata a Lara nel corso del drama stesso.

Gli ultimi saranno i primi, con me questo non vale. Alla fine di questa recensione ci sono sempre i mie amati (s)consigli. Quei drama/dorama che non mi hanno convinto e che onestamente consiglio con moderazione. Questo è l’anno delle intelligenze artificiali e prima di buttarmi a capofitto con Are you a human? ho provato I’m not a robot (kdrama. 2017). È stata una fatica digerire questo drama, io un senso a tutto ancora non l’ho trovato. Perchè una commedia si deve trasformare in un drammone esistenziale con quel povero protagonista di Yoo Seung-Ho, che per 3/4 di drama deve soffrire pensando di essersi innamorato di un robot? Il drama prende una piega melodrammatica non richiesta ed eccessivamente lunga per il tema proposto. Non lo boccio in toto, la storia d’amore è vermanete dolce, ma non chiamatemela commedia, che dopo le prime puntate non si ride più.

E per questo mese è tutto, ma cari doramisti ricordatevi che questo è l’anno del ritorno di Hana yori dango con il remake cinese, Meteor garden, e il “sequel” giapponese, Hana nochi hare!

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