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News | Ben Whishaw parla del suo ruolo in A Very English Scandal

Kieron McCarron/Blueprint Television/BBC
Ben Whishaw e Hugh Grant si scontrano di nuovo.

In precedenza, i due venerati attori inglesi hanno recitato come nemici in Paddington 2, nel quale Hugh Grant interpretava un attore inglese meschino e fallito che incastra l’adorabile Paddington (voce di Whishaw) e lo manda in prigione. Adesso, i due si affrontano di nuovo per un caso legale in A Very English Scandal, che è già andato in onda nel Regno Unito sulla BBC e che ha fatto il suo debutto negli USA su Amazon Prime il 29 giugno.

La miniserie, composta da tre episodi, è basata su una storia vera e racconta le vicende di Jeremy Thorpe (Grant), un rispettato membro del Parlamento, che affronta una brusca interruzione della sua carriera dopo che viene accusato di cospirazione per tentato omicido al suo ex amante, Norman Scott (Whishaw), nel 1979. La serie ripercorre le prime fasi della relazione, iniziata negli anni ’60, e continuata per decenni con le strade dei due uomini che incrociano una serie di eventi tra cui ricatto e molto altro e che culmina nel tentato omicidio a Norman Scott e nell’assoluzione di Thorpe.

Oltre a raccontare gli eventi di quello che è conosciuto come “il processo del secolo,” la serie affronta anche tematiche come la sessualità, l’identità e la repressione, e la lotta per depenalizzare l’omosessualità in Gran Bretagna.

Prima del debutto americano, EW ha intervistato Ben Whishaw per avere dettagli su come è stato incontrare il vero Norman Scott, sul perchè il progetto lo rende orgoglioso e su come è stato partecipare ad un altro progetto insieme alla sua co-star in Paddington, Hugh Grant.

EW: Cosa pensi che renda questo scandalo così “inglese”?
BEN WHISHAW: Molte cose. Quello che lo rende tipicamente inglese è che tratta di un personaggio principale che non è in grado di dire la verità, esternare i suoi sentimenti ed essere onesto su quello che gli sta accadendo per davvero. C’è qualcosa un po sottotono nella sua vita emotiva e questo può essere una cosa molto inglese. La gente fatica a dire che cosa significhi veramente, in particolare in quella classe e in quel periodo. C’è anche qualcosa nell’assurdità e nella linea sottile tra qualcosa di veramente terribile e qualsosa di divertente. Questa qualità mi sembra abbastanza inglese. 

Norman Scott è ancora vivo. Hai avuto modo di parlargli? 
Sì. Ho pranzato con lui, Dominic Treadwell-Collins (uno dei produttori) e Stephen Frears. Ci siamo visti per circa un’ora e abbiamo parlato un po’ della sua vita e dell’affare con Jeremy Thorpe e tutte le sue conseguenze. È stato molto veloce, ma importante. Non tanto in termini di osservazione per fornirmi punti di riferimento per impersonarlo, ma piuttosto per connettermi con lui e cercare di rassicurarlo che stavamo raccontando la sua storia in maniera rispettosa e comprensiva.

Hai interpretato veri personaggi storici prima. È stato difficile interpretare qualcuno ancora vivo? 
È una sfida. La sfida maggiore è, che da una parte, hai un confronto perchè hai una connessione e un dovere con e verso la persona che interpreti. Dall’altra parte hai il materiale scritto da uno scrittore che ha trasformato qualcosa in un pezzo televisivo che è, in qualche modo, narrativa. È un equilibrio pericoloso. Abbiamo cercato di dare il meglio per onorare Norman e la storia interpretata da Russell.

Robert Viglasky/Blueprint Television/BBC

 

Sembra che sei particolarmente portato per i pezzi storici. Perchè pensi sia così?
Non so perchè finisco per girarli, ma c’è qualcosa di particolare nel passato che è molto diverso da oggi, sopratutto per quanto riguarda la tematica degli omosessuali. Viviamo in un periodo dove tutto viene condiviso ed è esplicito e non molto tempo fa non era così. Quella tensione tra quello che potresti esprimere e quello che sta veramente accadendo è molto eccitante per un dramma e molto ricco, così che nascono storie interessanti.

Hai alcune scene divertenti in questa serie. Di solito interpreti personaggi con un forte senso di malinconia o destini infelici ed è stato bello vederti alla prova con la commedia. Ti è piaciuto? 
Una cosa che mi ha attratto dello script e del progetto è stata la linea sottile tra tragico e comico. Ho amato questo aspetto. Come attore, lo trovo fortemente eccitante. C’è una continua ambivalenta tra “Posso ridere dopo questa scena? O è qualcosa di assolutamente scioccante?” È un po’ tutte e due e , come spettatore, sei in continua lotta tra queste due posizioni. Mi è piaciuto.

Norman è stato un modello per un po’ e tu sei stato il volto di una campagna di Prada. Hai richiamato queste esperienze nelle tue scene? Sei appassionato di moda? 
Ho osservato le fotografie che Norman scattò quando era ventenne, negli anni ’60. In un modo, ho cercato di copiare alcune delle sue espressioni o pose. È stato molto più che seguire solo il mio istinto. Sicuramente non sono un modello. In realtà non mi piace essere fotografato molto spesso. Mi piace la moda, anche se mi devo sforzare di uscire e comprare vestiti. Tendo a scordarmi di fare shopping e poi, improvvisamente, realizzo che ho indossato gli stessi vestiti per 5 anni di fila. Quindi, mi piacciono i vestiti ma sono un pessimo compratore. 

La serie, con i suoi eventi, mette sotto i riflettori la storia dell’omosessualità in Gran Bretagna e Norman intona un discorso molto toccante su chi è veramente. Giustamente tieni privata la tua vita personale, ma uno dei motivi che ti ha spinto ad accettare, è stato il modo in cui è stato trattato il tema?
Sì. Ho veramente apprezzato la qualità della scrittura dello straordinario Russel T. Davies, che dà qualcosa in più al progetto. La cosa di cui vado più fiero è come l’umanità di Russell si estende, non solo a Norman, ma anche a Jeremy. Anche se non ci sono scuse sul suo carattere brutale e sulle sue azioni orribili, c’è un tentativo di capire la sua umanità. Nella serie non ci sono distinzioni nette tra cattivi e buoni. Ci sono molte sfumature ed è una cosa di valore da far vedere al mondo.

È stato scioccante o emozionante tornare a un’epoca dove i comportamenti erano così diversi?
In un certo senso, no, perchè mi ha ricordato di come le cose sono migliorate. Viviamo giorni migliori. È stata una bella cosa da verificare, quanto sono fortunate le persone oggi per quanto riguarda la sessualità o la libertà. Ma, come hai detto, è stato scioccante ricordare che tutto ciò è avvenuto poco tempo fa e che i comportamenti sono cambiati così drasticamente in così poco tempo. C’è sempre una fragilità in queste cose perchè se è possibile cambiare in un modo, si può anche cambiare in un altro modo. Nella storia si vedono degli schemi più chiari. Questo è allarmante e meraviglioso allo stesso tempo.

Com’è il tuo rapporto lavorativo con Hugh Grant? Come avete stabilito la connessione tra i vostri personaggi?
È una cosa divertente, perchè abbiamo avuto tipo solo 5 o 6 scene insieme. È un paradosso, ma la durata della relazione tra Jeremy e Norman, sullo schermo e nella vita vera, è relativamente breve. Poi si porta dietro questo strascico lungo decenni, che non lascia in pace nessuno dei due. Non abbiamo discusso su niente. No abbiamo fatto alcuna prova. Abbiamo solo fatto una lettura generale del copione con tutto il cast. L’abbiamo fatto e basta. Questo perchè, in parte, io e Hugh ci conosciamo dai tempi di Cloud Atlas. Così, ci conoscevamo, ci piacevamo e ci fidavamo l’uno dell’altro, il che aiuta molto perchè puoi tuffarti nel progetto senza preoccupazioni. In tutto ciò riconosco anche il ruolo brillante e preciso della scrittura di Russell. Più vado avanti con la mia carriera, più realizzo che è un dono quando c’è un grande pezzo scritto perchè gran parte del lavoro pesante è già stato fatto per te, in un certo senso. È piacere.

Il caso contro uno degli uomini ingaggiati per uccidere Norman potrebbe essere riaperto. Continuerai a seguire le vicende?
Ho letto la notizia da qualche parte, alcune settimane fa. Ho il sospetto che fosse solo una storia che, per il momento, volesse attirare l’attenzione di tutti e non so quanto sia vera. Non so neanche, se legalmente, è possibile fare qualcosa del genere. Penso che sia una situazione complicata. È successo tutto così tanto tempo fa e, alla fine, la Corte inglese ha proclamato Jeremy Thorpe innocente e adesso è morto. Non sono sicuro di come potrebbero proseguire gli eventi. 

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