Poldark/Telefilm

Recensione | Poldark 4×03 “We were strangers, but not of my doing”

Poldark è come sempre un’altalena di emozioni, un continuo salire e scendere sulle montagne russe della vita, che ci portano a momenti di estrema serenità per poi piombare di nuovo nel baratro e nello sconforto. E’ come lo sballottare di una carrozza che, tra strade sconnesse e pozzanghere ci portano in direzione opposta, prima verso il lastricato di Londra e poi di nuovo nelle terre dove il mare riempie con la sua musica l’aria e il vento sferza le colline e i dirupi.

E’ qui che ritroviamo i nostri protagonisti, mentre i mesi passano e il padrone delle terre è lontano. E nell’era dei social è così strano vivere sullo schermo una realtà fatta di lettere, di carta vergata a mano e di scritte, speranze che impiegavano, secoli addietro, un tempo lunghissimo per arrivare. Un tempo nel quale la nostra spasmodica attesa di un visualizzato che oggi prende pochissimi minuti, si tramutava in settimane e mesi. Distanze impensabili per un sentimento che, gli eventi, hanno forzatamente dilatato e due anime separato.

Distanze che spesso separano anche chi occupa la stessa parte di mondo come Drake e Morwenna, e dove c’è non solo un marito scaltro, viscido e tiranno ma una suocera altrettanto megera, ed il cuore ormai si spenge e si strugge per quell’amore che è stato ‘benedetto’ paganamente in una grotta dove solo il sospiro di un innamorato lontano può purtroppo tornare. E non c’è distrazione o consolazione per il cuore che si angustia e per il quale i fraterni affetti si angosciano a loro volta.

Lo sa bene del resto, chi tanto ha patito e chi, per seguire quello stesso cuore, ha abbandonato i lidi di Cornovaglia, ma ne ha giovato in ogni senso. Mi riferisco proprio a Verity che torna conscia di se’ stessa ed è una gioia per gli occhi ed il cuore. E’ una donna che ha preso le distanze da quel malsano ambiente che voleva vederla legata per senso di colpa e convenzioni, ed ora ha il coraggio di alzare la voce e parlare per se’ e suo marito, per parlare più forte e lasciarsi scivolare tutto addosso. Proprio di lui, mentre Elizabeth domanda con la sua solita e scialba noncurante maniera d’etichetta fasulla, come stia, quasi rimarcando arcignamente la sua mancanza, Verity assesta un colpo da maestra, una palla in buca diretta:

‘(mio marito) Non accetta interferenze di chi pensa di saperne di più

E qui c’è tutta quella presa di coscienza che nel percorso delle due donne mette in evidenza quanto mai siano diverse, l’una succube e strumento anche politico del marito, e l’altra auto determinatasi per volere e per amore.

E’ un episodio quindi di continue dipartite e ritorni, ed è così che, tra la città e la mondana captatio benevolentiae per il prestigio e i seggi in terra di Cornovaglia, vediamo tornare di nuovo anche Geoffrey Charles, ormai giovinotto spilungone che della città ha preso gli usi e costumi e che nel modo di esprimersi mi ricorda qualcuno.

Certo è che la nostalgia per Francis arriva canaglia come non mai, eppure ha capito che come frutto d’etichetta, George Warleggan è purtroppo colui col quale dovrà far molta attenzione da qui in avanti, almeno finché non arriverà il giorno in cui il putrido non si rovinerà con le sue stesse mani e con i suoi traffici, ora che ha aggiunto un altro viscido (alias Adderley) alla sua squadra di arrivisti senza scrupoli.

Meno male che, a pareggiare il conto con personaggi di poca levatura morale (Ossie in primis – e sempre lode all’attore che riesce a farci sbellicare nonostante tutto), ci sono Dwight e Caroline, innamorati e alle prese con l’assestamento della nuova famiglia, non senza qualche difficoltà da parte della giovane ereditiera e preoccupazioni da parte di Dwight. E qui, purtroppo, il mai na gioia è dietro l’angolo. E mi piange il cuore, perché questo contrappasso di gioie sofferenza, ci prova nell’animo.

Se però di preoccupazioni e mai na gioia si deve parlare, arriviamo di corsa alla spinosa questione del rapporto tra Ross e Demelza.

Ci eravamo congedati la scorsa volta ben sapendo che, le parole non dette, e tutto ciò che era successo li avrebbe probabilmente divisi, e ciò a cui assistiamo nella prima parte dell’episodio è un vero e proprio congelarsi dei loro rapporti che, come abbiamo detto prima, diventano per un momento epistolari, e dove, ai problemi della vita politica, si contrappongono quelli di Nampara e delle miniere.

Ecco quindi che Ross decide di tornare, già…spinto forse dalla mancanza di casa? Non proprio. Dalla ben più spinosa questione delle miniere. Anche in questo caso, come un ombra ad aleggiare sulla sua testa, attraverso le parole dello zio, Hugh Armitage torna, come spirito consigliero, come anima ultraterrena che suggerisce di dare importanza alle vicende domestiche più di quelle politiche, per non perder mai di vista quel che è veramente importante nella vita.

Al suo ritorno quindi Ross, mentre come una visione si palesa sulle colline dietro casa, magistrale è la scelta delle parole che gli vengono messe in bocca, e dove ancora una volta sono le parole stesse, veicolo di comunicazione, a portare quasi incomunicabilità.

What you’ve been up to?’  ‘che combini’ o meglio ‘cosa hai fatto di recente’ una di quelle frasi standardizzate, impacciate, come amici che si ritrovano dopo anni dall’essersi visti l’ultima volta e per venire incontro all’imbarazzo di chiedere cose scomode si riduce a una formula del tipo ‘anche a te e famiglia’. Demelza, in questo, lascia palesare tutta la sua delusione in viso, e seppur parimente imbarazzata, sperava forse in un qualcosa di più caloroso, e l’amor proprio leggermente ferito è ciò che forse vediamo fuoriuscire nella risposta ironica dove afferma di ‘esser stata dietro alla miniera, ai suoi affari e ai suoi figli’.  Anche lei però è frenata, da quella freddezza, dal modo in cui, dopo il lutto, si erano lasciati con la consapevolezza che tutto sarebbe cambiato.

Mi è piaciuto il fatto che la distanza che è stata messa tra Ross e casa, e lo stesso ‘gelo’ si è fatto anche vedere nei suoi rapporti con i sottoposti, perché anche loro, con tutte le avversità hanno imparato a conoscere Demelza, ed anzi, anche a cercare di spingerla ad essere più indipendente rispetto a Ross. Ross riceve dagli amici alla miniera la stessa freddezza che lui un po’ ha riservato a Demelza all’inizio, ed è interessante vedere come reagisce, e come però non si interroghi appunto del parallelismo per quanto sembri una lezione che la provvidenza divina mette lui di fronte agli occhi.

Ross con la miniera, infatti, capisce che deve dedicare tempo e dimostrare di avere tempo ai suoi uomini…sarà lo stesso con la moglie? Anche se, in un rapporto di coppia, ovviamente le cose sono più difficili.

Ed è da qui in poi, però, che ho avuto qualche problemino con Ross, o meglio, ho avuto problemi di gestione della delusione da visione di serie TV tanto da dover cercare, per poter continuare nella recensione, nella mia psicologa telefilmica di fiducia un confronto, prima di valutare Ross ed il suo comportamento.

Novalee90 mi ha infatti intimato di stendermi sul lettino e di iniziare ad esporre quale fosse il motivo, dopo la visione della puntata, del mio risentimento nei confronti di Ross Poldark, partendo dall’inizio da ciò che mi scaturiva dentro.

NfYe “Ammettiamolo, Ross e Demelza hanno imparato ad amarsi, senza dimenticare che tutto è nato carnalmente, per poi evolversi e crescere con loro in qualcosa di profondo che li ha legati nelle avversità e nella mutua fiducia, anche se quest’ultima di recente è venuta meno.  Vedi, ho ‘odiato’ Ross perché, per quanto sia difficile ovviamente perdonare un tradimento, il suo eccessivo protrarsi dell’orgoglio ferito mi ha fatto storcere il naso. Non perché non ne avesse motivo, ma è per una questione del tipo bue che dice cornuto all’asino. Insiste con  ‘Eravamo degli stranieri ma non per volere mio’, rivangando ciò che è stato, in una maniera così femminile, piccata e ormonale che è stata molto più femminile di quanto mai Demelza abbia razionalmente affrontato il tutto. Non dico che Ross non si impegni e non si impegnerà a superare gli ostacoli, e va benissimo la gelosia, ma, rovesciare la colpa interamente sull’altro in un primo momento, così di frequente beh. Sembro io quando in una discussione voglio aver ragione a tutti i costi senza vedere l’evidenza…e rimango piccata”.

NL90 “Comprendo bene la rabbia. Beh, va considerato che il tradimento si sa è sempre cosa spinosa da affrontare ed ognuno reagisce come sente di fare. A mio avviso i due tradimenti non si possono  minimamente paragonare: Ross sapeva bene cosa stava facendo, sapeva che avrebbe ferito Demelza ed anzi, di fronte a lei più volte ha scelto Elizabeth correndo a Trentwith, e quella forse si aspettava perfino che lui lasciasse Demelza per tornare nelle sue braccia. Di contro, è comunque un uomo ferito, e che a detta di molti e come – spesso – i fatti riportano, ha giurato di amare Demelza e di non poter fare a meno di lei. Insostituibile.”

“E PRECISAMENTE, per quanto il nostro tormentato Ross sia sempre in combattimento coi suoi sentimenti, invece di stare con sua moglie, andare al pub a bere e, seppur in preda all’alcool e poi andare da Elizabeth anche solo per impicciarsi della festa, di quale dichiarazione di amore farebbe parte? No, perché sinceramente per quanto si amino, io non lo capisco ancora del tutto. La rissa sulla spiaggia l’avrei voluta fare io con la sua testa parruccata (e diciamolo agli sceneggiatori tutti e ai costumisti che il topo morto in testa forse è la cosa peggiore della stagione)”.

“Forse voleva dimostrare che può andare da Elizabeth senza provare niente, solo per dispetto a George. Anche se, so bene che mi risponderai, che non è stato esattamente così. Ce ne siamo accorti tutti del suo fastidio quando Abberley è arrivato, e non solo per genuina preoccupazione di uomo nei confronti della donzella in difficoltà (e qui Notforyouears storce vistosamente la bocca), ma anche perché apparentemente Elizabeth sarà sempre parte delle loro vite, anche a causa di Valentine, e sebbene Ross abbia ottenuto ciò che vuole, Elizabeth rimane sempre l’angelo miracoloso e perfetto che suo cugino gli ha fregato”.

“Bella perfezione dico io”

“Detto tra noi se poi vedesse quanto è ‘brava’ a veleggiare insieme a George, col c…o che glielo dava, altro che angelo. Lei è diabolica e si sta rivelando per ciò che veramente è, ma lui è lontano e non può vederlo”.

“Vero. Il fastidio però torna quando ovviamente Ross, per essere moralmente corretto e non fare la figura di chi non parla, adesso racconta tutto l’accaduto alla moglie. Però i continui attacchi/frecciatine/battutine a Demelza sono sempre giustificatissimi, si, ma fino ad un certo punto. Anche Demelza ferita l’ha fatto, e lui si è sempre pulito la coscienza trovando altre scuse, anche con vaghi ‘tu non capisci’, mentre Demelza cosa fa? Nel massimo della sua onestà cerca di far capire lui che, per quanto umana, è una situazione diversa quella con Hugh e ora non sono altro che ombre lontane. Si può dire lo stesso di Ross e del suo perenne e sottile titillare che ha in un angolo della mente per Elizabeth?”

“In realtà credo Demelza sia stata ovviamente spinta dagli stessi sentimenti che hanno spinto lui, forse per questo è anche così remissivo: è conscio di essere colpevole e sa anche che Hugh dava a Demelza quello che in quel momento lui non le dava – e che aveva smesso di dargli due stagioni prima, quello che Demelza merita completamente. In realtà Demelza aveva bisogno di un momento di conforto, e con Hugh è sempre stata esplicita, sarebbe stato solo un momento, mentre Ross è colui che ama con ogni fibra del suo essere”.

“Si, voglio crederci e credo tu abbia ragione. Anche se, Ross almeno telefilmicamente mi sembra ancora così paraculo sotto sotto…e il suo ego scottato è ancora troppo bruciato e smisurato per chiedere veramente scusa. La frase ad effetto finale che ci fa venire i brividi, è vero, lui ci sa fare…e fa iniziare tutto da dove si sono conosciuti ed è ciò che vogliamo, perché è li che Ross si dimostra il vero Ross, geloso e passionale ma tanta strada c’è da fare ancora e ce ne sarà. Del resto sappiamo che le grandi passioni portano grandi sofferenze e gli errori che un uomo compie sono molteplici”.

“L’errore di Ross sta nel fatto che, dando per scontato che Demelza lo avrebbe lasciato per Hugh (cosa non vera), in realtà non ha capito come stanno le cose. Così come Demelza non è stata chiara. Sti due imbecilli alla fine si amano ma non si capiscono”.

E’ proprio questo il punto. Siamo entrambe d’accordo.

PARLATEVI E CAPITE.

Procreando anche sul tavolo, ci aggrada, che magari poi pulirete (Novale90 è ancora sconvolta dal fatto che su quel tavolo ci mangeranno creature innocenti).

Del resto poi, per la prossima puntata, all’orizzonte si prevede sempre tempesta…

E voi? Cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti o sulla nostra pagina social, mentre si attende come sempre la prossima puntata.

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-Notforyourears
(in collaboration with Novalee90)

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One thought on “Recensione | Poldark 4×03 “We were strangers, but not of my doing”

  1. Dimmi tutto quello che vuoi, ma ormai sono così abituata a questi teatrini tra Ross e Demelza che non faccio che preoccuparmi per Dwight e baby Sarah.
    CHE PROBLEMA HA LA BIMBA?
    E sì, finalmente sono in pari con la serie e posso tornare a leggerti con tanto amore. ❤

    Piace a 1 persona

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