Poldark/Telefilm

Recensione | Poldark s04e01 “What is love? A possession to be hoarded or a blessing to be given away?”

Ed eccoci finalmente di nuovo qui, dove i venti sferzano incessanti sulle coste della Cornovaglia, portando le onde impetuose a riva. Quella stessa riva sulla quale approda il nostro Poldark, più atteso che mai, con un carico di speranze, di gioie, pentimenti, dolori che ci hanno lasciato il segno sulla pelle per un anno intero.

Torna così il bello e tormentato Ross che con la sua fuoriuscita dall’acqua, se per alcuni attimi, ha lasciato buona parte degli spettatori in confusione mistico-ormonale…

ci ha fatto d’altro canto pensare a due cose:

La prima, Aidan turner sta facendo le prove per il ruolo di James Bond. No dico, avete presente? E’ un pre-requisito.

My name is Bond. James Bond.

La seconda, e più pertinente, è che questa fuoriuscita dall’acqua sia quasi una rinascita, un ‘nuovo battesimo’ che non solo inaugura una nuova stagione telefilmica, ma anche la nuova stagione dell’amore, mai monotono e certamente travagliato sentimento, con Demelza.

“What is love? “domanda però la visione nel sole che Ross ha di Hugh e Demelza, amanti furtivi tra quelle stesse dune peccaminose.

La risposta è ovviamente una sola:

Scherzo. Anche se, l’amore, a volte è anche quello: farsi del male a vicenda, più o meno inconsciamente. In questo bagno purificatore vediamo Ross, forse per la prima volta in tre stagioni, farsi un esame di coscienza. Si domanda (attraverso la visione e i versi del giovane poeta Armitage) se Amore sia un qualcosa che si possiede o qualcosa che si custodisce – e se la gelosia, di cui si è sempre detto alieno, lo infastidisce a tal punto, soprattutto sapendo che di quell’amore Demelza ne ha dato un po’ anche a Hugh in atto di carità.

Carità.

Seh.

(Da parte di Demelza sicuramente. Su questa carta carità invece il giovane Armitage diciamo che ci ha marciato giusto un po’. Proprio un po’, condendo il tutto con l’abilità dei versi dedicati alla sua rossa musa che tanto lo fa sospirare e che tanto si è sentita colpita da lui).

E dunque, a questo punto la domanda sorge spontanea: Ross è effettivamente geloso di Armitage? A giudicare da come gonfia i pettorali e l’espressione contrita nella sua visione sulla spiaggia, direi di sì. Anche se, è il suo ruolo di maschio alpha che lo porta a tentennare e a non voler mostrare questa sua debolezza, almeno non ancora.  Più volte Ross ha detto a sua moglie che amerà sempre anche Elizabeth ma “in maniera diversa” e, considerando che love in English è sia voler bene sia amare, se l’è sempre cavata egregiamente con questa spiegazione, per la poca gioia del fegato di Demelza. Però, oltre alla faccia di bronzo maschile, c’è anche quella vena che ci si gonfia in fronte, chiamatela puramente femminile, al fatto che se di tradimento si fa fautore l’uomo allora l’accettazione è di grado maggiore, quasi di compiacimento – soprattutto in questo contesto storico- , mentre se è la donna a rendersi coscientemente preda ad un altro uomo, rode a tutti. E Ross, quindi, per una buona volta, si interroga e si perplime, sulla sua famiglia e su tutto ciò che ha…e ne ha ben donde (ma soprattutto sarebbe anche ora, aggiungo io).

Come però il mare delle avversità allontana, poi riavvicina e poi ri-allontana di nuovo i naufraghi assetati di ossigeno, i nostri due coniugi si giurano di esserci l’uno per l’altro nella baraonda, nonostante tutto e tutti, ed è un po’ l’essenza del matrimonio stesso, come voto e patto tra due anime che si amano, e che hanno promesso di farlo, nella buona e cattiva sorte.

Elizabeth, dal canto suo è arrivata a capire, infine, che non è solo con la bellezza e le arguzie spicciole che si mette in riga un uomo, e ha già sfoderato una sana dose di oppiacei e una prepotenza che fa leva sul falso senso di colpa e su una facciata di debolezza che diventa ora più risoluta, e sembra quasi di rivedere la sua defunta madre. Credi alla bugia e diventerai tu stessa la bugia che racconti, l’importante è non avere tentennamenti. Elizabeth, così facendo, riesce a farsi ‘temere’ dal Warleggan più infimo, che con lei (almeno per ora) sembra così mansueto, vuoi anche per il ricevuto premio di consolazione.

La gigia da’, la gigia toglie. La gigia stordisce e rincoglionisce. Tira più un pelo di gigia che un carro da traino di Warleggan.

Siaamoo gigie, oltre le gambe c’è di piùù…

Interessante è, nel mentre, osservare la metafora delle imminenti elezioni nel tumulto sociale e la fame crescente del popolo, dove lo scontro per la scelta tra il giovane Armitage e Ross da candidare è viva e pungente. Armitage si mostra un po’ Icaro, o come colui che, dopo l’assaggio di paradiso, si sente fatto di materia divina e rischia avvicinandosi al sole, e Dwight fa notare lui come effettivamente stia sbagliando. Infatti, seppure ci sia un miglioramento della vista, potrebbe non essere così duraturo come spera e quindi sarebbe meglio non strafare (il trailer a fine episodio poi insegna, ndr). Armitage però vuole osare, e lo fa anche invitando nuovamente i coniugi Enys e Poldark a cena, laddove però Demelza, non solo cerca di mettere di nuovo le cose in chiaro e porre difficilmente delle distanze, ma ribadisce anche la differenza fra i due contendenti. Così come Elizabeth non è Demelza, Armitage non è Ross.

La tomba di Agatha, e quindi un degno funerale per la old Poldark dipartita, rappresenta un altro punto di chiusura e l’inizio di nuovi equilibri. Attorno alla nuova lapide, si vede ad esempio una Elizabeth come già detto più indipendente che volteggia verso Ross, ma rischia sempre di tirar troppo la corda della pazienza del marito per ora sopito. Intanto fra Ross e Demelza si vede (forse per la prima volta, lo ribadisco) sul volto di Ross almeno un po’ di senso di colpa. Che abbia realizzato cosa ha fatto solo quando ha ricevuto la stessa moneta da Demelza, e dopo l’ennesima occhiata di brace, sia rinsavito?

Le cose, ad ogni modo, attorno a Nampara e Trentwith, ovviamente non si mettono mai bene, e dunque, alle rivolte popolari per le condizioni di fame e miseria, e le pesanti conseguenze della guerra, si aggiunge come sempre la sciagura, soprattutto del ‘nuovo arrivato’ o meglio ‘cresciuto’ che mette in mezzo gli altri due fessacchiotti metodisti e buoni come il pane. I fratelli Carne, che in due non fanno una gioia intera (col bonus Morwenna sofferente come volatile in gabbia), la condanna al patibolo ce l’hanno come passatempo tra una preghiera e una bevuta in taverna.

Al clima di tensione che si acuisce, però, si aggiunge anche quella tensione collaterale per le dinamiche di coppia, ed è proprio lì che Ross, ancora una volta dimostrandosi conscio che il suo alone di super-uomo è (solo per il momento) accantonato, domanda a Demelza ‘E’ possibile che nel cuore di una donna ci siano due uomini?’ frase fotocopia di quando disse a sua moglie che nel suo c’erano sia lei che Elizabeth.

Demelza, ovviamente, risponde talmente veloce che gli autovelox equini della Cornovaglia impazziscono all’unisono, e non è nemmeno un contro-infilzarsi tra coniugi piccati, ma è una di quelle reazioni immediata a una bruciatura, a quel sale su una ferita che è più che aperta; è ricucita e scucita, e non si è mai sanata. Perché è vero, l’amore (costruito con fatica) li lega, ma c’è ancora quel torto, ora bilaterale, col quale è difficile convivere. E Ross stavolta abbozza vistosamente, ma ammette anche la disparità del suo giudizio, che era disparità stessa dell’epoca – un marito può desiderare l’altrui donna ma non vorrebbe che sua moglie fosse oggetto del desiderio altrui e soprattutto da altri posseduta!!!

AH! CARO ROSS! COME BRUCIA! “Ay amor me duele tanto…me duele tantooo…“(cit.)

Eppure Ross, fino all’ultimo, sebbene voglia sempre far vedere di essere contro certe dinamiche, ci ricade per forza di cose, decidendo di tenere all’oscuro sua moglie dq vicende che la riguardano, che è una prepotenza, non una scelta di protezione a mio avviso. Demelza ha dimostrato infatti di non essere stupida e di essere molto forte, e certo, sarebbe colpita dal sapere dei suoi fratelli in un momento delicatissimo, tuttavia il diritto di non dire, o meglio, l’arrogarsi il diritto di non dire, sembra quasi sottilmente un ulteriore punizione (anche se inconscia) ai danni di sua moglie. E i silenzi, lo sappiamo, se aumentano, diventano poi barriere insormontabili.

Però Ross, quello che ha, è carisma innegabile e sa farsi ascoltare, e il suo far ragionare le persone sono molto più di una candidatura a false promesse. Sono ideali.

Peccato che, per quanto ardore lui ci metta, ecco che la cosa fa ricaricare Warleggan che era rimasto a covare rancore sotto la cenere, e non porterà di certo a nulla di buono.

Sul confronto finale fra Ross e Demelza davanti al focolare domestico, per quanto sincero, e che riconosca da entrambe le parti una assunzione di colpa, permettetemi di dire che il portarsi la cenere sul capo di Ross mi sembra alquanto…paraculo. Sincero sì, ma paraculo. Sarà anche pentito, tuttavia, dopo ci infila sempre la solita questione con Elizabeth, forse giustificandola e anzi, sembra quasi edulcorandola, con la solita scusa del ‘ma sai lei non è te’. Tu sei indispensabile…irreplaceable…

E si, abbiamo imparato che l’amore tra loro due è così, stupendo ma si è costruito, disfatto, è cresciuto e continuerà a farlo, ed è stupendo per quanto reale sia e non quasi favolistico. Meno male che per la favola del cuore ci pensano Dwight e Caroline, che più romanticamente romantici di loro nel senso proprio di sofferenza e amor cortese, levatevi tutti! Più delle royal couples, più dei royal babies in arrivo…occhi a cuore e tanta tenerezza.

Insomma, questo episodio certamente ci ha fatto sospirare di nuovo e ci ha catapultato di nuovo questa parte di mondo in tumulto, lasciandoci presagire gioie (poche) e molteplici dolori. E allora, siete pronte di nuovo a seguire questa stagione con noi?

Fatecelo sapere nei commenti e sulla nostra pagina social.

-Notforyourears

 

Ringraziamo: Crazy Stupid Series | Serie Tv Mania | Aidan Turner Italia | Poldark Italia | Gli attori britannici hanno rovinato la mia vita | Blends of Scotland, Ireland, UK: Ladies’ perfect Tea |Roba da Vittoriani | Eleanor Tomlinson daily | Ross e Demelza Poldark Italia | Aidan Turner Source. | Heida Reed Source.

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One thought on “Recensione | Poldark s04e01 “What is love? A possession to be hoarded or a blessing to be given away?”

  1. Il Ross di questa puntata a me è piaciuto tanto. E’ stato dolce, protettivo (lo abbiamo sempre rimproverato di non pensare a Demelza con la scusa di ritenerla forte per tutto) ma soprattutto si è vista in lui la paura di perdere la donna che ama. Che ora sa di amare sopra tutto e tutti. Io capisco la sua scelta di non dire nulla dei suoi fratelli, Ross sa com’è un’esecuzione capitale e sa che una cosa del genere la traumatizzerebbe per sempre e la distruggerebbe. Vedere in un colpo solo entrambi i fratelli impiccati, sarebbe stato qualcosa di devastante per Demelza. Ross sceglie il silenzio, sceglie anche di rischiare l’odio di Demelza, sceglie di mandarla da Hugh pur di evitarle una vista simile. E questo è amore, disinteressato. Quello che da due stagioni spero di vedere in lui. Commuovente il dialogo finale davanti al camino dove finalmente Ross apre il suo cuore, dimostrando che SA parlare, se vuole, SA essere dolce e mi spiace per Hugh ma quello che dice Ross supera di gran lunga le sue poesie. I Romelza sono in tumulto, c’è tanto da fare per ritrovarsi e perdonarsi e Demelza è ancora persa e confusa dietro a sensi di colpa e nel gestire una situazione tanto inusuale per lei. Si ritroverà e ritroverà Ross, il primo passo lo ha già fatto… Ci sarà da soffrire ma la luce in fondo al tunnel porterà finalmente la vera felicità ❤

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