Telefilm

Recensione | The Originals 5×06 “What, Will, I, Have, Left”

Sesta puntata della stagione quinta e, cari miei Originali, diciamo pure addio a tutto quello che fino ad ora abbiamo conosciuto, perché davvero siamo arrivati al punto di svolta, ad un azzeramento totale a cui non avevamo mai assistito prima. Certo, la Plec ci ha abituato che nel suo assurdo mondo la morte non è mai definitiva –  almeno che tu non ti chiami Jenna –  ma sono abbastanza convinta che questa a cui abbiamo assistito sia la seconda eccezione.

Hayley ci ha lasciato e il suo ultimo sguardo, il suo accarezzare con gli occhi la figlia e poi Klaus, come in una sorta di passaggio di testimone, è stato qualcosa dal sapore definitivo, straziante, doloroso ma definitivo. Ingiusto ma necessario. Serviva una scossa forte, serviva qualcosa che, arrivati a questo punto spingesse lo telespettatore, annoiato da dinamiche che si ripetono oramai da troppi anni, a volerne sapere di più.

Peccato per quella foto, uscita ad inizio riprese, che ha rovinato un momento altrimenti narrativamente perfetto e shockante. Perché noi già sapevamo e allora non abbiamo potuto sperare davvero che, quello a cui stavamo assistendo non fossero le sue ultime ore di vita, che Klaus sarebbe arrivato in tempo, che Hope avrebbe scoperto tutta la potenza dei suoi poteri salvandola, che a Elijah sarebbe bastato uno sguardo per ricordare tutto. Sapevamo ma non eravamo pronti a vedere restare di Hayley solo un cumulo di cenere e la cosa che più spezza il cuore è la consapevolezza che l’artefice principale della sua morte è stato proprio il grande amore della sua vita.

Arrivati a questo punto credo che per Elijah sia meglio non recuperare più la memoria, perché se il rimorso di quello fatto a Tatiana l’ha perseguitato per millenni, per quello fatto ad Hayley non basteranno dieci porte rosse per metterlo a tacere. Se è vero che non ha più ricordi è altrettanto vero che sono le sue azioni ad avere determinato quelle ceneri  è qualcosa con cui prima o poi dovrà farci i conti.

Con quelle ceneri diciamo poi addio alla famiglia per come l’abbiamo conosciuta;

Quel che resta è un Klaus incredulo che eredità la responsabilità di dover essere l’unico genitore per Hope, perché come dice Caroline, essere padre di una bambina che ti venera è facile, esserlo di un’adolescente che ti mette in percussione è tutta un’altra cosa.

E adesso parliamo di loro, la nostra ship madre, il nostro catalizzatore di sospiri e cuori infranti, i nostri Klaroline. Provo un enorme fastidio per come gli sceneggiarti abbiano voluto reinterpretare il loro passato facendo pronunciare a Caroline una frase che suona profondamente assurda e sbagliata: “Io ti piacevo perché rappresentavo l’innocenza.” Perché no, Klaus amava Caroline e la ama ancora, non per l’innocenza che una diciassettenne rappresentava ma perché, in quell’anima, lui aveva riconosciuto se stesso. “Noi siamo uguali, Caroline”, le disse una volto: uguali nel cercare il bello nel mondo, uguali nel bisogno di essere amati e accettati, uguali nella paura di vedere dentro di sé il male che ogni creatura sovrannaturale possiede. Non ha mai cercato l’innocenza in lei ma qualcuno che comprendesse i suoi tormenti e che li accettasse, qualcuno che nonostante le cose orribile che ha aveva fatto andasse da lui per cercare un vestito o un riparo sicuro. Qualcuno che lo facesse sentire così in pace con il mondo da chiudere gli occhi durante un viaggio in macchina, qualcuno a cui dedicare i suoi rari e veri sorrisi. Klaus e Caroline sono tutto e continueranno a essere tutto tranne che innocenza.

Alla fine di questa puntata sono contenta per essere riuscita, almeno, a rispondere alla domanda su Roman che mi tormentava da due settimane: No, il ragazzo non è cattivo, è solo un completo idiota. Non che questo migliori, la sua situazione perché se sappiamo che i cattivi ragazzi una strada per la redenzione la trovano sempre, sappiamo con altrettanta convinzioni che per gli idioti  la speranza è proprio poca.

Vorrei infine osservare un minuto di silenzio per Declan che, in appena sei puntate è riuscito a strappare a Matt Donovan lo scettro di personaggio più inutile di sempre. A questo aggiungiamo l’aggravante di non essere neanche un personaggio originale ma una coppia al maschile di Camille. Ditemi che c’è un motivo se sono parenti, ditemi che sarà la chiave che risolverà qualcosa di veramente importante, perché altrimenti, se fossi in Torence Coombs dopo aver già portato in scena quel povero di Bash in Reign, citerei a giudizio la CW per aver rovinato per sempre la mia immagine.

Con più domande che risposte in testa siamo pronti a vedere continuare questa stagione che d’ora in poi sarà davvero nuova ma, prima di salutarci vi invito a mettere mi piace alla nostra pagina:

 

Parole Pelate  e  a passare dalle nostre affiliate:

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a questo momento in poi sarà davvero nuova.

 

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One thought on “Recensione | The Originals 5×06 “What, Will, I, Have, Left”

  1. mi piace quel “la ama ancora”, e giunti a questo punto,tragico, della vita di Klaus non credo sopporterebbe anche solo il pensiero di perdere Caroline. ha visto morire Cami uno dei suoi amori ed Hayley, la madre di sua figlia!

    però so sicura che la Plec non arriverà ad un finale di serie dove i Klaroline corrono felici verso il tramonto.

    Declan è il cugino di Cami. quanto ci scommettete che è venuto a NO per vendicare la sua morte? quello sa già del sovrannaturale ecc ecc fa il finto tonto

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