Sapevatelo/Telefilm

Sapevatelo | The Alienist (L’alienista)

Appena ho finito The Alienist ho sentito l’esigenza di condividere il mio parere sulla serie e ho scritto subito ad amici e parenti cosa ne pensassi. Mi sono dovuta sforzare per non insistere nel convincere a guardare la serie perché sapevo che l’avrei fatto esclusivamente per avere qualcuno con cui confrontarmi. Non è così facile che sia così immediato l’istinto di condividere l’esperienza di una serie, come di un libro o di una canzone e, almeno per questo, per me The Alienist riesce a risaltare.

In the 19th Century, persons suffering from mental illness were thought to be alienated from their own true natures.

Experts who studied them were therefore known as alienists.

[Nel diciannovesimo secolo si pensava che le persone affette da malattie mentali fossero alienate dalla loro vera natura.

Gli esperti che le studiavano erano pertanto noti come alienisti.]

The Alienist è una trasposizione dell’omonimo romanzo di Caleb Carr: è ambientato nel 1896 a New York e segue le vicende dell’alienista, appunto, Laszlo Kreisler (Daniel Brühl), dell’illustratore del New York Times John Moore (Luke Evans) e di Sara Howard (Dakota Fanning), la prima donna a lavorare per la polizia in città.

 

“I must see life as he sees it. Feel pain as he feels it. Take the same path he takes. Yes, I must follow this wherever it goes. Even if it leads me to the darkest pit of hell.”

[“Devo vedere la vita come la vede lui. Sentire il dolore come lo sente lui. Intraprendere la stessa strada che intraprende lui. Sì, devo seguirlo dovunque vada. Persino se mi portasse verso la più scura buca dell’Inferno.”]

 

Avverto che, per chi ha già visto tanti thriller psicologici, The Alienist non spicca in originalità. D’altra parte, questo suo aspetto, che azzarderei a definire classico, può donare una sensazione di familiarità e riuscire a incuriosire sui primi passi della psicologia, della criminologia  e della scienza forense che la serie racconta. Inoltre, si ha modo di apprezzare l’ambientazione della New York del XIX secolo, ricreata a Budapest, e la ricerca dell’accuratezza storica con l’inclusione di personaggi realmente esistiti, in particolare Theodore Roosvelt che all’epoca era appena diventato capo della polizia di New York.

I protagonisti, Laszlo Kreisler, John Moore e Sara Howard, sono personaggi inventati e anch’essi, come la trama, risultano familiari: il loro trio  ricorda la dinamica tra i celeberrimi Sherlock, Watson e Mary i quali, tra le tante rivisitazioni, fanno ormai parte dell’immaginario comune. Eppure, devo ammettere che non sono riuscita a non affezionarmi a loro: ho colto particolari che li hanno distinti dal celeberrimo trio che ricordano ed è grazie all’interpretazione degli attori. Oltre ai personaggi storici, i personaggi secondari sono stati descritti come se fossero schizzi, ma i pochi tratti sono in realtà incisivi perché sono gli aspetti in relazione al trio di protagonisti.

The Alienist è una serie che intriga solo in minima parte per il mistero dello scoprire l’assassino, perché la sua ricerca è solo ciò che muove la storia, ciò che rapisce è l’eleganza della fotografia e d’insieme, le modalità con cui i personaggi interagiscono tra loro e con l’ambiente. Fondamentalmente intriga per il suo stile.

 

Ricordate di mettere mi piace alla nostra pagina Parole Pelate.

Ringraziamo: Citazioni film e libri | I Love Film and Telefilm | And. Yes, I love telefilms and films ∞ | Because i love films and Tv series

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