Focus On

Focus On | Tony Stark

Salve a tutti e benvenuti, io mi chiamo La Volpe Con Gli Occhiali e vi do il benvenuto al primo numero di questa rubrica in cui analizzerò, mano mano, tutti i protagonisti dei film Marvel ora che siamo arrivati alla prima parte del gran finale “Avengers: Infinity War”.
Nella rubrica prenderò un personaggio di questo universo e analizzerò la sua evoluzione caratteriale attraverso tutti i film in cui è apparso.

Spero che la cosa possa piacervi.

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In un mondo come il nostro, in un’altra dimensione, dove non esistono gli eroi, per quanto ne sappiamo, il primo a farsi avanti è il milliardario e playboy, non ancora filantropo, Tony Stark.

Tony, come vuole la tradizione, prima di diventare un eroe non è un uomo umile e nobile: è si un genio, ma è un vero stronzo.
Tutta la sua cattiveria e il suo cinismo però, anche qui come vuole la tradizione, spariscono dopo un’esperienza traumatica (qui l’articolo sugli eroi #maiunagioia, appunto), dopo l’incidente che lo trasforma in un eroe e che noi vediamo in “Iron Man”.

Nella prima pellicola in cui è protagonista, Tony, si presenta al pubblico come il solito industriale amante delle armi, da buon americano, salvo poi far scoprire al pubblico e riscoprire il suo lato migliore grazie alla sofferenza della prigionia e al senso di colpa per la perdita di colui che è stato prigioniero con lui: Yinsen.
L’uomo mostra a Tony cosa vuol dire sacrificarsi anche se si ha qualcosa per cui continuare a vivere, Yinsen aveva un figlio, e, come Spiderman usa il ricordo di zio Ben, Stark scappa per onorare il suo compagno e il suo sacrificio.
Questo evento scuote Tony che tra un hamburger e l’altro si apre con la sua assistente, Pepper Pots, e inizia a lavorare ad una versione più aggiornata dell’armatura che ha utilizzato per uscire di prigione.
Niente più commercio di armi e piena riconsiderazione delle attività dell’azienda di famiglia: Tony diventa un supereroe a tutto tondo anche quando non è dentro un’armatura.
La sua evoluzione non può però completarsi sino al finale in cui è costretto a confrontarsi con l’idea che il cattivo della storia, colui che sin dall’inizio ha fatto affari con I terroristi grazie alla sua azienda, è l’uomo che ha sempre sentito più vicino: Obadiah Stane.
Stane, l’ultimo membro della famiglia vicino a Tony, in realtà ha reso la Stark Industry l’azienda che tutti odiano: la fornitrice di armi per governi liberali e terroristi.
Il confronto tra I due si svolge sul tetto di un magazino dell’azienda che Obadiah e il padre di Tony hanno creato e alla fine è Stane a morire non perchè Tony sia particolarmente bravo nel fare l’eroe, è ancora all’inizio infondo, ma perchè conosce meglio le sue invenzioni: Obadiah non è allo stesso livello.
Battuto il nemico e capito che Pepper potrebbe essere qualcosa di più Tony si svela davanti alle telecamere non per vanità, ok forse anche per quello, ma per prendersi effettivamente tutte le sue responsabilità.

Tony Stark è Iron Man e vuole che tutto il mondo lo sappia così che possa sapere a chi chiedere aiuto.

Dopo una breve apparizione alla fine di “The incredible Hulk”, questa è da collocarsi dopo il secondo Iron Man, scopriamo in “Iron Man 2” come sta il nostro PRIMO eroe.
L’essersi rivelato al mondo come Iron Man hanno reso Tony la persona più famosa del pianeta: tutti lo vogliono e tutti lo cercano.
Non tutte le attenzioni sono però buone o piacevoli: il governo non è contento di un’arma volante e senziente e indipendente sul suolo americano e vuole bloccarlo.
Nello stesso momento si fa avanti un rivale in affari di Tony, Justin Hammer, che, proprio grazie al governo, cerca di prendere il suo posto nel mondo.
Questa strana accoppiata insieme ad un fantasma del passato della famiglia Stark e ai problemi di salute di Tony fanno parte del secondo capitolo di questa saga.
Il governo, insieme a Justin Hammer, diventa una spina nel fianco per Tony, tanto da togliergli dalle mani I progetti per l’armatura di Iron Man, e lui stesso non riesce a capire come reagire perchè Ivan Vanko, il fantasma dal passato, non solo sa qualcosa di tremendo su suo padre ma, allo stesso tempo, ha un’armatura simile alla sua.
Tony si ritrova accerchiato e il suo amico di sempre, James Rhodes, al momento non è insieme a lui perchè costretto a seguire gli ordini dei suoi superiori da buon militare.
In un clima così tossico la salute di Tony inizia piano piano a peggiorare e Iron Man scopre che ciò che lo rende un eroe lo sta uccidendo piano piano avvelenandolo.
Questa scoperta disorienta e sconvolge il protagonista che, addirittura, decide di cercare una possibile e temporanea soluzione nel fondo di una bottiglia.
A salvarlo, questo film ci dimostra come Tony Stark non può vincere tutte le battaglie da solo, sono, in primis, Nick Fury e lo SHIELD, apparsi nella scena dopo I titoli di coda del primo “Iron Man”, che gli fanno aprire gli occhi sulla figura del padre e lo aiutano a trovare una soluzione al suo avvelenamento e poi James Rhodes stesso diventato, come nei fumetti, War Machine.
I due, nel combattimento finale con Vanko, mostrano come la loro amicizia è utile anche sul campo ed insieme sconfiggono il nemico in una maniera molto simile, purtroppo, al finale del primo film.
Spinta, in un certo modo, dalla Vedova Nera, apparsa insieme a Peter Parker in questo film per la prima volta, Pepper deciderà finalmente di avvicinarsi a Tony e I due si fidanzeranno.

In punto di morte e nella più completa disperazione Tony Stark capisce che da solo nessuno può vincere tutte le battaglie iniziando un nuovo capitolo della sua vita e preparandosi per il progetto Avengers.

È proprio in “Avengers” che ritroviamo Tony, ormai, sempre più a suo agio nel ruolo di eroe e non propriamente contento di confrontarsi con altri esseri con superpoteri: un po’ per egocentrismo e un po’ perchè vuole evitare che chiunque venga messo in pericolo,
Anche questa volta però, volente o nolente, Tony non può fare a meno di combattere e di chiedere aiuto ad altre persone vista la minaccia.
In questo frangente, in questa grande battaglia di squadra, è Tony, insieme a Captain America, a diventare il leader del gruppo e a prendere il comando.
In breve Iron Man smette di lavorare da solo e diventa il capo di un gruppo che lo identifica come la persona da seguire: Tony non deve più preoccuparsi perchè ha I suoi nuovi compagni sanno difendersi e quindi può aiutarli e guidarli.

Vinta la battaglia Tony abbraccia il suo nuovo ruolo di leader e, insieme a Pepper, inizia a costruire l’Avengers Tower nuova base del gruppo.

Lo scontro in “Avengers” però porta Tony, in “Iron Man” 3 a soffrire di disturbo post traumatico: per sconfiggere gli alieni Tony ha rischiato di morire e questo l’ha costretto in un grosso stato d’ansia da cui non riesce ad uscire.
Allo stesso tempo lui e Pepper vengono messi in pericolo dall’attacco del Mandarino che si scoprirà poi essere un altro fantasma del passato di Tony.
L’intera pellicola si concentra sulla PTSD di Tony e sul suo riuscire anche senza l’armatura, sul suo essere un uomo forte da solo ma anche responsabile del suo passato e del suo presente, emblematiche le minacce al Mandarino prima e la voglia di confrontarsi dal solo con il problema, e sull’essere un uomo migliore.
Ancora una volta, pur non avendo definitivamente sconfitto la PTSD, Tony matura e cresce diventando qualcosa di più del semplice uomo che è.

L’intera vicenda della PTSD però viene ripresa all’inizio di “Avengers: Age of Ultron” e, scatenata da una visione di Wanda, sarà ciò che porterà Tony a creare il robot psicopatico Ultron.
Tony insieme a Bruce Banner, diventato il suo terzo migliore amico dopo Rhodes e Steve, darà vita ad Ultron con l’unico obiettivo di salvare il mondo e proteggere I suoi amici salvo creare, inconsapevolmente, un essere capace di mettere in difficoltà tutti gli Avengers.
L’intero gruppo di eroi se la prende con Tony proprio perchè non sono d’accordo con la creazione di un’arma perchè ci sono loro che possono affrontare determinate sfide.

Peccato che Tony non voglia: Tony non vuole che nessuno le affronti, Tony vuole proteggere tutti.

Proprio questa voglia di proteggere tutti porta, in breve, ad una rottura tra Cap e Tony durante “Captain America: Civil War” e alla fine definitiva degli Avengers che, senza più I loro capi non ha motivo di esistere.
Tony vuole solo fare il meglio, il meglio secondo lui, e quindi vuole che tutti gli eroi cadano sotto un’unica bandiera e, allo stesso tempo, vuole arrestare Bucky nemico numero uno del momento.
La sfida tra I due è una sfida semplice, si fa per dire, non c’è nulla di effettivamente personale o irreparabile.
La loro separazione diventa però irreparabile quando Tony, anche questa volta, scopre che il suo passato non è come credeva e che ad uccidere I suoi genitori è stato Bucky.
Non importa se l’abbia fatto sotto controllo mentale o di sua spontanea volontà: Tony ha risolto tutti I suoi problemi tranne la sparizione dei genitori e questo è il momento di farlo.
Tony, quindi, vuole uccidere il migliore amico di Cap.
Lo scontro tra I due, barra tre, eroi è tremendo e violento, entrambi si scambiano colpi pazzeschi e non si risparmiano.
A vincere, alla fine, sarà Steve perchè concentrato solo sul salvare Bucky e non sulla morte di Tony quindi capace di arrivare ad alcuni compromessi.
Tony Stark, in tutti questi anni, è maturato, è diventato un leader responsabile e un fidanzato perfetto.

Un fidanzato che, probabilmente, ha avuto una breve crisi con Pepper proprio per la sua impossibilità a prendersi la responsabilità di un piccolo Tony.

In “Spiderman: Homecoming” però l’incontro con il giovane Peter Parker e il rapporto che I due hanno portano Tony a fare il salto più rischioso e chiedere a Pepper di avere un figlio in “Avengers: infinity War”.

Proprio questa nuova scelta, questa nuova responsabilità, e l’affetto per Peter sono I motivi che lo porteranno a soffrire così tanto nel finale dell’ultimo crossover.

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2 thoughts on “Focus On | Tony Stark

  1. Mi piace questa analisi. Stai attento però: ho visto come viene considerato in generale Tony Stark, specie su YouTube. Riceve sempre una vagonata di insulti da un mucchio di persone assai superficiali

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