13 Reasons Why/Telefilm

Recensione | 13 Reasons Why 2×07 “The Third Polaroid”

Questo è, finora, l’episodio che ho preferito di meno. A dirla tutta mi ha lasciato anche un po’ delusa.

Clay è tornato il vero protagonista, sia per via del processo, sia per via dei ricordi riportati a galla durante l’interrogatorio.
Forse mi aspettavo troppo da lui, o forse semplicemente speravo nella grande ribalta una volta che fosse andato lui alla sbarra. Non mi aspettavo che lo avrebbero tirato in ballo fin da subito, cosa che non ha aiutato per niente la causa, ma soprattutto sono stata evidentemente troppo ingenua. Figuriamoci se non avrebbero trovato qualcosa nel loro passato che potesse essere usata contro Hannah.
In questo caso, è stata la droga. Oddio, droga… gliel’aveva passata Jeff (oh Jeff!), quindi poteva essere benissimo polvere di mirtilli, ananas essiccato e capelli di vergine raccolti in una notte di luna nuova che messi a bollire per 24 ore hanno effetti allucinogeni, mica parliamo di chissà quale sostanza stupefacente, e inoltre ne hanno fatto uno soltanto una volta, non hanno ucciso nessuno, non hanno guidato, non si sono messi in imbarazzo né sono stati un pericolo per gli altri. Hanno preso una pillola e si sono sdraiati su un tappeto a parlare dell’infinito, le stesse conversazioni che facciamo noi con noi stessi la notte prima di andare a dormire. Me li vedevo domandarsi da un momento all’altro Siamo soli? C’è vita oltre la morte? Perché disegniamo il cuore con due archetti che si congiungono a formare una punta, se in realtà ha la forma di un pugno?
Che hanno fatto di male? Perché questo dovrebbe aggiungere l’ennesimo mattone al già troppo pesante bagaglio di Hannah? Tutt’al più questo è servito a mostrarci come, mentre si facevano passare gli effetti della droga, Hannah avesse espresso già per la prima volta il suo scontento ad alta voce. Ma non ne faccio una colpa a Clay, anche se lui crede di non aver colto i segnali: vorrei che tutto finisse. Sono frasi che si dicono continuamente, anche per scherzo, e lei in quel momento a causa delle pillole vedeva il futuro prossimo come un buco nero, consapevole che il suo unico amico sarebbe partito presto e che lei sarebbe rimasta sola. Deprimersi di fronte a una situazione simile è assolutamente normale, poteva succedere a chiunque.

Lo stesso vale per i genitori di Hannah. Dovevano rendersene conto, è vero, ma non dai piccoli gesti. Hannah ha chiesto loro aiuto in maniera esplicita più volte, e loro hanno liquidato il problema. Ma è anche vero che Hannah era una ragazza tranquilla, teneva loro nascosto cosa stesse accadendo a scuola e non potevano immaginare che dietro i suoi sorrisi o i suoi silenzi si nascondesse tutto quello che poi stava passando in realtà. Poteva essere letteralmente qualsiasi cosa.
E mi dispiace che la signora Baker ora si trovi ad affrontare questo da sola. Il bacio tra Olivia e Andy è evidentemente carico di disperazione, un ultimo appiglio a una vita che non c’è più e che non può tornare, perché se una non si darà pace fino a quando non avranno avuto giustizia, l’altro invece è pronto ad andare avanti e a non voltarsi più. Non l’atteggiamento che più vorresti vedere dall’uomo che hai sposato, ma come si fa a giudicare un uomo che ha perso la figlia così? Non lo giustifico, ma non mi sento nemmeno di condannarlo al 100%.

Altro grande protagonista dell’episodio è stato Alex, che è partito in quarta e sostanzialmente odia tutti. Anche qui, comprensibile: Zach non si capisce ancora perché regga Bryce, perché dopo tutto quello che ha fatto si meriterebbe *inserire cose molto poco carine qui* e invece lui per qualche motivo continua a trattarlo quanto meno civilmente; nel suo sfogo in corridoio ha ferito Jessica, la persona più vicina a lui insieme a Zach, e anche lei ha avuto il suo ben da dirgli; si sente uno storpio, la sua famiglia – chiaramente – gli sta addosso e lui vorrebbe aiutare ma non può, a causa di quel gesto sconsiderato che continua a non capire cosa lo abbia spinto a compierlo. Non è facile gestire tutte quelle emozioni, soprattutto quando arriva il tuo compleanno e tutti intorno a te fingono che vada tutto bene e che tutto sia sempre uguale, ma tu sai benissimo che non è così e ti viene soltanto voglia di urlare al mondo che è tutto diverso, che si sbagliano, e che si devono adeguare ai cambiamenti.
E Jessica… ha fatto male vederle ricordare qualche secondo di quella terribile serata. Vedendola correre via piangendo non si può non provare un moto di compassione nei suoi confronti, perché se per Nina il suo evento traumatico è qualcosa che non la definisce e che ha la forza di omettere dalla sua storia, lo stesso non si può dire di Jessica. Un po’ perché è avvenuto tutto mentre era ubriaca, non ricorda nulla e quindi fa di tutto per riportare a galla quei ricordi, un po’ perché Clay e gli altri nutrono molte aspettative su di lei – anche io – perché sanno che la sua testimonianza sarebbe davvero importante per il processo, in questo momento lo stupro è quello che principalmente la caratterizza, e questo la sta distruggendo. Capisco anche perché sia andata a trovare Justin, alla fine. È chiaro che ci sono sentimenti nascosti sotto il risentimento, sentimenti che minacciano di tornare su, ma spero che lei abbia la forza di dire no.

Tornando a Clay, per completare il discorso… Clay non credeva di essere importante per Hannah. Questo lo ha portato a trascurare ciò che vedeva e sentiva, perché credeva di non essere abbastanza per aiutarla a sconfiggere i suoi demoni. Se c’è una cosa che il suicidio della ragazza ha cambiato, è il suo atteggiamento: adesso, nonostante Skye per ora lo abbia lasciato libero, lui non fa altro che telefonarle e cercare di raggiungerla. Perché secondo la Hannah nella testa di Clay – e probabilmente secondo la vera Hannah, perché è chiaro che quella che vediamo rappresenta la Hannah che il ragazzo ha imparato a conoscere, e che al contrario di quello che crede non era poi così diversa da quella “reale” – lei ha raccontato la sua storia non per vendetta, ma perché non vuole che altre persone subiscano quello che ha passato lei. Skye, in questo senso, è fortunata. Se raccontare la sua storia può aiutare a sensibilizzare la gente, è giusto che venga raccontata. Se farlo può contribuire a cacciare Bryce in un luogo umido e buio e a gettarne la chiave, ben venga. Forse Clay ha visto la questione dalla parte sbagliata: non sta a lui mandare avanti questa crociata. Può contribuire, anzi deve farlo, ma questa è la lotta di Olivia Baker. Lui può fare in modo che non ci siano altre Hannah, altri ragazzi e ragazze vittime di bullismo che si sentono tanto soffocati da preferire non sentire più nulla piuttosto che sentire tutto questo.
Quindi ha fatto bene a rendere pubbliche le registrazioni di Hannah? Non lo so. Soprattutto perché, anonimo o no, figurati quanto ci staranno a capire che le ha pubblicate lui. Però le foto potrebbero essere un ottimo modo per smascherare questa Club House – o casa degli orrori, se chiedete a me – se solo il nostro dispensatore di polaroid si decidesse a lasciargliene più di una alla volta.

Per concludere: quanto ci metterà il tizio senza un occhio a mettere i bastoni tra le ruote a Tony e il suo nuovo ragazzo? Quanto siamo sorpresi di scoprire che Bryce, oltre ad essere un amante altruista e delicato, è anche un vero amico appena Marcus gli rivela di essere ricattato da qualcuno e gli ricorda che gli deve un favore? Sheri avrà un ruolo più importante durante la stagione, o continuerà a fare la fatina che appare miracolosamente quando c’è bisogno? Quanto è acida l’avvocatessa a difesa della scuola? Quanti brividi ci danno Tyler e Cyrus ogni volta che vengono inquadrati?
Ma soprattutto, quanto ha fatto male rivedere Jeff e vedere la targa in sua memoria?

Ci risentiamo presto con la prossima recensione. Prima di lasciarvi vi invito a mettere mi piace a Parole Pelate, se non lo avete fatto, e poi a passare dalle nostre pagine affiliate:

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