13 Reasons Why/Telefilm

Recensione | 13 Reasons Why 2×06 “The Smile At The End Of The Dock”

Avete anche voi l’impressione che stiano leggermente esagerando con questo bisogno di ampliare la storia di Hannah fino a quasi raccontare una storia completamente diversa? No, non completamente, ma grazie alle sue cassette avevamo imparato a conoscere Hannah, e adesso in ogni episodio scopriamo un lato di lei che non credevamo esistesse. E okay, non si smette mai di conoscere una persona, ognuno di noi possiede sicuramente un lato che decide di mostrare al mondo e un altro che decide di nascondere, ma così corrono il rischio di allontanarsi dall’obiettivo. O forse alla fine riusciranno a collegare tutto in un modo che al momento mi sfugge, chi lo sa.

Quello che più mi ha lasciato perplessa è stato scoprire che Zach e Hannah hanno avuto una storia durante la sua ultima estate. Non perché sia impossibile, e anzi il racconto di Zach ci ha mostrato un’evoluzione molto naturale del rapporto dei due: si vedeva lontano un miglio che il ragazzo – forse l’unico della cerchia di Bryce che si salva – era rimasto colpito dalla lettera della ragazza e voleva fare colpo su di lei. Il modo in cui timidamente cercava di avvicinarsi e parlarle dimostrava che c’era un’interesse per la persona, non per la reputazione che aveva. Poi, la morte del padre di Zach e i pomeriggi passati insieme li hanno avvicinati ancora di più, hanno scoperto di andare d’accordo e hanno deciso di provare cose nuove insieme, e ci sta. Probabilmente col tempo il loro rapporto si è fatto più profondo e Zach è chiaramente distrutto per come si sono concluse le cose, perché forse anche questo ha contribuito a minare ancora di più la già instabile autostima di Hannah.
Zach ha commesso un errore molto simile a quello di Justin. Non ha avuto il coraggio di essere se stesso, di farsi avanti e dimostrare che ad Hannah ci teneva, forse perché temeva la reazione di Bryce e dei loro compagni, forse perché era più facile fare finta di niente piuttosto che sottostare alle loro eventuali angherie. Alla fine dei conti, è stato un codardo, e questo ha fatto sentire Hannah come se per lei non ne valesse la pena. Insomma, hanno passato tre mesi idilliaci, ma una volta tornati alla vita normale non c’è stato il classico finale da film romantico, dove il ragazzo si alza e combatte per la ragazza che ama. No, Zach ha scelto i suoi amici, e adesso ne paga le conseguenze. Tutto quello che ha represso sta venendo fuori attraverso gesti carichi di rabbia e disperazione, e l’unica cosa positiva è che il suo desiderio di non lasciare più nessuno indietro lo ha avvicinato ad Alex. Anche se, anche in questo caso, l’amicizia col ragazzo continua a essere un segreto da celare e continua a far finta che non gli importi davanti ai suoi compagni di squadra.
E infatti, Bryce e il resto del gruppo hanno dimostrato la loro grande maturità subito dopo il processo con lo scherzo dell’armadietto, che non fa altro che aggiungere fango alla già alta pila che sovrasta Bryce. Seriamente, come fai a scherzare in questo modo? Stiamo sempre parlando di una ragazza che si è suicidata e che lui ha violentato, come fa a non mostrare rimorso, e a stento un briciolo di preoccupazione quando vede Justin solo perché sa che lui è l’unico che può mandare all’aria la sua vita perfetta?

E a proposito di Justin e Jessica… lei ha avuto la reazione più naturale del mondo. Nel suo sguardo si legge che c’è ancora dell’affetto che la lega a lui, ma non basta. Ne vale della sua dignità, al momento non è pronta a perdonarlo perché la sua vita è stata completamente stravolta e questo è in gran parte colpa di Justin, del ragazzo che doveva amarla e proteggerla e invece l’ha lasciata tra le grinfie del mostro. Questo non è qualcosa che si può dimenticare solo perché lui viene a implorarti con lo sguardo da cane bastonato. Sono felice che lei abbia comunque trovato un’amica in Nina, qualcuno che riesce a starle accanto, che la capisce e che l’aiuta in questo difficile momento.
Per quanto riguarda Justin, invece, l’unico momento in cui l’ho veramente apprezzato è quello in cui parla con Clay e gli fa aprire gli occhi. O almeno ci prova.

Posso capire la sua confusione. Grazie alle cassette si era fatto una determinata idea di Hannah, e lui proprio come noi sta aggiungendo altri tasselli alla storia, alcuni un po’ inaspettati, altri ai suoi occhi davvero spiacevoli. Clay probabilmente in questo momento si sente ingannato, preso in giro, forse un po’ la odia, ma Justin ha ragione: non ne ha il motivo. Hannah aveva quanto, quindici anni? Sedici? Si era presa una cotta per Justin, il bello della scuola. Ha baciato Alex, Courtney e Jessica per gioco, dei baci innocui che non significavano nulla (per lei). C’era ricascata con Justin, nonostante quello che le avesse fatto, perché era ancora una ragazza ingenua e credeva che lui potesse essere cambiato, che magari sarebbe andata diversamente, o semplicemente voleva riappacificarsi con lui o chissà che altro – è la versione di Ryan, chissà quanto c’è di vero e quanto di sua interpretazione – e non è da biasimare per questo. Col senno di poi avrebbe capito da sola il suo errore. Poi Zach si è avvicinato a lei, dopo la batosta di Marcus, hanno fatto amicizia e ha pensato che magari la sua prima volta poteva essere con lui, perché si volevano bene, era carino e in fondo non cercava il grande amore per farlo. Dopo è finito tutto, sono successe tante cose che l’hanno cambiata e ha capito che voleva avvicinarsi a qualcuno che contasse veramente per lei, ovvero Clay, ma ormai era talmente danneggiata e lui non la capiva, che le cose sono andate in fumo ancora prima che potessero cominciare.
Perché dovrebbe passare per una poco di buono, per questo? Cos’ha fatto di diverso da migliaia di altre ragazze? Il punto lo solleva sempre Justin: lui è stato con tantissime ragazze e per questo è un grande, Hannah è stata con uno e ne ha baciati due, eppure è facile farla passare per sgualdrina. Due pesi e due misure, riflesso della società nella quale viviamo. Mi aspettavo un po’ di più da Clay, ma lo giustifico perché è ferito, perché magari sognava di essere il ragazzo speciale di Hannah – e lo era, solo che non c’è stato il tempo di provarlo – e questo processo gli sta rivelando che c’era di più oltre quello che credeva di aver visto, ma non può comunque giudicarla male. Forse è solo geloso, sicuramente voleva essere al posto di Zach, ma non è più il momento di lamentarsi. Ormai può solo aiutare i signori Baker a fare giustizia.

E sempre per parlare di coppie che scoppiano, Olivia Baker e suo marito sono bravi a salvare le apparenze ma la moglie non perdona. Tuttavia trovo che non sia né il momento né il caso di rinfacciarsi cose l’un l’altra, perché al momento devono pensare solo ad Hannah. Una volta finito il processo potranno prendersi a pesci in faccia, per quel che mi riguarda, ma Olivia non deve affrontare tutto da sola. Ogni giorno la vediamo scoprire qualcosa di nuovo sulla figlia e uscirne sempre più ferita, perché si sente quasi distante anni luce dall’immagine che aveva della ragazza, come se non l’avesse mai conosciuta al contrario di quello che credeva, ma ci vorrebbe qualcuno che le spiegasse che è perfettamente normale, che i genitori non conoscono mai veramente i loro figli (se loro non vogliono, e non lo vogliono quasi mai) e questo non la rende una madre meno valida. Certo, anche lei non ha colto dei segnali lungo la strada, le richieste di aiuto della figlia, e se lo avesse fatto forse Hannah sarebbe ancora viva, ma la vita non si costruisce sui se e sui ma, ma solo sul presente. E per ora l’unica cosa che può fare è impegnarsi affinché quello che è successo ad Hannah non si ripeta. Poi avrà il tempo di dire al marito cosa pensa di lui.

Ci risentiamo presto con la prossima recensione. Prima di lasciarvi vi invito a mettere mi piace a Parole Pelate, se non lo avete fatto, e poi a passare dalle nostre pagine affiliate:

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2 thoughts on “Recensione | 13 Reasons Why 2×06 “The Smile At The End Of The Dock”

    • Ti dirò,io le prime le ho trovate più pesanti da vedere, invece le ultime le ho divorate anche se c’è la forte curiosità che ha contribuito. Però no, decisamente non erano necessarie

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