13 Reasons Why/Telefilm

Recensione | 13 Reasons Why 2×03 “The Drunk Slut”

Questo episodio mi ha, in un certo senso, aperto gli occhi.

Skye è la seconda possibilità di Clay, è Hannah se fosse sopravvissuta, se lui avesse colto subito il suo grido silenzioso di aiuto, la ragazza che non abbandona nonostante lei non faccia altro che ripetergli di andare via proprio come fece Hannah la terribile sera della festa, quella durante la quale Jessica è stata violentata da Bryce. Non per niente, per quanto Skye tenti di tenerlo lontano, lui insiste nel cercarla e telefonarle, perché vuole farle sapere che c’è, che non fuggirà davanti ai suoi demoni.

Non avevo mai pensato a Jessica nella sua interezza. Continuavo a pensare al potere che ha nelle sue mani, a come basti una sola parola per lei per affondare Bryce, nonostante le menzogne diffuse, ma la verità è che sono stata troppo ingenua e ottimista dimenticando che la verità a volte non è così facile da portare a galla.
Dopo aver realizzato che la lista era solo un modo per Alex di vendicare il suo cuore spezzato e che Hannah non c’entrava nulla, non era gelosa e cercava solo di aiutarla sebbene lei non volesse darle retta, adesso la ragazza vorrebbe solo aiutarla. Ma non può. Mi ha colpita molto il suo discorso: Hannah era una ragazza bianca e guarda come la stanno trattando. Non avevo mai riflettuto sul semplice fatto che Jessica potrebbe tacere per paura di non essere creduta, e mi sento un po’ sciocca per questo: resta pur sempre una ragazza di colore che ha subito una violenza, c’è qualcuno che la minaccia e fa di tutto per minare la sua credibilità, purtroppo con successo. Lei è il classico esempio di ragazza che ama divertirsi, e per questo semplice motivo agli occhi degli altri se l’è cercata. Non è credibile perché le è capitato di bere fino a ubriacarsi. Non è credibile perché è una bella ragazza alla quale piace ogni tanto indossare bei abiti. Ed è giusto questo? Perché?
A questo punto è una vittima quasi tanto quanto Hannah, vittima di un maschilismo che porta i suoi compagni di scuola a credere che tutto gli sia dovuto e che possano prenderlo come e quando vogliono, e che le ragazze siano al loro servizio e chi se ne importa se lei adesso ha paura a indossare degli abiti troppo corti, se non vuole attirare su di sé occhiate lascive né lanciare un messaggio sbagliato, deve vestirsi adeguatamente. Come una suora, allora.
Quindi ho rivalutato finalmente Jessica, ho capito un po’ meglio il suo punto di vista e mi fa piacere vedere che ha realizzato come Hannah mossa dai sensi di colpa avesse cercato di aiutarla, di proteggerla da Justin non per gelosia ma perché non voleva che lei subisse lo stesso trattamento riservato a lei, anche se in fin dei conti a Jessica è andata anche peggio. Jessica avrebbe il diritto di detestare Hannah per non avere avuto il coraggio di alzarsi e difenderla da Bryce, ed è quasi paradossale che proprio questo sia quello che invece ha portato Jessica a perdonarla.

Forse perché Hannah adesso è solo un personaggio astratto che non può più difendersi e tocca a chi le ha voluto bene farlo. Come dice il padre di Marcus, è facile far passare in tribunale vittime per carnefici e colpevoli per martiri, ed è proprio quello che stanno facendo. Hannah non era perfetta, aveva i suoi difetti e lo sappiamo tutti, ma non era gelosa di Alex e Jessica. Semplicemente voleva che i due le dicessero la verità invece di nascondersi. E non era nemmeno gelosa di lei e Justin, anzi, voleva solo metterla in guardia perché Justin si era comportato davvero male con lei.

E a proposito di martiri e carnefici, c’è qualcuno del quale finora ho volontariamente omesso di parlare perché volevo farmi un’idea più concreta su di lui, ovvero il signor Porter. Non che adesso abbia le idee chiare su di lui, ma prima o poi dovevo tirarlo in ballo. Per ora, credo solo che abbia riconosciuto i suoi errori e che stia cercando di compensare quello che non ha fatto facendo anche troppo nel presente. Le minacce a Bryce, i suoi tentativi di avvicinare gli altri ragazzi coinvolti nel processo, ce lo fanno quasi apparire come un personaggio accorato che ci tiene ai suoi alunni. Durante il colloquio dice di voler trovare un altro lavoro per avere la possibilità di aiutare e migliorare la vita di numerosi ragazzi, e magari è anche vero, ma se lo fa come ha fatto con Hannah Baker stiamo freschi. Voglio dargli ancora per qualche episodio il beneficio del dubbio, ma per ora non ho una grande opinione su di lui.

Per concludere, questo episodio mi ha anche lasciato due piccoli interrogativi: da che parte sta Zach? Non ce lo vedo a fare il doppiogiochista, al massimo sento che voglia incastrare Bryce in qualche modo e spero di non sbagliarmi. Il ritorno di Justin ci aiuterà a rimettere i tasselli a posto?

Ci risentiamo presto con la prossima recensione. Prima di lasciarvi vi invito a mettere mi piace a Parole Pelate, se non lo avete fatto, e poi a passare dalle nostre pagine affiliate:

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