Arrow/Telefilm

Recensione | Arrow 6×21 “Docked No. 11-19-41-73”

Bentornati, si fa per dire, con un nuovo episodio di Arrow!
Il ventunesimo episodio di questa stagione è un ibrido, non è né bello, né brutto, un po’ tutti e due, il che per gli standard di questa stagione è un ottimo risultato. Sono anche riusciti a sorprendermi, un paio di volte.

Rene: Oliver rischia una condanna a vita. 
Dinah: Sì, e sono solo un po’ sorpresa che a te importi. 

In realtà, non so se mi sorprende di più che Rene si preoccupi o che sia proprio Dinah a farlo notare.
A parte gli scherzi, il processo di Oliver è altalenante.
Prima di tutto, i rimorsi di coscienza di Rene non hanno alcun senso. Non è mica una rom-com che dopo che il protagonista vede la ragazza che non si è filato per secoli flirtare con un altro all’improvviso si rende conto di amarla. Non funziona così. Non accusi delle peggio cose una persona, non lo tradisci, non gli volti le spalle e poi toh, all’improvviso dobbiamo fare il possibile per aiutarlo, poverino.
È ritornato sui suoi passi? Bene, ma ormai il danno è fatto, non rivedrò più il personaggio con gli stessi occhi di prima. Dovete considerare una cosa, è molto, ma molto più facile perdonare qualcuno che ci ha ferito in prima persona piuttosto che qualcuno che ha ferito una persona che amiamo. Nel caso in questione, Rene (e il resto del Team dei Cretini + Diggle) si è comportato malissimo per mesi con il mio personaggio preferito della serie (adoro Felicity, ma a mani basse è sempre stato Oliver il mio preferito), quindi magari Oliver potrà (che schifo) scusarsi e fare pace con lui, ma io no. Non subito, se non addirittura mai e poi mai. E in malora gli autori se dovessero rimettere insieme i due team.

A proposito di Diggle, se almeno con Rene ci hanno concesso di vedere il suo pentimento, per quanto ridicolo e fuori luogo fosse, con lui nemmeno questo. È passato dal dichiarare Oliver responsabile della morte di mezzo mondo al fare il possibile per aiutarlo, senza nemmeno mezzo passaggio tra una cosa e l’altra. Mi sono sentita come se mi fossi persa qualcosa. E la storia del “sono cose che si dicono quando si è arrabbiati” è una balla. È proprio quello il momento in cui si finisce per dire proprio quello che si pensa nel profondo del cuore, per questo ci sarebbe voluto un altro episodio prima dell’arresto, almeno per risanare le cose con Diggle. Per quanto ne sapevo, fino a cinque minuti fa non potevano nemmeno stare nella stessa stanza senza litigare. Spero almeno che per quando lo faranno tornare nel team sviluppino la cosa in maniera più sensata (perché torna, dai. Almeno lui).

Per quanto riguarda il processo vero e proprio, da una parte ci dicevano di prenderlo sul serio, dall’altra che Diaz aveva corrotto tutto il tribunale (e allora a che serviva impegnarsi tanto con le testimonianze?). Ha senso spendere un intero episodio su un processo farsa? Sì e no.
Il processo è stato bello, pieno di momenti forti, quindi penso che anche se era una farsa, alla fine ne sia valsa la pena. Per esempio, sono aumentate le persone che conoscono l’identità di Green Arrow (già prima non erano poche). Il momento in cui Oliver ammette fieramente all’avvocato che sì, è Green Arrow mi ha gonfiato il cuore di orgoglio, per poi spezzarmelo quando il nostro eroe dice che vuole anche una vita, che non lo sarà per sempre e deve rischiare anche la prigione pur di non perdere tutto. Oppure quando la baby sitter di William ammette candidamente che si è accorta del secondo lavoro del suo capo, eppure ha sempre fatto finta di niente e probabilmente continuerà a farlo.
Non dimentichiamoci nemmeno della disperazione di Oliver al pensiero di separarsi da sua moglie Felicity e suo figlio William, e viceversa. Questo pover uomo dopo un decennio di sofferenza ha finalmente una famiglia e a momenti lo avrebbero allontanato da essa per un quarto di secolo minimo. Stephen è stato bravissimo a dimostrare lo stato d’animo di Oliver in quel momento, così come mostrare quanto fosse difficile ritrovarsi faccia a faccia con Tommy, benché si trattasse solo di una maschera.

A proposito di Tommy, avevo capito che quando Diggle si era presentato in ritardo al processo era perché era andato a “prenderlo”, ma non che avrebbero sfruttato Christopher Chase per riuscirci. Sono troppo abituata ai sosia di altre Terre, per questo pensavo avrebbero chiesto un favore a un Tommy di un’altra Terra, anche se la soluzione di Chase è stata senz’altro migliore. Più semplice e più originale, a maggior ragione perché sono riusciti a sfruttarlo anche a fine episodio per l’emissione della sentenza. Anche qui, liberare il giudice dalla corruzione (non sapevamo come Diaz se lo fosse comprato di preciso) mi era sembrata la soluzione più ovvia. Mi hanno sorpreso, una volta tanto!
Comunque, anche se Tommy era un falso (e doveva esserlo in qualunque caso) è stato lo stesso bellissimo vederlo, la sua presenza, per quanto breve, è stata frizzante e mi ha ricordato quanto era bello il suo personaggio.

Black Siren: La prima cosa da fare per tenergli testa è tenergli testa. 

No, è staccargli la testa. Per esempio quando le stava parlando a 20 cm e con un urlo Black Siren poteva fargliela volare fino all’altra parte della stanza.
Non è cattiveria la mia, ma la verità è che Black Siren ha avuto centinaia di occasioni per far fuori Diaz, anziché aspettare che lui mangiasse la foglia e si premunisse contro i poteri di lei. Insomma, ancora una volta i personaggi sono stati piegati al volere degli autori a favore della trama rendendoli stupidi o facendoli assumere comportamenti senza senso.
Già la redenzione di Black Siren non era il massimo fin dal principio, ma averla resa pure stupida è stata un’ulteriore beffa di cui avrei volentieri fatto a meno.

Varie ed eventuali: 

– Chi avrebbe visto Rene torturare e uccidere Oliver da quando lo conosce? “Ho perso il conto”? Ho perso il conto dei calci dove non batte il sole che ti vorrei dare, infame! (E comunque era ovvio che Diaz avrebbe usato sua figlia per fare presa su di lui, è proprio scemo per non averlo nemmeno considerato).

– Santo cielo se è stato inutile Curtis questo episodio. A parte piagnucolare che viene sempre lasciato da parte non sa fare altro. Perché sei inutile, ecco perché!

– Quentin ha troppi bei momenti quest’anno riguardanti Oliver (ma quanto è stata bella l’intervista?). Penso ce lo stiano apposta facendo amare sempre di più per poi distruggerci se a fine stagione morirà come penso.

– Stanno cercando di venderci la disumanità di Diaz in tutti i modi, ma spiegatemi dov’era l’umanità di Malcolm quando ha messo delle bombe sotto parte di Star City, oppure quando Damian ha fatto fuori un’intera città con un missile. Diaz in confronto è un topolino arrabbiato che c’è l’ha con il mondo per la sua infanzia infelice.

Prima di lasciarvi vi invito a mettere mi piace a Parole Pelate, se non lo avete fatto, di guardare il promo del prossimo episodio e poi a passare dalle nostre pagine affiliate.

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