Grey’s Anatomy/Telefilm

Recensione | Grey’s Anatomy 14×21 “Bad Reputation”

Io amo Grey’s Anatomy per tanti motivi e fra questi c’è sicuramente il marcato femminismo che permea lo show fin dall’inizio e che man mano ha preso forma in diversi aspetti che spaziano dalle storyline, ai personaggi, alla morale di fondo che c’è in ogni episodio. Adoro che questa serie così e non vorrei mai che cambiasse. Ho sempre difeso questo suo lato, anche negli ultimi tempi quando tanti fan si sono lamentati del suo essere troppo politico e troppo impegnato a mandare messaggi, trascurando il lato emotivo e quello medical. Sarà che questi argomenti mi interessano, sarà che mi piace sentirne parlare e mi piace ancora di più vederli inseriti in uno show che ha un’esposizione mediatica a livello mondiale, ma sta di fatto non ho mai apertamente criticato questo aspetto perchè non mi è quasi mai capitato di avvertire un vero fastidio o comunque una sorta di insistenza fine a se stessa sull’argomento, che si slegasse completamente dalla trama. Questa settimana, invece, ho avvertito questo fastidio e in più di un’occasione mi è capitato di storcere il naso nel sentire alcune affermazioni, soprattutto di Jackson. Di per sé apprezzo che abbiano creato un personaggio maschile così femminista e così attento alla cultura sessista in cui siamo immersi perchè questi temi riguardano tutti, non solo le donne, e perchè il femminismo, quello sano, fa bene sia alle donne che agli uomini, ma ho trovato che più volte i suoi discorsi fossero fuori luogo, perchè nessuno si esprimerebbe mai in quei termini. Nello specifico ho identificato due farsi critiche, non tanto per il concetto su cui si fondano, ma per il modo in cui sono state inserite nel contesto. La prima è quella in cui lui dice che non permetterà che una forte donna nera paghi per le colpe di un uomo bianco. Ora, di per sé questa frase non ha nulla che non vada e nelle sue intenzioni è anche nobile, ma così sembra solo uno slogan politico e propagandistico buttato lì a casaccio. A tratti è come se si volesse necessariamente mostrare che gli uomini bianchi e ricchi siano il male del mondo e che le donne, soprattutto se di colore o comunque appartenenti ad una diversa etnia, siano le vittime in balia di questi spregevoli individui. Questo è di sicuro qualcosa che succede ed è reale ma non è l’unica realtà esistente. Prendere una determinata categoria e vederla sempre e comunque come un nemico contro cui scagliarsi, non è la soluzione. Mettere un bersaglio sulla schiena degli uomini bianchi eterosessuali e magari di potere, non aiuterà nessuna donna, ma servirà solo ad alimentare l’odio. Per combattere questa battaglia, per arrivare ad un parità tra persone, serve che tutti partecipino alla lotta: uomini, donne, bianchi, neri, etero, gay…tutti. Quello che sta dietro a certe vicende, come ad esempio lo scandalo Harper Avery, è un fattore culturale. La cultura dello stupro, il sessismo e le discriminazioni con cui ci troviamo ad avere a che fare ogni giorno, sono un fenomeno culturale e per questo è necessario l’impegno di tutti per il cambiamento. Non si può cambiare una società chiudendosi nei circoli e parlando di quanto siano brutti e cattivi tutti quelli che non fanno parte della nostra schiera di eletti. I cambiamenti si attuano parlando con le persone, mostrando loro dove e perchè sbagliano, informando la gente e facendo capire perchè determinati atteggianti che alcuni percepiscono come normali e leciti, in realtà non lo sono affatto. Grey’s ha l’enorme pregio di sottolineare i difetti della nostra società e di portarli all’attenzione del grande pubblico ma, certe volte, sbaglia nel proporre una soluzione, creando un nemico contro cui combattere, invece che accogliere alleati nella lotta. Più o meno lo stesso problema si verifica quando Jackson e Meredith parlano prima dell’operazione e lei si rimprovera di aver incolpato le donne, mentre lui cerca di sollevarla dall’accusa che rivolge a se stessa, dicendo che la colpa è del patriarcato. Di nuovo, il discorso non è sbagliato, ma messo lì così è del tutto fuori contesto e sembra lo slogan di una manifestazione femminista in Piazza Duomo, più che un dialogo di un medical drama. Il vicdim blaming, ovvero l’incolpare una vittima per quello che le è successo (es: una ragazza viene violentata e la colpa è sua perchè portava una minigonna), è un fenomeno diffuso, sia nelle donne che negli uomini, ed è giusto che Grey’s ne abbia parlato, facendo vedere che anche le donne si ritrovano ad accusare altre donne perchè purtroppo siamo tutti cresciuti nella stessa società e certi modi di pensare ce li portiamo dietro a prescindere dalla nostra identità di genere, ma il modo in cui è stato fatto è totalmente scollegato dalla realtà della serie. Prima di tutto, non mi pare che Meredith abba dato chissà quale colpa alle vittime di Harper Avery, e poi il modo in cui le risponde Jackson è totalmente innaturale. Va da sé che certi comportamenti siano figli della cultura patriarcale in cui siamo nati e in cui tutt’ora viviamo, ma nessuno mai ne parlerebbe in termini così teorici, tanto meno due chirurghi prima di un’operazione delicata. Insomma, la conclusione di questo lungo discorso è che Grey’s fa un lavoro spettacolare nel parlare di certe tematiche e deve continuare a farlo ma gli autori devono fare attenzione a non scadere nell’eccesso e a non creare nemici inesistenti perchè, alla fine, siamo tutti vittime del sistema culturale in cui cresciamo.

Passando a qualcosa di meno teorico, parliamo della nuova famiglia del mulino bianco wanna be, ovvero Owen, Leo, Betty e Amelia. In questa storyline ci sono tantissime cose giuste ma anche una molto sbagliata. Ho sempre sperato che Amelia un giorno diventasse la Ollie di qualcuno e credo che questo sia il momento perfetto. Non è mai stata così solida ed equilibrata quindi non poteva esserci momento più giusto per mostrarci questo spetto di lei, ma il riavvicinamento così rapido e forzato con Owen non mi convince per nulla. Esattamente come non credevo che la presenza di Leo potesse costituire un motivo valido per creare una famiglia, allo stesso modo non credo che la sua volontà di aiutare Betty, sia il giusto punto di partenza per una convivenza. I due hanno messo in chiaro che non devono interferire l’uno nella “missione” dell’altro ma io dubito che si possa rimanere realmente distaccati vivendo sotto lo stesso tetto e occupandosi di due persone coì legate come possono essere Betty e suo figlio. Convivere non vuol dire solo abitare sotto lo stesso tetto ma anche condividere gli spazi, i momenti della giornata, lo stress, gli stati d’animo e il rientro a casa, momento nel quale tutti facciamo i conti con la nostra giornata. Convivere significa creare un’intimità che vada oltre il passarsi il latte a colazione e io non credo che Owen e Amelia siano pronti per questa cosa, tanto meno se ai loro trascorsi burrascosi si aggiungono una mamma quindicenne tossicodipendente e il suo bambino appena nato. È una situazione potenzialmente instabile e Owen e Amelia hanno ricominciato a parlarsi in modo normale più o meno cinque minuti fa quindi non mi sembra proprio il caso di sottoporre il loro rapporto ad un simile stress in questo momento.

Va tutto bene, invece, in casa Jolex. O meglio, vanno molto bene le cose tra Jo e Alex nonostante pare che l’universo si sia messo d’impegno per sabotare il loro rapporto e il loro matrimonio. Non so come mai ma ho l’impressione che in ogni episodi vengano messi alla prova, come se si stesse aspettando he uno dei due faccia un passo falso, ma alla fine loro riescono sempre a ritrovarsi e ad andare vanti più uniti che mai. Nello specifico, mi sembra che si stia cercando di far scattare Alex in tutti i modi e non ne capisco il motivo. Anche il ritorno di Olivia che ci ricorda quanto fosse stronzo il vecchio Karev, a cosa è servito esattamente? Per farci vedere quanto Jo se ne freghi del passato del suo fidanzato e creda fermante in lui? Non l’avevamo giù visto quando ha scelto di tornare con lui dopo la storia di DeLuca, quando ha deciso di chiudere i conti con Paul pur di poterlo sposare, quando si è detta onorata di prendere il suo cognome perchè non ha mai avuto quello di qualcuno che tenesse a lei oppure nelle centinaia di volte in cui l’ha osservato orgogliosa mentre lavorava con i suoi piccoli pazienti? È una dinamica che sta diventando alquanto inutile e ripetitiva. Jo ama Alex così com’è, con i suoi pregi e i suoi difetti, presenti e passati, lo hanno capito pure i muri, ora possiamo andare avanti e far fare qualcosa a questi due? Grazie. Più o meno dello stesso tipo è la storia del conto corrente che ci fa vedere quanto Alex sia cambiato e quanto, nonostante la sua tendenza sia sempre quella di chiudersi a riccio, Jo riesca a farlo parlare ed aprire. Insomma Alex non è più lo stesso delle prime stagioni, lo abbiamo capito, ora dategli una storyline decente che non se ne può più di vederlo relegato a comparsa. Mi auguro che almeno questa situazione della madre ci permetta di vederlo un po’ di più e di scoprire di più su questa donna di cui sentiamo parlare da anni ma che non abbiamo avuto modo di conoscere, fatta eccezione per qualche flashback.

Sulla questione Jackson-Maggie-April non ho voglia di dilungarmi più di tanto perchè alla fine è sempre la solita solfa. Maggie è innamorata persa ma cerca tutte le scuse del mondo per non lasciarsi andare perchè questa relazione le fa paura, Jackson è il cavaliere dall’armatura scintillante di cui April tesse le lodi non si sa bene per quale motivo e alla fine Maggie si fa passare le paturnie. Bevono, si baciano, fiori, unicorni, arcobaleni ed il mondo è di nuovo bellissimo. Sia chiaro che il mio disappunto non è per la storia tra Jackson e Maggie ma per la ripetitività delle dinamiche che la prima volta sono interessanti, la seconda vanno bene ma alla terza hanno un po’ stufato. Quasi quasi inizio a credere alla famosa “mancanza di idee” di cui si è parlato in questi tempi e mi sa che il problema non riguarda solo Arizona ed April.

Concludiamo con Carina e Arizona, per me croce e delizia di questa stagione. Ora, lungi da me pensare che gli autori di Grey’s Anatomy non si parlino e scrivano gli episodi senza consultarsi, però su cosa fare con queste due devono un attimo mettersi d’accordo. Non è possibile che una settimana vada tutto bene e sia tutto bellissimo, mentre quella dopo sembra siano ad un passo dalla rottura. Tra l’altro, sarò starna io, ma per me Carina aveva anche ragione. Non mi piace il modo in cui Arizona si sta approcciando ai capricci della figlia, perchè di questo si tratta. Sofia ha chiesto di tornare a Seattle e ora continua a frignare senza alcun motivo ed è assurdo che Arizona la giustifichi usando il divorzio. Lei e Callie si sono lasciate da anni e, per quanto la figlia possa soffrirne, non è ammissibile che sfrutti la situazione a suo favore per far fare alla madre quello che vuole. Sofia è piccola, ma non così tanto da non capire e mi fa specie che Arizona le dia corda. Capisco che le sia mancata e che sia sempre sua figlia, ma così non le sta facendo del bene. La cosa che però più mi ha dato fastidio è il fatto che abbiano lasciato in sospeso la conversazione tra Carina e Arizona che è caduta nel nulla come se non fosse importante. Non si capisce nemmeno se Arizona consigli a Meredith di chiamare la sorella di Andrew perchè quella mezza discussione l’ha fatta riflettere o se perchè vuole rimanere ferma sulla sua posizione. Poi se questo doveva essere un modo per mettere in crisi il rapporto tra la Robbins e Carina e prepararci ad una futura reunion Calzona…no, niente, anche in questo caso sarebbe una storia che farebbe acqua da tutte le parti e io non ne voglio sentir parlare. Non ancora almeno. Lasciatemi godere Carina e Arizona finché posso, tanto ormai è tardi per tentare di costruire un ritorno di fiamma con Callie che abbia anche solo il minimo senso.

 

Bene,  anche per questa settimana è tutto. Vi do appuntamento al prossimo episodio ma prima di lasciarvi,  vi invito a mettere mi piace a Parole Pelate, se non lo avete fatto, e poi a passare dalle nostre pagine affiliate.

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2 thoughts on “Recensione | Grey’s Anatomy 14×21 “Bad Reputation”

  1. Carina ha ragione. Punto. Siamo in una classica situazione in cui il figlio ha una situazione familiare un po’ difficile e così i genitori la viziano. È un circolo vizioso, perché più fa i capricci più Arizona le da corda e più Arizona le da corda più Sofia fa i capricci. E non mi stupisce neanche che Arizona se la sia presa, i genitori non vogliono mai sentirsi dire che i propri figli sono viziati. Il problema è che o si interviene subito o Sofia diventerà un’adolescente intrattabile che regna incontrastata sulla sua famiglia.

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    • Sarà anche una situazione difficile, e non lo metto in dubbio, ma noi non ne abbiamo mai sentito parlare per cui a me sembra un pretesto stupido per allontanare una coppia che oggettivamente non ha alcun problema.
      Quando Sofia è tornata, non si è fatta parola di questa cosa e nelle due stagioni precedenti non c’è stata nemmeno un mezzo accenno (tipo una finta telefonata con Callie) al fatto che Sofia stesse vivendo male il tutto.
      Per me è solo viziata, ha visto che questo per Arizona è un punto debole e quindi ci marcia.
      Poi lo “scontro” tra Carina e Arizona lo posso anche comprendere, ma quello che mi dà davvero fastidio è che sia rimasto così in sospeso nel nulla. Insomma, quella non è una conversazione che si pianta a metà e Arizona e Carina hanno sempre parlato molto di qualsiasi cosa quindi mi è sembrato innaturale questo mollare tutto lì così.
      Come la giri, la giri, é una storyline gestita male. Io ci provo a salvare il salvabile, ma fa acqua da tutte le parti.

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