Sapevatelo/Telefilm

Sapevatelo | Fuori dal baule dei ricordi…il ritorno di “Roseanne/Pappa e Ciccia”

Alcuni di voi si ricorderanno di Pappa e Ciccia. O meglio, se ne ricorderanno se hanno superato o si avvicinano ai 30, e quindi avranno familiarità con Roseanne (in italiano Anna Rosa) e con la sua famiglia sgangherata.

In anni nei quali dopo genitori in blue jeans e famiglie patinate, anche a livello comedy, l’irriverenza di Roseanne Barr aveva colpito anche il pubblico italiano, vuoi merito del doppiagio che le conferiva un’ accento napoletano (che in originale non ha ovviamente) un po’ come a tata Francesca si attribuivano origini per quel di Frosinone.

Insomma, forse capivamo poco dei riferimenti culturali che vedevamo all’epoca, eppure ci faceva ridere per come era, perché i figli ribelli ad esempio erano quelli che esulavano da macchine cabrio alla Beverly Hills 90210 o vestitini versace come in Melrose Place. Qua si parlava di vestirsi al Thrift Shop prima di Macklemore. Qua c’era il contrasto coi genitori a suon di ‘che palle’ o ‘fate tutti schifo’, e ovviamente le due sorelle, l’una popolare e l’altra outsider ricordavano quasi una Daria e Quinn ante litteram.

Insomma, anche vista con qualche anno in meno e forse un po’ di sana nostalgia, Pappa e Ciccia era diventato a un certo punto un re-run fisso nei pomeriggi telefilmici, molto prima dell’on demand.

20 anni dopo la sua fine, quindi, quando Roseanne Barr si è detta ‘vediamo ancora cosa c’è da dire’ e parte l’operazione reunion, capite che la curiosità è venuta spontanea.

Roseanne, 20 anni dopo, quindi, come è?

E’ sempre irriverente e sempre sgangherata.

Lei ha perso qualche chilo ma la globalizzazione, e l’avvento dei social, non hanno fatto si che perdesse la sua verve, anzi. Per chi ad esempio non ha mai visto episodi precedenti, si potrebbe benissimo iniziare fin da ora, proprio con questa ultima stagione, perché è assolutamente contemporanea.

Si parla di Uber, si parla dell’assistenza sanitaria fasullamente promessa da Trump e di altre tematiche che oggi, più della diffusione di ieri, sono ormai di dominio pubblico USA ma anche mondiale, e ci permettono di capire e apprezzare meglio, sebbene bisogna specificare. Infatti, Roseanne Barr, sembra essere una supporter di Trump non solo nel personaggio, ma si vocifera anche nella realtà – questo ha quindi influito sull’opinione pubblica che vede il ritorno di Roseanne come una manovra oculata.

Per quanto ci riguarda, noi guardiamo al prodotto come comedy, dove si fanno battute bilaterali e dove, per nostra distanza e ignoranza, non ci si schiera e non si vuole farlo.

Fa strano, è vero, tornare al sentire quelle risate regsitrate un po’ alla Will & Grace (fa’ molto late 90s), ma se le ragazzine oggi hanno recuperato toppini alla Non è la Rai e choker al collo, chi siamo noi per fermare l’ondata di nostalgia? Nessuno.

Roseanne, 20 anni dopo fa ridere proprio perché rimane fedele a se stesso – è anzi, proprio nelle prime battute che, candidamente, John Goodman (da molti sottovalutato, ma attore che sta bene in ogni ruolo che gli viene affidato) afferma “Sono 20 anni che non vedevo questa scena. E’ proprio vero che certe cose non smettono mai di far presa”.

Insomma, Roseanne non è più la famiglia degli anni 90 ma è evoluta, così come noi non portiamo più le tute acetate o non usiamo il telefono attaccato a muro. E come noi, evolvendo, può anche farse scelte sbagliate, globalmente e nel loro piccolo.

Ovviamente, tra vari cameo e adunata di tutti i personaggi storici principali (anche la ‘figlia sostituta’ che riconoscerete benissimo nel primo episodio), scappa anche qualche lacrimuccia, però il ritmo è incalzante, è giusto, e sembra come se la famiglia effettivamente non abbia mai smesso di vivere in quella casa e di andare avanti.

Gli episodi, ciascuno da 20 minuti, tirano uno dietro  l’altro, e le risate sono ancora garantite, sempre come 20 anni fa, sempre intorno a quello stesso tavolo.

Se vi va di farci sapere se l’avete visto, se avrete voglia di dargli uno sguardo e dirci cosa ne pensate, non dimenticate di passare sulla nostra pagina social!

 

-Notforyourears

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