A Series Of Unfortunate Events/Telefilm

Recensione | A Serie Of Unfortunate Events 2×05 e 2×06 “The Vile Village”

Siamo giunti a metà della seconda serie e gli episodi migliorano sempre di più. La tensione cresce poichè stavolta i nostri orfani preferiti si allontanano dalla città, che, per quanto avesse pericoli ad ogni angolo, era anche più vicina all’ufficio del signor Poe e di Jacquelyn e a chi cerca di proteggerli, mentre ora i ragazzi sono ancora più in pericolo e ancora più isolati.

Le tinte di questi episodi sono sempre cupe e opache, ma non sui toni del grigio, come le scorse puntate, più sui toni del beige, che si legano bene all’ambientazione da far west.

Stavolta Olaf è veramente risultato geniale nel nascondere i Pantano nell’aringa rossa sopra la macchina. Nessuno ha sospettato ciò.

Già dall’inizio del primo episodio del ‘Vile Villaggio’ abbiamo le situazioni nonsense che tanto amiamo di questo telefilm. Il Consiglio degli Anziani con quei cappelli assurdi a forma di corvo, Hector che sviene ad ogni interpello, Poe che non riconosce Olaf a due centimentri dal suo viso, and so on…

I paesaggi rappresentati sono veramente peculiari, come in tutte le puntate. Ogni vicenda con un nuovo tutore ha un suo ambiente che riflette la personalità di chi ci vive. Il vile villaggio ha spazi confinati, sciatte casupole e uno stormo di corvi (in inglese si dice murder of crows, ed è per questo che dovete guardare questo telefilm in inglese, poichè altrimenti vi perdete tutte le sfumature e battute linguistiche) che gira intorno in modo minaccioso.

Hector, il nuovo guardiano, al di fuori è un omino insulso e spaventato, come la sua piccola casetta, ma all’interno nasconde un animo buono, inventivo e coraggioso, come all’interno della casa c’è la stanza con la casa-mongolfiera. Tra l’altro, nel cesto con tutti i libri si vedono chiaramente dei libri che hanno la copertina uguale ai libri stessi di Una Serie Sfortunati Eventi. Questi piccolo inserti meta-narrativi che strizzano l’occhio ai fan dei libri sono la vita. La vita.

Piccola parentesi per dire che a d o r o il vestito azzurro che Violet ha all’inizio. Adoro tutti i suoi vestiti , ma questo in particolare.

E già da subito Esmé Squalor ruba la scena a tutti. Oltre ad essere estremamente alla moda, nella sua divisa attillata e rossetto rosso, con quell’accento finto italianeggiante è spettacolare!

Continuano le avventure pazze di Jacques e Olivia, nuova OTP del momento, e stavolta sono entrambi vestiti da Cowboy per mimetizzarsi nel villaggio. Sembra che finalmente riescano a catturare Olaf, ma il nostro cattivo preferito ha sempre un asso nella manica, e con Esmè ad aiutarlo sembra invincibile.

In queste puntate vediamo sempre di più Jacques e impariamo sempre di più sulla storia della sua organizzazione, come il fatto che il Conte Olaf ne faceva parte e quindi non è sempre stato dalla parte del male… o forse si? Sicuramente ora lo è, ed è il povero Jacques a farne le spese.

Tutto il villaggio infatti è ammaliato dal suo nuovo personaggio canterino. Queste due puntate sono intrise di un’aspra e cinica critica sia all’eccesso di burocrazia, poichè le troppe e assurde regole del villaggio impediscono una vita normale dei cittadini, sia all’attitudine delle folle di seguire indiscriminatamente e passivamente chiunque urli più forte, prendendo come buone le idee degli altri senza metterle in dubbio. Come ad esempio il fatto che tutti credano che Jacques sia il conte Olaf poichè il signor Poe ha indicato due caratteristiche fisiche che lo descrivono.

Infatti, l’ignoranza e la credulonità (?) dilaga e le tinte dell’episodio si fanno sempre più cupe. Avevamo già incontrato la morte, fin dal primo episodio della prima stagione, ma era sempre stata una morte giustamente rimpianta e riconosciuta, come quella dei genitori Baudelaire o dei vari guardiani. Questa volta nessuno riconosce la morte del povero Jacques per quella che è, poichè tutti lo credono un criminale. E i Baudelaire che,  dopo infiniti tutori inetti, avevano finalmente conosciuto qualcuno di competente che cercava di aiutarli, si vedono privati fin da subito di ciò. E finiscono pure in prigione.
L’assurdità della situazione di voler bruciare 3 bambini sul rogo perchè un detective allampanato ha detto che sono degli assassini, è una bellissima iperbole per la società di oggi, che mette alla gogna, non letteralmente ma spesso sui social o nei media in generale, persone per sentito dire, senza alcuno straccio di prova o di una basica ricerca a priori, e che mette su un piedistallo finti idoli solo perchè gli altri li seguono e perchè si vuole sembrare alla moda agli occhi degli altri, senza accendere il cervello.

La scena del villaggio con i forconi alzati che va a cercare i bambini per bruciarli mi ha ricordato molto la scena della Bella e la Bestia in cui Gaston incita i paesani a bruciare il castello della bestia. Stesso tipo di folla ignorante.

E infatti, essendo infangati nella loro stessa ignoranza e burocrazia, alla fine sono loro stessi che mandano a monte il piano di Olaf. Bella metafora.

Insomma, la vicenda si fa sempre più cupa, e ci aspettiamo molte altre sofferenze per Baudelaire.

Ora i voti:

Trama9/10

Regia: 9/10

Lacrimometro/Divertometro: 10/10

Nota di merito: Baby Sunny driver

Overall: 9.5/10

Sylvie

 

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One thought on “Recensione | A Serie Of Unfortunate Events 2×05 e 2×06 “The Vile Village”

  1. In effetti questo episodio in poi la situazione nella storia comincia davvero a trasmettermi l’ansia e l’angoscia promessi dalla storia, perché qui Olaf non sarà riuscito a sconfiggere i Baudelaire come al solito, ma è comunque riuscito a mettergli contro il mondo intero infangando il loro nome. E la critica agli abitanti del villaggio, oltre al motivi che hai detto tu, è anche perché loro non vogliono mettere gli orfani al rogo perché pensano che se lo meritino davvero, ma lo fanno semplicemente perché trovano l’idea divertente.

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