Grey’s Anatomy/Telefilm

Recensione | Grey’s Anatomy 14×19 “Beautiful Dreamer”

Un episodio bello, uno brutto, uno bello, uno brutto, questo è il mood di Grey’s Anatomy da diverso tempo quindi, dopo il mezzo scempio andato in onda settimana scorsa, questa volta ci è toccato un episodio bello. Anzi, bello ma con riserva.  Con riserva perchè sono state affrontate e conclude diverse questioni in fretta e furia senza dedicare loro il giusto spazio. Tra l’altro, è dall’inizio della stagione che continuano a risolvere i problemi con una velocità alquanto atipica, basti pensare al triangolo tra Meredith, Nathan e Megan,  alla crisi di April, al tumore di Amelia, alla diatriba tra Meredith e Marie Cerone o all’ex marito violento di Jo, e io continuo a chiedermi cosa ci sia dietro questa scelta. A tratti è come se volessero raccontare velocemente le storie e accantonarle perchè c’è qualcosa di più importante di cui parlare. Mi chiedo, quindi, cosa sia questo qualcosa di più importante e quando arriverà visto che siamo quasi alla fine. A dirla tutta, sembra proprio che abbiano trascorso l’intera stagione ad ammassare storyiline su storyline poco approfondite per poi arrivare al grande evento finale. Grande vento che sicuramente ci sarà, su questo non ho dubbi, ma che comunque non giustifica un’intera stagione gestita in questo modo. Insomma, avevano a disposizione 24 episodi, non 12, quindi avrebbero potuto fare molto ma molto meglio in quasi tutte le occasioni. Tralasciando questa considerazione generale, andiamo ora a parlare di quello che è successo nello specifico in questo episodio.

Cominciamo dalla storia principale, ovvero quella di Sam Bello che è stata costretta a lasciare Seattle e gli Stati Uniti per via della questione dei Dreamer e del DACA. Il fatto che la nuova specializzanda dovesse andare via, non era un gran segreto, visto che l’attrice è stata scelta per interpretare la protagonista del reboot di Roswell ma ho comunque apprezzato molto il modo in cui hanno scelto di farla uscire di scena. Il tema dei Dreamer è ed è stato molto caldo in USA negli ultimi tempi e Grey’s Anatomy non poteva esimersi dall’affrontarlo, ovviamente a modo suo. Perché se da una parte vediamo la vita di una persona andare in frantumi per via di un semaforo rosso (e delle folli politiche del Presidente Trump), dall’altra vediamo l’umanità di chi deve far rispettare la legge e non vuole perché sa quanto non sia giusto tutto questo. Non c’era modo migliore di raccontare questa storia, se non quello di mostrare quanto spesso anche i carnefici, in realtà siano vittime. L’agente della ICE, infatti, ci viene presentato come un uomo con una famiglia da mantenere che si ritrova a fare un lavoro in cui non crede più, perchè un conto è arrestare criminali immigrati, un altro è prelevare bambini dalle scuole o chirurghi dagli ospedali in cui lavorano per rimandarli nei loro paesi d’origine. Paesi di cui non conoscono la lingua né la cultura e nei quali non hanno famiglia, amici o conoscenti. Paesi che non sono casa loro perché loro sono, di fatto, cittadini americani. È devastante vedere come la follai di pochi possa distruggere la vita di molti e questo episodio è stato in grado di mostrarci entrambi gli schieramenti di una vicenda e di farci capire quanto, a volte, essi siano tutt’altro che lontani. Un altro aspetto che questa storyline è riuscita a mostrare, è l’unione del gruppo che poche volte abbiamo avuto occasione di vedere. Questo team di medici, infatti, è piuttosto spaccato, o comunque non è legato come lo era quello delle prime stagioni, ma la storia di Sam ci ha fatto capire come tutti siano disposti a collaborare, o almeno a provarci, quando qualcuno di loro è in pericolo. Miranda ha tenuto di trattenere, prima per finta e poi per una giusta ragione, l’agente e la Pierce non ha esitato ad aiutarla, Meredith si è fatta in quattro per Sam, Jo ha cercato di fornire una soluzione poco ortodossa ma efficace, Amelia si è lasciata coinvolgere e ha chiesto aiuto ad Owen e, alla fine, Maggie ha anche tentato di consolare Andrew, nonostante fosse pressoché impossibile farlo in quella situazione. Non è una dimostrazione eclatante di spirito di gruppo ma è comunque qualcosa in più rispetto al nulla che siamo abituati a vedere e ci fa capire che, nel caso di vera necessità, quella del GSMH è davvero una famiglia, per quanto sgangherata sia, e che quindi nessuno viene abbandonato o dimenticato.

Naturalmente quello più coinvolto nella vicenda, oltre a Sam, è Andrew che si è ritrovato senza l’unica cosa davvero bella che gli era capitata da quando è arrivato in quell’ospedale. Mi sono piaciute molto le loro scene insieme, mi hanno emozionato, e mi è anche piaciuta la conclusione della storia. Sarebbe stato semplice farli partire insieme e fare avere ad entrambi un happy ending a Zurigo ma non sarebbe stato giusto. DeLuca ha una vita a Seattle, degli amici (vabbè facciamo finta che li abbia), gode della stima dei suoi superiori e ha la possibilità di imparare dai migliori medici, non ultima una vincitrice del prestigioso Harper Avery, e buttare tutto all’aria per una storia d’amore di tre mesi, sarebbe stato da folli. Nonostante tutto questo, però, non nego che sia stato toccante vedere Sam cercare di convincerlo di quanto fosse sbagliata la loro storia, pur di non farlo partire con lei. Ancora una volta abbiamo visto quanto in amore si è disposti a fare un passo indietro pur di rendere felice l’altro e, per quanto giusto possa essere, non è mai un bello spettacolo a cui esistere. Mi spiace che sia andata così, sono sincera, perchè quella tra Sam e Andrew è praticamente l’unica nuova storyline su cui gli autori avevano investito, ma ancora di più mi dispiace per come ne è uscito DeLuca. Se, da una parte, infatti, l’abbiamo visto essere il fidanzato perfetto, pronto a tutto, compresi un matrimonio ed un trasferimento a Zurigo, pur di stare con la dona che ama, dall’altra si è rivelato essere un pessimo fratello. Lo sfogo con Carina, credo sia stato uno dei punti più bassi che ha toccato da quando è arrivato a Seattle. Sua sorella non ha mai dimostrato di essere cattiva e non gli ha mai intenzionalmente complicato la vita, quindi non capisco come possa aver pensato che fosse stata lei a chiamare l’Immigrazione. Per quanto possano non avere un rapporto così idillico, credere che Carina avesse chiamato l’ICE, decretando così l’espulsione di Sam e la distruzione della sua vita, è stato semplicemente assurdo. Andrew ha sempre sofferto l’ingombrante presenza della sorella e non ha mai fatto mistero del suo disappunto nell’averla lì,  ma questo comunque non giustifica il suo pensare una cosa del genere. C’è differenza fra due fratelli che si punzecchiano e il rovinare la vita di qualcuno solo per fare un dispetto e, ripeto, Carina non ha mai dato adito di creare che lei sia questo tipo di persona. Non ho capito questa scelta da parte degli autori e, onestamente, avrei preferito che utilizzassero questa circostanza per mostrare come, nonostante i piccoli screzi, due fratelli si possano avvicinare nel momento del bisogno. Invece, non solo Carina è stata tagliata fuori dall’intera storia, ma in più la situazione è stata aggravata con questa falsa accusa. Ancora una volta mi ritrovo a non capire cosa sia successo nella writing room in questa stagione e soprattutto a chiedermi perchè si continuino a sprecare occasioni che, potenzialmente potrebbero avvicinare e (ri)costruire rapporti, come escamotage narrativi per deteriorali ancora di più. Mai come quest’anno davvero non capisco quali siano le logiche dietro alle scelte degli sceneggiatori  e spero vivamente che il finale di stagione me le chiarisca (anche se ne dubito).

L’altra protagonista dell’episodio è sicuramente Arizona che per questa settimana ha smesso di fare da tappezzeria e ha ripreso a fare il chirurgo, nel migliore dei modi aggiungerei. Anche qui, però, c’è lo stesso problema della storyline di Sam: troppo veloce. Arizona e Carina avevano presentato quello della mortalità delle neomamma come una questione molto seria e, data la mia assoluta ignoranza in materia, mi fido di loro quindi credo che lo sia. Ma allora com’è possibile che il tutto si sia risolto con l’allestimento di un nuovo carrello per le emergenze? Sicuramente può essere un passo in avanti ma a questo punto non capisco come questo potesse essere un progetto su cui studiare settimane, né tanto meno mi capacito di come sia stato giudicato idoneo a partecipare al concorso dell’ospedale mentre quello di Amelia e Alex no. Di nuovo, l’ho trovata una risoluzione estremamente frettolosa e poco coerente con quello che ci avevano mostrato prima. Di tutta questa storia comunque, si salva come al solito il rapporto tra Arizona e Carina che ne esce rafforzato e ancora più maturo e profondo di quanto lo avevamo lasciato. Mi piace che sia tutto così naturale fra loro e che riescano a confrontarsi senza troppi problemi. Arizona tende ad andare nel panico perchè ha paura che le persone l’abbandonino (come darle torto? Tra morti e trasferimenti, ha avuto una vita davvero tosta) e Carina ha la capacità di tranquillizzarla con una semplice frase.

A proposito di quello che Carina dice ad Arizona…cari sceneggiatori, sappiate che questa è cattiveria!

Neanche io, Carina. Neanche io vorrei lasciarla.

Continuando a parlare di love story che funzionano, non si possono proprio non citare i Jolex che risultano avere una delle dinamiche più convincenti di sempre. Non so sia il contrasto con la scorsa stagione o se io abbia preso una botta in testa mentre dormivo, ma finalmente inizio a vedere in questa coppia quello che i fan ci hanno visto probabilmente dall’inizio, forse perchè Jo ha finalmente trovato il modo perfetto di stare di fianco ad Alex ed questa è la cosa che più mi interessa. Lo capisce, lo sostiene, lo incoraggia, sa come prenderlo e come confortarlo, e questo non è poco. Anzi, è la cosa più importante. Ora hanno davvero tutto quello che serve per far funzionare questo rapporto.

Se i Jolex sono ormai una conferma, chi mi ha davvero stupito è stato Owen. Non tanto per la sua convinzione nel voler diventare padre, perchè so benissimo che questo è il suo desiderio, ma perchè credevo che lui associasse il figlio all’idea di una moglie, una casa ed una famiglia, intesa nel senso classico del termine, Mi ha colpito la sua decisione di tentare l’adozione da solo ma sono contenta che l’abbia presa. Questa rappresenta una svolta importante per il suo percorso e io mi auguro davvero che questa volta vada tutto bene per lui e anche per il bambino che adotterebbe, perchè sarebbe un cucciolo di umano, come direbbe Arizona, molto fortunato ad avere un papà così.

Con buona pace di pochi e tanto disappunto da parte di molti altri, funzionano anche Jackson e Maggie che, nonostante le tensioni generate dalla rivelazione di April, riescono a trovare un punto d’incontro, perchè vogliono davvero farlo. Come al solito la loro discussione porta a galla qualcosa di interessante e fa vedere come entrambi abbiano almeno in parte ragione. Maggie ha ragione ad arrabbiarsi con Jackson perchè lui avrebbe dovuto dirle la verità, non tanto per il bacio in sé, ma perchè tacendo ha dimostrato di sottovalutare la capacità di comprensione di Maggie e questo sicuramente non giova al rapporto. Allo stesso modo, ha ragione Jackson nel dirle che trova continuamente scuse per frenare quello che c’è fra loro, semplicemente perchè ha paura di essere troppo coinvolta. Però, pensandoci, abbiamo già visto un piccolo miglioramento sotto questo punto di vista. Prima di questo episodio, infatti, non avevamo mai visto Maggie agire d’impulso, andare a casa di qualcuno e iniziare a straparlare in preda alla paura di perderlo e questo è un sintomo di quanto la vicinanza di Jackson le faccia bene e la porti a superare i propri limiti.

Ho solo un appunto da fare a Jackson e non riguarda Maggie. È un Avery da quando è nato e sa benissimo che tutto quello che riguarda la sua famiglia non è mai facile o pulito quindi, nonostante riconosca la buone intenzioni nel voler aiutare Amelia e Alex con la loro paziente, possibile che non gli sia venuto in mente dei fare un controllo prima di sospendere un accordo così a casaccio? D’altronde se ci sono de documenti e si tirano in mezzo gli avvocati, un motivo dovrà pur esserci. Jackson ha peccato di ingenuità e non è una cosa che può permettersi visto che da lui dipende il patrimonio di famiglia e quindi, indirettamente, l’ospedale in cui lavorano tutte le persone a lui care. Ora non ci resta che aspettare e sperare che il danno sia meno grave di quanto l’ha descritto Catherine.

Bene, direi che anche per questa volta è tutto. Vi do appuntamento alla prossima settimana, con un episodio che sembra piuttosto divertente. Prima di lasciarvi, però, vi invito a mettere mi piace a Parole Pelate, se non lo avete fatto, e poi a passare dalle nostre pagine affiliate.

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2 thoughts on “Recensione | Grey’s Anatomy 14×19 “Beautiful Dreamer”

  1. A questo punto Arizona e Carina devono partire insieme per dove non so. Sarebbe un vero happy ending per Arizona ed è l’unica che mi consola.
    I Jolex sono la mia gioia.

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    • Sono perfettamente d’accordo. Per quanto mi dispiacerebbe perdere anche Carina, lei è l’endgame di Arizona. La loro partenza insieme è l’unico finale sensato per Arizona, e anche l’unico che accetterei.

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