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Sapevatelo | “Plebs” – 5 buoni motivi per guardare l’irriverente British comedy in salsa antico-romana.

When in Rome…do as the romans do

 

A Roma, fai come fanno i romani. Già, ma come si comportavano i romani?

Siamo abituati a vedere un’antichità in chiave sanguesessoesabbia, per non dimenticare la HBO che, molto prima di Game of Thrones, si fregiò di un gioiello come Rome che tanto aveva proprio del più famoso e recente prodotto. Dicevo, un’antichità sempre in chiave seriosa, di intrighi e battaglie, ma…siamo sicuri che la vita a Roma fosse sempre e solo così pesante? Insomma, una risata se la saranno fatta anche loro, tra disavvenutre, che so, un sacrificio andato a male, problemi lavorativi, due di picchie e quant’altro.

Ecco che quindi Plebs si colloca proprio in questo solco, focalizzandosi sulla vita di 3 ‘amici’ – 2 e uno schiavo – che di certo non sono vicini alle alte classi patrizie. Marcus, Stylax e Grumio infatti ci permettono, ognuno con le sue personalità assolutamente diverse e assortite, di vivere i giorni di quella Roma antica sotto tutta un’altra prospettiva. E le risate, ve lo garantisco, sono assicurate.

Il 9 Aprile è partita la terza stagione della serie (che come di consueto in terra British, non superano mai i 10 episodi), e sebbene con qualche cambiamento nell’organico, promette di mantenere alti quegli standard che ha già ampiamente confermato nelle prime due stagioni.

Allora, volete 5 buoni motivi per iniziare a guardare Plebs? Eccoli a voi

  • E’ irriverente. La comicità di Plebs è di quelle senza freni, irriverente e a volte sporcacciona. No, togliete ‘a volte’. C’è sempre un innuendo, un doppio senso, e molto viene traslato e paragonato alla società odierna. Eppure, non è eccessiva, perché seppure sboccacciata, ha un suo garbo. Un misto tra Mel Brooks nella pazzia storia del mondo e i film de ‘L’aereo più pazzo del mondo’. Insomma, una gabbia di pazzi certificata.
  • I tre amigos. Abbiamo detto, le vicende ruotano attorno a Marcus, Grumio e Stylax. Stylax è il classico donnaiolo, non affascinante ma con quella faccia tosta che riesce sempre a passarla franca e a ‘sdraiare’ più conquiste del suo amico e collega lavorativo Marcus. Marcus è tutti noi, è senza un muscolo, non ha aspettative e anzi cerca sempre di razionalizzare tutto. Sappiamo però che nel fare così, la sorte ci si accanisce contro e per Marcus non è da meno. La sua proverbiale goffaggine vi conquisterà, quasi quanto la schiettezza e il cervello poco fino di Grumio. Lui è uno schiavo che vive a ridosso degli altri – ruba le offerte agli dei e se ne ciba, grattandosi le natiche e fregandosene del resto. Non si può dire sia nato con la camicia, ma riesce quasi sempre a cadere in piedi. La sua pettinatura è già un cult.
  • L’Urbe. Come ogni serie che si rispetti, la città stessa è un personaggio, e qui le sue numerose declinazioni hanno volti e luoghi diversi: dal bordello, al condominio, al locale per orge, al lavoro. E proprio sul lavoro, forse, si avranno le migliori perle comiche – e dove spesso, le vicende, raggiungono i nostri protagonisti senza che nemmeno se ne accorgano.
  • Breve ma intenso. Ogni puntata dura circa 20 minuti. Non è molto, considerate puntate di un ora piena e poco più. In realtà, quei 20 minuti sono quel giusto tempo comico che permette di snocciolare ogni breve trama e portarla a compimento senza voler strafare. E poi, è anche facile da guardare, magari tra una bega di lavoro e l’altra, o mentre si aspetta che il poll nel forno finisca di arrostire.
  • Waterboy/waterman. Sarebbe facile parlare di antagonisti, anche se qui in realtà non ce ne sono. E’ una comedy che ricalca la vita reale, e proprio così come tutti abbiamo l’amico rimorchione o quello sfigato, c’è anche quella persona che…beh, che è difficile inquadrare. E’ quello che ci fa dire che il nostro mai na gioia forse, rispetto a lui, è un biglietto della lotteria. E’ quello che se passiamo per rompicoglioni noi, allora lui vince l’oscar e il grammy insieme. Insomma, è quel cuscinetto sul quale sfoghiamo la nostra frustrazione virtualmente e che, anche qui, diventa pretesto di comicità ineguagliabile. Tra l’altro Waterboy/Waterman altri non è che una delle menti dietro a tutto il progetto Plebs – un po’ come Seth MacFarlane che se le crea, se le dirige e se le doppia da se’. Hai tutta la mia stima.

Insomma, se non siete convinti ancora, ecco un trailerino che potrebbe stuzzicarvi.

Riconoscete tra l’altro, nella serie, volti insospettabili impegnati altrove in altri ruoli decisamente più seri (magari vicino a una coi draghi). Ma io, beh, non vi ho detto nulla eh?

Se volete poi farci sapere cosa ne pensate, passate sulla nostra pagina FB e lasciate un commento!

-Notforyourears

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