Grey’s Anatomy/Telefilm

Recensione | Grey’s Anatomy 14×14 “Games People Play”

Partiamo dal presupposto che, viste le recenti notizie, che eviterò di riportare in maniera esplicita nel caso qualcuno, abitando su Marte, ne sia all’oscuro e voglia restarlo, non ho una gran voglia di recensire Grey’s quindi, per favore, siate clementi e perdonatemi qualche picco di acidità in questa settimana e nelle prossime. C’è da dire che almeno abbiamo assistito ad un episodio leggero che è riuscito a strappare qualche risata qua e là. In sostanza non è successo nulla di eclatante ma ci sta. Siamo a metà stagione, il ritmo degli avvenimenti rallenta, le storyline si ingarbugliano un po’ e si inizia gradualmente a preparare il terreno per la fine. Potremmo quasi definirlo un episodio filler ma è Grey’s Anatomy e qui gli episodi riempitivi non esistono. Al massimo esistono episodi, come questo, nei quali i chirurghi si comportano come liceali confusi e si dimenticano l’età che hanno.

Iniziamo dall’unico caso clinico degno di nota, ovvero quello di Alex. Karev è ancora totalmente focalizzato su Kimmy e cerca di alleviare le sofferenze della ragazzina, dandole della marijuana terapeutica. Mentre lui non ha nessun dubbio sul fatto che sia la cosa giusta, ovviamente la madre della bambina non è poi così d’accordo. Ma Alex è Alex ed è bravo nel suo lavoro anche perchè sa creare un legame di fiducia con i pazienti e con i loro familiari. Probabilmente è una caratteristica necessaria se sei un chirurgo pediatrico che tratta casi delicati come i suoi o forse è lui ad essere particolarmente eccezionale, ma sta di fatto che ancora una volta riesce nel suo intento. Quando settimana scorsa mi lamentavo della poca presenza di Alex, mi riferivo esattamente a questo. Voglio vedere questo Dottor Karev. Viglio vederlo proporre idee eticamente complicate, che sfidano la morale ed il buon senso, e voglio vederlo combattere per queste stesse idee. Viglio vedere Alex che mette al primo posto il bene dei propri pazienti ed è disposto a tutto per migliorare, anche di poco, la qualità della loro vita. Alex non è fatto per stare nelle retrovie e sarebbe il caso che Krista Vernoff & Co. se lo mettessero in testa, prima di rovinare per sempre un personaggio così importante per questo show. Alex non merita di essere il secondo di nessuno, tanto meno di Tom, per quanto brillante possa essere. Siamo lontani dagli episodi in cui Karev dava il meglio di sé (ad esempio la 12×03 in cui si è trovato a dover scegliere fra due neonati), ma almeno questa settimana lo abbiamo visto un po’ di più in azione. Insomma, è un inizio di ripresa.

L’altra che ricorda di essere un medico è Meredith, più che altro perchè la sua vita sessuale è ostituita da eccellenti massaggi alla schiena. Ovviamente per Miss Mainagioia quella che sembrava una ricerca brillante ed innovativa si sta trasformando in un affare molto complicato che poco ha a che vedere con la medicina. Non che ci si potesse aspettare molto visto che, in qualche modo, è coinvolta sua madre Ellis. Ogni volta che il suo nome viene pronunciato, sappiamo già che ci saranno grane per Mer, anzi Mer-Mer, e che avremo l’occasione di scoprire qualcosa di più sui segreti che si è portata nella tomba. Sta di fatto che non è mai nulla di positivo e che ora la ricerca di Meredith è in serio pericolo a causa di Marie Cerone, la quale potrebbe rubarle tutto il lavoro da sotto al naso. Di più non ci è dato sapere per ora quindi non ci resta che attendere.

Bene, fine del medical drama ed inizio del teendrama.

Cominciamo dalle cose belle e semplici: Andrew e Sam. L’ho detto fin da subito che questa coppia funziona e non mi sono ricreduta. Sono dolci, teneri e non sono complicati in modo estenuante. Hanno avuto un passato tortuoso, è vero, ma sono innamorati ed è bastato dirselo per sciogliere tutte le tensioni fra loro. Inoltre, come ho già detto, mi piace il lato di Andrew che Sam ha portato alla luce. Lo ha reso quasi più autentico e, cosa da non sottovalutare, gli ha tolto di dosso quella patina di tristezza che era caduta su di lui dopo l’amore non corrisposto (e mai chiarito) con Jo. Certo, ora ci sarebbe da considerare che l’attrice che interpreta Sam è stata scelta come protagonista del potenziale reboot di Roswell ordinato da CW e che potremmo non vederla più al termine della stagione ma a questo ci penseremo più avanti.

Opposta all’estrema tenerezza dei DeBello (lo ship.-name lo scelgo io per comodità), c’è Amelia a cui semplicemente manca il sesso. Lei non vuole una relazione, l’innamoramento, gli appuntamenti, le cene, il cinema e le passeggiate mano nella mano. No, lei vuole solo qualcuno con cui andare a letto perchè le manca il sesso. Le manca anche se è una donna e questa, nell’immaginario collettivo, è una prerogativa maschile. Di fatti, solitamente le donne sono quelle pure e sensibili che aspettano il principe azzurro per convolare a nozze mentre gli uomini sono degli esseri insensibili a cui interessa solo…ehm…quagliare. Per fortuna Grey’s scardina questo stereotipo, nel senso che proprio lo butta giù a spallate, e ci mostra che non è sempre così e che un po’ di “sana attività fisica senza coinvolgimento emotivo” fa piacere anche alle donzelle. Ora, io non so quanto Amelia e Owen siano capaci di non mettere in mezzo i sentimenti e quanto sia stata saggia questa decisine (la butto lì: per niente) ma di per sé la storyline è interessante per il messaggio che fa veicolare e anche per la leggerezza con cui questo viene fatto. Ridiamo nel vedere Amelia sbandierare le sua voglia di andare a letto con qualcuno ai quattro venti ma, allo stesso, ci abituiamo a sentir parlare apertamente di sesso senza malizia e soprattutto da parte di una donna. Sembra una cosa da niente, ma non lo è. È qualcosa che, a modo suo, mina uno degli stereotipi più grandi che da sempre accompagna la nostra società, in ogni suo aspetto, e da cui ne sono derivati a cascata molti altri.

Tecnicamente lavorano anche Carina ed Arizona, peccato che io con loro due mi perda totalmente nel loro modo di guardarsi e di flirtare. Nonostante la storia vada avanti da un po’, ha ancora la vivacità e la freschezza della prime scene e loro due non hanno perso niente in termini di tensione romantica. Sono le stesse del primo incontro al bar ma nel frattempo tra loro si è instaurata una fantastica dinamica di coppia. La cosa ancora più bella, però, è stato vedere il modo in cui Carina osservava Arizona discutere con la collega di alcune anomalie nel numero dei cesarei del Grey-Sloan. La Robbins potrà anche dire che la loro non è una storia seria, che sono solo all’inizio e capisco anche perchè gli autori ci tengano a sottolineare questa sfumatura, ma quella punta di orgoglio e di soddisfazione che traspare nello sguardo di Carina quando si rende conto di quanto Arizona sia una brava persona e di quanto metta la sicurezza dei pazienti al di sopra di tutto, lascia intendere che fra loro ci sia molto di più. O quanto meno che fra loro, a questo punto, ci sarebbe giù qualcosa di più serio di una semplice frequentazione se non si dovesse necessariamente smorzare l’entusiasmo del pubblico (a buon intenditor, poche parole).

Arriviamo ora al vero dramma sentimentale che ci portiamo dietro da quella che sembra un’eternità, non tanto perchè io stessi fremendo per vedere una risoluzione, quanto perchè è una situazione statica e non complicata come invece ci è stato ripetuto fino allo sfinimento. Ovviamente parlo di Jackson e Maggie che iniziano a vedere uno spiraglio di luce in fondo al tunnel. Non c’è stato nulla che abbia fatto scattare Jackson, e non mi venite a dire che è stata l’uscita di scena di Clive perchè non crederò mai che lui lo considerasse un antagonista, quindi questo fa capire che la situazione era semplicemente arrivata ad un punto di saturazione. Jackson non era più in grado di sostenere questa farsa e, tra i due, è di sicuro quello più intraprendente. Se fosse stato per Maggie, avremmo aspetto il prossimo millennio. Di loro due si parla tanto e quasi mai in modo positivo e sinceramente non capisco perchè. Suppongo perchè Maggie non è April ma, notizia shock, non deve esserlo. Così come Amelia non deve essere Cristina, Carina non deve essere Callie e Natahn non doveva essere Derek. Maggie e Jackson stanno molto bene insieme. Può essere strano e non pensavo che sarebbe mai successo, eppure mi sembra palese il loro feeling. Maggie è l’unica che è riuscita a farlo scendere dal piedistallo, cosa di cui nemmeno April era stata capace. Con lei, Jackson non è il cavaliere dalla scintillante armatura che salva la sua bella da una vita infelice e la porta via con sé, non è il re del ballo, non è un Avery ma è semplicemente  un ragazzo che deve scendere a patti con i propri sentimenti e che deve sforzarsi per ottenere qualcosa perchè, questa volta, la ragazza non è caduta ai suoi piedi al primo sguardo. Per funzionare, però, le cose devono essere fatte in due e quindi anche Maggie è diversa quando si tratta di lui. La Pierce abbandona il suo status di regina delle nevi o di maestrina saccente e si lascia andare a quello che prova, anche se è complicato, anche se è difficile e rischioso. Non penso che i loro problemi siano finiti qui e sarebbe innaturale se ora diventassero una coppia tutta cuori, unicorni e arcobaleni, ma quanto meno adesso hanno mosso un passo concreto verso ciò che entrambi vogliono realmente. L’unica pecca in questa storia è il modo in cui ci siamo sbarazzati di Clive. Non mi importa di lui ma non mi piace che si sia dovuto per forza trovare un modo per sollevare Maggie dalla responsabilità di lasciarlo. È come se avessero in qualche modo cercato di farla uscire “pulita” da questa storia. Intendiamoci, non stava facendo nulla di grave, ma stava comunque avendo una frequentazione con una persona pur avendone in testa un’altra. Clive è stato il classico “chiedo scaccia chiodo” e avrei di gran lunga preferito vedere Maggie alle prese con il dovergli confessare la verità. Sarebbe stato di sicuro più utile per la crescita del personaggio e anche più congeniale al realismo della storia.

Chiudiamo con April che ormai è in piena crisi. La Kepner ha ufficialmente toccato il fondo e ha cominciato anche a scavare. Questa sua ritrovata ossessione per le regole fa a pugni con il comportamento che sta avendo eppure ha perfettamente senso. In un momento in cui la sua bussola morale si è completamente starata, in cui la sua incrollabile fede vacilla vistosamente e in cui non riesce a chiedere a nessuno ma preferisco annegare i dispiaceri nell’alcool, è normale che si attacchi a qualcosa di certo, ovvero le regole, che siano esse di un gioco, di sicurezza in un ascensore o quelle del pronto soccorso. April in questo momento non ha niente a cui aggrapparsi ed è completamente in balia degli eventi, quindi è logico che cerchi dei punti fermi in queste piccole cose. Non le è di nessun aiuto ma è perfettamente comprensibile. Mi chiedo, però, fino a che punto debba spingersi perchè qualcuno intervenga e la aiuti. Come ho detto più volte, non è una bambina e dovrebbe saper gestire le crisi da sé, ma mi stupisce notare quanto sia sola, pur essendo costantemente circondata da quelli che dovrebbero essere i suoi amici, la sua famiglia. Nello specifico, mi stupisce la superficialità di Jackson che ha visto con i suoi occhi il crollo di April ma non fa nulla, non muove un dito, nemmeno lo sfiora il pensiero che ci sia qualcosa che non va, perchè è troppo preso dal suo piccolo dramma amoroso. È come se le rassicurazioni di Arizona dello scorso episodio gli avessero permesso di mettersi a posto la coscienza e di tornare ai suoi problemi, disinteressandosi di April. Tutta la preoccupazione che aveva dimostrato è svanita in un secondo davanti alla concreta possibilità di avere una storia con Maggie. Ha agito come se, in fondo, April non fosse più affar suo. E questo è triste, molto triste. Al di là dei Japril e di tutto il resto, la Kepner è stata una persona importantissima per lui e lo è ancora, se non altro perchè hanno una figlia insieme, per cui questo suo distacco è veramente desolante.

Bene, direi che anche per questa volta è tutto. Vi do appuntamento a settimana prossima ma prima di lasciarvi vi invito a mettere mi piace a Parole Pelate, se non lo avete fatto, e poi a passare dalle nostre pagine affiliate.

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