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Say Yes To The Drama | Volume V – da Strong Woman Do Bong-Soon a The K2

Dopo l’articolo dedicato alle varie trasposizioni di Itazura Na Kiss, non potevo esimermi da un articolo più eterogeneo. In tutti i sensi, visto che spazierò da K-drama a J-drama ad altro ancora.
C’è spazio per tutti!
Diamo subito il via ad una bella carrellata di serie asiatiche.

Strong Woman Do Bong-soon – Himssen-yeoja Do Bong-soon. K-drama. 2017. 16 episodi. Fantasy, Thriller, Azione, Rom-com.

“I’m not leaving. I’ll stay by your side.” 
“Please, save him!”

Bong-soon è una giovane donna che è nata con una forza soprannaturale come avviene per tutte le donne della sua famiglia, ma anche con la consapevolezza che non vuole esporre queste sue capacità in pubblico e che, se le usasse per far del male a persone innocenti, le perderebbe. Min-hyuk è il CEO di un’azienda di videogiochi e negli ultimi tempi subisce minacce e quello di cui ha bisogno è una buona guardia del corpo. Indovinate un po’ chi incontrerà sulla strada…

Onestamente, all’inizio non volevo vederlo, perché la trama non mi diceva granché e sono ormai un po’ refrattaria ai triangoli amorosi (“E ti guardi i drama?” Sì, sono molto coerente), ma l’attrice protagonista, Park Bo-Younk, mi sembrava dolcemente-carina, mentre il male lead, Park Hyunk-sik, è tipo bellissimo, quindi mi sono detta: vabbé, dai, proviamo.
Il drama è una commedia molto divertente che ha il pregio di rimanere tale fino alla fine, difatti non è cosa nuova che dopo un inizio divertente, i coreani comincino a gettarti angst senza un attimo di respiro (W insegna). Qui no, il tono comico con scene da sbellicarsi resta tale dall’inizio alla fine, con in mezzo solo la sottotrama molto seria e drammatica del rapimento.
Mi è piaciuto, non rientrerà tra i miei preferiti, ma ha una storia molto carina e una coppia principale adorabile (vorrei mettere tutte le gif del mondo perché erano fantastici insieme), con un male lead innamorato perso di Bong-soom ed esagerato in qualsiasi cosa faccia.

Una cosa che mi ha sorpreso, quasi completamente in positivo, è la rappresentazione dell’omosessualità in Strong Woman, a cominciare dal fatto che sia effettivamente presente. Non fraintendetemi, la serie ha i soliti stereotipi e scivoloni su questo punto, ma a differenza del panorama dei k-drama classico, qualche passetto in avanti c’era. Abbiamo un male lead che ha lasciato tranquillamente correre voci sull’essere gay e anzi le ha fomentate, e che ha ammesso la verità solo quando si è deciso a conquistare seriamente Bong-soon.
C’è un personaggio gay stereotipato al massimo, ma allo stesso tempo c’è pure un accenno di una storia d’amore di quest’ultimo con un uomo comune. Ho apprezzato il tentativo.
Fantastica anche la colonna sonora, non tanto per le ost coreane che comunque sono belle, ma anche per l’utilizzo di molte canzoni famose (pure per noi stranieri) che rendono ancora più divertenti le scene comiche.
Non è tutto rose e fiori. Il second lead per me non è stato sviluppato molto bene. Sappiamo bene che i second lead sono destinati a fallire nel loro tentativo di conquistare la protagonista, ma questo qui ha gettato la sua unica occasione (lunga quindici anni) dalla finestra. E se già per questo non ti viene da sussurrargli all’orecchio “idiota”, c’è anche il problema che vive in funzione del caso e del triangolo, ma a parte questo non ha personalità. Inoltre, subisce pure la competizione del second lead poliziotto di While You Were Sleeping, che ho visto di recente e ho amato, uscendone pesantemente sconfitto in tutti i sensi.
Hanno cercato di umanizzarlo facendogli mettere molta passione nella risoluzione del caso, ma è stato un tentativo deleterio visto che sembrava un poliziotto pessimo e basta (forse il problema è che hanno cercato di dilungare un unico caso per sedici episodi e che alla fine il cattivo pareva invincibile e i poliziotti delle galline che giravano in tondo su se stessi).
Invece, mi sarebbe piaciuto un approfondimento migliore del fratello di Bong Song, che secondo me aveva un grande potenziale.

The K2 – Deo Keitu. K-drama. 2016. 16 episodi. Azione, Melodramma, Politico.  

“I’m here to give you a warning. Leave me and the people around me alone.”
“And what if I don’t?” 
“If you don’t, I’ll come and find you, no matter where you may be. I’ll end our first encounter with just this warning but if I ever come to see you a second time, you will die.”

Je-ha, ex soldato, è stato erroneamente accusato dell’omicidio della sua fidanzata ed è in fuga, oltre che alla ricerca di informazioni per ottenere vendetta. Torna in Corea del Sud e, in cambio di aiuto, accetta di lavorare come guardia del corpo a protezione della figlia segreta di un candidato alla presidenza, An-na, la cui vita è minacciata dalla moglie di quest’ultimo e che per quasi tutta la vita è stata una reclusa.

Ho visto questo drama prima di Healer, quindi no, ancora non conoscevo Ji Chang-wook (e la sua tartaruga) e ho iniziato The K2 esclusivamente per la trama. Per la cronaca, io vado controcorrente, mentre ho trovato Healer piuttosto sopravvalutato (carino, ma un po’ prolisso e a tratti noioso), The K2 mi è piaciuto tantissimo.
Come dicevo, è la trama quella che mi ha conquistato subito, con gli intrighi politici, i ricatti emotivi, le varie vendette e gli amori non corrisposti. L’esecuzione non sarà perfetta e le esagerazioni molte, a cominciare dalle scene d’azione che comunque mi sono piaciute e mi hanno emozionato (merito anche della colonna sonora), ma mi ha intrattenuto dall’inizio fino alla fine.
Un altro punto a favore sono i personaggi, in particolare i cattivi, che oltre ad essere sfaccettati non sono solo buoni o cattivi. Giusto An-na (il primo e ultimo nome coreano che mi ricordo come si scrive) ha avuto un ruolo un po’ più secondario di quello che dovrebbe essere e non riesce a primeggiare rispetto a Je-ha o alla matrigna antagonista, cioè Yoo-jin (che ho odiato in ogni momento, ma era un bel personaggio).
Come avrete notato, tra i generi di K2 non è segnato il romantico, ma la storia d’amore c’è ed è anche piuttosto dolce, con anche dei risvolti comici incredibili, perché non si poteva evitare di ridere nel vedere Je-ha cercare di guidare An-na attraverso gli schermi delle telecamere di sorveglianza senza che lei potesse sentirlo o vederlo, era proprio come vedere uno di noi prendersela con lo schermo del pc perché i protagonisti non fanno mai quello che suggeriamo. C’è addirittura un abbozzato triangolo fuori dal comune dove pure un’antagonista riesce a rimanere conquistata dal fascino dell’aitante Je-ha (come ti capisco…). Difatti, una delle scene più iconiche e mai dimenticate dello show è sicuramente il male lead che va a salvare Yoo-jin, facendo scattare l’allarme antincendio e facendola uscire a testa alta coprendola con un ombrello.

 

 

 

 

 

A Girl & Three Sweethearts – Sukina Hito ga Iru Koto. J-drama. 2016. 10 episodi. Rom-com.

“I told you I would wait for you.”
“I told you I woldn’t come.”
“Why are you here then?”

Misaki è una pasticcera e viene licenziata dal suo posto di lavoro. Poco dopo, incontra il suo primo amore che possiede un ristorante e le offre un lavoro part-time oltre che un posto dove stare. Quando si trasferisce, scopre che anche i due fratelli minori di Chiaki, Kanata e Toma, vivono lì.

Spostiamoci brevemente in giappone con questa dolce commedia romantica che vi farà venire molta fame con tra i protagonisti il famosissimo Kento Yamazaki e Mirei Kiritani.
È il secondo drama che ho visto nella mia vita ed è anch’esso responsabile dell’avermi introdotto in questo mondo, sebbene sia uno dei drama asiatici più semplici della mia esperienza visiva e che non sia nemmeno l’interpretazione migliore di Kento. Nonostante questo, ha un posto speciale nel mio cuore.
La storia è molto semplice, abbiamo il classico triangolo amoroso con Misaki divisa tra i due fratelli, il super inutile e banderuola Chiaki che ha come unico pregio averle fatto conoscere suo fratello, e Kanata, il cuoco un po’ tsundere del ristorante in cui lei va a lavorare part-time. 
In questo commedia ci sono tutti i cliché che vi possano venire in mente, scheletri famigliari, gelosie, sentimenti non corrisposti e poi sì, malanni e piogge al momento giusto, offerte di lavoro all’estero inopportune, baci rubati e chi più ne ha più ne metta.
E cibo, cibo! Anche se questa è una caratteristica di tutti i drama, visto che i personaggi sembra che non facciano altro che mangiare e mangiare, ma qui in modo particolare visto che i protagonisti sono entrambi cuochi.
Eppure sì, ogni tanto serve anche qualcosa di breve e semplice come questo, adattissimo dopo magari drama più impegnativi e tristi, questo vi strapperà di sicuro una risata e vi riempirà il cuore di dolcezza.

Behind Your Smile – Fúshìdé de wéixiào. T-drama. 2016. 19 episodi. Romantico, Melodramma, Mistero.

“When I said I can’t be without you?”
“You just said that now.”

Yiting, dopo aver perso suo padre, vuole ottenere vendetta verso la persona che ritiene l’unica responsabile, Lin Man. La figlia di quest’ultima, Xinyu, ritorna a casa per fare una sorpresa alla madre, ma la donna è scomparsa a seguito di alcune accuse e trova una folla arrabbiata ad aspettarla davanti a casa. Yiting finge di aiutarla e avrebbe un secondo fine, però finisce per venir coinvolto dal carattere ingenuo e gentile di Xinyu.

In Taiwan, invece, ci propongono una storia di vendetta e di sentimenti trattenuti, accompagnata da un opening e un ending che non potevo fare a meno di ascoltare ogni volta fino alla fine (e io sono il tipo di persona che generalmente ne salta sempre almeno una).
Ricordo che mentre seguivo la serie, la scorsa estate, leggevo molte critiche verso il personaggio di Xinyu, perché esageratamente ingenua, ma a me non dava fastidio, ed era quello che ci voleva per la sua controparte maschile, Yiting, perché spegneva il suo desiderio di vendetta come potrebbe succedere soffiando su un fiammifero accesso. Inoltre, era molto interessante seguire i sentimenti contrastanti di Yiting che si costringeva a mentire alla persona di cui si stava innamorando.
Un piacevole contorno erano i personaggio secondari, che hanno contribuito in comicità e nel viaggio di sviluppo caratteriale del male lead, a cominciare da suo fratello, che era anche il second lead.
Infine, carinissima l’ambientazione di buona parte del drama in una fattoria, cosa che almeno la sottoscritta non è stata abituata a vedere fino ad adesso, visto che la maggior parte dei drama è ambientata in grandi città.

Bromance – Ài Shàng Gēmen. T-drama. 2015. 18 episodi. Rom-com, Commedia.

“No matter if your male or female, the one I love… Is just Pi Ya Nuo.” 

 

Alla nascita di Pi Ya Nuo (che si pronuncia “piano”, non scherzo!), un indovino predice ai suoi genitori che lei morirà se non si farà passare per maschio fino al compimento del ventiseiesimo anno di età. A causa di ciò, Ya Nuo è sempre stata costretta a tenere le persone a distanza per evitare che scoprissero il suo vero genere. A venticinque anni, Ya Nuo per caso aiuta Zi Feng e sua sorella Zi Han. Per ringraziarla, le propongono di diventare fratello giurato di Zi Feng e lei, costretta dalle circostanze, accetta.

 

Questo drama, anch’esso di provenienza taiwanese, è il paradiso della fangirl. Tutto quello che fa per 18 episodi è gettarti feels positivi a pioggia, tenendo il livello di angst praticamente al minimo (per quanto riguarda la sola coppia principale in realtà), regalandoti gioie su gioie. Se si è appena finito con qualcosa di molto triste, questo è il drama giusto, perché tra lotte, scontri, vendette e parenti serpenti, potrete seguire lo sviluppo del rapporto tra Ya Nuo e Zi Feng. Poi, devo dire, che è una delle poche volte in cui vedo qualcosa in cui una ragazza travestita da ragazzo risulti abbastanza credibile (in particolare nei primi episodi secondo me). Molto bella anche l’accettazione di Zi Feng verso i suoi sentimenti per Ya Nuo quando ancora non sapeva che fosse femmina, fino alla realizzazione che non gli importava che genere fosse, perché la persona che amava era Pi Ya Nuo e basta.
Qualcuno potrebbe dire che questi due partono abbastanza in quarta a sentimenti e, in linea di massima, mi troverebbe anche d’accordo, ma per me è questo il bello della serie, pochi struggimenti e tanti sentimenti. E limoni, limoni seri.
Per farvi capire, questo, se non sbaglio, accade nel secondo o terzo episodio:

Ho trovato dolcemente adorabile anche la coppia di contorno, che invece trattava un argomento più serio come una malattia grave.
Poteva venirne fuori qualcosa di stucchevole, invece secondo me il difficile tema è stato trattato con delicatezza. Mi è piaciuto anche che la storia della ragazza non girasse tutta intorno solo alla sua malattia, ma anche al ritrovamento del padre.
Fun fact: il second lead è lo stesso del drama precedente, cioè Behind Your Smile, che è comparso anche in It Started With a Kiss (in un ruolo minore). E, a parer mio, qui gli va anche peggio che in Behind Your Smile.
Concludendo, è un drama dolce, senza troppi drammi, però non è adatto a chi preferisce soffrire con le coppie, vederli penare per un sacco di episodi per arrivare a un semplice bacio (a chi non piace un bello slowburn?), qui la strada è quasi tutta in discesa.

Erased – Bokudake ga Inai Machi. J-drama. 2017. 12 episodi. Mistero.

“I was wondering if we could be friends.”

 

Satoru è un mangaka fallito che ha l’abilità di tornare indietro nel tempo di un paio di minuti quando sta per accadere qualcosa di brutto. Un giorno, però, dopo il salto nel tempo, non riesce a capire quale sia il problema e, quando torna a casa la sera, trova sua madre morta. Viene sospettato del crimine e, mentre fugge, torna indietro di 18 anni, ai tempi in cui frequentava ancora le elementari. Lì si rende conto che l’omicidio di sua madre potrebbe essere collegato al caso di rapimento e omicidio di tre bambini in cui fu accusato e condannato qualcuno che conosceva.

Il drama è ovviamente la trasposizione del manga Erased di Kei Sanbe (edito in Italia per Star Comics) di cui è stato fatto anche un anime (che trovate subbato su VVVVID). A differenza di quest’ultimo, il drama è molto più fedele all’originale.
Quando Netflix mi ha caldamente suggerito di guardarlo, non ho potuto fare a meno di finirmelo in un giorno (tranquilli, si tratta di appena 30 minuti ad episodio, ci vuole poco), perché la storia è molto interessante e la presenza di Yuki Furukawa (il Naoki di Itazura Na Kiss Love In Tokyo) era un incentivo in più. D’altronde mi sono vista pure Jyuyo Sankounin Tantei per lui, che mi ha annoiato per quasi tutto il tempo (per fortuna breve).
Tornando a Erased, per essere apprezzato bisogna ovviamente amare i misteri, visto che il tema più importante della serie è questa corsa contro il tempo di Satoru che cerca di fare di tutto per impedire l’uccisione della sua compagna di classe Kayo prima e il catturare l’assassino dopo. Ma Erased non è solo questo, è la scoperta di sentimenti come l’amicizia e l’uscire dal guscio di Satoru.
Dato che non mi faccio mancare niente, ho gettato un sacco di amore verso il rapporto tra Satoru e Airi, la sua collega e amica, la quale lo aiuta e ha fiducia in lui quando nessuno ne ha. 
Se Kayo rappresenta più la classica damigella in pericolo (d’altronde, poverina, aveva solo dieci anni all’epoca dei fatti), è Airi quella che instaura il rapporto più profondo con Satoru, qualsiasi sia la timeline, che lo colpisce e che scatena momenti molto importanti per far portare a termine la sua missione all’amico (e futuro marito, se chiedete a me).
Molto bella anche la bromance tra Satoru e l’amico Kenya, anche lui molto importante per risolvere la situazione.
Come noterete, in Erased sono molto più belli i rapporti meno “in vista”, per così dire, piuttosto che quello tra Satoru e Kayo, nonostante lui passi la maggior parte della serie a cercare di salvarla, perché penso si senta come fosse una cosa a senso unico per lei e quasi un mezzo per raggiungere un fine per lui (non che non volesse salvarla sul serio e non sia arrivato a considerarla un’amica, eh!).
Tra i vari salti temporali e colpi di scena (a parte l’identità dell’assassino che era un po’ banale), si arriva alla fine della serie, che ha un bel finale, più speranzoso che felice.

1% of Anything – 1%ui Eotteon Geot. K-drama. 2016. 16 episodi. Rom-com.

“This is the first time I’ve ever received texts like these.”

Da-hyun è un’insegnate di scuola elementare e un giorno aiuta un povero vecchio incontrato per la strada accompagnandolo in ospedale e pagando per le cure credendolo indigente.
In realtà, l’anziano signore è ricco e redige un testamento in cui lascia tutto a Da-hyun, mentre il suo impero potrà essere gestito da uno dei suoi due nipoti che sposerà Da-hyun.
Jae-in, nipote dell’uomo, ha un brutto carattere e non ha intenzione di sottostare ai voleri del nonno, ma finisce per iniziare una relazione finta con Da-hyun della durata di sei mesi.

Torniamo in Corea del sud con una commedia romantica classica tra feroci litigi, passione repressa, tanti limoni decenti, sentimenti che crescono, gelosie e contratti a tempo che non hai motivo di portare a termine, ma lo fai lo stesso perché sei stupido.
1% of Anything è stato un drama piacevole da guardare, leggero, con due personaggi pieni di chimica che ti faceva venire voglia di tifare per loro nonostante il loro brutto carattere. O meglio, il brutto carattere di Jae-in.
È una storia d’amore classica, o quasi. A parte l’aver cominciato a uscire insieme per cause avverse come un testamento, per il resto del tempo vediamo questi due personaggi conoscersi, uscire insieme, avere dei normali scontri fino all’innamorarsi, con giusto qualche turbolenza lungo la strada, perché un po’ di pepe non guasta.
Ho qualche rimostranza giusto sul finale, tutta quella storia del “il tempo sta scadendo, dobbiamo lasciarci”, sembrava messa apposta per allungare un po’ il brodo in vista del romantico finale, ma il risultato è stato solo una cosa messa lì tanto per, senza una giustificazione che sembrasse almeno un po’ credibile.

A Girl Who Sees Smells – Naemsaereul Boneun Sonyeo. K-drama. 2015. 16 episodi. Romance, Suspence, Fantasy. 

“Should we go solve a case?”

Una sera, Choi Eun-seol torna a casa e scopre che un serial killer ha ucciso i suoi genitori. Riesce a fuggire, ma viene investita da una macchina. Conoscendo il suo nome ma non il suo viso, il serial killer va all’ospedale, ma uccide la persona sbagliata, vale a dire la sorella minore di Choi Mu-gak, che era ricoverata per un semplice incidente. Intanto, la vera Choi Eun-seol è in coma e si sveglia tempo dopo senza memoria, con un occhio di colore diverso e il potere di vedere gli odori con esso.
Tre anni dopo, l’assassino è ancora convinto di aver ucciso la vera Choi Eun-seol, la quale ora ha un altro nome e cerca di sfondare come comica, mentre Choi Mu-gak è entrato in polizia per cercare di scoprire chi ha ucciso sua sorella.

A girl who sees smells è proprio il mio genere di drama, questo misto tra suspence, un tocco di fantasy e un bel po’ di romance ha attratto subito la mia attenzione appena ho letto la trama (diciamolo pure: sentivo la mancanza di While You Were Sleeping), tra l’altro ha un sacco di scene divertenti, principalmente nella prima metà.
La trama è stata gestita bene, ho adorato come sono riusciti a spiegare perché il killer non conoscesse il viso di Eun-seol, solo sul finale hanno cercato di allungare un po’ il brodo e sono venute fuori scelte un po’ ridicole. Però, a parte questo, ha un sacco di punti positivi, tipo un serial killer che, oltre che interpretato da un attore bello e bravo, viene esplorato per bene, dato che ci hanno permesso spesso di vedere il suo punto di vista, andando a sopperire il fatto che sia stata svelata la sua identità abbastanza presto. In genere sono una fan del “chi è stato?”, ma in questo caso non è stato affatto un problema, visto che l’antagonista era così sfaccettato da renderlo tra i migliori cattivi di drama che abbia mai visto. 
I due protagonisti sono nella parte (Park Yoo-chun non è il mio tipo, ma mi ha fatto ridere un sacco) e hanno un bel rapporto che si sviluppa bene nel corso della serie. Carinissima anche la contrapposizione tra lei che riesce a vedere gli odori e lui che dopo il trauma della perdita della sorella ha perso il gusto e la capacità di provare dolore.
Anche questo drama che vi propongo non contiene second lead amorosi, e il drama sta tanto bene senza questo inutile cliché.
Piccolo appunto: tragico che la protagonista fosse costretta a nascondere l’occhio azzurro per evitare che chi la incrociasse la trattasse come una pericolosa aliena venuta sulla Terra per conquistarla, ma anche un serio rimando al timore della gente per il diverso.

Passiamo ora agli “okay, ma…”. The Many Faces of Ito (J-drama. 2017. 8 episodi. Rom-com) era partito molto bene, con un trama originale tratta da un romanzo, dove una sceneggiatrice in cerca di idee per un nuovo programma sfrutta le storie di quattro donne innamorate dello stesso uomo. L’idea era bella, ma poteva essere fatto meglio e ho trovato il finale deludente. Sinceramente, avrei preferito il compitino fatto bene con un finale più semplice, piuttosto che questa corsa veloce sul finale molto malinconica.
Infine, Ugly Duckling: Perfect Match (Thai-drama. 2015. 9 episodi. Teen-drama, Comedy, fa parte di un serie di 4 drama diversi uniti da un sottile filo conduttore) tratta di questa ragazza il cui viso viene “rovinato” per un anno mentre viene sottoposta ad una cura a causa di un intervento estetico finito male. L’idea della ragazza ricca a cui succede qualcosa di sfortunato, anche solo momentaneamente, allo scopo di farla crescere è cosa già sentita, ma come idea per questo teen-drama andava bene. Il protagonista maschile è il completo opposto, povero, allegro, per niente superficiale come lei, era un bel personaggio… fino a che nell’ultima parte non gli salta una rotella e diventa brusco, antipatico, possessivo e geloso. Sembrava di vedere un’altra persona, tipo il fratello gemello cattivo, cosa che ha reso difficile superare lo scoglio degli ultimissimi episodi. Poi, come prevedibile, i protagonisti chiariscono ed è tutto perdonato… mah. Tra l’altro, anche se avessi chiuso gli occhi su questo, gli autori hanno deciso di piazzare un inutile finale aperto. Peccato, perché secondo me il finale con il super-prevedibile colpo di scena andava benissimo così, non c’era bisogno di stravolgerlo ancora una volta.

E con questo, per oggi, abbiamo concluso. Per la cronaca, mentre sviluppavo questo articolo, altri drama si sono aggiunti alla lista, quindi state sicuri che ParolePelate non vi lascerà senza nuove proposte di drama.

Ringraziamo: Drama,Drama e ancora Drama | *_TheWorldDrama_* | A.A.A cercasi dramas disperatamente | DRAMA che passione | Nσи sσlσ Ðяαмα иеllα Teѕтα

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