Telefilm/The Walking Dead

Recensione | The Walking Dead 8×09 “Honor” 

Non sto piangendo, mi è solo entrato un fiocco di neve negli occhi.

Durante i due mesi di pausa il mio subconscio ha avuto tutto il modo e tutto il tempo di metabolizzare l’evento più grosso di questa ottava stagione (siamo franchi: probabilmente, ad oggi, dell’intera serie) passando dall’inevitabile sgomento – “Oddio, muore Carl!” – ad una vaga rassegnazione – “Ah, già, muore Carl”.

Il problema di questo episodio è che, con un turbinio di emozioni, tutta la calma zen acquisita durante lo hiatus invernale è andata a farsi friggere, e praticamente sono ritornata al punto di partenza, a quel “Oddio, muore Carl”.

Carl che tutti pensavamo che mai avrebbe incontrato la falce della trista mietitrice, perché sì, insomma, dai, ti pare che fanno morire Carl? E poi che ne sarà di Rick? Cosa altro gli potrà dare motivo di alzarsi la mattina? Il fatto di avere delle responsabilità nei confronti di altre persone – non consanguinei, questo è il punto – sarà una motivazione sufficiente? Oppure sticazzi, molla tutto e ciaone, se vedemo?

Per farla breve, la domanda era: davvero gli sceneggiatori saranno temerari abbastanza da tentare una strada del genere? Far vivere Rick in un mondo senza suo figlio?

Evidentemente sì.

Ora, io mica lo so se, nel lungo termine, sia stata una scelta azzeccata. Nel breve termine oserei un “sì”, e senza nemmeno indugiare: questo episodio è stato incredibilmente emozionante, e nei restanti sette sarà senza dubbio interessante vedere Rick affrontare e verosimilmente elaborare la morte di Carl, anche e soprattutto alla luce della ancora in corso guerra contro Negan.

Ma nel lungo termine? Una volta che la morte di Carl avrà esaurito la sua spinta narrativa, e il capitolo sarà (per così dire) chiuso? Mi pongo queste perplessità conscia soprattutto del fatto che il malcontento tra chi segue la serie è sempre più diffuso, e per quanto a me piaccia ancora moltissimo, io sono io – e soprattutto io sono una sola persona. Gli sceneggiatori sono stati temerari, molto temerari. Riusciranno, nella stagione a venire, ad intrigare chi ora è in dubbio? Riusciranno a convincere gli spettatori a guardare un telefilm il cui protagonista ha, detto in soldoni, perso la sua motivazione? I problemi che mi pongo sono le basi della narrazione, dalla notte dei tempi: l’eroe della storia deve avere qualcosa lo spinga avanti. Si potrebbe obiettare che Rick è ancora il leader di una comunità: dovrebbe essere questa la sua motivazione, la sua spinta. Ho capito: ma è una spinta sufficiente?

Meglio: è una spinta all’altezza di quella di Carl?

Perché se è vero, ed è vero, quello che ha detto Rick al figlio, cioè che tutto quello che ha fatto – da Atlanta ad oggi – l’ha fatto per lui, allora dalla nona stagione in poi, con Carl trapassato e remoto, dove è da ricercarsi il cuore della serie e del suo personaggio principale?

Ma da qui alla nona stagione ci sono ancora parecchi mesi, quindi inutile che ci si rimugini ora (mi auguro semplicemente che l’abbiano già fatto gli autori), e spendiamo qualche parola più nello specifico sul vero e proprio addio di Carl.

Non so a voi, ma a me è dispiaciuto parecchio. Molto più che parecchio. Che alla fine io a ‘sto ragazzino capellone costretto a crescere troppo in fretta e che mangiava il gelato sul tetto, mi ero affezionata. Sono stata contenta che gli abbiano dato il modo di salutare le persone a lui care – caso più unico che raro in questa serie – anche se per me questo tipo di morte è quello più devastante, perché gli estremi saluti mi fanno sempre emozionare un sacco. Nel caso di Carl, poi, con le lettere scritte qualora avesse tirato le cuoia prima, io non avrei avuto scampo comunque.

Mi è piaciuto soprattutto il fatto che, fondamentalmente, Carl sia morto avendo l’ultima parola. Lui e Rick, per quanto affiatati, per un certo aspetto erano entrati un po’ in rotta di collisione: Rick è tipo da concentrarsi sulla mera sopravvivenza, mentre Carl aveva lo sguardo più rivolto al futuro (e non è manco cosa da poco, visto che aveva un occhio solo).

(che poi, del fatto che potesse essere cecato pure il suo “occhio interiore” dovrebbe essere indizio rilevante la circostanza che nella sua idilliaca società del futuro erano compresi anche Negan ed Eugene, ma vabbè…)

Ed è morto proprio predicando questa sua convinzione, che in quella vita c’è – ci deve essere, per forza – qualcosa di più. Non solo, ma è morto a causa di questa sua convinzione: non sarebbe stato morso, infatti, se non avesse sentito, in cuor suo, che aiutare Siddiq a “onorare sua madre” fosse la cosa giusta da fare. Niente, praticamente Carl è Gesù Cristo (sorry Jesus).

E se quindi Carl ha vissuto ed è morto coerente con i suoi principi, lo stesso non si può dire di Morgan che è passato da “Non ho intenzione di uccidere nessuno” a “Madò vi ammazzo tutti stronzidimmerda”. Ma vabbè, a noi Morgan piace così: non proprio cento/cento.


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7 thoughts on “Recensione | The Walking Dead 8×09 “Honor” 

  1. puntata straziante e lo dico io che carl lo reggevo poco.ma dopo che mi ha messo negan nei campi con la camicia di flanella,gli ho augurato..ah ops. un po’se lo è meritato. diamine…ok la speranza,ma cambiare negan è come ricostruire il buco dell’ozono(la prima cosa che mi è venuta in mente). un sogno che sembrava uscito da un boing(o come si scrive,quello delle canne per capirci).

    il malcontento generale viene da quelli che si lamentavano della morte di glenn e che minacciavano di non guardare piu’ la serie?ah ok.
    discorso motivazione di rick a parte che condivido, ci sta benissimo questa scelta. è stata una genialata. non solo a livello di twist,ma è la più realistica possibile:nessuno è intoccabile(tranne deryl),anche i grimes possono schiattare. a dispetto di tante serie che fanno mori’e resuscità con la semplicità di uno schiaccianoci(altro esempio improvvisato).

    e rick ha judith. ok pensa che sia figlia di shane,ma non ha la certezza matematica. è sua.
    che fin’ora abbia fatto tutto per carl,cambierà tutto. e se per i puristi del fumetto e delle basi seriali non sta bene,c’è sempre netflix o il segreto su canale 5.

    siamo sopravvissuti alla morte di prue,alla morte di marissa,all’uscita di scena di nina dobrev,alla morte di papà winchester(jeffrey dean morgan merita un monumento,icona di due mega serie tv,solo lui)….ho scordato qualcuno?….ah si derek sheperd,ok li’ancora rosico…..ps: morgan sbudellatore il top.

    domande: ma sbaglio o la scena dello scavo-tomba per carl è diversa? prima fanno vedere rick e michonne con dietro solo il sole,parevano illuminati da dio,poi a fine puntata ci sono le mura di alexandria dietro.
    la camicia di rick nella scena finale è diversa,è un flashforward?kirkman mi deve pagare il neurologo.

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    • Madò, avevo totalmente rimosso Judith! Uahahah, evabbè.

      Sono d’accordo con te sul discorso dell’intoccabilità, aggiunge senza dubbio un po’ di realismo e soprattutto a te spettatore garantisce un po’ di tensione perché non sai mai cosa potrà capitare (un po’ come la scatola di cioccolatini di Forrest Gump) però boh, non sono del tutto tutto convinta che nel lungo termine la serie non soffrirà un po’ per via di questa scelta narrativa.

      La scena finale non l’ho del tutto capita nemmeno io, certo è che Rick non ha un attimo di tregua!

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      • soffrirà il lato simbolico,padre e figlio,quello che rappresentavano…la serie soffre già i troll recidivi ad oltranza,e se regge quelli non credo avrà problemi di altro genere. oppure rick adotta negan…si,tanto non ci sarà mai tregua,non ti accorgerai neanche della mancanza di carl.
        ecco,è uscito pure un articolo di gimple che parla del finale di stagione che sarà devastante e che dobbiamo dimenticarci del fumetto(grazie gimple,hai stravolto tutto con carl morto,ci voleva molto a capirlo xD ).

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          • Quello che più mi dispiace è che la nuova serie di Lauren sembra un po’ una cagata, le solite robe trite della ABC, e boh, lasciare TWD per un salto nel buio del genere mi pare una mossa un po’ azzardata. Maggie ha ancora tanto da dire!

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          • io intanto gufo che il pilot affondi. scusa lauren sono con te per la parità salariale,ma se non ha mollato ellen pompeo…l’abc fa una pena,si spaccia per gran canale,ma la qualità è mediocre. di solito.

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