Film

Recensione | 50 Sfumature di Rosso… Sbavato

San Valentino è passato da un po’, eppure quest’anno l’amica che mi ha trascinato a vedere il film dalle sfumature non ben identificate, non si è fatta viva. Sebbene anche io avessi visto qua e là sui social il trailer, di andare a vedere il film non se ne parlava, ma non per qualche presa di posizione, ma perché anche io me ne sono dimenticata. Questo è un cattivo segno. Da parte mia sicuramente sono state complici le Sfumature di Nero che per quanto tecnicamente siano migliori del Grigio, sono state facilmente dimenticabili.

(Non facciamone una… Tragedia!)

Prima di partire con la recensione, assolutamente Spoilerosa, premetto che io i libri li ho letti e con l’avvento della saga cinematografica li ho anche riletti perché ad oggi per me non è ancora chiaro questo successo, ma soprattutto lo stuolo di “lettori” che venera le 50 sfumature come la Bibbia dell’amore estremo. Qua di estremo c’è ben poco se non una ragazza sfortunata che ha l’animo da crocerossina e si innamora di un uomo con seri problemi psicologici che sfociano in un approccio non ortodosso col sesso. Sono sempre stata una lettrice a metà strada, non osanno la saga, ma nemmeno la disprezzo. Ha i suoi lati interessanti, che non sono assolutamente legati alla stanza rossa, ma alla caratterizzazione ad esempio di Grey, e i suoi lati negativi, come interrompere il percorso di maturazione (sessuale) di Christian per un desiderio improvviso di sperimentazione di Ana.

Fifty Shades Freed come romanzo è stato deludente. L’inizio col matrimonio mi ha rimandato subito a quello tra Edward e Bella (e ricordo sempre che questa trilogia nasce come fanfiction di Twilight), per poi riprendersi con la questione figli e Hyde, che per me è stato l’unico vero colpo di genio della James. Il film precedente, nonostante Fifty Shades Darker sia dei tre quello che ho letto con più piacere, ha mancato di suspance. La trama thriller è stata completamente soppiantata dall’idea di trasformare 50 sfumature di Nero in un’idilliaca storia d’amore, perciò le mie aspettative sul Rosso erano nulle.

Il film vola in 105 minuti, anzi corre! Del matrimonio vedremo poco e niente, ma non mi stupisce perchè nel libro lo ricordiamo solo tramite flashback di Ana (Dakota Johnson). La luna di miele è stata una giostra di luoghi e veloci momenti dolci della coppia; tanto che all’improvviso mi sono sentita in una pubblicità di qualche profumo francese piuttosto che in una visita a Versaille. La scena della spiaggia ce l’hanno lasciata in versione, logicamente, più ammorbidita. Perché quello che contraddistingue gli ultimi due film di James Foley è la linea romantica e pucciosa, che ha preso questa storia. Il Grey di Jamie Dornan è un pasticcino che quando sorride mostra 20 anni ed ha gli occhi di un cucciolo di panda tutto da abbracciare. Quando è arrabbiato… questo Christian non è mai arrabbiato! Stuffoso, scocciato, ma tempo due minuti e ti si attacca come un koala addosso. Vedesi il breve momento di rabbia-gelosia quando Ana non vuole cambiare il suo cognome, ma basta comunicare e lui subito si illumina di immenso col suo tenero sorriso. Effettivamente però Christian a male pena alzò la voce nel Nero quando Ana si andò a fare una camminata schiaritrice. Quindi questo Grey è lontano da quello del libro, ma stranamente più in linea col personaggio ideato dalla James (non a caso lo sceneggiatore è il suo stesso marito: Niall Leonard). Christian Grey è un uomo con dei problemi irrisolti fin da adolescente, stadio mentale in cui è rimasto. Conosce solo un approccio doloroso e controllato dell’intimità e tiene sotto controllo la propria vita per evitare “sbavature” che potrebbero mandarlo in confusione. Effettivamente il Grey di Dornan è sempre controllato e mai esagerato, forse un’interpretazione più giusta del profilo psicologico del suo personaggio al contrario di quello cartaceo che sbraitava ogni due per tre e allora, dove starebbe l’idea del controllo? Certo, però così si è perso il senso proprio della perdita, invece, del controllo da parte di Chris a causa di Ana che lo sfida (perchè può), ma penso che alle volte non saper dare una risposta ad Anastasia nelle discussioni mostri bene il suo essere un ragazzino che non sa appunto cosa fare. Perciò Dornan a modo suo convince, ma allo stesso tempo, al di fuori delle parti drammatiche, non resta impresso poichè troppo dolce e patatoso anche quando “frusta“.

Tornando al film e il suo voler nascondere le varie sfumature, questo si evince anche dalla quasi totale mancanza di scene erotiche, trasformate in appassionanti scene d’amore. Parlando di una coppia innamorata e sposata il confine è stato oramai superato, eppure passare dai film precedenti a questo senza dare il dovuto spazio a quella che era la caratteristiche della trilogia, è stato spiazzante. Non che aspettassi impaziente un nudo frontale di Dornan, anzi, spero che solo la moglie possa godere di “tutto“, ma se già nel Nero si parlava d’amore, ma si è mantenuto uno stile sessuale più da libro e da primo film, perchè qua non c’è quasi nulla? Le scene di nudo sono pulitissime e mai volgari, assenti inquadrature più ampie per dar spazio ai primi piani degli attori. Mi sembra una scelta dettata più dal voler rendere il film meno “discusso” che da una qualche strategia dietro, del tipo :”Ora che l’amore è al suo massimo livello, inquadriamo le emozioni sul loro viso piuttosto che il sedere di Dornan che dondola sopra Dakota“.

(A: No, scusa. Dov’è che stava andando la mano di Dakota?!)

La pellicola contiene bene o male quasi tutto quello che c’è nel libro: matrimonio, luna di miele, Aspen, Jack Hyde, bambino e rapimento. Tra le grandi mancanze c’è sicuramente il fratello di Kate, Ethan, sostituito dall’amico José (inutile prima, figuriamoci ora), e ringrazio il cielo che non abbiano creato una storyline con Mia; il dott. Flynn, la cui mancanza per me cambia completamente il peso che si vuole dare a questo film; il rapporto tra Ana e Mia (Rita Ora), talmente assente che anche una chiamata della cognata appare fuoriluogo; e qualche scena un po’ più divertente come la scazzottata in discoteca.

Contenta invece che sia stato dato più spazio all’amicizia tra Ana e Kate. Come sappiamo nella saga cinematografica Kate (Eloise Mumford) non è a conoscenza dell’iniziale rapporto tra l’amica e Christian, un dettaglio effettivamente che poteva essere eliminato già da tempo in quanto nella trama influiva ben poco. Le due si confidano fin da subito su Elliot (Luke Grimes), dando così più evidenza alla parentesi Aspen. Ed anzi è stato perfino interessante vedere Ana interagire di più con gli altri Grey. Perché questa saga è Ana-Chris centrica, tutti gli altri sono un contorno di peso non ben specificato. Altro aspetto da promuovere di questo film è che finalmente è uscita fuori la sua anima thriller. Il Nero aveva un potenziale incredibile, che avrebbe potuto attrarre quella fetta di pubblico che non si sarebbe presentata al cinema neppure sotto tortura. C’era Leila e la sua presenza costante, quasi come un’ombra, Hyde e il suo doppio volto, ma mentre il secondo è stato sfruttato appieno, la prima è comparsa in un paio di scene, quasi dal nulla e poi puff. Come anche la stessa Mrs Robinson, quasi più presente con un’unico sms in questo film. Jack qua non è solo una minaccia di parole, ma di fatti. Lo vediamo agire all’interno dell’azienda di Grey e nel suo mega attico, aggredendo anche Ana e rendendo il suo personaggio molto più pericoloso di quello che ci saremmo aspettati. E anche se nel finale tutto è accaduto non solo velocemente, ma anche un po’ per caso: lui si volta e Ana gli spara con tanto di frase annunciatoria, io quegli occhi rossi spiritati che hanno seguito Anastasia dal film precedente, nel tribunale fino alla fine, non li dimenticherò facilmente come il calcio rotante che ha fatto volteggiare Dakota.

Tra una scena d’amore, un sorriso, un bacio e veramente tanta comunicazione di coppia (ma abbiamo letto gli stessi libri?), la scena più bella, come fu anche per il libro, è quella che riguarda Ana che scopre di essere incinta. Dornan, sempre col suo atteggiamento controllato, esterna con le parole e lo sguardo il suo non desiderio per questo figlio (i commenti in sala sono stati: Gli sono usciti gli occhi dalle orbite). Spassosa la parte di Lui ubriaco e sempre innamorato di Lei, e magistrale il litigio della mattina dopo tra loro due. Il miglior lavoro in questa saga è stato fatto sul personaggio di Anastasia Steele. Piagnucolona, che tenta ripetutamente di cambiare Grey, ma che non gli impartisce quasi mai una vera lezione. Qui è stata fatta un’ottima re-interpretazione di un personaggio femminile più che imperfetto abbastanza vuoto. Il dialogo pronunciato da Dakota è incisivo e tutto detto mentre era mezza nuda, coi capelli bagnati e probabilmente con 10 minuti per concludere la preparazione stessa. Da non dimenticare anche la risposta di Christian, ovvero nessuna. Questa è la vera rappresentazione di chi sono Anastasia e Grey.

Nel complesso il film è una simpatica storia d’amore con un risvolto thriller, ma non troppo. Le parti più pesanti sono state alleggerite, come l’inseguimento in auto, e anche in questo caso ho apprezzato di più l’aspetto risoluto di Ana, quasi più di polso di Christian; inoltre sono state fatte delle aggiunte interessanti come Hanna, l’assistente, che ci prova con Sawyer (durante la visione sono diventata strabica tra lui e Dornan). Assolutamente non ho sentito la mancanza di Leila e il ritorno del fan club, ma invece estremamente più di impatto la presenza di Gia, che nei libri ricordavo non certamente come un personaggio indispensabile.

Questa trasposizione a modo suo funziona, ma concentrandosi solo sulla storia d’amore, tutto il resto, i vari messaggi e le loro sfumature sono state annullate. Questi film sono le 50 sfumature di Anastasia Steele non di Grey di cui ci siamo ricordati in extremis sul finale e gli abbiamo dato la scena di commiato con la madre sulla tomba. Novità che ho apprezzato, sempre tenendo conto di questo Grey cinematografico, ma non nego che io sono rimasta insoddisfatta di non aver conosciuto la psicologia di questo personaggio che avrebbe significato però rendere la saga sicuramente più dark di quello che poi è risultata.

A tutti, regista, sceneggiatura, fotografia, cast do un 7 politico, qualcosa in più a Dakota. Però la saga comunque mi lascia con l’amaro in bocca dato che non ho visto le benedette sfumature, anche se mi ha dato quello che nei libri è inesistente: una sana crescita di coppia che parla e si appoggia a vicenda. Io il brivido, come Pieraccioni, non l’ho trovato, ma credo che non sia nemmeno da ricercare in questa serie di libri/film. Quello che davvero c’è da cogliere è il messaggio che c’è sotto, giusto o sbagliato che sia.

P.S. Di questo film non dimenticherò sicuramente i fantastici look di Dakota e Dornan che intona Maybe I’m Amazed!

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Ringraziamo: Citazioni film e libri | I Love Film and Telefilm | And. Yes, I love telefilms and films ∞ | Because i love films and Tv series | Christian Grey e Anastasia Steele: 50 sfumature d’amore

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