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Sapevatelo | Requiem – Che fine ha fatto Carys? 5 buoni motivi per dare uno sguardo al creepy mini-drama della BBC

Quando c’è da insinuare un dubbio, soprattutto a seguito di un crimine, avvenuto in maniera oscura, gli Inglesi sono maestri. E non parlo soltanto di scovare il colpevole o montare su un’indagine come in Happy Valley o Broadchurch, ma quel far uscir fuori talmente tanti scheletri dall’armadio che potreste scambiarlo per la porta dell’inferno. E come abbiamo imparato, poi, la porta dell’inferno, è generalmente sepolta sotto casa, mentre nella nostra tranquillità quotidiana pensiamo di essere immuni a qualsiasi cosa.

Ecco quindi che, in questo solco va ad inserirsi Requiem, una serie dal titolo apparentemente nefasto e che ci porta da Londra al Galles seguendo le tracce della misteriosa sparizione di una bambina circa 20 anni addietro. Ovviamente, il caso non ha avuto una conclusione, ed il tutto è rimasto in un limbo che ha avvolto per molto tempo una cittadina di provincia con i suoi segreti e le sue mezze verità, i suoi sguardi accusatori e la sua mentalità chiusa come un muro. Quando quindi una giovane violoncellista viene coinvolta suo malgrado in questa rete di eventi, non solo la sua vita, ma anche quella di chi gli è accanto viene capovolta completamente.

Ad un primo acchitto la trama potrebbe sembrarci scontata, eppure il trailer – confezionato ad arte – ci stuzzica inserendo quel non so che di sconosciuto e paranormale che ci fa venir voglia di premere play e lasciarci andare alla atmosfere cupe di questo mini-drama nuovo di zecca. E posso garantirvi che la visione, per quanto il ritmo sia forse simile a Hinterland (così come anche nelle ambientazioni e nel ‘folklore’ – nonché in alcuni personaggi) non delude affatto.

Ecco allora per voi, 5 buoni motivi per cui superare un pregiudizio iniziale e lasciarsi prendere da Requiem.

  1. Il cast – abbiamo imparato che oltre alla bravura e alla qualità, se un telefilmofilo riconosce almeno più del 50% dei volti in una serie, è probabilmente perché ne ha viste troppe o sono attori che ricorrono e in ruoli generalmente di spicco. Qui ce n’è veramente per tutti, da talentuosi esponenti di Downton Abbey a Ripper Street, da Hinterland e Poldark e via discorrendo. C’è addirittura una figura nota di Galavant (vi sfido a riconoscerlo). E se non riconoscete minimo lei, beh. Shame on you (ma c’è anche chi brucia le figlie eh…ma io non vi ho detto nulla).

    Lo sguardo di chi ne ha guardati male a milioni…

  2. La trama – come vi ho già detto, gli inglesi, anche partendo dalla banalità, riescono a costruire drama ad arte. Insomma, ammettiamolo, anche Shakespeare non è che si fosse inventato nulla di nuovo, ma prendi due amanti con un amore tragico ad esempio e connotalo con maestria su un ambientazione affascinante e senza tempo, allora si che hai un successo. Questo per dire che, anche se a volte la materia è sempre la stessa, è il modo di porlo che lo rende accattivante. Una pietra viene resa meno grezza e bella col tempo ma si riconosce la mano di chi la lavora. Ed anche qui, in Requiem, è stato fatto un ottimo lavoro. Rendere il banale ancora appetibile non è da tutti.
  3. Il soprannaturale – Ultimamente il crime all’inglese inserisce sempre un qualcosa di ‘oltre il normale’ quando si tratta di risolvere un mistero. Le terre a nord della manica poi si prestano, tra retaggi celtici, druidi e atmosfere gotiche, le quali, sono prepotentemente presenti in questo caso, grazie anche a tutta quella simbologia, tra corvi e simil-poltergeist e perfino doppelganger, che non lasciano mai deluso lo spettatore. Non mancano neppure pietre dal valore simbolico ed inquietanti rumori di fondo che si insinuano nel cervello. Creepy.
  4. Reality bites – Al soprannaturale, però, si affianca la realtà. A volte infatti scopriamo che in realtà quello che si pensa inspiegabile ha una spiegazione più che razionale, e c’è sempre di mezzo il misfatto o le malefatte di qualche individuo poco trasparente (e psicologicamente instabile). Requiem non delude neppure in ciò, ed anzi è proprio la durezza della realtà, una realtà spesso senza filtri, che ci colpisce proprio direttamente in viso, anche andando a colpire nei nostri sentimenti più profondi, facendoci realizzare che poi il mondo non è sempre quel bel posto in cui tanto aneliamo a vivere.
  5. E’ un prodotto di Mamma BBC con lo zampino Netflix. Non che siano esenti da produrre cagate anche loro, ma la percentuale è veramente bassa. Serve veramente dire altro?

 

-Notforyourears

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