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Sapevatelo | Everything Sucks: La Serie Di Netflix Sugli Anni ’90

Netflix ha la tendenza, brutta o bella che sia, a puntare molto sull’estetica dei propri prodotti, o meglio a proporre serie che siano apparentemente simili a show che hanno avuto grande successo. Pensate, ad esempio, ad Atypical, il cui poster richiama più che palesemente quello di 13 Reasons Why e anche ai protagonisti delle due serie che sono piuttosto simili nell’aspetto. È successo lo stesso con Dark, immediatamente paragonata a Stranger Things, nonostante a livello di tematiche forse si avvicini di più a Lost (si, lo so, niente è come Lost e niente lo sarà mai).

In ogni caso, non sono qui per fare una disamina sulle strategie di marketing di Netflix quindi perchè vi sto dicendo tutto ciò? Beh, perchè qualche giorno fa ho recuperato in un’unica serata The End Of The F***ing World e poco dopo ho notato sulla piattaforma una serie all’apparenza piuttosto simile: Everything Sucks. Entrambi i titoli non sono esattamente aulici, la fotografia delle due serie è similare, le inquadrature sono molto ricercate, i protagonisti sono piuttosto comuni dal punto di vista fisico (non ci sono i classici attori da serie tv americane) e, sin dai primi minuti di entrambi i pilot, si ha una sensazione di retrò, quasi vintage, accompagnata da un’atmosfera di sospensione della realtà che coinvolge lo spettatore e lo aiuta ad immergersi completamente in quello che sta guardando. Pwe fortuna, però, le differenze tra le due serie sono molte più delle similitudini, infatti, mentre The End Of The F***ing World punta a raccontare una storia di due adolescenti in perenne conflitto con il mondo e alla costante ricerca di qualcosa che li distingua dalla massa, da cui poi in realtà non sono così tanto diversi, Everything Sucks vuole raccontare la normalità. Questa serie parla del quotidiano, delle cene in famiglia, del liceo, degli sconvolgimenti portati dell’adolescenza, delle difficoltà di contatto fra genitori e figli che spesso non riescono a capirsi pur volendolo fare e di tante cose che più o meno tutti noi abbiamo vissuto almeno una volta nella vita. Ecco, la serie parla di tutto questo e di molto altro ma lo fa andando indietro nel tempo di una ventina d’anni, infatti è ambientata nel 1996.

Nello specifico Everything Sucks è un classico teen drama degli anni ?90 che segue le vicende di due gruppi di ragazzi, i quali frequentano il liceo di Boring (cittadina fittizia dell’Oregon), e che si troveranno presto a collaborare per produrre un film che stupisca e rianimi la noiosa vita della loro città.

Sembra qualcosa di già visto, vero? Avete ragione ma è per questo che funziona così bene. Everything Sucks non punta a sconvolgere o stupire, ma punta a far rivivere agli spettatori più grandi un’epoca ormai passata e a trasportare quelli più giovani in un periodo di cui magari hanno sentito parlare ma che non hanno vissuto. Ormai siamo abituati a vedere serie quasi più spettacolari dei film con effetti speciali pazzeschi, trame al cardiopalma e continui colpi di scena. Ecco, questa serie va nella direzione opposta. Riporta lo spettatore in una dimensione di normalità e di tranquillità. Ci fa rivivere quei giorni in cui il problema più grande era non essere ricambiati dalla persona che ci piaceva, in cui ci si poteva sedere a parlare, in cui le persone si guardavano davvero e non attraverso uno schermo. Non sto dicendo che, signora mia, prima era tutta campagna ed era tutto più bello, però questa serie mi ha fatto davvero apprezzare un ritorno alla semplicità e a dei ritmi più rilassati. Everything Sucks è una serie a dimensione umana e proprio per questo si è rivelata una piacevolissima pausa dalla frenesia quotidiana e una più che gradita riflessione su come i rapporti umani si stiano mano a mano deteriorando. Di sicuro si punta molta sull’effetto nostalgia, ma non è solo un modo per attrarre gli spettatori. Everything Sucks è un enorme omaggio agli anni ’90, cominciando dalle ambientazioni e finendo alla colonna sonora, che si pone come unico obiettivo quello di raccontare un’epoca fondamentale per la nostra cultura, in particolare per quella delle serie tv. Se poi nel vedere una VHS o un vecchio telefono fisso, vi dovesse venire una tremenda nostalgia vorrà dire che state invecchiando la serie è riuscita nell’intento di farvi provare qualcosa e che quindi  è valsa la pena guardarla.

Andiamo a vedere nello specifico ma senza spoiler, quali sono i punti di forza di questo show:

1) Il cast
La serie è interpretata da un cast di semi-sconosciuti (al massimo potreste riconoscere Sydney Sweeney, apparsa per una piccola parte nel series finale di Pretty Little Liars) e questo perchè sono tutti attori giovanissimi. Everything Sucks, infatti, è una serie sugli adolescenti, interpretata da adolescenti. Questo, però, non solo non toglie qualità alla recitazione, che è sempre di ottimo livello, ma aggiunge moltissima credibilità alla storia. Sebbene siamo abituati ormai da anni ad attori tra i 25 e i 30 anni che interpretano dei teenager, vi assicuro che vedere una quattordicenne interpretare una ragazza della sua età, fa tutto un altro effetto. E poco importa che questi ragazzi non abbiano mai vissuto quell’epoca, perchè certe sensazioni, certe emozioni e certi pensieri sono uguali, a prescindere dal fatto che dalla radio provenga la voce degli Oasis o quella di Ed Sheeran.

2) I personaggi
Farò una rapida carrellata per rendere l’idea.

  • Luke O’Neil (Jahi Di’Allo Winston). Matricola, aspirante regista, innamorato dell’idea dell’amore e alla ricerca di un modo per farsi notare, oltre che di un suo spazio nel mondo. A tratti ricorda Dawson Leery ma è molto più leggero e parla davvero come un liceale, senza analisi profonde su Spielberg e senza complessi esistenziali che durano interi episodi senza portare a nulla.
  • Kate Messner (Peyton Kennedy). È la figlia del preside, taciturna, introversa, un po’ arrabbiata con il mondo e in lotta con se stessa. Continuando con il paragone, se Luke è Dawson, lei è sicuramente una versione migliorata di Joey Potter, meno pesante, meno scontrosa, meno indecisa e soprattutto meno  dedita alla continua autocommiserazione.

  • McQuaid (Rio Mangini). Anche lui matricola, amico di Luke praticamente da sempre, nerd senza speranza, poco incline alle emozioni e fermo sostenitore del potere della razionalità. Ovviamente ci penseranno il liceo e le nuove conoscenze a scombussolare il suo modo di vedere il mondo.
  • Tyler (Quinn Liebling). Completa il trio delle matricole. È un ragazzo che vorrebbe solo essere ascoltato ed essere preso in considerazione ma, come spesso accade a quelli più timidi, viene sempre messo in disparte da chiunque, spesso in modo involontario. Le persone tendono a non accorgersi di lui e, pur soffrendone, Tyler cerca di non darlo a vedere, assumendo in qualche modo il ruolo di giullare del gruppo.

  • Emaline Addario (Sydney Sweeney). Ragazza molto popolare a scuola, membro del club di teatro, aspirante attrice, ape regina alla costante ricerca di attenzioni che, col passare degli episodi, si rivelerà molto più profonda e fragile di quanto non appaia all’inizio.
  • Oliver Schermerhorn (Elijah Stevenson). Studente dell’ultimo anno, anche lui aspirante attore, concentrato solo e soltanto su se stesso, sopra le righe, strafottente e bad boy dall’aria tormentata. È il fidanzato di Emaline e il suo partner di scena. Tratto distintivo: taglio di capelli alla Leonardo DiCaprio in Titanic o alla Matt Damon in Will Hunting- Genio Ribelle.

  • Ken Messner (Patch Darragh). Preside della Boring High School e padre single di Kate. È il classico padre che prova ad essere perfetto e lo è, proprio perchè non ci riesce. Farebbe di tutto per la figlia e prova a starle vicino, cercando di capirla e di non giudicarla mai.
  • Sherry O’Neil (Claudine Mboligikpelani Nako). Madre single di Luke, assistente di volo e quindi spesso in viaggio ma, nonostante questo, molto presente nella vita del figlio. Il loro rapporto, apparentemente perfetto, verrà messo alla prova durante gli episodi poiché inizieranno a sorgere i primi e classici contrasti tra una madre e il proprio figlio adolescente.

Come potete vedere, non c’è nulla di nuovo, nulla di originale o di sconvolgente. Ci sono solo persone normali, con vite normali che si barcamenano tra le difficoltà quotidiane ed è questa la cosa più bella. È facile catturare l’attenzione con personaggi atipici e stravaganti, ma riuscire a farlo con dei protagonisti semplici, e se volete anche un po’ stereotipati, significa aver centrato il punto. Arrivare al cuore dello spettatore, fargli provare qualcosa, senza bombardargli la mente di trame e plot twist, significa aver davvero creato qualcosa di buono Questi personaggi e le loro storyline ti spingono a non staccarti dal computer fino alla fine della stagione ma, allo stesso tempo, ti portano a riflettere e ti lasciano qualcosa dentro, nel profondo, un qualcosa che va oltre l’aver trascorso qualche ora a vedere una serie piacevole.

3) La colonna sonora
Dico sono “Wonderwall”, “Don’t look back in anger” e “Ordinary World”. Questa serie TV varrebbe la pena di essere vista anche solo per la colonna sonora. È anni ’90 che più anni ’90 non si può ed è fantastica.

4) Le ship
i teen drama vivono di coppie, si sa, e anche su questo Everything Sucks non fa eccezione. Ci sono coppie che sono coppie ma forse no, triangoli che diventano quadrilateri e pentagoni ma poi..beh guardatelo e lo scoprirete. Siamo al liceo quindi ci sono i primi amori, i primi baci, le prime cotte devastanti come solo nell’adolescenza possono essere, che cambiano e si evolvono ad un ritmo quasi frenetico. Fidatevi che c’è da divertirsi con la vita amorosa di questi ragazzi. E non solo con la loro.

Fino a qui tutto meraviglioso, ma questa serie ha anche un enorme difetto: dura troppo poco. Dieci episodi da 20-25 minuti sono davvero pochi e volano in un lampo. Mi sarei persa volentieri per ore, e addirittura mesi, nelle vite di questi ragazzi e di alcuni avrei voluto sapere molto di più. Va da sé, infatti, che con così poco tempo non si riescano ad approfondire i personaggi secondari anche se è stato dato spazio piò o meno a tutti e, in qualche modo, abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare ognuno di loro. Da questo punto di vista, la serie è girata in modo magistrale, infatti è in grado di far cogliere i tratti distintivi di alcuni personaggi anche solo con un’inquadratura. Bastano due secondi e all’improvviso si apre una finestra su un aspetto del tutto nuovo di questi ragazzi, un aspetto che, magari, fino a quel momento, era rimasto nascosto.

Che altro dire se non “guardatela”? Davvero, vi consiglio spassionatamente questa serie. Guardatela, innamoratevene e lasciatevi cullare, e a volte travolgere, dall’atmosfera che solo i mitici anni ’90 sanno creare.

Vi lascio il trailer della serie, nel caso le mie parole non siano state abbastanza convincenti, ma prima vi invito a mettere mi piace a Parole Pelate, se non lo avete ancora fatto.

 

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One thought on “Sapevatelo | Everything Sucks: La Serie Di Netflix Sugli Anni ’90

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