Shameless US/Telefilm

Recensione | Shameless 8×12 “Sleepwalking”

Il finale dell’ottava stagione di Shameless chiude sulle note di “Up All Night” dei The War On Drugs e la canzone è come se cullasse le scene finali, in un’atmosfera che non lascia nessuna sensazione di conclusione, ma si dissolve senza peso. In effetti “Sleepwalking” è una puntata che non ha assolutamente sapore di finale di stagione e, come da titolo, sembra camminare come un sonnambulo attraverso la chiusura della stagione.

“I’ve been drunk or high almost everyday, since I was 12 years old. […] I’ve been sleep walking through my life for years, and I’ve been so loaded I haven’t known what I want you know, or who I wanna be, or be with and fuck! […] I don’t know how to be with myself, let alone someone else! I don’t know what I want, but I know I have to be honest with you.”

“Sono stato ubriaco o fatto quasi tutti i giorni, da quando avevo 12 anni. […] Sono stato come un sonnambulo attraverso la mia vita per anni, ed ero così sbronzo che non sapevo cosa volessi, o chi volessi essere, o con chi stare e cazzo! […] Non so come vivere con me stesso, figuriamoci con qualcun altro! Non so cosa voglio, ma so che devo essere onesto con te.”

Alla fine della settima stagione Lip aveva appena rotto il circolo vizioso dell’alcolismo e questa stagione ha descritto ciò che viene dopo la rottura, cioè il ritrovare la propria individualità, lontano dalla dipendenza e soprattutto lontano dalla co-dipendenza con le persone. Il confronto con Sierra è intenso ed è il risultato di un lungo e faticoso percorso tra la ricaduta del suo ex-sponsor e la morte di Youens. Infatti, dopo di esso è scattato qualcosa e la sua offerta di aiuto alla bambina è la prima occasione in cui la sua disponibilità lo arricchisce invece di limitarlo. La volontà di Lip di tornare al college dichiarata nel finale di stagione “The Requiem For A Slut” sembra ormai solo un ricordo, ma le sequenze finali del personaggio lasciano intuire che Lip abbia ormai un’infinità di possibilità davanti a sé e il rivederlo nell’ambiente accademico a sfruttare il suo potenziale potrebbe non essere solo un miraggio.

Il tema del sonnambulismo non è affrontato in modo solo metaforico, ma si scopre che a Liam capita di camminare nel sonno e ritrovarsi a dormire in giardino. Ciò va a genio, oltre che con il titolo, con la sfortunata ottusità di Carl che gli costa di rimanere ammanettato al letto da Kassidi, la quale non desiste a non far tornare all’accademia militare il ragazzo. Sembra proprio che sia questa ulteriore pazzia di Kassidi a far rinvenire Carl, ma se ne rende conto troppo tardi e quando non vede via d’uscita gli scende addirittura una lacrima. Fortunatamente Liam, oltre ad essersi scoperto sonnambulo, si scopre anche ladro di chiavi e libera Carl che fugge e non si guarda indietro fino al bus diretto all’accademia. Inoltre, Kassidi non è l’unica ad avere la peggio contro Liam che, probabilmente per la prima volta, va contro il padre in onore della sua amicizia con il suo nuovo compagno di classe. Una rivolta filiale prevedibile e una conclusione per Frank tanto disgustosa quanto banalmente comica.

Al contrario di Liam, Debbie è talmente presa da se stessa che di fronte al fratello ammanettato non può fare a meno di sfogarsi a proposito del padre di sua figlia. La storia di Debbie fino a questo punto si rivela abbastanza inconcludente e riesce solo a far speculare su cosa deciderà di fare per quanto riguarda la proposta di Derek sull’affidamento congiunto. Soprattutto occorrerà vedere se la ragazza riuscirà a ragionare lucidamente e a mettere il benessere della bambina al primo posto, oppure se non potrà fare a meno di farsi influenzare dal rancore.

La storia di Ian prosegue nella sua ambiguità e le ragioni della sua megalomania rimarranno in sospeso. L’ambiguità è data dalla prevalenza per Ian di scene altamente scenografiche e ammiccanti rispetto al suo nuovo ruolo di profeta (ancora una volta è illuminato come se fosse luce divina) e di scene che dovrebbero essere introspettive. L’intera linea narrativa poggia sull’interrogativo se Ian prenda i medicinali o no (o magari non stiano funzionando come dovrebbero) e coloro che gli sono vicino continuano a torturarsi su questa domanda che, evidentemente, non troverà risposta prima della prossima stagione. L’unico risultato della storia di Ian è stato il logoramento probabilmente irreparabile del rapporto con Trevor, proprio dalla cui riconquista erano iniziati gli slanci altruistici di Ian.

Più in questa puntata che in altre, il personaggio di Fiona è stato patinato dalla nostalgia di una sorella maggiore sfrontata e decisa, tra preoccupazione e voglia di indipendenza, di una Fiona più giovane che per il pubblico è Fiona delle prime stagioni: la mazza da baseball, la frase “It’s time to go Gallagher”, l’apprensione per Ian e infine l’idea della partenza. Tutto ciò ha, però, un carattere della Fiona cresciuta e un po’ meno impulsiva. Siamo stati indotti a pensare per un attimo che Fiona potesse dare retta a Frank e lasciar far incendiare il palazzo, invece usa un più strategico lacrimogeno; la sua fretta di concludere la questione con gli occupanti e la causa non l’ha portata a seguire consigli non adeguati e ha concluso un accordo con una firma su un contratto (anche se bruciare $200 è stato superfluo seppur efficace, chi non ha pensato insieme a Ford a banconote false?); infine l’idea di scappare la propone lei a Ford quando nel finale della prima stagione, per chi non si ricordasse, era stato Jimmy ad invitarla alla fuga. Il mix tra vecchio e nuovo per Fiona in questa puntata è stato vincente.

La parentesi comico-caustica di Kevin e Veronica come complici di Svetlana è stata, per quanto sia possibile, leggera. Svetlana è stato l’unico personaggio ad aver avuto una conclusione ufficiale dato che Isidora Goreshter, l’attrice che la interpreta, ha scritto sul suo profilo Instagram un addio alla serie. In effetti il personaggio ha ottenuto ciò che ha sempre voluto e ciò per cui era migrato negli Stati Uniti, però anche questa conclusione non era stata abbastanza decisa da non far attendere ulteriori sviluppi nella storia di un personaggio così imprevedibile come Svetlana. Kev e Vì sono stati di contorno alla vicenda e, forse, senza Svetlana a rubare la scena nella prossima stagione, potrebbero tornare ad essere protagonisti e, possibilmente, a riavvicinarsi ai Gallaghers dato che ormai vivevano storie parallele.

In sintesi, questo finale di stagione che non sembra un finale di stagione può avere ragione di essere costruendo ponti con la prossima stagione, magari svegliandosi dal sonnambulismo.

Shameless tornerà con la nona stagione in data ancora da definire.

Ringraziamo: • Emmy Rossum Italia •| Shameless US Italian Page | Serial Lovers – Telefilm Page | Serie Tv Mania | Film & Serie TV | Serie Tv News | Crazy Stupid Series | – Telefilm obsession: the planet of happiness –

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