Telefilm/The Crown

Recensione | The Crown 2×07 – 2×08 – 2×09 – 2×10 “Matrimonium – Dear Mrs. Kennedy – Paterfamilias – Mystery Man”

Il mio apprezzamento per la serie di Netflix più acclamata dalla critica, sale sempre più. C’è chi dice che con la seconda stagione abbiano romanzato troppo, si siano trasformati in una telenovelas, ebbene niente di tutto ciò è davvero accaduto; a volte Peter Morgan ha calcato la mano su alcuni piccoli dettagli (tipo il sedere di Goode, ma credo che nessuno si sia veramente lamentato), ma la veridicità storica è intatta. Il suo creatore partendo da un evento storico e mostrandocelo prima dall’esterno, si è interrogato su come avesse potuto davvero la Regina e la sua famiglia aver reagito a tale avvenimento, cosa avrebbero pensato, ed ecco che compostamente si addentra in ciò che i giornali o libri di storia non avrebbero mai potuto scrivere, non andando mai oltre, o quasi, quella invisibile linea di confine che c’è tra realtà e finzione.

Conclusioni 2×07:

Si ritorna a puntare il riflettore su Margaret, ma non tanto sul suo matrimonio, ma sulla situazione controversa in cui si sta gettando ingenuamente con il fotografo Armstrong-Jones. Questo è il caso in cui Morgan partendo da un fatto realmente accaduto e da una serie di indiscrezioni passate alla storia ha realizzato di suo pugno, concretamente, quanto è stato detto a parole. Prima di The Crown mi ero informata, sapevo anche delle voci riguardanti la sua presunta bisessualità, ma assistere non tanto alle scene di nudo perchè Matthew può, ma alla sdregolatezza della sua vita fatta principalmente di lussuria e una ricerca sfrenata di affetto o attenzioni materne, a mio parere, mi ha lasciata di stucco. Che Antony fosse davvero così non lo sa nessuno se non le persone che hanno vissuto intorno a lui, dato che i diretti interessati sono venuto a mancare, come proprio Armstrong nel 2017. Ma Morgan non si è limitato come ha spesso fatto ad un’elencazione di fatti per bocca di Tommy o Martin, per poi, come nel caso del rapporto di Marburgo mostrarci a testimonianza delle parole le reali foto che ritraevano il duca di Windsor nel suo viaggio non ufficiale nella Germania di Hitler. Non un’affermazione c’è stata da parte dello stesso ex re interpretato da Alex Jennings, ma solo una serie di ammissioni riguardanti i pensieri di un giovane uomo, non fatti. Questa volta Morgan ce li vuole mostrare e lo fa con le relazioni di Armstrong, il suo anche disinteresse per Margaret e invece l’interesse della principessa solo nel volersi sposare. È indicativo il discorso avuto con la sorella; Margaret vorrebbe trasgredire le regole partecipando a festini, bevendo e sposando un uomo non proprio convenzionale per la sua famiglia, eppure non rinuncia al titolo, eppure non sta cambiando assolutamente nulla nè intorno a lei e neppure per se stessa. Margaret sarebbe stata una perfetta regina, ma nella sua testa (cit. Elisabetta II). Per regnare non bisogna avere solo una testa giovane, spingere verso la modernità, dimenticando il passato. Per far ciò bisogna avere una mente e un cuore liberi e pronti. La lettera di Townsend le fa solo capire che lei a differenza degli altri non ha nulla, è questo che la spinge al matrimonio, non un affetto profondo per il fotografo, ma il baratro. Lo stesso vale per lui. Non voglio affermare completamente che Antony si sposi per avere un titolo e una rivalsa su una famiglia che lo ha considerato uno sbaglio, e neppure che la principessa non sia sincera verso Antony, sicuramente tra i due c’è una grande intesa nata proprio sulla mancanza che sentono. Ma sono l’uno per l’altra la persona giusta a colmare questo vuoto? Tutte queste domande sono suggerite da una Elisabetta che onestamente di fronte all’ostinatezza della sorella decide di fare il suo, ma poi di lavarsene le mani. Margaret non sa chi sta sposando perchè è troppo concentrata su se stessa e infatti l’intero episodio è spaccato in due punti di vista che mai si uniranno. Non vedremo la celebrazione di questo matrimonio a Westminster Abbey, ma solo i due sposi, come vivevano le loro vite e cosa li ha spinti a sposarsi.

C’è passione, ma l’amore? Una sola cosa è chiara a Margaret, lei è una principessa, ma non quella delle favole… anche se nel profondo lo vorrebbe. Di nuovo due sorelle a confronto, ancora una volta emerge la forza di una e l’estrema fragilità dell’altra nate entrambe dalla “Mancanza“.

Conclusioni 2×08:

The Woman VS The Woman. L’ottavo episodio introduce la corruzione della diga di Volta del 1961. Il Ghana, uscito dall’impero nel 57, sarebbe in trattative coi russi ed è a questo punto che la regina Elisabetta II decide di agire in prima linea forse per la prima volta. Ancora una volta Morgan rende più chiaro come voglia mostrarci i pensieri di una donna dietro a degli eventi storici. E credo che al momento questo sia il tentativo più riuscito. Partirò dalla fine e la decisione della regina di far suonare le campane per la morte del presidente americano Kennedy. Sembra una decisione quasi politica, scaturita dal sospettoso pensiero che la moglie del presidente Jacqueline non si sia cambiata gli abiti sporchi di sangue volutamente. Per quanto questo episodio metta in una luce un po’ troppo scura i Kennedy, facendoli apparire più macchiavellistici che mai, sul finale si mostra anche l’insicurezza della regina e dove stia la vera fragilità, al momento, di questa corona. Talmente sospettosa verso i gesti della consorte americana, da giocare più di una mossa azzardata in questa immaginaria partita a scacchi. Allo stesso tempo l’immagine glamour della signora Kennedy viene mostrata sotto un altro punto di vista. Anche in questo caso tutte le voci di corridoio trapelate negli anni sono state rese concrete come i commenti fuori luogo della first lady americana su quanto l’avesse poco impressionata la regina, l’uso di particolari sostanze da parte dei Kennedy, oltre l’egocentrismo di Firtzgerald e le sue infedeltà. Forse non ho gradito proprio l’immagine incattivita del presidente americano interpretato dal Dexter Michael C. Hall, ma neppure il finto buonismo di sua moglie. Di fronte a determinati atteggiamenti bibolari della first lady il sospetto è giustificato secondo questa interpretazione storica di Morgan. Poteva pure essere la donna che ha incantato col suo fluente inglese il generale francese de Gaulle, ma proprio da ciò non ti aspetti commenti maligni verso un’istituzione come la corona inglese e il suo vecchio hotel di provincia. Sicuramente il contrasto tra le due famiglie era per mettere sotto una luce migliore quella inglese e la bontà genuina di Elisabetta che si sentirà anche in colpa di fronta alle confessioni della first lady, ma è qua che interverrà un Filippo diverso da come lo abbiamo conosciuto nella prima stagione. Questa seconda sta mostrando a tutto tondo il suo carattere spigoloso, le sue battute volgari che però facevano ridere la moglie e un aspetto molto più conservatore di quanto ci si aspetterebbe date le sue origini, e a volte anche doppia faccia. Contrario alla presenza di un uomo senza titolo al fianco della cognata, quando lui invece era un principe, o in disaccordo con l’idea che la Regina debba intervenire e non essere solo un monarca di riferimento.

Però alla fine è sempre il duca di Edimburgo che crede di più in sua moglie e anche se usa termini non appropriati, o semplicemente troppo diretti, è la cosa giusta che le dice. Splendida la scena in cui alla notizia della morte del presidente Kennedy si tengono per mano, riflettendo forse su quanto anche se ci si crede infelici, quando perdi qualcosa quella era la felicità.

Conclusioni 2×09:

Mentre nel presente si delinea sempre più il Filippo attuale, con questo penultimo episodio sappiamo perfettamente chi è stato nel passato e quali influenze potrebbe avere il suo futuro. Contrapposta alla sua figura c’è quella del figlio, il principe Carlo, un accenno ad un personaggio che sicuramente nelle prossime stagioni avrà più rilievo, ma qui vengono gettate in maniera chiara le basi su cui verrà descritto. Il duca di Edimburgo vorrebbe che il figlio fosse formato allo stesso college in Scozia da lui frequentato da giovane, tenendo più conto di ciò che vorrebbe per il figlio che invece di ciò di cui avrebbe avuto bisogno. La differenza tra le due figure è abissale, nonostante entrambi i giovani siano vissuti in una famiglia assente, se Filippo si è rimboccato le maniche per andare avanti e costruirsi qualcosa, Carlo dal canto suo ha un temperamente più passivo, posato, timido; è più facile rapportarsi con la servitù che effettivamente gli mostra un affetto più familiare che con la madre e il padre stesso. Significativa la scena finale. Il ritorno a casa di Carlo. Filippo corre ad abbracciare la figlia più grande, forse più spigliata, più simile per temperamento a lui, la Regina osserva la scena dalla finestra, qualcosa la frena, si ritira nelle sue stanze lasciando che siano proprio le persone di palazzo ad accogliere Carlo a casa.

Ritorna in mente l’effermazione di Filippo al suo amico Mike nel momento degli addii, la regina vuole altri figli perchè Carlo non lo considera come tale, ma solo come la Corona. Possiamo crederci o no, prendere alla lettera questa dichiarazione, oppure alleggerirla dal significato che gli è stato dato, fatto sta che il principe Carlo è l’erede al trono e questo lo rende automaticamente qualcosa da proteggere forse perdendo lo status di semplice figlio e perchè no, persona. Nonostante anche Filippo abbia avuto un padre severo, una madre assente per salute, non è riuscito una volta adulto a dare l’esempio, ad imparare dagli errori dei propri genitori, probabilmente indurito dalle perdite del passato. Dall’aver perso l’unico familiare, la sorella a cui era legato. Il confronto tra padre e figlio è impietoso. Avevamo la certezza che Carlo non ce l’avrebbe fatta, eppure quando non arriva puntuale alla gara, tenuto stretto dalla guardia del corpo, ho sperato che il padre insito in Filippo si sarebbe reso conto che i figli non sono sempre lo specchio di se stessi, che sono più le circostanze a renderci tali che un’istruzione severa. Ma Filippo nella 2×09 non è ancora un uomo sincero con se stesso. Unica nota stonata dell’episodio, è la mano di Morgan calcata sul melodramma. La precipitazione dell’aereo su cui viaggiava la sorella del duca con la sua famiglia è stata interminabile, Filippo che vagava nel bosco e assisteva allo scempio, uno strazio senza fine. Per non parlare che anche se è stata una tortura quella scuola per Carlo, come il suo stesso padre anche lui è stato eletto caposcuola, quindi non è stato del tutto emerginato come in questa interpretazione. Sicuramente queste immagini sono servite a mostrare lo squarcio profondo di questo reale che è alla costante ricerca di un suo posto, irrequieto.

Conclusioni 2×10:

Questo finale di stagione mi ha toccata, ma allo stesso tempo come fu per il primo, mi ha lasciato un senso di irrequietezza. Peter Morgan sa il fatto suo, e se a volte forza su alcuni dettagli mettendo in bocca ai suoi personaggi pettegolezzi reali passati alla storia, la maggior parte delle volte lascia che questi non vi rispondano direttamente. L’unico difetto di questa costosa serie per me è sempre stata la discontinuità degli eventi. Nonostante proceda cronologicamente, per ricoprire un certo arco di tempo è tenuta a fare dei salti temporali e perciò spesso ciò di cui si è trattato nell’episodio precedente non verrà mai più ripreso. Non è il caso non solo dei presunti tradimenti del duca di Edimburgo, ma proprio della ballerina sovietica, Galina Ulanova. Ho riflettuto molto sul discorso di Filippo fatto alla moglie e in tutta onestà qualcosa mi sfugge. Non ha ammesso la sua infedeltà, ma neppure negata. Le ha detto che non vuole che lei si volti dall’altra parte. Vuole essere guardato da lei, tenuto in considerazione e non dato per scontato. Non si può negare che un affetto, un amore c’è. Contrariamente a Margaret ed Antony, visti fugacemente e volutamente separati, in cerca solo di un posto dove tornare, non restare. Quello che è sempre mancata nella coppia reale è stata la comunicazione, Elisabetta aveva bisogno di tempo per capire chi fosse da Regina e in questa stagione ha brillantemente mostrato la sua corona senza grosse esitazioni. Filippo dal canto suo doveva capire come consorte chi potesse essere. Ma hanno proceduto separatamente. È una dichiarazione complessa quella di Filippo, ammette che lei è il suo dovere, che la ama, e che non è un uomo debole, e forse è in questa affermazione che sta la chiave di lettura. È un uomo forte e in quanto tale vuole essere visto. L’unica risposta è quella data dalla regina stessa, nessuna parola, solo ricambiare l’abbraccio di cui aveva bisogno. Significativo l’atteggiamento successivo di sua Altezza Reale, quando sgrida la famiglia in posa per la foto. La moglie è stanca, un parto, un periodo difficile e finalmente interviene lui anche in queste piccolezze come un marito. Il ruolo che Filippo non ha mai davvero accettato è quello di marito in ombra di una moglie più importante. E se ci sono due (o forse tre con Profumo, segretario di stato per la guerra) uomini che crollano Stephen Ward e il Primo Ministro, forse ce n’è uno che “risorge” dalle sue ceneri: Filippo. E come Mcmillan ha assistito ad uno spettacolo dove lui era il protagonista, lo stesso ha fatto la regina, ma mentre il primo ha deciso di abbandonare il palco, la seconda ha continuato ad andare avanti.

Nel complesso questa stagione? Più avvincente della prima, sicuramente più “ricamata” dai pettegolezzi che hanno costellato quegli anni fino al 63-64, spesso esplicitati come la vita dissoluta di Antony Armstrong, o il passato devastante del principe Filippo, incentrata più sulle emozioni private che in realtà hanno influenzato le vicende esterne. Ma come per la stagione passata lacia un senso di profonda amarezza. Il rapporto tra Margaret ed Elisabetta è solo fatto di frecciatine pesanti dalla prima, il matrimonio della principessa fin dal principio non mostra assolutamente nulla di stabile, il carattere contraddittorio, spinoso di Filippo a volte innervosisce e anche il perenne sguardo giudicante della Regina non aiuta. Ma ancora una volta Morgan è da ringraziare per una splendita serie estremamente attenta alla verità storica ed emotiva di una famiglia reale ancora in vita. Le voci di corridoio possono trasformarsi in immagini, a volte forti, ma spesso, la risposta alla domanda non c’è, ci sono però sguardi, insinuazioni e personaggi portati a riflettere, perchè la storia è stata già scritta, ma sicuramente dietro le azioni compiute ci sono state persone che hanno ragionato, riflettuto e sofferto.

Ora attendiamo la prossima stagione con Olivia Colman nel ruolo di Elisabetta II, salutando i grandi occhioni azzurri della bravissima Claire Foy, magistrale in un ruolo che poteva risultare caricaturiale, e attendiamo nuove notizie per iniziare già a fantasticare su quanto accadrà, ma soprattutto non su cosa, ma su come, nelle prossime stagioni.

Nel frattempo circolano voci sulla presunta presenza dell’eclettica Helena Bonham Carter al posto della splendida e pungente Vanessa Kirby, cosa ne pensate?

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