Dorama&Drama/Rubriche/Say Yes To The Drama

Say Yes To The Drama | Volume IV – Da While You Were Sleeping a Full House Thai

E l’anno nuovo prosegue con un altro appuntamento di questa esotica rubrica all’insegna di drama, dorama e lakorn (serie tv thailandesi). Tra una serie tv occidentale e l’altra, la visione dei dorama è un ottimo passatempo proprio per la loro varietà tematica e soprattutto per la brevità di durata. Tra i buoni propositi dell’anno passato c’era quello di inserire nella mia lista anche molti Jdrama, Cdrama, ecc. e così è stato e vi dirò, vi avessi ascoltati prima…

Marriage not dating – Yeon-ae malgo gyeolhon. Kdrama. 2014. 16 puntate. Commedia-Sentimentale.

I would like it if you depended on me.

I have always depending on you, didn’t you know that? During that time, because I slept on your shoulder and dreamed such a sweet sleep and you gave me the strength to run around all day.

In cerca di una rom-com (commedia romantica) dai toni più maturi, mi è stata consigliata la visione di Marriage not dating, un titolo che è tutto un programma. Joo Jang-mi (Han Groo) ha un pessimo fiuto in fatto di uomini e considera il matrimonio lo scopo di una relazione; il chirurgo plastico Gong Ki-tae (Yeon Woo-jin) al contrario non ha assulutamente intenzione di convolare a nozze e anzi deciderà di portare a casa la fidanzata peggiore del mondo per avere la disapprovazione della famiglia. Forse per entrambi questo atteggiamento è il frutto di situazioni familiari poco serene, ma molto attuali. Questo kdrama mi ha dato modo di posare lo sguardo su un nuovo manzo: Woo Jin. All’occhio non salta subito, ma ha una voce profonda e lo sguardo intenso. Qui ha un ruolo infelice, quello dello scapolo impenitente, perciò non proprio l’oggetto del desiderio di chi inneggia all’amore duraturo suggellato da un bel matrimonio. È completamente fuori dalle questioni d’amore, non sa come comportarsi, ha delle tempistiche errate, ma come fidanzato “reale” è la quinta essenza della dolcezza, anche quando rimprovera la svampita (e con più di una rotella fuori posto) Jang Mi che non gli dispiacerebbe condividere il letto con lei per altro, prima del matrimonio! Il completo insuccesso della commedia sarà dovuto proprio all’apertura mentale verso il sesso e i rapporti umani in una società, quella coreana, che ci tiene particolarmente a mantenere un certo rigore anche in tv (gente che si squarta sì, ma guai che ci sia un bacio alla francese!). Varie sono le situazioni attuali presentate: la ragazza che si concede con la speranza di “accalappiare” l’uomo, lo scapolo che guarda al matrimonio come alla fine del mondo, la coppia sposata che tace i propri segreti, perciò la moglie che sopporta in silenzio la seconda vita del marito nonostante le innumerevoli umiliazioni, la giovane ragazza che resta incinta e si sposa frettolosamento col mal capitato di turno, chi vorrebbe un figlio al di fuori del matrimonio, e tanto altro. Nonostante i punti di riflessione è una storia stracolma di gang (dalla dissenteria al richiamo soave della suocera Shin Bong-hyang di cui ho ancora gli incubi) da far lacrimare gli occhi. Non di certo una favola, ma una storia realistica sì.

Queen for seven days – 7 Ileui Wangbi. Kdrama. 2017. 20 episodi. Storico-melodramma.

Am I too late?

No. You are not late at all.

Was it very hard? I am very proud of you. You… did very well until now.

I knew you were waiting for me. That is how I managed. I knew you were always there for me. I also… did what I had to.   

Riflettendoci su, i drama di Woo Jin hanno spesso un titolo che fa perfettamente presagire come andranno a finire, ecco il caso di Queen for seven days. La bellissima e sempre sul pezzo Park Min-young è naturalmente la sfortunata regina per soli 7 giorni. Tratto da una storia vera, da cui è nata una splendita leggenda coreana per tutti gli amori sfortunati (o tragici), parla del futuro re Jungjong partendo dalla sua adolescenza quando sul trono c’era ancora suo fratello il re Yeonsangun (Lee Dong-gun). Contrariamente a quanto mi aspettavo, suggerito dal titolo stesso, la storia non si concentra su quei fatidici 7 giorni, ma su come siamo arrivati fin lì. E io ci aggiungerei con lacrime e sangue, se no che sageuk (drama storico coreano) sarebbe. È la storia di un trono che in realtà nessuno vuole perchè questo ha insinuato odio e ostilità nell’innocenza di due fratelli, figli di Regine diverse, che saranno costretti a rinunciare al loro affetto reciproco molto presto a causa del sospetto. Se il fratello maggiore si appropria del trono perchè è l’erede legittimo e tutto ciò che ha, dato che è stato privato di una madre per giunta deposta, colpa della quale viene macchiato, dell’affetto del padre e raggirato da gente a lui vicina, interessata solo ai propri interessi, l’altro invece salirà al trono più per dovere che per propria volontà.

Non è l’amore per la “bella” che li accomuna, anche se sarà l’unica ad offrire conforto agli sfortunati fratelli, ma il loro non volere essere re. Questo drama ti spinge ad amare entrambi i male carachter senza poter davvero scegliere; la fragile follia di uno e la risoluta lucidità dell’altro, portano lo spettatore ad apprezzarli entrambi e anche se shippi il principe con Shin Chae-kyung fin dalla loro adolescenza (e applauso al giovane cast di interpreti che sono stati i veri protagonisti delle prime puntate), amerai il re fino in fondo perchè è un uomo tristemente intelligente che va alla deriva di sua spontanea volontà e che si è fatto manipolare solo dal suo dolore e non dalle persone circostanti. La conclusione della storia la si può accettare come no, io l’ho fatto, ma non la condivido perchè eccessivamente semplicistica dopo tutto quello che abbiamo passato, e inoltre il fotogramma conclusivo è la batosta finale a questo drama che già si inizia con una mano ad un pacco di fazzoletti e l’altra al telefono col numero del 118 già impostato. Nonostante l’angst in cui si affoga, molti sono i momenti ricchi di buoni sentimenti e sorrisi, ma soprattutto l’intero cast avrà modo di avere la sua giusta fine, che sia una penitanza o il perdono perchè questa non è solo la storia di tre giovani ragazzi, ma di un’epoca fatta di intrighi e tradimenti e sopravvivenza.

Father is strange- Abeojiga Isanghae. Kdrama. 2017. 52 episodi. Familiare

It’s okay to be not okay. You don’t have to be okay all the time.

Due sono gli aggettivi per descrivere questa epopea familiare di ben 52 episodi di un’ora ciascuno circa: dolce e sprovveduta. Il coraggio di imbattermi in un drama dalla durata più simile alle serie occidentali me l’ha data la ex Kotoko coreana: Jung So-min come Byun Mi-young e la sua chimica papabile con Lee Joon nei panni di Ahn Joong-hee che sono la ciliegina sulla torta di questa spassosa commedia familiare, con una brevissima parentesi drammatica. A quanto pare la coppia sullo schermo si sta anche frequentando al di fuori e questo rende la serie ancora più appetibile alla visione. Il drama non si sarebbe dovuto chiamare, a mio parere, Father is strange, ma Mother is so strong (ed ha due palloni da football così). Il caro padre di famiglia ha un segreto più grande dell’edificio in cui vive e lavora (Lo spuntino di papà), ha una famiglia più numerosa e chiassosa di quella del reverendo Camden di Seven Heaven, ma soprattutto una moglie forte come una roccia che gli risolve tutti i problemi. Su Kim Hae-sook si può sempre contare, che sia una suocera rigida, ma ferita in Marriage not dating, o una madre dal lato oscuro in Pinocchio, qui è una donna che si è accollata un marito pieno di guai e con la personalità di un cucciolo di labrador. Naturalmente i figli non sono da meno e tra problemi lavorativi e d’amore si procede a passo spedito verso la fine. La verà novità che lo distingue da una qualsiasi sit-com americana è che il segreto del padre verrà fatto trabballare dall’arrivo in famiglia della star peggiore dei drama: Joong-hee, il quale avrà guarda caso come manager la terza figlia Mi-young.

Ci sono ship per tutti e sicuramente tempistiche che ti fanno apprezzare tutte le vicende, anche le più insidiose. Questo drama mi ha fatto tornare indietro nel tempo, a quando la sera ci riunivamo tutti per guardare un Medico in Famiglia e ci sentivamo a casa. È un dorama da non sottovalutare assolutamente perchè ci si può riconoscere in ogni membro della famiglia Byum e sicuramente imparare qualcosa.

(questa vale come ship?)

 

Because this is my first life – Ibeon Saengeun Cheoeumira. Kdrama. 2017. 16 episodi. Commedia-Romantica.

Anche se questo è lo stesso oceano che hai visto in precedenza, oggi è il primo oceano che guardi con me. Anche se ci sono cose che conosci e cose che hai già fatto prima, c’è sempre una prima volta con ogni altra persona.

Ai tempi di Playfull kiss avevo già annotato della bravura della dolcissima So min e ci avevo visto lungo. Because this is my first life è la commedia che non vi aspettate, quasi ontologica. Partendo dal più classico dei clichè, il matrimonio studiato a tavolino con lo scopo per ambo i coniugi di portare avanti dei propri interessi (Full House docet), ci si ritrova immischiati nel flusso di pensieri di due protagonisti alle prese con le diffcoltà di essere trentenni. Perchè a trentanni inizia una nuova prima vita, in quanto quello che si è fatto in passato, ripetuto con un’altra persona avrà sempre un sapero diverso e appunto nuovo. Se Ji ho non ha alcuna esperienza in amore e troppe brutte lavorative, Se hee ha una storia d’amore finita male alle spalle e un futuro calcolato nel minimo dettaglio che lo aspetta. La razionalità di Lui si scontra con la più genuina passione di Lei. Gli spunti di riflessione verranno dati anche da altre due coppie di amici ognuno coi propri problemi e vicissitudini; da chi vuole sposarsi a tutti i costi senza dare il giusto peso a questo “passaggio“, a chi invece crede di poter fare a meno di una relazione e combattere questo mondo maschilista da sola. Se pian piano si assiste alla crescita dei singoli personaggi e delle loro relazioni, il finale è forte e coraggioso, decide di dare un taglio netto alle cose e ricominciare da capo. Il matrimonio non è uno scherzo, un passaggio obbligatorio o un obiettivo a tutti i costi. Non lo si può prendere alla leggera nè con sentimento e figuriamoci senza. Se Ji comprende tutto ciò e darà una sincera scossa a Se Hee il personaggio più controverso che ho visto recentemente sullo schermo; come può un uomo così di ghiaccio essere tremendamente caldo e soprattutto leggere 50 Sfumature?

Attention, love! – shāo xí lìzhèng wǒ ài nǐ. TWdrama. 2017. 15 episodi. Commedia-Romantica.

Ti inizia a mancare il suo calore e il suo profumo, tanto da non sopportare di lasciarlo e pensarlo solo un po’ di più e andrà bene. Ma questo sentimento, non puoi raccontarlo a nessuno.
Specialmente alla persona che ti piace.. Perchè hai paura di tutti quei pensieri meravigliosi, che solo per le parole crudeli di quella persona, saranno tutti infranti.

(ATTENZIONE, spoiler)

Alla fine di questro drama avrete solo una canzone in testa: Close to you dei The Carpenters. È la colonna sonora dell’intero drama taiwanese che ha reso una banalissima storia d’amore alla Itazura na kiss, evitando le esagerazioni del genere, adorabile, che dà il giusto peso ai primi batticuore. Due giovani ragazzi sono destinati a stare insieme; lei estroversa, sportiva e combattiva, lui introverso, a volte un pezzo di ghiaccio, ma protettivo. Naturalmente Yan Li Zheng maturerà e comprenderà i suoi sentimenti per Zhong Xiao Xi in circa 14-15 puntate, portando il pubblico ad inveire contro di lui in più occasioni. Anche se la visione già alla prima puntata del suo petto nudo è servita a smorzare un poco la rabbia insieme alla presenza della second lead che vuole farsi chiamare Angelina come appunto la più famosa Jolie e un second lead buono come il pane (è la loro maledizione). È un drama scolastico ben realizzato, dai colori pastello che dominano l’intera visione e che ci riportano con aria trasognata ai tempi della scuola. Si passa dal liceo all’università con tutti i clichè tipici ricalcando sempre le orme del manga sopra citato, ma è una versione rivisitata e meno stravagante che dopo pochi episodi si allontana sempre più da quell’idea che ha fatto scuola. Le 15 puntate scorrono via velocemente tra un sorriso e una pena d’amore. Niente di tragico, ma a tutte le donne risulterà facile immedesimarsi in Xiao Xi e i suoi piccoli problemi di cuore nati da un’amicizia che profuma d’amore (cit).

Full House – วุ่นนัก รักเต็มบ้าน – Woon nuk ruk tem barn. Thaidrama. 2014. 20 episodi. Commedia-Romantico.

Oh baby, I
Think that I’m falling in love with you
I’m lifting my entire heart to you, who are so important
You are the one
I am asking you to stay
To stay like this forever – Oh Baby I – Mike D. Angelo

Tratto dal manhwa di Won Soo-yeon è stao il drama che mi ha accompagnata dolcemente nel passaggio tra il 2017-2018. Reduce dalla visione dell’ennesima trasposizione di Itazura na kiss, Kiss me, versione thai, ero affamata della coppia Mike-Aom, che pare abbia fatto il suo debutto nel lontano 2014 con Full House. Il manga non credo di averlo mai letto, il thai drama è nella top 5 dei miei preferiti, dettaglio forse irrilevante per molti, ma che potrebbe richiamare la vostra attenzione qualora vi dicessi che su più di 50 drama sono veramente pochi quelli che ho amato. Le tempistiche thailandesi sono perfette, nonostante le situazioni assurde con cui si apre la storia, si ha veramente modo di godere dell’amicizia e della nascita dell’amore tra Mike e Aom. Tre sono le fasi della loro storia e tutte scandite da un meraviglioso viaggio in Corea; ognuno di questi regalerà ai due un ricordo prezioso: dall’aiuto economico ad Aom, all’imparare ad andare in bicicletta di quest’ultima al famosissimo bacio al gelato. Mike D. Angelo, cantante e attore anche nella realtà, sospetto che abbia proprio interpretato se stesso (e dopo la visione di Break you off lo spererete d’avvero) e sono questi dettagli, come il mantenere i nomi originali dei protagonisti nella serie, che l’hanno resa vicina al pubblico e fresca.  La soluzione di inserire il dramma solo negli ultimi 5 episodi e quindi di poter conoscere i protagonisti, la loro storia e i loro sogni con calma, è stata sicuramente la strategia che ha reso questa verione thai una spanna superiore a quella precedente coreana del 2004. Non bisogna dare per scontata la presenza dei due second lead che non servono solo a mettere zizzannia. P-Guy è un personaggio a modo suo interessante, mai invadente, genuinamente buono, ma che soprattutto “canta” la vita a Mintra, e perciò vale la pena sopportare la presenza di miss-vogliotuttigliuominiaimieipiedi, per vederla scaricata sia dal primo che da Mike stesso.

La splendida fotografia e soprattutto la location rendono la storia adatta ad un pubblico occidentale (a parte il matrimonio, sono pochi i riferimenti alla cultura Thailandia) come i dialoghi semplici, ma sempre pregni di significato; il drama è costellato anche da grandi successi di Mike e soprattutto uno reinterpretato con Aom che vale l’intera visione. In 20 puntate ho sempre ascoltato fino all’ultimo la sigla di chiusura. Full House va oltre il clichè della donna comune che si innamora della star, anzi racconta con una visione molto interna una storia d’amore tra due giovani ragazzi alle prese con la vita di tutti i giorni.

P.S. A quanto pare in Thailandia quando una coppia funziona il mercato li spreme come limoni, se cercate sul web sono tantissime le pubblicità, interi servizi fotografici ed eventi a cui hanno partecipato Mike e Aom.

While you were sleeping – Dangshini Jamdeun Saie. Kdrama. 2017. 32 episodi. Fantasy-Romantico-Legal.

It’s a blessing to know what’s going to happen. I thought it like that. But this blessing takes away the feeling of throbbing. It kills a will to challenge. It puts out embers of hopes. A future i can’t change. A future that’s been decided. That’s another form of despair. That makes me lose everything by giving up and repeat every day in vain. I wish i gave her some time to relax by bringing her to the sea. I hope this can be a shelter from those days that are in vain. I wish…she had a throbbing day today.

Se Jong suk gira un nuovo drama io di certo non me lo perdo. Per me queta serie è stata la rivelazione del 2017 con tutti i suoi pregi e difetti. Non mi ero ancora avvicinata al genere procedural e questa versione diretta, ma sintetica, ha avuto un fascino tale da tenermi sempre col fiato sospeso in ogni caso, complice sicuramente la bellissima soundtrack interpretata sia da Suzy che da Jong suk (è bravo anche nel canto!), la ost, che con pochi strumenti a corda faceva crescere la tensione nei momenti chiave della storia, la fotografia (il doppio bacio nella realtà e nel sogno) e quei piccoli colpi di scena che spezzano e poi riscaldano il cuore allo stesso tempo. Questo è l’ultimo lavoro della stessa sceneggiatrice di Pinocchio e I can hear your voice, e con questo ha confermato il suo sodalizio con l’attore Jong suk, suo prescelto. L’impronta fantasy c’è e qui è magica. Tre persone sono collegate tra loro da una serie di sogni premonitori. Questi non li aiutano solo a risolvere i casi del procuratore Jae chan (Jong suk), ma anche a cercare un collegamento con se stessi e gli altri nella propria vita. La storia è avvolta da un alone di purezza di sentimenti e bontà che spesso si scontrà con l’oscurità dell’animo umano, il suo egoismo, la sua cattiveria tutto rappresentata nell’avvocato Lee Yoo-bum. È un personaggio ambiguo, che tenta sempre di lavarsi lo sporco del mondo marcio in cui vi si immerge per i propri fini; l’ho apprezzato perchè finalmente abbiamo un cattivo senza grandi giustificazioni dietro, drammi del passato o eventi che lo abbiano sconvolto a tal punto da cambiarlo. Ha un animo nero fin da ragazzo, come chi ha un animo puro fin da bambino. L’espediente dei sogni perciò aiuta un gruppo di persone a migliorarsi e ad aiutare il prossimo, ma soprattutto a non sentirsi soli in questo mondo dove sembra che esistano solo cose brutte. 

È questo messaggio che rende questo kdrama unico, forse non il migliore, ma speciale sì. Tra i suoi difetti annovero solo che i personaggi di Suzy e Jong suk purtroppo ricordano dei loro ruoli precedenti, Choi Dal-po in Pinocchio e Noh Eul  in Uncontrollably fond. Qui in versione migliorata. Non è un grande disappunto, ma semplicemente qualcosa di già visto. In conclusione posso dire che finalmente i sentimenti sono i veri (e quasi unici) protagonisti, senza nemmeno dare gradi spiegazioni a questioni che trainano l’intero drama: se per gli altri, procuratore e poliziotto, i sogni premonitori sono collegati al salvataggio di vite umane, per  Nam Hong-joo invece? Risposte non ne avremo, forse al mondo esiste qualcuno di speciale con grandi responsabilità sulle spalle, ma non per questo non si può incontrare lungo il cammino qualcuno che possa accompagnarci. Nonostante la prevedibilità degli eventi (o no), ci ha lasciato un brivido.

A questo punto arrivano sempre i mie consigli-sconsigli. Quei drama magari con alti ascolti che sono piaciuti a tutto il mondo asiatico e occidentale tranne me, oppure quei drama-dorama da cui vi consiglio di stare alla larga perchè non hanno né capo e né coda. Tra questi voglio appunto sconsigliarvi Last Cinderella, jdrama (2013).

Vengo da un periodo intensissimo di rom-com e la prima è stata questa. Un pessimo inizio. Ad oggi i jdrama sono quelli che guarda con più fatica, i più esagerati e fuori dalla realtà. Questo è il caso. Una donna alla soglia dei 40anni che nonostante per lavoro debba tenersi aggiornata sulla moda (è una parrucchiera), si presenta al pubblico come noi donne ci presentiamo solo al corriere; rozza, imbranata, è ancora single. All’improvviso nella sua vita si palesano due uomini, uno molto giovane che vuole solo prenderla in giro, l’altro suo coetaneo che ha voglia di fare il ragazzino peggio di Peter Pan. Amo i clichè, ma non ho amato lei. È una donna che sembra non saper stare al mondo, a quarantanni ancora non sa chi sia, e soprattutto non ci ha mai pensato su o lavorato per migliorarsi. Il motivo? Pigrizia. Quest’ultimo punto dovrebbe essere quello che definirebbe il dorama commedia, io invece l’ho trovato triste e desolante. Salvo solo il finale perchè lei sceglie il ragazzino che per quanto l’abbia presa in giro all’inizio, è l’unico che impara ad amarla per quella che è, ad aiutarla e farsi aiutare. L’altro, di cui ancora devo capire se sia il first o second lead, non è pervenuto. Non gioivo per un finale così dai tempi di Joey e Pacey.

Con Queen of the ring (2017) sono tornata nella mia matissima Corea del sud con la simpaticissima protagonista di Spalsh splash love. Sono solo 5 puntate, che si possono vedere in un pomeriggio e che portano sul piccolo schermo in maniera simpatica il messaggio che la bellezza è qualcosa di più profondo.  Allora perchè è tra i (s)consigli? Perchè dopo la visione ho avvertito la sensazione che spingessero molto sul concetto che anche se non si è belli fuori, ma dentro, agli occhi di chi ci ama saremo sempre bellissimi. Questa è verità, ma è troppo semplicistica questa morale, come se si volesse dividere le persone per forza in due fazioni: chi è bello esteticamente è una persona cattiva, chi è bello dentro è buona. E questo concetto viene molto sottolineato dalla scelta del cast. Nel complesso, nonostante l’ombra del sospetto che mi si è insinuata in testa, lo consiglio perchè è proprio un dolce boccone.

E in ultimo ecco un’altra rom-com, ma cinese: My Little Princess (2016). Con questo cdrama ho conosciuto Mike D. Angelo che oltre a parlare benissimo l’inglese, conosce perfettamente anche il cinese. Qui ha un ruolo che gli sta stretto, il bravo e studioso ragazzo. Dice due battute, gira per mezzo drama vestito da orsacchiotto, è facile dimenticarlo (ma per me no). Questo drama è un puro scopiazzamento di The Heirs che incontra Hana yori dango (o meglio Meteor garden) e slitta a volte verso Itazura na kiss. È l’apoteosi del clichè scolastico. Quindi per gli appassionati del genere un frutto buono e succoso. Tralasciando la recitazione da recita scolastica di quasi l’intero cast, le ost che sembravano cantate da Britney Spears a fine anni ’90 e la trama scontata, il vero pregio di questa storia è Zhang Yu Xi. Il suo personaggio è per me qualcosa di ancora troppo poco visto nei drama. La ragazza forse a volte sfrontata e viziata, ma non semplicemente dal buon cuore, ma “cazzuta“, che affronta le situazioni senza vergogna. Forse una versione femminile di Domyouji. Passerà alla storia il momento in cui rimette al suo posto la second lead  (ennesima finta) vittima.

Al momento sono immersa in un travolgente re-watch delle numerose versioni di Hana yori dango, ma i consigli sono sempre ben accetti. Tra i titoli sopra elencati saremmo curiosi di conoscere i vostri pareri e se non ne avete ancora visto nessuno, consiglio caldamente di inziare con: While you were sleeping, Full House thai, Queen for seven days e Because this is my first life!

 

Ringraziamo: *_TheWorldDrama_* | A.A.A cercasi dramas disperatamente | DRAMA che passione

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