Telefilm/The Walking Dead

Recensione | The Walking Dead 8×08 “How it’s gotta be”

Con un episodio del genere non si può che iniziare dalla fine.

Incredibile, oh, è tempo di dire addio a Carl. In linea di massima non avevo mai pensato troppo, né durante questa stagione né durante le altre, all’eventualità della morte del figlio di Rick: mi è sempre sembrata una possibilità talmente remota da non sembrarmi una possibilità affatto. Eppure, fin dal primo minuto di questo mid-season finale, avevo questa sorta di vago presentimento che ad andarsene sarebbe stato proprio lui. Sarà che Chandler Riggs si è iscritto al college e si è tagliato i capelli (e quando un attore si taglia i capelli è il segnale inequivocabile della dipartita imminente del suo personaggio) (a parte, vabbè, per Lauren Cohan, che se li è tagliati proprio per ragioni di sceneggiatura, ma è l’eccezione che conferma la regola), fatto sta che in qualche modo me lo sentivo. In effetti anche Morgan era tra i papabili, per via del suo recente “trasferimento” a Fear The Walking Dead, ma poiché questo è stato l’episodio di Carl, a tirare le cuoia, anche se nel prossimo futuro, non poteva essere che lui.

E se – per un motivo o per un altro – la morte di Carl ero arrivata ad aspettarmela, devo dire che mi ha sorpreso il modo in cui questa avverrà: a giudicare dalla piega che aveva preso l’episodio, infatti, mi immaginavo che: o venisse giustiziato da Negan, o venisse colpito durante uno scontro da un proiettile vagante, o saltasse in aria direttamente.

E invece se ne andrà nel modo più banale di tutti: per via di un morso. Badate, “banale” in senso lato, perché in effetti in questo telefilm la gente muore più per mano dei vivi che dei morti, però “banale” perché in una serie con gli zombie, il modo più ragionevole di andarsene è proprio a causa loro.

Non solo, ma addirittura morirà a seguito di un evento che è accaduto due episodi fa. Perché se Carl avesse avuto un incontro ravvicinato con uno zombie nell’episodio immediatamente precedente a questo, magari un po’ ti sarebbe venuto il dubbio che non era un caso, che c’era qualcosa sotto. Invece io già mi ero scordata dello zombie, di Saddiq, di tutto, e infatti vedendo questo episodio non mi è nemmeno mai passato per l’anticamera del cervello che il “plot twist” era già stato messo in moto con un buon anticipo.

Credo però che, questo epilogo, gli autori ce lo volessero far intuire fin dai primi minuti: quel foreshadowing iniziale in forma di flashback, infatti, che ci fa pensare proprio al primo incontro tra Carl e Saddiq (ed è quest’ultimo il motivo per cui Carl andrà al Creatore a breve), doveva metterci per forza sull’attenti.

Non solo, ma è stato anche un modo per farci vedere come Carl “muoia” (tra virgolette perché è ancora tra noi) credendo che nella vita ci sia (o ci debba essere) qualcosa che vada ben oltre e ben al di là della semplice e cruda sopravvivenza. Nel mondo ci deve ancora essere spazio per l’altruismo, per il fare certe cose perché è giusto e non perché abbiamo un tornaconto. Insomma, per essere umani. Sicuramente il suo è un bel lascito, anche se dubito assai che Rick la prenderà con filosofia, anzi, probabilmente sbroccherà di brutto.

(che poi, cosa ancora più triste, morendo Carl se ne va anche l’unico legame di sangue di Judith)

In ogni caso, mi dispiace dover dire addio al ragazzino col cappello, anche perché mi aspettavo che la sua storyline si sarebbe in qualche modo sviluppata insieme a quella di Negan: i due avevano già instaurato una bislacco rapporto e, alla luce del fatto che abbiamo recentemente scoperto che Negan nella sua vita passata lavorava proprio con i ragazzi, pensavo – anzi, speravo – che la storia sarebbe andata vagamente in una direzione simile (tanto più che Negan stesso ammette che Carl, nel giro di qualche anno, sarebbe diventato il suo uomo migliore).

Attualmente, però, per quanto strano possa sembrare, uno dei migliori Salvatori è quel traditore di Eugene. Ha conquistato la fiducia di Negan e anche quella di Simon. Immagino che, per una persona insicura e timorosa come lui, l’essere tenuto in così grande considerazione dai “pezzi grossi” costituisca un incentivo più che allettante al cambiare definitivamente bandiera. Se non fosse che ha dei flebili rimorsi di coscienza, direi che è definitivamente saltato sul carro dei vincitori. E sì, è vero che ha aiutato Gabriel e il dottor Carson a tornare da Maggie, ma non perché fosse la cosa più altruisticamente giusta da fare: l’ha fatto solo perché quella notte voleva dormire in pace con se stesso. Il compiere una buona azione per le ragioni sbagliate non fa che dimostrare quanto Eugene sia, in effetti, egoista fino al midollo, perché è a lui che sta pensando, non certo a Maggie o suo figlio.

(comunque, dopo tutto quello che ha fatto, dubito che una sola buona azione sia sufficiente a farlo dormire per il resto delle altre notti).

Ma per ogni Salvatore guadagnato c’è un Salvatore perso: come Eugene, anche Dwight ha definitivamente cambiato schieramento, e onestamente spero che Daryl e Tara rinuncino ai loro propositi vendicativi perché mi piacerebbe vederlo militare nelle file dei “buoni”. Tara stessa, in fin dei conti, è stata accolta nonostante prima fosse dalla parte del Governatore (accolta de facto da tutti ma esplicitamente da Maggie – nella quinta stagione e ribadito all’inizio della sesta – Maggie che per mano del Governatore ha perso il padre): non vedo perché lo stesso non possa accadere per Dwight. Vabbè, dai, ho capito, ha ucciso Denise, ma son cose che capitano, errori di gioventù…

E a proposito di morti, altre due considerazioni prima di chiudere.

La prima: ma vogliamo parlare di Aaron e Enid che vanno a chiedere a quelle di Oceanside di allearsi, salvo poi scoprire di averne appena ammazzato il capo? E’ stato impagabile. Se non fosse, certo, che hanno creato un mezzo incidente diplomatico, ma è stato impagabile nondimeno.

La seconda: Maggie. Quanto amo Maggie. Il suo uccidere un Salvatore per pareggiare il conto è stata una delle cose che più mi sono piaciute in un episodio che in effetti è stato bello nella sua interezza. Non soltanto, ma nel dichiarare Hilltop l’ultima linea di difesa (ora che Alexandria è distrutta e il Regno conquistato), nel pensare già a organizzare le cose per accogliere i rifugiati, e nello sfidare apertamente Negan (con il messaggio sulla cassa), la “Vedova” non ha fatto che confermare come sia nata per comandare. E ora, poiché presumo che Rick avrà ben altro per la testa (o perlomeno non sarà lucido a sufficienza), scommetto – e spero – che la resa dei conti con Negan avvenga proprio con lei. Daje tutta.

The Walking Dead torna il 25 febbraio. Vi auguro buone feste, ci rileggiamo fra un po’.


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4 thoughts on “Recensione | The Walking Dead 8×08 “How it’s gotta be”

  1. il mio stato d’animo è esplicativo su quanto questa serie sia fatta bene alla faccia dei troll registoni….non sopportavo carl,specie coi suoi monologhi sulla speranza nel bel mezzo della guerra(jesus,non sei solo nei meandri dell’ingenuità cosmica),o il suo tubare con enid(vabè son gusti li)…ma ci sono rimasta di cacca lo stesso. scioccata…perchè non è solo un personaggio,carl(amato o meno che sia): è il figlio del leader.è uno dei Grimes. la base di twd,praticamente. e questo sconvolgerà tutto perchè nel fumetto carl è essenziale nel futuro…KIRKMAN SEI UN FUCKING GENIO.

    -maggie è sempre piu’immensa,sempre alla faccia di jesus.sorry io lo adoro ma non puo’essere sempre peace and love,come non puo’ essere sempre ammazzo tutto e tutti.
    -rick…se pensiamo che il flashforword della 8×01 non è ancora accaduto..se pensiamo alle parole di JDM su quanto odieremo negan e non è ancora accaduto(semmai io odio siddiq,lui e le sue pirlate dell’anima,impiccati saddiq)…..io credo che per rick il peggio debba ancora venire. e già mi sento male per lui.
    ..tutto il resto: puntata magnifica. alexandria caduta,bombe di qua bombe di là,simon lo odio e lo amo allo stesso tempo….ezekiel sempre piu’ un mito…piani falliti,stravolgimenti di fronte,fotografia scura ma necessaria alla narrazione…i registoni non sanno piu dove attaccarsi(lo so io,dove) …e ora tutto puo’succedere!
    –buone feste ale nel caso non ci risentiamo.auguri a tutto lo staff!

    Piace a 1 persona

    • A me Carl piaceva, discorsi sulla morale a parte che lasciano il tempo che trovano date le circostanze (magari avevano più senso qualche stagione fa): mi piaceva come fratello maggiore, mi piaceva come ragazzino alle prese con la prima cotta (anzi, sono curiosa della reazione di Enid), mi piaceva come ragazzino costretto a crescere troppo in fretta (una delle mie scene preferite è quando mangia il gelato sul tetto, un momento di infanzia in mezzo all’apocalisse). Ora voglio proprio vedere Rick venire a patti con la cosa, ci sta una seconda parte di stagione che esplori le cinque fasi di elaborazione del lutto.

      Io lo dicevo che Ezekiel non sarebbe stato lì a piangersi addosso, mi è proprio piaciuto. Tra l’altro molto bella la musica in sottofondo durante la scena della fuga dei sudditi, mi ricordava vagamente quella del finale della settima stagione che gasa tantissimo.

      Maggie idolo, probabilmente ha più stoffa lei come leader che tutti gli altri. Mi piacerebbe che la cassa col messaggio la veda proprio Simon, tanto per aggiungere la beffa al danno!

      Anche io ti faccio i miei più cari auguri, e magari di trovare sotto l’albero qualche bel regalino in tema zombie!

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      • si carl è cresciuto con noi e noi con lui.. ha salvato alexandria in questa puntata, come hershel ai tempi salvò la prigione dall’influenza suina e poi ci salutò,classico stile di twd….coi fumetti sarà un cambiamento netto,un coraggio da leoni per gli autori…se continua cosi’,mi sentirò male pure per ezekiel,dwight,e rosita.eugene no,deve morire male e con gli incubi.

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