Telefilm/The Crown

Recensione | The Crown 2×01 – 2×02 – 2×03 “Misadventure – A Company of Men – Lisbon”

Reali, siamo felici di ri-accogliervi nella nostra umile dimora. Non sarà un sontuoso palazzo come Buckingham Palace, ma spero che trascorrerrete piacevoli appuntamenti con noi lo stesso. Contriariamente all’anno passato con un doppio appuntamento settimanale con la serie gioiello (e non solo per la corona) di Netflix, quest’anno ci vorremmo concentrare in meno incontri, ma con più episodi. Perchè? Essendo Netflix il santo portatore di almeno una gioia nella vita, ci ha regalato anche quest’anno la serie al completo con i suoi 10 episodi, il che ci indurrà naturalmente in tentazione, perchè chi avrebbe mai la pazienza di vedersi una, due puntate a settimana con calma? L’anno passato l’ho fatto e non vi nego che questo modo di procedere mi è servito a meglio gustare e ricordare questa serie storica, ma più di una volta sono stata tentata di “spaccarmi” i restanti episodi in una sola notte. Così questa volta per far contenti un po’ tutti procederemo con una nuova organizzazzione interna, venendo incontro a chi avrà già concluso la serie e chi pian piano la vedrà.

Ora facciamo una piccola ricapitolazione…

The Crown Season 2 è uscito questo 8 Dicembre.

Peter Morgan, creatore ed ideatore della serie prodotta da Netflix, ha pianificato sei stagioni da dieci episodi con l’intenzione di cambiare il cast principale ogni due stagioni. Dopo Claire Foy che interpreta la protagonista nei primi anni del suo regno, affiancata da Matt Smith nei panni del principe Filippo, arriverà Olivia Colman per la terza e quarta stagione. La serie è stata acclamata dalla critica che in particolare ha apprezzato le interpretazioni di Foy, di John Lithgow nel ruolo di Winston Churchill ed entrambi hanno vinto lo Screen Actors Guild Award per la migliore attrice in una serie drammatica e quello per il miglior attore in una serie drammatica.

Conclusioni 2×01:

Ci ritroviamo esattamente là dove eravamo, con Elisabetta (Claire Foy) e Filippo (Matt Smith) distanti non solo col cuore ma anche con la mente e persino fisicamente. Entrambi a Lisbona il 16 Febbraio 1957, ultima tappa del viaggio in Oceania per le Olimpiadi a cui FIlippo partecipa o viene costretto a partecipare. Lei al telefono riceve informazioni e prende decisioni sul da farsi e lui sul divano della sua cabina, inquadrato di spalle che attende un ordine dalla sua regina. Entrambi insofferenti, chi per un marito che borbotta, batti i piedi a terra per la sua condizione da prigioniero, ma che a domanda diretta non risponde per primo. E chi invece per una moglie che non parla col cuore, ma con la corona, perchè deve sicuramente, ma anche perchè oramai ha un orgoglio da regina e come tale reagisce e a proposito di ciò si ritorna a 5 mesi prima, quando sorprendentemente la loro relazione si era risollevata. Il loro riavvicinamento mi ha stranita e smarrita. La prima stagione si era chiusa nei modi più bui possibili per tutti. Il principe consorte mandato a presenziare questo viaggio perchè pare smarrito, la principessa Margaret (Vanessa Kirby) allontanata con la forza dal suo amore Townsend, Churchill (John Lithgow) ritirato e Elisabetta II austera e sola più che mai. Dopo un paio di dolci momenti, si ritorna alla brusca realtà. Elisabetta, da donna innamorata, moglie che prepara un regalo di addio al marito, si ritrasforma in regina non per difendere il popolo da qualche scandolo, ma il suo stesso cuore ferito. Ho spulciato un po’ qua e là su internet, si è sempre vociferato di qualche flirt di troppo del duca di Edimburgo; voci di corridoio dicono che abbia avuto svariate relazioni fin da quando Elisabetta era incinta di Carlo, con donne dell’alta società e persino dello spettacolo, ed è qua che si inserisce Galina Ulanova, nota ballerina sovietica.

Questa seconda stagione di The Crown oltre ad affrontare un’altro capitolo della corona inglese, come ha sempre fatto ci mostrerà anche aspetti molto più intimi di questa. Un “cosa succede una volta riposta nella teca la corona“, insomma. Tratterà perciò anche i presunti scandali di Filippo, presunti perchè di fonti certe non ce ne sono, su Galina non ho trovato nulla. Ma concentriamoci sui sentimenti, quelli che Elisabetta sta nascondendo di fronte a questa delusione, o per meglio dire tradimento. Può un dubbio distruggere una certezza? Certamente, soprattutto se questa è già compromessa dalla non accettazione del proprio ruolo di principe consorte di Filippo e dall’assoluta rigidità su questo punto in particolare di Elisabetta. Sono fermamente convinta che il biglietto lasciato nella borsa da lavoro del marito sia stato cambianto all’ultimo. Quello non era il biglietto di una donna innamorata che manda via i suoi uomini a servizio per passare la mattinata a letto col marito a fare 4 salti, è l’avvertimento di una donna che da Regina sta proteggendo il suo primissimo suddito, se stessa. La donna che è dovuta diventare regina, senza che nessuno la supportasse, ma che riesce egregiamente in quel che fa con l’impegno. E perciò Elisabetta fa ciò che meglio sa fare: la regina sia con Filippo, avvertendolo, invece di aprirsi, parlargli o anche urlargli contro cosa (diamine) ci facesse quel ritratto nella sua borsa personale, ma anche con la sorella. La chiama quando è sola, per farle compagnia, da regina le ricorda quanto Peter fosse inadatto per lei per svariati motivi (ambiente, età, status, ecc.), non mostra compassione, cedimento e questo non fa altro che irritare ancor di più Margaret che la punzecchia. Al momento sono solo sorelle sulla carta. Vediamo la principessa fugacemente, che si riprende dai postumi di una sbornia e  mai similitudine fu più azzeccata. Il dolore per la perdita è come una grande sbronza, ti svegli tardi, confuso, con la voglia di agire ai minimi livelli storici e se hai davanti a te colui che incolpi della tua tristezza lo assali, gli ribadisci quanto sei infelice e che anche lui non lo è, deridendolo. Si beve per dimenticare, ma in questo caso il bere, le feste e le mondaneità sono tutto ciò che a Margaret è rimasto. E la guerra che imperversa tra le mura di Bukingham Palace e tra gli animi oramai sensibili dei suoi abitanti, c’è in maniera meno sottile e più concreta fuori. Il presidente Nasser nel 1956 prende il controllo degli uffici della compagnia del canale di Suez. Da questo momento in poi la nuova parola d’ordine non sarà più Cammei Vaticani (Sherlock docet), ma Ferdinad De Lesseps (promotore ed esecutore del progetto sia del canale di Suez, sia di quello di Panama. Fine momento Quark). A quanto pare le disgrazie non vengono mai da sole, ma a battaglioni. Ed è in questa disgrazia che cerca di emergere un giovane, ma non d’età, primo ministro inglese che vuole uscire dall’ombra del famoso Churchill con una politica offensiva. Sembra l’egoismo il tema portante della premiere di questa seconda stagione. Elisabetta tace per orgoglio, per non far del male a se stessa, Filippo sparisce senza lasciar traccia, per non parlare della parentessi Lord Mountbatten e del suo discorso sul giustificare un possibile tradimento del nipote messo sullo stesso piano dell’importanza del balletto di Giselle a teatro e ora Eden che all’oscuro del Parlamento stipula con francesi e israeliani il protocollo Sevres per poter attaccare l’Egitto. Eden è un personaggio ancora da inquadrare, e finalmente sull’agoniata sedia da primo ministro vuole essere una prima donna, ma non ha fatto i conti con una regina che nonostante un’apparenza dolce e ingenua, è perspicace. Churchill ha già dovuto fare i conti con questo particolare non insignificante, ora tocca a lui. Ciò che fa di questa serie un prodotto intelligente come la sua regina è la struttura verticale della serie. È come una catena, ogni anello è unito ad un altro fino a tornare tutto al primo di partenza. C’è di solito un tema unico che bene o male direttamente o indirettamente colpisce o riguarda tutti e quindi da un personaggio parte il confronto con quello più improbabile e lontano dal primo. La moglie di Michael Parker, il segretario del principe Filippo, consapevole come la regina che il marito ha altri intrattenimenti, risponde innervosita, stanca, ma ha anche altre priorità, i figli, la sua famiglia, anche lei come la regina cerca di ricordare al marito il suo ruolo rammentandogli come non abbia chiamato neppure l’anno passato per il compleanno della figlia. E così si passa alla regina che si immerge nel proprio lavoro tenendo sott’occhio Eden, ma soffrendo solo e unicamente con lo sguardo. Non una lacrima è concessa. La scena del teatro è il punto massimo dell’episodio. Da un lato un palco con in scena Giselle interpretata da Galina. Dall’altro un altro palco con una moglie forse tradita che interpreta una regina. Si guardano, loro sanno, la ballerina prosegue con la sua performance, la regina mostra il suo essere donna in un respiro affannoso, il suo essere ferita nel rifiutare l’incontro con la prima ballerina, il suo essere regina andandosene. È tutto ciò che può concedersi. Esattamente 5 mesi dopo la partenza di Filippo, Elisabetta lo ammette che mai si è sentita così sola come in quel lasso di tempo. Noi abbiamo visto solo l’inizio di questa guerra di sentimenti e potere, ma al momento possiamo solo dire che la colpa è di tutti e nessuno, ma soprattutto di chi nel privato non vuole comunicare come un essere umano quale è.

Conclusioni 2×02:

E dalle mura di Buckingham Palace ci spostiamo in mare aperto e vediamo come sta vivendo il duca di Edimburgo dopo la sua partenza. Lo troviamo in viaggio verso la Nuova Guinea per aprire le olimpiadi. Contrariamente a quanto mi aspettavo, cioè vedere una consistente motivazione al suo non farsi vivo, lo ritroviamo invece felice come una pasqua a fare ciò che più gli piace. Credevo che il suo silenzio fosse dovuto alla freddezza del giorno della partenza della regina dopo una ritrivata intimità sotto ogni punto di vista con lei. E invece improvvisamente abbiamo Filippo il ragazzino, che è troppo preso dalla libertà che gli è stata concessa per ricordarsi che è anche un uomo sposato. La seconda puntata si infiltra sempre più insistentemente nel tunnel del tradimento partendo da Michael Parker, segretario privato del duca fino ad arrivare al reale stesso. Non ci sono fonti certe su internet, e anche in questa trasposizione non c’è neppure un fotogramma che ci fa presagire che qualcosa è accaduto davvero. Tutto ciò che abbiamo sono le lettere inviate da Parker al suo circolo di cui è un membro fondatore insieme a Filippo. Lettere scritte con troppa leggerezza da chi è non solo amico, ma è anche  al servizio del reale. Filippo parla di vanità, ed è tutto ciò che ci è concesso vedere. Certo, sciocchi non siamo, e se ha invitato Helen King (?) a bordo per un intervista tête-à-tête, sappiamo forse perchè. Le parole non sono servite, ma gli sguardi di un giovane uomo preso da un mondo tutto da scoprire che mostra anche interesse nel conoscerlo, sì. Nonostante l’intervista si dimostri un flop questa porta alla luce importanti punti di riflessione. Non solo ci riporta alla mente il passato di Filippo, ma giustamente ci rendiamo conto che effettivamente di lui si sa ben poco.

Ed allora la vera domanda è: Filippo è un uomo fuori dal comune per quello che è stato ed ha dimostrato fino ad ora, o un uomo normale? Io credo normale o per lo meno a metà strada. Perchè contrariamente agli altri si fa trascinare dal cuore, ed è così che salverà un uomo e lo riporterà dalla sua famiglia. È così che non ascolterà più le parole della moglie come una trappola, ma come un conforto. Non dimenticare di avere una famiglia. Il punto focale di questo episodio sta nella chiamata interrotta tra Elisabetta e Filippo nei primi minuti: Tu mi senti? Io non ti sento. Sta tutto qui. Il voler sentire l’altro, ma il non riuscirci, ma a modo loro sul finale hanno comunicato. Filippo ha ammesso che per quanto bella sia questa avventura si sente solo, e lei gli ha ribadito che lo sta aspettando. E se una cosa si risolve ce ne sono altre che cadono a pezzi come la ritirata dell’Inghilterra dal canale di Suez e il matrimonio dei Parker. Se nel primo caso questo mette Eden sotto una luce ridicola, tanto da esser preso in giro dalla sua stessa regina, nel secondo caso spicca una donna che non vuole sottostare alle regole della società e sopportare perchè le conviene, ma va avanti e si scontra con un’altra donna che forse non è ancora pronta a cambiare radicalmente la sua vita, ma sicuramente ha preso consapevolezza. Tre donne a confronto:  la regina, la signora Parker e una cameriera. Ognuna a modo proprio cerca di controllare il proprio mondo.

Conclusioni 2×03:

E il terzo episodio chiude un ciclo di eventi aperti col primo e ne introduce di nuovi e più controversi. Tre puntate incentrate su Elisabetta e Filippo con la guerra del canale di Suez a fare da cornice politica allo sfacelo dell’unione reale. Il falshback della 2×01 si ripresenta qui, più completo e argomentato. Filippo si fa (o vuole farsi?) “comprare” dalla moglie. Anche qui niente viene ammesso e tutto viene lasciato all’immaginazione del pubblico che appunto dal 1957 segue le vicende reali dal vivo. Se nella scorsa puntata abbiamo visto fugacemente uno squarcio del passato di Filippo e di come questo sia molto più tormentato di quello di una persona comune, qui ritorna a farsi sentire e Filippo chiede un riconoscimento da tutti: riceverà lo scettro e il titolo di principe del Regno Unito e duca di Edimburgo. E se una coppia trova un compromesso, un’altra probabilmente affronta solo gli avvocati senza incontrarsi. I Parker si separano. Se al contempo ho apprezzato la forza e l’emancipazione di Evelyn, non ho compreso l’assoluta mancanza di comprensione verso la regina. Sicuramente la vita delle famiglie comuni al servizio di quelle reali non è facile, ma è una scelta che si fa, non un qualcosa che capita. La sua frecciatina verso le donne che tacciono e accettano di essere mogli trofeo quando il marito chissà dove va e con chi, era fuori luogo. 1. Stai parlando con una regina. 2. Se fossi stata nei suoi panni davvero avresti combattuto solo per la tua di indipendenza senza tener a mente chi sei e chi altri devi proteggere oltre te stessa e i propri figli, tipo una nazione? Non si può parlare di codardia per Elisabetta, e neppure di coraggio per sopportare tutto, una donna, giustamente come Evelyn, non deve sopportare, ma vivere la propia vita, ma la regina effettivamente può farlo? Ha questa libertà? No. Naturalmente sempre contestualizzando tutto in base all’epoca. In questa seconda stagione meglio si sta delineando la figura conservatrice dell’attuale regina, descritta come una donna rigida, più volte accusata di essere antiquata, ma tralasciando gli eventi più recenti, e parlando della serie, dove sono trascorsi una decina di anni dalla sua incoronazione, la Nazione era davvero pronta a una monarchia rivoluzionaria, se gli stessi capi di stato non accettavano ancora il principe consorte come un inglese, ma come un semplice straniero? Detto ciò il paragone tra le due donne non dovrebbe neppure esistere, ma apparire solo come un confronto che porterà logicamente a due conseguenze diverse. Una sorta di Sliding doors, se avessi intrapreso quella strada anzichè questa come sarebbe andata la nostra vita? Nonostante il finale e la ritrovata insofferenza di Filippo, che appare in questa serie davvero smarrito e in cerca di una propria dimensione nel mondo, la veridicità dei fatti, e l’ambiguità sentimentale sempre di Filippo fanno scaturire sentimenti contrastanti nel pubblico. All’inizio sembra davvero nostalgico e vorrebbe ritrovare la propria famiglia a cui invia un filmato e delle lettere, ma nell’esatto momento in cui perde il ruolo da protagonista e gli viene imposto qualcosa, si lamenta, borbotta e rinfaccia alla moglie di averlo allontanato (ma non era felice in viaggio?).

(te potessi ammazzà)

Non abbiamo una riconciliazione, esattamente non so neppure cosa abbiamo sul finale, perchè sepossiamo vedere la certezza che Elisabetta sia ferita come donna e umiliata come regina, e perciò sappiamo che i suoi sentimenti per Filippo sono sempre stati lì, su di lui ho dei grossi dubbi. È stata davvero solo vanità? Eppure a prescindere da Buckingham palace, quando la notizia del divorzio dei Parker ha raggiunto la loro nave, è parso sinceramente infastidito e preoccupato che la cosa potesse toccare la sua famiglia. Proteggeva solo se stesso? Ribadisco che ancora una volta il personaggio di Elisabetta II sia più chiaro da diversi fronti, anche sulla questioni figli esplicitata dallo stesso marito. Sappiamo che è fredda soprattutto con Carlo, e questo suo atteggiamento in un paio di scene fugaci è stato dimostrato, pare che voglia avere altri figli, una richiesta da donna per, sicuramente, riavere qualcosa per lei dato che l’affetto del marito è svanito, o non ci è mai stato, non si sa. Si sente minacciata da Carlo, perchè lui non è solo un figlio, ma l’erede al trono, la rappresentazione della sua fine. Ma in tutto questo Filippo che pensa. Ama la moglie? Non si sa, appena ha la possibilità di allontanarsi non la chiama, appena sente la sua presenza le manca, in una discussione non esprime quello che davvero pensa, coi figli una volta sembra affettuoso, a volte freddo (io non dimentico quando nella seconda stagione ha dato della femminuccia a Carlo). Elisabetta ha ragione è smarrito e non sa cosa vuole. Questa è davvero la fine di un’epoca. Eden si ritira dopo la magra figura fatta nel canale di Suez. Il suo colloquio avuto con la regina e la descrizione che questa fa del suo ex primo ministro, un uomo ambizioso, che ha cercato di uscire dall’ombra e di agire, anche se a volte la miglior forma per governare sia l’imobilità, mi ha fatto tornare alla mente la figura del principe Filippo. Di come anche lui voglia agire, voglia mostrarsi. E al posto di Sir Antony subentrerà Macmillan, espeerto di problemi internazionali, il quale ancor prima di essere nominato primo ministro subirà una tirata d’orecchio dalla regina, che parla di responsabilità da prendersi, rivolgendosi probabilmente anche a se stessa. Due colloqui con due primi ministri messi a confronto con la coppia reale. Nel frattempo il tenente comandante Parker non solo affronterà un divorzio pubblico, ma lascerà il lavoro e ritornerà a casa, in Australia, e Filippo otterrà un riconoscimento, ma sarà in grando di gestire quanto ha avuto? E così come un dejavù sul finale della scorsa stagione si chiude questo terzo episodio con parole profetiche, ma rivolte al principe Filippo:

Famoso figlio di Inghilterra ecco a voi

Grande è per terra, e grande per mare

la tua isola palpita per te

immenso marinaio da che il nostro tempo fu tale.

Ora al rullo di sordi tamburi

a te il grande soldato si avvicina

eccolo a voi che sia il benvenuto

Eccolo a voi figlio ptrediletto di Inghilterra

lui che ha vinto 100 battaglie senza ma lasciare la patria in gramaglie.

In conclusione aggiungerò solo come questa serie, e le cifre di budget parlano da sole, non deluda mai nè per quanto riguarda la fotografia e neppure la recitazione. Splendida la Foy che inizia a ricordare nelle movenze l’attuale regina e che non potendo esprimere a voce ciò che da donna pensa lo fa solo con i suoi occhioni azzurri, splancati che comunicano, e col suo respiro affannato, che mostra una furia che non può uscire, ma dentro di sè qualcosa si sta scatenando. E Matt Smith è sempre più affascinante, anche con questo alone da cattivo marito.

A voi la parola…

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