Telefilm/The Walking Dead

Recensione | The Walking Dead 8×06 “The king, the widow and Rick”

Prima di vedere l’episodio riflettevo su come sarebbe stato più geometrico se anche a Rick avessero dato un soprannome, come a Ezekiel e a Maggie. Prima di vedere l’episodio avrei optato per qualcosa come “lo sceriffo”.

Dopo aver visto l’episodio ero ancora convinta che dovessero dare a Rick un soprannome. Dopo aver visto l’episodio avrei optato per qualcosa di meno poliziesco e più dostoevskijano: “l’idiota”. Non mi si fraintenda, io amo Rick e sono sicura che ha le sue buone ragioni per fare quello che fa però…

…cosa cacchio torni da quegli zozzi di omini spazzatura, cosa? E no, non mi si dica che era parte del piano, cioè, chissenefrega del piano, una volta fatti fuori tutti i Salvatori dovevano ammazzare pure loro, altro che accordi di qua e accordi di là. Ma insomma, prima ti danno la loro parola e poi ti tradiscono senza nemmeno cerimonie, TI SPARANO PURE ADDOSSO e tu, anima candida, ancora pensi che la cosa migliore sia provare a portarli di nuovo dalla tua parte? Tanto più che l’hai detto tu stesso, ora i numeri li hai, hai tre comunità affiatate che lavorano tra di loro: ci servono davvero questi operatori ecologici stramboidi di cui non sai niente, niente, se non che non ci si può fidare?

E infatti t’hanno rinchiuso, nudo come un verme dentro un container di lamiera sotto al sole, roba che Toro di Falaride lèvate.

Cioè, a maggior ragione: già mi pare difficile seguire il piano principale dato che tutti hanno iniziato a fare di testa loro (Daryl, Tara, Rosita, Michonne, Jesus), figuriamoci affidarsi all’arbitrio di qualcuno la cui lealtà dipende da come si sveglia la mattina.

Ma vabbè, voglio credere che Rick sapesse esattamente cosa stesse facendo e avesse davvero un buon motivo per rivolgersi a loro di nuovo, motivo che deve essere per forza qualcosa diverso da un mero “ci servono più alleati possibile”.

Impara da Maggie, Rick, che peraltro hai già dichiarato di voler seguire. Come gli omini spazzatura, anche Gregory ha tradito: e Maggie che fa? Lo imprigiona. Bella concreta, bella pragmatica.

La cosa migliore di tutto ciò, oltre vedere Maggie prendere decisioni (e inventarsi su due piedi un piano di riserva che contenga i rischi dovuti al colpo di testa di Jesus) da leader cazzuto qual’è, è che Gregory non se lo aspettava minimamente. Pensava, dopo aver cambiato bandiera per l’ennesima volta, di essere al sicuro e invece finalmente l’hanno trattato per quello che è realmente, un leccaculo codardo. Finalmente ha avuto quello che si è meritato fin dall’inizio. Buona fortuna, ora, a tornare tra le grazie del Salvatori, visto che è con loro che dovrai trascorrere i tuoi prossimi giorni. Che potrebbero anche non essere poi così tanti…

E parlando di Salvatori, c’è evidentemente il cagacazzo di turno che sicuramente morirà a breve (o almeno spero), ma c’è anche un ragazzo che mi sembra, ora come ora, vagamente suscettibile di redenzione. Ovviamente cercava di perorare la sua causa facendosi passare per una vittima delle circostanze (e non nego che non potesse essere così: cercava riparo e l’ha trovato tra i Salvatori, stop. Si fosse imbattuto prima in Alexandria l’avrebbe trovato lì, capite che voglio dire?), ma è pure vero che non mi sembra una testa calda come quell’altro. Magari c’è modo di portarlo dalla parte dei buoni… D’altronde, anche Tara all’epoca si trovava nello schieramento sbagliato. Così come Eugene è andato (apparentemente) di là, non vedo perché qualcuno non possa venire di qua.

E a proposito di gente che va e gente che viene, Siddiq sembra andare in direzione Alexandria, sotto la protezione di Carl. Mi domando: c’è da fidarsi? Bah, secondo me sì, alla fine non mi sembra un tipo losco, e mi è piaciuto il discorso sul “liberare” le anime dei morti, quindi hai visto mai che si tratti di un tipo a posto…

Invece, a proposito di gente che va e viene, ma molto probabilmente andrà… in paradiso, bisogna menzionare Henry, perché tutti sappiamo che fine fanno i ragazzini la cui storyline si intreccia a quella di Carol (a partire da sua figlia Sophia, a cui lei stessa ha alluso in questo episodio…) (promemoria: impedirle di avvicinarsi al futuro marmocchio di Maggie).

(peraltro, l’attore che interpreta Henry è, nella realtà, il fratello dell’attrice che interpretava Sophia. Chissà che lui non abbia più fortuna…)

Infine, due parole sul terzo leader del titolo, Ezekiel: dopo la morte del suo micione, è in piena crisi di identità. Si sta facendo dei seri scrupoli: chi è lui per dire alla gente che deve sacrificarsi? Si sente un imbroglione, praticamente, ma Carol gli fa presente che se è recitare una parte quello che serve per tenere unita la sua gente, allora così sia. Tempo due episodi e lo rivedremo in piedi a fare discorsi, datemi retta.

Ora, prima di chiudere, tributiamo a Rosita gli onori che merita:

 


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