Shameless US/Telefilm

Recensione | Shameless 8×02 “Where’s My Meth?”

“Happy lumpectomy day to you!”

[“Auguri per la nodulectomia a te!”]

L’entrata dei fratelli Gallagher in casa di Veronica e Kevin per fare gli auguri a quest’ultimo per la sua nodulectomia può sintetizzare un episodio che porta alla luce storie commoventi e personali dei personaggi, eppure riesce a strappare una risata. In realtà, questa capacità non è una novità in Shameless, anzi, è una delle caratteristiche principali della serie. Semplicemente in questa puntata si rivela con più intensità.


L’interazione tra la famiglia Gallagher e la famiglia Ball insieme era stata tralasciata negli ultimi tempi e questo ha, probabilmente, contribuito alla trasmissione della scena a un pubblico che, essendo affezionato, ha potuto apprezzare la ripresa di una dinamica familiare. Nell’arco dell’episodio però la dinamica che, ripresa, è riuscita a ricordate quanto fosse mancata è stata quella tra Veronica e Kevin.

“Although we’ve come
To the end of the road
Still I can’t let go
It’s unnatural
You belong to me
I belong to you”

[“Anche se siamo arrivati / Alla fine della strada / Ancora non riesco a lasciarti andare / È innaturale / Tu mi appartieni / Io ti appartengo” ]

Mentre Kev e Vì cantano le parole di “End of the road” dei Boyz II Men come se le avessero scritte loro stessi, si comprende per quale motivo sia impossibile pensare a uno senza l’altro. Oltre a questa parentesi, quasi melensa per gli standard di Shameless, nell’alternanza di toni tragicomici, ciò che viene fuori è come si supportano a vicenda e riescano ad affrontare qualunque cosa purché siano insieme, senza lasciare da parte l’umorismo. I due personaggi, infatti, affrontano in modo efficace un tema come è quello della malattia e, in particolare del cancro, che esso stesso si contraddice per la sua drammaticità e, purtroppo, la sua quotidianità. Kevin, che è coinvolto in prima persona, ha avuto l’occasione di mostrare la bellezza del suo personaggio tra la tendenza a lasciarsi trasportare dalla rassegnazione o dall’entusiasmo e la genuinità che lo contraddistingue tra le terapie di gruppo in cui trova conforto, i video informativi in cui trova, invece, carburante per la sua ansia e le spontanee ammissioni di non sapere qualcosa, come la differenza tra benigno e maligno.

La storia di Ian, invece, fallisce nei confronti dell’equilibrio “dramedy”.  La sofferenza di Ian per la morte della madre era coerente e comprensibile, dato che, da una parte, Ian era il figlio più simile a Monica, non solo per il disturbo bipolare in comune, dall’altra, proprio perché Ian era stato quello che, anche nella crescita, avrebbe voluto instaurare un rapporto di un certo tipo con la madre, ma ella lo aveva sempre deluso, in lei si racchiudeva tutto quello che Ian non avrebbe mai voluto essere. Una sofferenza solitaria tra i fratelli che, invece, non condividono minimamente e, anzi, sono sollevati e Frank addirittura non smette di ripetere di essere finalmente libero quando, forse, sarebbe stato l’unico a poter almeno comprendere la sofferenza di Ian. Non era però possibile contare su un supporto da parte di Frank. In questa situazione fortemente “drama”, però, il contributo del “comedy” arriva come estraneo, probabilmente superfluo e rasente il fastidioso. In particolare, al centro del dibattito sulla puntata e, soprattutto, sulla storia di Ian è stato il cosiddetto “fat shaming”, introdotto dal personaggio di Trevor e perseguito da Ian. In poche parole, il “fat shaming” descrive la vergogna derivata dalla ridicolizzazione di una persona o di una categoria di persone per l’esclusivo fatto di essere in sovrappeso. Le opinioni sono divise tra chi ritiene che una serie come Shameless, sempre stata politically incorrect, non abbia esagerato in questo caso, come non lo ha fatto in tutti i precedenti, e tra chi, invece, si è indignato perché ritiene che questa volta si sia effettivamente superato un limite e ci si trovi di fronte a un caso di “fat shaming”, dopotutto la serie si intitola Shameless (letteralmente senza vergogna). Il dibattito ha portato a una variazione sul tema dell’inneggiamento al ritorno di Mickey perché ha avuto come protagonista Trevor e ciò ha, probabilmente, aiutato molti adulatori di Mickey a schierarsi tra le file di chi afferma che la serie abbia fatto un passo falso. Ciò non è stata, però, l’unica conseguenza della scelta di Trevor: potrebbe essere interpretato come ipocrita, o perlomeno incoerente, un personaggio che nella scorsa stagione si è fatto bandiera di tolleranza e ora è invece invischiato in una situazione quantomeno controversa in tema di discriminazione, tanto che la dichiarazione – indiretta – d’amore da parte di Trevor a Ian in quell’occasione è passata in secondo piano. A parte questo elemento, le vicende di Ian donano in realtà tre  momenti apprezzabili, tutti collegati alla sua elaborazione del lutto della madre. Il primo è la conversazione con Fiona nella piscina: un momento affettuoso e spontaneo senza poter fare a meno di concludersi con una battuta. Il secondo è il tatuaggio clamorosamente sbagliato e che ha esplicitamente lo scopo di essere un momento divertente, ma, prima che si scopra l’equivoco tra Ian e il tatuatore, quest’ultimo ha un’intuizione che ti fa chiedere quanto malamente Ian gli abbia spiegato che tatuaggio volesse per provocare una così grave incomprensione: “il dolore emotivo non è individuabile, il dolore fisico invece sì. Puoi dargli un nome così diventa più gestibile”. L’ultimo è la fuga con Carl (il quale, oltre questa scena e a poche battute sullo stesso tema, non è pervenuto) dall’uomo che li sorprende nel deposito di Monica e li insegue urlando “Where is my meth?” (“Dov’è la mia metanfetamina?”) che è il titolo dell’episodio e anticipa gli sviluppi del prossimo. Questa breve scena e la storia della metanfetamina ereditata da Monica sono un piccolo tuffo nel passato quando era strano non veder scappare un Gallagher almeno una volta a puntata, in confronto al clima generale in cui i personaggi, nonostante gli incidenti di percorso, stiano tutti, chi più chi meno, cercando di cambiare o, almeno, di affrontare le cose invece di fuggire.

Il clima generale in realtà è una percezione perché, in effetti, in questo episodio alla fuga di Carl e Ian si aggiunge quella di Lip. Oltre alle sue corse di sfogo per mantenersi sobrio, Lip si trova a dover scappare da un cane che lo morde, a mo’ di metafora sulla situazione in cui si è cacciato. Infatti Lip, la cui fantomatica intelligenza sembra sparita da quando non ha in testa altro che riconquistare Sierra, segue un consiglio di Frank e cerca di incastrare Charlie, l’ex di Sierra, mettendogli sotto il naso della cocaina nella speranza che ci ricaschi perché, come dice Frank, “Once an addict, always an addict”. Alla fine, ascoltando Charlie a un incontro, Lip si pente e, fortunatamente, Charlie interpreta l’irruzione del ragazzo in casa sua per disfarsi della droga come un favore e lo ringrazia, ignaro che Lip stesse rimediando al suo stesso errore.

“Once an addict, always an addict” dichiara Frank e non si può far a meno di pensare che possa essere una premonizione del suo futuro. Frank sta cambiando o, meglio, a quanto afferma, sta tornando ad essere il ragazzo che era prima di conoscere Monica, con 35 anni in più. Frank ottiene un lavoro grazie soprattutto alla sua abilità da oratore e già gli viene accennata la possibilità di diventare manager, apre un conto in banca, legge i manuali, prende appunti e acquista un cellulare. Occorre prepararsi alla permanenza della versione di Frank pre-Monica oppure si attende il ritorno della versione di Frank che abbiamo conosciuto finora? In qualunque modo vadano le cose, avere l’occasione di dare almeno uno sguardo alla persona che Frank era stato è una possibilità di approfondire uno dei personaggi più riusciti della serialità.

All’interno della percezione di cambiamento positivo accennata precedentemente si trova Fiona. In questa puntata Fiona si trova a dover avere a che fare con gli affittuari che non pagano l’affitto. Il bello di vedere la maggiore dei Gallagher affrontare la situazione è la sua gentilezza che quando serve si trasforma in assertività fino alla fermezza. Si riscopre una Fiona determinata perché libera da insicurezze che, allo stesso tempo, si ricorda da dove è partita e il percorso che l’ha resa tale tra i ritardi nei pagamenti e le difficoltà economiche e non che ha vissuto e ciò non sembra darle vano orgoglio, ma fiducia in se stessa.

La storia di Liam continua ad essere tra le più coinvolgenti della serie e viene introdotta l’amicizia con un suo compagno di classe. Fa riflettere vedere come i bambini interagiscano con naturalezza tra loro e si stupiscano della vita dell’altro in modo sincero, contrapposto alle reazioni della tata e della madre dell’amico nei confronti della casa e del quartiere di Liam: la madre che butta i vestiti del bambino appena uscito di casa prima di entrare in macchina ne è l’apoteosi. Il messaggio sembra essere il ricordare che l’amicizia non ha differenza di classe e, fino a che lo stesso concetto non viene inculcato, i bambini reagiscono istintivamente con curiosità alla diversità. È auspicabile che l’amicizia tra Liam e il suo compagno riesca ad essere fatta crescere insieme ai bambini nonostante le difficoltà che verranno imposte dall’esterno.

Debbie è senza dubbio fuori dalla percezione di positività della puntata, anzi, forse ne è proprio il contraltare e con la sua negatività riesce a far risaltare gli altri personaggi. Le crepe che avevano fatto capolino nell’episodio precedente questa volta svelano la loro criticità. Debbie, presa dalla vita sociale che le ha dato modo di creare la scuola di saldatura, sfrutta il povero Neil come babysitter. Com’era prevedibile, Neil tenta di protestare ma Debbie è talmente assente che non lo ascolta nemmeno. Inoltre, quando inizia ad accorgersi che Neil sta arrivando alla linea di rottura, Debbie ha l’idea geniale di riallacciare i rapporti con la nonna di Franny, senza sforzarsi troppo di nascondere che la motivazione fosse trovare una babysitter gratis. Se Franny non si trovasse nel mezzo della situazione, ci sarebbe da sperare che la tendenza parassita di Debbie le si ritorca contro e nel caso della nonna sarebbe anche prevedibile avendo visto come la faccenda sia andata a finire l’ultima volta. Sarebbe da ricordare a Debbie la sofferenza di essersi vista portare via la bambina se continua ad essere madre solo quando le fa comodo.



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Ringraziamo: • Emmy Rossum Italia •| Shameless US Italian Page | Serial Lovers – Telefilm Page | Serie Tv Mania | Film & Serie TV | Serie Tv News | Crazy Stupid Series | – Telefilm obsession: the planet of happiness –

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