Telefilm/The Walking Dead

Recensione | The Walking Dead 8×03 “Monsters” 

Vi ricordate quando il Dr. Jenner, nella prima stagione, sganciò la bomba e rivelò a Rick che “Ehi, bro, siamo già tutti infetti, pìsendlov”?

Ecco, dimenticate tutto, dimenticate il virus zombificante, storia vecchia, chissenefrega, iniziamo invece a preoccuparci del virus scemificante. Questi sono i veri problemi, non gli zombie. Non so voi, ma io inizio a credere che ci sia qualcosa, nell’aria, nell’acqua o nel cibo, che renda quella povera gente scema, altrimenti non si spiega.

Prima è toccato a Morgan, che per carità, porello, tanto a posto con la testa non è mai stato del tutto. Poi è toccato a Carol. E adesso che i primi due sono rinsaviti (Morgan fin troppo), è toccato a Jesus.

Anche se, facili battute a parte, riesco molto di più a capire Jesus di quanto a suo tempo riuscissi a capire Morgan. Questo perché Jesus sta iniziando a pensare in termini di “grande disegno”, cioè nel senso di una civiltà che rinasce dalle ceneri della guerra contro Negan. Quelli di Morgan e Carol, invece, erano dei “piccoli disegni”, cioè per lo più limitati alla loro coscienza.

Trovo che l’agire di Jesus sia diverso fondamentalmente per una ragione: Maggie. O, per meglio dire, nel fatto che Maggie sia una futura madre, e quindi idealmente la progenitrice di una nuova civiltà auspicabilmente fondata sulla pace (che è infatti il fine ultimo della guerra contro i Salvatori) e non sul conflitto. Jesus sta sì cercando di preservare l’umanità di tutti ma, credo, quella di Maggie nello specifico.

Ora, io in linea di massima sono d’accordo con questa idea, ma nel concreto trovo che, ora come ora, la ragione sia più dalla parte di Tara, di Morgan e, in effetti, di Maggie, che a suo tempo aveva dichiarato di voler vedere tutti i Salvatori morti.

Questo perché è vero che uccidendo tutti i Salvatori poi potrebbe non restare più nessuno su cui esercitare la misericordia, e allora il grande disegno va a farsi fottere, ma è anche vero che i Salvatori non hanno mai giocato in modo leale. Quello che per Jesus è un atto di umanità, per loro è un atto di debolezza, e lo sfrutteranno a loro vantaggio. Non risponderanno misericordia a misericordia, ma anzi ne approfitteranno per avere la meglio sulle tre comunità. E allora quale civiltà potrà mai nascere, quale senso di umanità si potrà mai preservare, se siete tutti morti stecchiti?

E a proposito di morti stecchiti, ce ne sono stati tre, in questo episodio, che vale decisamente la pena di menzionare.

Eric perché, vabbè, la sua è stata una morte triste. Triste soprattutto vedere la reazione di Aaron nel comprendere che il suo ragazzo era ormai diventato un morto vivente. Immagino che sia la cosa peggiore a cui dover assistere, perché un conto è andarsene e bella lì, tanto tocca a tutti, un conto è diventare un mostro famelico, con le sembianze di chi si era prima, ma senza più esserlo veramente, come se anzi sé stessi non lo si è mai stati.

Quella di Morales, invece, è stata buona e giusta.

Quella del Salvatore che si era arreso a Rick e Daryl, al contrario, è stata un po’ meno buona e giusta (ecco, vuoi vedere che forse ha ragione Jesus?).

E sono proprio queste due morti ad essere interessanti, in quanto hanno in comune lo stesso denominatore: Daryl. È stato Daryl a premere il grilletto in entrambi i casi, e in entrambi i casi mi è sembrato che Rick non la prendesse troppo bene. Per quanto riguarda Morales è ovvio che Daryl non poteva fare altrimenti, come è anche comprensibile che Rick sia stato colto di sorpresa, dato che i due si erano incrociati all’inizio dell’apocalisse (e insomma, ci sta che ci rimani un attimo spiazzato).

Per quanto riguarda l’altro tipo, stando ai dettami di Jesus, si è trattata di una morte non necessaria. In effetti, anche probabilmente secondo i dettami di Rick, il quale trenta secondi prima gli aveva dato la sua parola che l’avrebbero lasciato andare, con particolare enfasi sul fatto che la parola di un uomo, specie di quei tempi, dovrebbe essere sacra.

Daryl ha sparato tutte e due le volte come se niente fosse, e come se niente fosse stava già pensando alla prossima mossa. Però mi ha colpito parecchio l’espressione di Rick la seconda volta, quasi volesse dire “come ti sei permesso di fare una cosa del genere?”. Ecco, non vorrei che tutto ciò porti ad una sorta di piccolo conflitto tra Rick e Daryl, e onestamente spero di sbagliarmi perché la mia mente si rifiuta di anche solo di concepire un’eventualità del genere.

Oh, ma sempre parlando di Rick: lo dicevo, io, che si sarebbe fatto intenerire dalla poppante in culla.

E già vedo Aaron adottarla, tanto per colmare il vuoto lasciato da Eric. Poi, se Maggie avrà un maschietto, possono combinare un matrimonio e vualà, ci siamo assicurati la discendenza sotto l’unificato impero di Alexandria-Hilltop. Toh, pare che anche io stia iniziando a ragionare in termini di grande disegno.

E per quanto riguarda Maggie, credo che la scena in cui si confronta con Gregory, mettendo nero su bianco tutto quello che lui ha fatto, cioè tradirli, venderli ai Salvatori, minacciare di buttare la gente fuori dal Hilltop, sia stata impagabile.

Ed è stata una scena interessante anche e soprattutto perché aveva come protagonisti i due capi di Hilltop, sebbene una in carica e uno deposto. Ha mostrato quanto possano essere diversi due personaggi che hanno ricoperto la stessa identica posizione. Così, da un lato abbiamo Maggie, leader motivata, decisa, che si è fatta carico del destino di decine di persone, mentre dall’altro abbiamo Gregory, cioè la solita banderuola leccaculo sempre pronta a muoversi nella direzione a lui più conveniente (in ogni caso, mi levo il cappello di fronte al suo interprete, perché sta rendendo il personaggio davvero reale, quando sarebbe bastato davvero poco per “strafare” e renderlo una macchietta).

E, come se non bastasse, Maggie ha anche dimostrato di essere the bigger person facendo entrare Gregory dopo tutti i suoi doppigiochi e gli inganni. A posizioni invertite, difficilmente Gregory avrebbe fatto lo stesso.

Ora, alla faccia di quelli che si lamentano che in The Walking Dead non c’è azione, anche in questo episodio si sono sparati addosso ma soprattutto hanno sparato addosso, cogliendo tutti di sopresa, ai due gruppi guidati da Ezekiel e Carol, finendo con un bel cliffhanger. Direi non male, visto che siamo ad appena il terzo episodio. Ora non ci resta da aspettare il quarto, così da sapere chi dei tanti ha tirato le cuoia.


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2 thoughts on “Recensione | The Walking Dead 8×03 “Monsters” 

  1. tra l’altro,lì a hiltop,come ad alexandria,o nel Regno,ci sono famiglie,tante famiglie,e pure se li metti fuori le mura,poco hai risolto,basta uno a fomentare tutti gli altri,negan o non negan. ma costruire una prigione,non solo una cella,sarebbe difficile? sì,forse,piu’il problema dello sfamare senza ricambio di manovalanza. io li manderei nella prigione della terza stagione,tanto so abituati a viaggiare,organizzassero un pulmino….io comunque sto con daryl. e con tara(mai l’avrei detto,finchè non insulta rick di nuovo almeno) e con morgan.
    ezekiel me lo sentivo che se la buttava da solo. ma ci pensa carol da sola a sterminarli tutti.
    tranquilla ci sono ancora quelli che “erano meglio le puntate lente ,c’era trama e piu’linearità” hahahahahahhahahah cit.testuale paro-paro,tranne le risate che provengono da kirkman direttamente.

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    • In realtà con tutti i Salvatori prigionieri so potrebbe utilizzare il modello Terminus: farli arrosto col rosmarino! Così per un bel po’ risolviamo pure il problema del cibo! (anche se secondo me sono un po’ stoppacciosi)

      Ezekiel un po’ se l’è tirata da solo: finché non sei a casa in pantofole davanti al caminetto non puoi dire “toh, non è morto nessuno”, perché sennò ti porti sfiga. Cioè, le basi!

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