Telefilm

Recensione | Supergirl 3×03 e 3×04 “Far From the Tree” e “The Faithful”

Cari supereroi ben tornati a National City, scusate per l’assenza prolungata ma io, a differenza di Supergirl, subisco i cambi di stagione e dopo una dura lotta l’influenza ha avuto la meglio. Ah i numerosi vantaggi di venire da Krypton. Ma lasciamoci alle spalle i dolori passati e concentriamoci su quanto di nuovo è accaduto in queste puntate.

Prima di tutto siamo andati a far visita al pianeta rosso, in una puntata che, anche se in apparenza era la più aliena di tutte, ha voluto indagare a fondo un sentimento del tutto umano e primordiale come quello fra padre e figlio. Mi spiace dirlo ma gli alieni ne sono usciti decisamente meglio di noi. A rappresentarli J’onn e suo padre M’yrnn. Che, nonostante la prigionia, vede ancora in suo figlio il suo unico punto di salvezza. L’unica cosa che ancora ha per non perdere completamente la testa.

Anche se non posso dire che alcune scena non mi abbiamo commosso: J’hoon che ritorna a casa, il ricordo delle figlie condiviso con il padre per fargli credere in lui, ho trovato nel complesso l’episodio piuttosto lento e distaccato dalla trama. Non so se ci sia stato un cambio fra gli sceneggiatori ma a questa stagione manca decisamente qualcosa per decollare. E non basta neanche il tema delicato dell’accettazione di se stessi trattato da Maggie nel suo burrascoso incontro con il padre per far cambiare le cose. Anzi ottiene quasi l’effetto contrario, sembra quasi un voler cercare a tutti i costi la lacrima, un voler affrontare continuamente tematiche sociali anche molto serie per distogliere le attenzioni su una trama di base molto povera,  perché arrivati alla quarta puntata non dico che tutto dovrebbe essere chiaro ma per lo meno un po’ più definito sì. Per dirla tutta non abbiamo neanche capito quale sarà il vero cattivo della stagione.

Su tutto l’unica certezza è che non ci sarà nessun matrimonio ad allietare i giorni di Supergirl. Meggie e Alex sembrano essere arrivate ormai al punto di rottura, o almeno sembra esserci arrivata Alex, la quale si rende conto che neanche per amore si può mettere a tacere i proprio sentimenti.

Come poi la sua voglia di maternità sia riemersa prepotentemente assistendo alla canzone di quella bambina petulante è un mistero, qualsiasi persona dotato di buon senso si sarebbe fatta legare le tube piuttosto che correre il rischio di dover assistere a certe recite per un numero  indefinito di anni.

Qualsiasi altra persona ma non Alex. Mi si è spezzato il cuore nel vederla così a pezzi, nel dover ammettere a se stessa che lei viene prima, nel capire che non si può vivere una vita di rimpianti neanche per stare con la persona che si ama.

A proposito di madri, Sam è ormai vicina a scoprire il suo alter ego, e la cosa non mi dispiace, anche perché come ho già detto questa assenza di cattivi inizia a essere deleteria per la trama, e poi ammettiamolo non è che la Sam amministratore delegato sia così interessante. Non ha neanche raccontato un aneddoto divertente durante serata per ragazze, Okay che nella vita non possiamo tuttte essere Lena Luthor ma esiste una via di mezzo non solo il continuo lamento per essere una madre pessima.

Provo una certa gioia quando un supereroe viene smascherato, specialmente quando questi supereroi non indossano nessun travestimento e ti riduci a pensare che in giro siano tutti sbronzi per non capire che dietro il costume attillato di Supergirl e Superman ci siano Clark Kent e Kara. Se anche uno come Oliver Queen che sapiamo non essere svegliassimo ha capito l’importanza dalla maschera, come potete non capirla voi? E poi arriva lui, il padre di Aria Montgmery, uno che ha per capirci ha un’ espressione da tonno costantemente stampata in faccia e riesce a fare due più due

Mr perspicacia non solo capisce quale sia la vera identità di Supergirl, ma fonda un’intera setta su di lei. ammetto che, se anche il tutto si è fatto rapidamente quietante, è stato bello vedere quale impatto profondo Supergirl abbia sulle persone che ha salvato. Che cosa voglia dire per le persone avere un eroina dalla loro parte, avere qualcuno in cui credere. La decisione di Kara di rivelarsi al mondo ha avuto conseguenze di cui lei non si era mai resa conto, non è solo salvare vite ma è avere fede. Così come lo scorso episodio ha ruotato intorno a l’amore questo ruota intorno a una altro argomento caldo nel mondo contemporaneo: come il credere in qualcosa influisce sulla vita della gente. Soprattutto quando quel credo viene del tutto travisato.

Gli insegnamenti di Rao dicevano qualcosa che non è stato compreso e che ha quasi portato a commettere una strage. Vi ricorda qualcosa?

A inizio puntata non ho potuti fare a meno di notare il nome di Chris Wood fra le guest star e, visto che del nostro viaggiatore dello spazio non c’è ne stata traccia, ho delle buoni ragioni per credere che la mano che sbatteva sul bozzolo a fine puntata sia proprio la sua. A quanto pare rivedremo presto il nostro Mon-el, anche se quella astronave non fa presagire nulla di buono.

Per questa settimana è tutto, vi do appuntamento alla prossima. Come sempre, vi invito a mettere mi piace a Parole Pelate, se non lo avete fatto, e poi a passare dalle nostre pagine affiliate e a godervi il promo di Supergirl del prossimo episodio.

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